Soldera contro tutti. Il Consorzio del Brunello risponde per le rime

di Antonio Tomacelli

È guerra. Dopo le affermazioni sferzanti di Gianfranco Soldera, il Consorzio del Brunello di Montalcino ha emesso un comunicato che rispedisce al mittente le accuse di scarsa chiarezza e spiana la strada che porta verso le aule dei tribunali. Sarà questo il prossimo passo del Consorzio o quelle lanciate sul nostro sito dall’avvocato Bernardo Losappio sono solo minacce? Nell’attesa copiancolliamo integralmente la bordata del Consorzio.

“Il Consorzio del Brunello di Montalcino ritenendo fortemente lesive le affermazioni rilasciate al Corriere della Sera di quest’oggi nei confronti dei produttori e del territorio nel suo complesso da Gianfranco Soldera, desidera chiarire la propria posizione rispetto a tali accuse infondate per evitare ulteriori strumentalizzazioni che danneggiano Montalcino e l’immagine del Brunello nel mondo.

Ad iniziare dalla proposta del Presidente del Consorzio di donare a Case Basse il “vino della solidarietà” con bottiglia ed etichetta diversa da quella nomale oggi considerata “irricevibile e offensiva, una truffa al consumatore”, ma che ieri meritava “il nostro sentito ringraziamento”. Il Consorzio sottolinea come volesse essere un gesto simbolico e di solidarietà dal momento che allora, sulla base delle sue stesse dichiarazioni, si pensava che tutta la sua produzione fosse scomparsa con l’atto vandalico e con il ricavato poteva fare beneficenza all’asilo o alla casa di riposo degli anziani. Oggi sappiamo che non è così (Soldera ha dichiarato che ci sono 7000 bottiglie ad annata), ma il significato di quel gesto di solidarietà rimane e riteniamo offensivo che ciò venga considerato alla stregua di una truffa.

Anche perché quell’atto e tutte le illazioni fomentate a margine per ora stanno danneggiando in modo considerevole l’immagine del Brunello e del territorio, mentre continuano a garantire una platea mediatica a chi l’ha subito per avere visibilità continua e lanciare accuse infondate.

Lo stesso vale per quanto riguarda l’idea ribadita che il Consorzio non voglia fare ricerca visto che che ha deciso di investire 150.000 € affidandosi al maggior centro di ricerca enologica presente in Italia, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. La ricerca si è sviluppata su tre filoni: lo sviluppo dei metodi che considerano il DNA oppure gli antociani per stabilire l’origine varietale, e gli isotopi stabili, questi ultimi per tracciare l’origine geografica del vino Brunello. Dopo molte e approfondite considerazioni la Dr.ssa Stella Grando, referente per la genetica dell’Istituto di San Michele all’Adige, ha confermato che il metodo del DNA su cui Soldera insiste tanto non è applicabile perché i risultati non sono riproducibili e improponibili per stabilire la purezza di un vino, dato che le miscele di DNA non sono quantificabili con precisione. Ciò non permette un controllo sicuro ed esteso su tutta la produzione.

Per quanto riguarda “la moltiplicazione del pane e dei pesci e non c’è territorio” desideriamo sottolineare come in un comprensorio di 24.000 ettari, solo il 15% è occupato dai vigneti. Inoltre va puntualizzato che a partire dall’anno 2006 i produttori di Montalcino hanno volontariamente ridotto la produzione ad ettaro del loro Brunello, passando da 80 a 70 quintali per poi scendere ulteriormente da 70 a 60 quintali nel 2011 nell’ottica di un ulteriore miglioramento qualitativo.

Sui motivi della sentenza e del movente dell’atto vandalico che non convince invece non entriamo ma come ha fatto emergere l’inchiesta ribadiamo l’assenza di collegamenti tra esecutore materiale ed il territorio ed il fatto che secondo le indagini l’atto sia stato il risultato di una questione puramente riconducibile a problematiche aziendali.

Quello che in conclusione più ci preme è tuttavia ribadire una volta per tutte e per buona pace di Gianfranco Soldera che, contrariamente a quanto lui pensa, nessuno in questo territorio e tantomeno il Consorzio ha parlato di cose diverse dal Sangiovese 100%, questo prevede il Disciplinare e questo viene rispettato.

Dal 1967 noi siamo per il rispetto del Disciplinare, per i controlli e per le ricerche. Chi parla di altro o di truffe senza averne le prove offende profondamente il territorio, la comunità dei produttori, il patrimonio comune che è Montalcino ed il suo Brunello, al solo scopo di innalzare la propria immagine calpestando il territorio e gli altri produttori.

Raccogliamo quindi con piacere le indicazioni del sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli secondo il quale “soprattutto in questo momento bisogna valorizzare il territorio ed il patrimonio imprenditoriale che esso esprime, una vera e propria eccellenza nel panorama internazionale. Chi al contrario utilizza la visibilità che il Brunello offre per valorizzare solo se stesso a scapito del territorio, chiunque esso sia, va condannato senza indugi.”

C’è ancora spazio per il dialogo tra Soldera e il Consorzio? A chi giova questa guerra fratricida?

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

29 Commenti

avatar

renato

circa 7 anni fa - Link

Condivido 100% quanto espresso dal Consorzio e Soldera ha perso un'altra buona occasione per starsene in silenzio. In questa caso ha fatto proprio una figura di m@@@a ed ha dimostrato di essere una persona presuntuosa, piena di se con dei grandi limiti esistenziali e di convivenza civile!

Rispondi
avatar

renato

circa 7 anni fa - Link

Ho notato con piacere che la mia segnalazione Vi è stata d'aiuto per una rapida e corretta informazione. Ore 9 http://divini.corriere.it/2013/03/26/il-consorzio-del-brunello-perche-soldera-sbaglia/

Rispondi
avatar

Angelo D.

circa 7 anni fa - Link

Questo mondo si autodistruggerà in 3...2...1... Serve attrezzarsi con i plastici e avvisare Vespa: c'è nel nuovo lavoro in cantina!

Rispondi
avatar

bruno

circa 7 anni fa - Link

E' veramente un peccato, in tempi così difficili dove ogni componente dovrebbe profondere il massimo sforzo per promuovere quelle cose che rappresentano il vanto d'Italia assistere invece a queste scaramucce che denotano tutto il limite di un'imprenditoria Italiana per molti versi arretrata e di cortile. Che peccato......l'ennesimo....

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Vedo con molto piacere che il Consorzio afferma le sue (buone) ragioni su tutti i punti sollevati da Soldera e lo fa in modo pacato, senza denigrare in alcun modo né la figura professionale di Gianfranco Soldera né i suoi vini. Un dialogo sereno e trasparente è il miglior modo per rispondere, ed è il miglior servizio reso ai tanti che vogliono chiarezza su Montalcino e i suoi vini.

Rispondi
avatar

Massimo

circa 7 anni fa - Link

"strumentalizzazioni che danneggiano Montalcino e l’immagine del Brunello nel mondo" Già l'incipit toglie voglia di comprendere le ragioni del Consorzio! Come se il problema fosse l'eccentricità di Soldera, non i fatti evidenziati dalle indagini passate nelle cantine di alcune aziende aderenti al Consorzio stesso. L'immagine è stata svilita per mano degli imprenditori, non da Soldera che prova a mantenere consensi, con un modo tutto suo e un'idea di marketing secondo me vincente. Altre aziende però meritano il successo di Soldera, tanti Brunelli da sogno e rossi di sangiovese che lasciano il segno! Produttori prendete spunto e trovate una vostra via, per consacrare le vostre grandi bottiglie; la via non è con il Consorzio, sinonimo (nella mente del consumatore interessato, forse non di quello medio che acquista tra gli scaffali della GDO) delle mistificazioni nate nei suoi anni di vita

Rispondi
avatar

Sir Panzy

circa 7 anni fa - Link

Per il valore che ha (nullo) vorrei esprimere la mia massima solidarietà a tutti quei produttori seri ed onesti che fanno di Montalcino un orgoglio nazionale. Vi siete comportati in modo ineccepibile ed intelligente con un vostro collega in grave difficoltà. Difficoltà dimostratasi poi fittizia (da tutta la produzione nei tombini a 7000 bt l'anno - cioè META' produzione - mica il 10%). Non solo, ricevete come ringraziamento una vagonata di "bufale" molto lontane dalla realtà e discredito per tutti. A pochi giorni dal Vinitaly. Più di prima sappiamo chi sono i Signori a Montalcino e chi non perde occasione per elevarsi a paladino del nulla gettando fango e merda sugli altri.

Rispondi
avatar

renato

circa 7 anni fa - Link

@ Sir Panzy questa volta te lo appoggio :)

Rispondi
avatar

Bernardo Losappio

circa 7 anni fa - Link

Non è una guerra è la necessaria tutela di un Consorzio, del territorio e soprattutto di quei tanti produttori che quotidianamente lavorano senza sputare nel piatto dove mangiano. E' l'assoluto bisogno di rispetto che a questa terra è dovuto. E' soprattutto un bisogno di verità: le affermazioni del broker trevigiano necessitano di essere verificate, non solo in dipendenza delle gratuite offese rivolte a un CdA di un Consorzio e al Sindaco di un Paese che da anni lo ospita e che tanto gli ha dato, ma soprattutto, a questo punto non è rinviabile verificare da che parte sta la verità ..... ponendo l'attenzione sulle tempistiche dei fatti e dei comunicati stampa e dei contenuti dei medesimi. Bisogna verificare tante cose, tanti atteggiamenti ... bisogna tutelare tutti quei produttori che in silenzio rendono grande il nome del Brunello e lo fanno senza offendere o peggio ancora senza dare dei truffatori ai propri colleghi ... Un pò di verità aiuterà tutti, soprattutto i consumatori a capire tante cose ... Non basta pensare di fare un buon vino per togliere di rispetto ... Bernardo Losappio

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Caro Bernardo, con molto affetto (e piena comprensione per la rabbia di chi si sente accusato ingiustamente) ti devo proprio dire una cosa; con la logica dell'occhio per occhio si finisce tutti ciechi. Sono i chiarimenti puntuali e pacati come quelli del Consorzio che tutelano i produttori, mentre la polemica accende solo la rissa. Vogliamo un nuovo volo di stracci che delegittima tutti? Per favore, finiamola qui.

Rispondi
avatar

Frank

circa 7 anni fa - Link

Sinceramente da lettore ed appassionato vorrei un chiarimento su quello che è realmente accaduto. Non capisco se la colpa sia dell'informazione o dell'informatore ma ad oggi non ho ancora capito (forse sono io il disinformato) quanto vino sia realmente andato perso e quanto salvo, qualche barrique , qualche piccola vasca o metà della produzione?

Rispondi
avatar

gabriele succi

circa 7 anni fa - Link

Leggendo qui: http://www.aislombardia.it/notizie/1670-il-produttore-si-racconta-gianfranco-soldera.php parrebbe che gli sia rimasto un terzo della produzione delle annate "incriminate" e tutto il 2006 ritirato dal mercato... Cito: "Purtroppo, come tutti abbiamo avuto modo di apprendere tristemente dai giornali, dovremo aspettare sei anni prima di poter assaggiare nuovamente i vini del “Grande Maestro”. Gianfranco Soldera precisa il fatto che si sono salvate circa 8.000 bottiglie del 2006 Riserva che erano imbottigliate e saranno vendute nel 2013. Inoltre la cantina dispone ancora di 22.105 litri di annate tra il 2007 ed il 2012 che saranno venduti negli anni successivi." Quindi sarebbero 8.000 bottiglie (di 2006) + i 22.105 litri rimanenti (che danno circa 4.900 bottiglie di MEDIA per annata) sono una bellezza di circa 37.400 bocce in tutto. Che diviso per 7 (sette annate contando anche la 2006) sono circa 5.350 bottiglie/anno di MEDIA... Alla faccia della quasi totalità... :roll:

Rispondi
avatar

Lor

circa 7 anni fa - Link

Il problema è che con questi quantitativi (medi annuali, quindi per alcuni anni sarà di più e per altri meno) non riuscirà a colmare le sue botti (da 40-60hl) ed il vino non potrà affinare come vorrebbe e difficilmente per le annate 2007-2012 uscirà del brunello (forse la 2007) ma più probabilmente un IGT.

avatar

renato

circa 7 anni fa - Link

Non vorrei ci fossero delle assicurazioni in corso....ed allora sai com'è, il quantitativo distrutto ed assicurato potrebbe aumentare di notte in notte. Non era il mestiere di questo Soldera l'assicuratore in quel di Treviso ?

avatar

ruggero romani

circa 7 anni fa - Link

Bravo!!!

Rispondi
avatar

Massimo

circa 7 anni fa - Link

Puntuale e pacato, come purtroppo non è stato qualche anno fa, quando servivano prese di posizione pubbliche nei confronti di alcuni imprenditori. Troppo tardi ora accusare Soldera di strumentalizzare le vicende, il consumatore critico è amareggiato dagli scandali e la "furbizia commerciale" di Case Basse attira il suo interesse. I produttori sani dovrebbero fare altrettanto, a loro modo; chiaramente ce ne sono moooooooolti altri meritevoli, chi più chi meno abituato a stare sotto ai riflettori.

Rispondi
avatar

AG

circa 7 anni fa - Link

Massimo buonasera. Una premessa: io sono uno dei pochi ai quali Gianfranco Soldera riesce anche a stare simpatico (non lo chiamo broker nè Maestro) e uno degli altrettanti pochi che ogni tanto le sue bottiglie se le beve ma io tutta questa furbizia commerciale e marketing vincente sinceramente non lo vedo nell'offendere altri 250 colleghi e un territorio che gli ha dato la possibilità di essere quello che è. Stavolta, nei modi e nei mezzi, ha passato la misura. Non so se legalmente ma eticamente di sicuro.

Rispondi
avatar

Massimo

circa 7 anni fa - Link

Ma ha preso una posizione chiara sugli eventi successi, ne ho sentite poche. Quindi, per merito, mi sento d'indirizzare i miei consumi (e quelli delle persone sulle cui scelte posso influire, attraverso il mio lavoro e non) sui vini Case Basse e sulle aziende che hanno scelto dove schierarsi. AG, nel suo commento entra nel discorso l'etica; giusto! Essere consumatori non significa solo giudicare la bontà o meno di un prodotto, ma anche le scelte etiche di un produttore. A questo pusto occorre analizzare il significato del termine "eticamente", AG...è meno etico rifiutare sgarbatamente un premuroso favore o accettare di sedere a tavola con chi ha pregiudicato il nostro pluriennale lavoro, attraverso lo svilimento di una storica denominazione?

avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Hai ragione, al momento dello scandalo il Consorzio avrebbe dovuto essere così chiaro e pacato così come è stato ora. Però siamo esseri umani, ed è dannatamente difficile essere lucidi quando sei in mezzo ad un terremoto e non sai neppure se sopravviverai.

Rispondi
avatar

AG

circa 7 anni fa - Link

Il momento era quello che era, alcune persone sono ancora......

avatar

Tommaso Farina

circa 7 anni fa - Link

Stefano, come ho già detto ci inviti (forse giustamente) a tacere. Peccato che sull' "altro fronte" non ci pensino nemmeno. Devono sempre tacere, quelli che la pensano come Losappio? O come me?

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Non invito a tacere nessuno, chiedo solo che si eviti la delegittimazione reciproca. Se per rispondere a uno sparo io ne tiro un'altro alla fine non restano che macerie e il risultato finale è certo; è quello ottenuto dal genio che per far dispetto alla moglie si castrò. Ci sono modi più intelligenti per far valere le proprie ragioni.

Rispondi
avatar

renato

circa 7 anni fa - Link

@ Stefano Condivido la sua serenità di giudizio e pacatezza, la legge del taglione o occhio x occhio non ha mai portato a niente, guardiamo ebrei e palestinesi come sono ridotti dopo 50 anni di guerre e dissidi. Resta il fatto che ancora una volta il broker trevigiano ha passato la misura per voglia di protagonismo, altezzosità, arroganza o mali dovuti alla senilità, non lo so, ma a me non sta simpatico. Sembra quasi che se le cerchi tutte lui le disgrazie, almeno non coinvolgesse gli altri produttori

avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Mi scoccia molto monopolizzare il dibattito e me ne scuso, ma ci sono delle ovvietà che a quanto pare troppi (nella foga della polemica) stanno scordando ma che devono essere dette. Vero, Soldera ha passato la misura. Vero, non doveva coinvolgere gli altri produttori. Ma facendo questo ha cambiato il fatto che i suoi vini (e anche il suo modo di essere, siamo onesti) in passato ha dato lustro al Brunello? Ovviamente no. Per cui dimostriamo con i fatti che le sue accuse sono assurde e infondate, ma si smetta di chiamarlo con disprezzo "broker trevigiano" perché produttore di Brunello è e resta e pure importante. Leggetevi l'articolo di oggi sul Corriere della Sera, quello è il modo giusto di rispondere; fatti, dati e nessun accenno polemico. Tanto di cappello al Presidente.

avatar

Bernardo Losappio

circa 7 anni fa - Link

Caro Stefano, visto che a più riprese mi chiami in causa ... cercherò, come da ti auspichi, di rispondere in modo intelligente. Con tutta l'amicizia e la stima che ho per te, sinceramente non comprendo il tuo paternalismo, il tuo buonismo esasperato. Credo di aver legittimamente stigmatizzato il comportamento tenuto da un produttore che ha gettato fango sul Consorzio, sui produttori e su tutto un territorio. Rileggiti i vari comunicati stampa e soprattutto l'articolo apparso sulle pagine nazionali del Corriere della Sera ... quell' intervista è offensiva e tende a screditare il lavoro di tutti ... insinua strumentalmente dei dubbi nel lettore ignaro. Quell'intervista è di una gravità senza precedenti e, se per caso non te ne sei accorto, non fa parte della nostra cultura, delle nostre tradizioni e del nostro modo "contadino" di comportarsi. Per questo motivo mi ostino a chiamare il soggetto di cui si discute broker trevigiano, non per disprezzo, quanto perchè non può e mi pare non voglia essere identificato come gli altri produttori. Se te sei disposto, non so per quale recondito, ad accettare tutto questo ne prendo atto, ma anche te accetta il fatto che qualcuno a questo punto ritenga legittimo andare all'attacco per dire basta difronte a comportamenti non più tollerabili; almeno per me. Spero che tu trovi la mia risposta sufficientemente intelligente e pacata.

avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Certo che la risposta è intelligente e pacata. Il problema sta anche li, ma soprattutto nel cosa si vuole difendere. Per come la vedo io il Brunello, i suoi produttori e la comunità di Montalcino hanno un senso se hanno una grande storia che li rende unici, altrimenti siamo solo gente che fa un ottimo vino rosso. Ma di ottimi vini rossi ce n'é fin troppi. Quella storia è fatta di grandi vini, di grandi personaggi, di grandi aziende ma anche, e forse soprattutto, di grandi leggende. Giuste, vere o meno non importa. Tu puoi attaccare gli errori, è giusto e doveroso farlo. Ma non picconare mai i miti in quanto tali, perché è anche su quelli che si regge il Brunello e tutta la nostra economia. Per questo è sbagliato ridurre un mito del vino a broker trevigiano, sulle etichette dei suoi vini premiati nel mondo c'é scritto Brunello come in quelle di Giacomo Neri quando fu nominato numero uno al mondo, se svaluti chi li ha fatti svaluti il Brunello; puó sembrare strano accomunarli, ma entrambi coi loro risultati hanno portato prestigio al Brunello molto più che a stessi, qualunque fosse la loro intenzione. Per questo li ho difesi e li difenderò, anche se condannerò i loro errori se sbaglieranno. Se vuoi, dato che siamo a Pasqua, è anche l'insegnamento cristiano; condannare il peccato, non il peccatore.

avatar

Bernardo Losappio

circa 7 anni fa - Link

Caro Stefano, hai colto nel segno ... i miti sono tali proprio perchè si elevano sopra gli altri per le azioni compiute ... partendo da questo assunto certamente la tua tesi è sconfessata. Infatti, mai e poi mai sentirai Giacomo Neri dire male dei propri colleghi ...anzi ... . Parliamo di un'altro vero mito Franco Biondi Santi: pensi che si sarebbe mai abbassato a scrivere e dire le cose che ha detto il broker? eppure lui ha avuto forti contrasti con il Consorzio. L'ho già detto, non basta fare grandi vini per potersi permettere di offendere tutto e tutti .... serve anche signorilità e consapevolezza del proprio ruolo ... per questo non si può confondere Franco Biondi Santi o Giacomo Neri con il broker trevigiano. Spero di aver chiarito il mio pensiero. Devo a questo punto fare una comunicazione di servizio: C'è un uomo piccolo di statura, che da anni è afflitto dal morbo della crociata, con il tempo i suoi seguaci si sono assottigliati sempre più ... è rimasta solo una vikinga a dargli un pò di soddisfazioni .. ma dietro di se ha il deserto. Poverino ... per riempire il proprio blog è addirittura arrivato a copiare i miei interventi postati su questo blog e riportarli nel suo .. interpretandoli liberamente. So che questo uomo piccolo di statura non scrive niente di interessante e che ormai da anni riesce ad attrae la propria attenzione solo parlando male di Montalcino ... tuttavia, oggi che è Pasqua andate a visitare il suo blog ... tutti oggi dovrebbero essere felici anche gli uomini piccoli di statura ... quindi per favore visitatelo, date un sorriso anche a questo piccolo uomo. Buona Pasqua

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Basta, è Pasqua e si deve tutti essere più buoni. Pace sulla terra. Ma la sai una cosa buffa? Pensa che ti ripensa, la migliore risposta a chi ipotizza una Spectre a Montalcino (o magari la mafia!) che congiura per distruggere le cantine di chi non si allinea al Grande Fratello lo sai qual'é? Una bella risata.

Rispondi
avatar

ugo

circa 7 anni fa - Link

Per Gabriele Succi: ed alla faccia della crisi che ci attanaglia... 290 euro per 5 sorsi di vino (alle cene organizzate dall'AIS la mescita di vino è al massimo di 50 ml a calice) ed una cena-degustazione che al massimo vale 50 euro.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.