Addio cabernet, nuovo disciplinare per il Montefalco Rosso

di Jacopo Cossater

Montefalco, Perugia. È finalmente arrivato il momento della modifica del disciplinare del Rosso. Il nuovo CDA del Consorzio ha infatti eliminato il fastidioso obbligo di utilizzo del (minimo) 15% di uve autorizzate in regione (da leggersi: merlot e/o cabernet sauvignon) aprendo così alla possibilità per le cantine del territorio di produrre vini a base di solo sangiovese e sagrantino.

Ecco il passaggio del comunicato stampa che annuncia questa attesa novità:

Modifica degli uvaggi. Subirà variazioni anche la composizione degli uvaggi del Montefalco DOC. Si passa da tre uvaggi (Sangiovese dal 60 al 70%, Sagrantino dal 10 al 15% e altre uve autorizzate 15-30%) a due uvaggi prevedendo la possibilità di non utilizzare un terzo vitigno in favore del solo utilizzo in prevalenza di Sangiovese (dal 60 all’ 80%) e in misura minore di Sagrantino (dal 10 al 25%) per rafforzarne struttura e intensità.

Era ora, ci sentiamo di aggiungere.

[In foto: Amilcare Pambuffetti, Presidente del Consorzio]

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, per motivi diversi ha un debole per NYC e per Stoccolma ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Su Intravino dal 2009.

7 Commenti

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Montosoli

circa 3 anni fa - Link

Come mai questo cambiamento ?? Hanno modificato anche il tempo di invecchiamento...?? Attenzione perche il Rosso e la forza trainante.....il Sagrantino e fermo al palo...

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Luca

circa 3 anni fa - Link

E' una bella notizia, perchè chi possiede, ad esempio, vigneti di solo Sagrantino non può produrre altro che Montefalco Sagrantino D.o.c.g. oppure Umbria i.g.p. Un esempio che ho visto e assaggiato: Il Gheppio produce Montefalco Sagrantino d.o.c.g. sia secco che passito (tra l'altro, eccellenti davvero!) e poi quasi timidamente propone solo ai privati locali un Umbria i.g.p., che ho avuto la fortuna di assaggiare, da uve Sagrantino. La pressatura attenta e quasi soffice ne fanno un rosso carico di profumi fragranti di frutta, ma ben strutturato e non così tannico come si possa temere. Molto meglio del 100% dei Rosso di Montefalco assaggiati fin'ora. Eppure deve (doveva) sottostare alla i.g.p. Umbria. Quindi questa notizia è sicuramente positiva!

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Jacopo Cossater

circa 3 anni fa - Link

Purtroppo Luca le cose per chi ha solo vigneti a sagrantino non cambiano. Il nuovo disciplinare del Montefalco Rosso prevede, volendo togliere eventuali quote di uve "terze", una fortissima base di sangiovese (dal 60% all'80%) con un po' di sagrantino (fino al 25%).

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ftancesca

circa 3 anni fa - Link

Perchè purtroppo? I produttori si vedono ampliare la gamma su cui scegliere all'interno di un percorso di tradizione che fin dal 1973 epoca della domanda di riconoscimento DOC fotografava il vigneto della zona come composto da più varietà tra cui addirittura bianche fino al 25%. Le uve bianche nel frattempo come nel Chianti Classico padre ispiratore di tutti gli uvaggi del centro Italia sono uscite dal rosso per i noti motivi qualitativi e hanno trovato la possibilità di essere valorizzate nel Montefalco Bianco ed è questa la vera novità a base di Trebbiano Spoletino e nel Montefalco Grechetto seconda novità che andrà ad ereditare con un'areale molto più circoscritto i Grechetto dei Colli Martani prodotti in zona . Comunque giusto per la precisione la possibilità di usare uve terze a bacca rossa nel Montefalco Rosso oltre alle note Sangiovese e Sagrantino è rimasta inalterata. Vorrei aggiungere anche che la Montefalco Rosso non è una DOC di ricaduta del Sagrantino DOCG come nel caso delle successive per nascita Brunello/Nobile/Rosso ma ha una base ampelografica completamente diversa e si offre ai consumatori come un prodotto complementare alla Montefalco Sagrantino per avvicinarsi da un'altra angolatura quella sangiovesista alla realtà del nostro territorio.

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Jacopo Cossater

circa 3 anni fa - Link

Nessun purtroppo infatti, era accezione riferita solamente al commento precedente. ;)

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gp

circa 3 anni fa - Link

"Comunque giusto per la precisione la possibilità di usare uve terze a bacca rossa nel Montefalco Rosso oltre alle note Sangiovese e Sagrantino è rimasta inalterata". Infatti se si legge bene la notizia (copiaincollata da qui: http://vinodabere.blogspot.it/2015/07/nuovo-disciplinare-approvato-dal.html ) ci si accorge che le percentuali dei vitigni (perché "uvaggi"?) non collimano, perché sommando il minimo dell'uno e il massimo dell'altro non si arriva a 100. Restano quindi certamente le altre uve autorizzate, probabilmente con la stessa percentuale minima e massima (15-30%). Resta quindi l'indicazione di due vitigni + un gruppo di vitigni (Sangiovese, Sagrantino, altri), esattamente come prima, ma la novità è che chi vuole può utilizzare solo i primi due, grazie all'aumento del 10% ciascuno della loro percentuale massima. Inoltre l'equazione "altri vitigni"= Cabernet del titolo del post (oppure merlot e/o cabernet sauvignon come nel testo) varrà forse per la maggior parte dei produttori, ma non per tutti (Di Filippo per esempio usa il Barbera come terzo vitigno per il suo Montefalco Rosso).

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Jacopo Cossater

circa 3 anni fa - Link

Esatto, grazie Gp, infatti nel post sottolineo "la possibilità per le cantine del territorio di produrre vini a base di solo sangiovese e sagrantino". Verissima anche la tua conclusione, anche se appunto la stragrande maggioranza delle cantine utilizza merlot (o in minima parte cabernet).

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