Lambruschisti di tutto il mondo, unitevi: ai Laghi di Campogalliano andrà benissimo

Lambruschisti di tutto il mondo, unitevi: ai Laghi di Campogalliano andrà benissimo

di Alessandro Morichetti

Negli ultimi quattro anni, per tre volte e una pura coincidenza, inizio le mie ferie a metà strada sull’asse Barbaresco-Civitanova Marche. Precisamente al ristorante “Laghi” di Campogalliano. C’è tutto quel che serve a preparare lo svacco: i laghi ovviamente, pescatori, paperelle libere, cani al guinzaglio, qualche turista in costume e poi il baracchino centrale che è bar-ristorante, con ampia possibilità di mangiare all’esterno.

Se il contesto è accomodante, trovare Marcello all’accoglienza mi rincuora ogni anno di più. Perché Siamo in Emilia, e una terra in cui nascono i lambruschi può solo essere luogo di sorrisi grossi e grassi come una cucina mai stitica e poco sottrattiva. Vivaddio.

Paolo e Marcello

Paolo Reggiani è lo chef-patron da qualche decina d’anni: è di Modena e caso vuole sia nato ad un paio di vie di distanza da Massimo Bottura, che qui non è chef-divo ma amico d’infanzia. Marcello invece ha solo 25 anni, e ha gentilezza, un amore smisurato per il grande Lambro e un paio d’anni d’esperienza giovanile all’Osteria Francescana, più stagioni in giro e una permanenza qui ormai solida.

Menù Slow con tutto quello che vorresti trovare per capire esattamente dove sei a salivare.

Antipasti

Abbiamo iniziato con O mia bella Mora e Mortadella Classica del Presidio – tipo partenza col botto – ma è il momento giusto per aprire e chiudere una parentesi sul beveraggio, sorvolando sul Sorbara d’apertura senza etichetta e non in commercio di cui ai più skillati sul tema non sfuggiranno nome e cognome: basti dire che non è arrivato a vedere i salumi.

O mia bella mora

Il ristorante Laghi è la casa del Lambrusco, e sotto ai 20 euro c’è una quantità di bottiglie così stappabili che non mi viene in mente, in tutta Italia, una zona dal rapporto prezzo-felicità migliore di questa. Ne abbiamo prosciugate quattro in due e assaggiata una quinta: tutti Lambrusco, tutti così vicini eppur così lontani. Con una preferenza per lo StioloRosso 2015 di Gabriele Ronzoni (Casalpriore): un vino delizioso, in cui l’80% di Sorbara viene ispessito dal saldo di lambrusco oliva e ancellotta, uva tintoria per definizione. Rifermentato in bottiglia dalla nitidezza coinvolgente, tessuto saporito, amalgamato a perfezione da una bolla sottile e preziosa. Spettacolo. [Trovate info sull’azienda in questo articolo di Roberto Giuliani].

Vini

Piazzato poi sopra a Mafaldine al torchio con ragù di salsiccia di mora romagnola, diventa una roba da manuale dell’orgasmo. Ma il bello del Lambro è che sta bene un po’ con tutto quindi immaginate il finale con la Cotoletta della zia Iris e la sua doppia panatura (parmigiano più uovo e pane bianco), vivacizzata dal caramello all’agresto, cioè mosto di vino acetificato (11 euro).

Cotoletta della zia Iris

 

Tappa sicura, vista sul lago che dona serenità, e ristorante che racconta la gioia di una terra splendida con un vino – il Lambrusco – trattato da signor nessuno quando se ne potrebbero facilmente scorgere i centomila gradi di piacere. Unico e irripetibile pure in epoca sfavillante di pet-nat, che qui hanno una storia lunga e un futuro dal potenziale ancora terribilmente sottovalutato.

 

Ristorante Laghi
via Albone, 27 – Campogalliano (MO)
Tel. 059 526988 – info@ristorantelaghi.it
Chiuso per ferie da dicembre a marzo; chiusura settimanale: mercoledì.
Marzo, aprile, ottobre, novembre: aperto venerdì, sabato, domenica.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

4 Commenti

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Federico

circa 2 anni fa - Link

Giá che eri lì spero tu abbia fatto un salto dai ragazzi del Podere il Saliceto!

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Alessandro Morichetti

circa 2 anni fa - Link

Tutto iniziò 4 anni fa con una visita da gp alla quale avevo attaccato il pranzo. Poi è diventata un'abitudine di inizio estate

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Federico

circa 2 anni fa - Link

La vita è bella quando è piena di buone abitudini ;-)

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sergio

circa 2 anni fa - Link

Mi piace il post. Non bisogna sempre motivare. Ma uno dei motivi, comunque, è questo: è in controtendenza con lo sviluppo della ristorazione italiana degli ultimi anni. Coraggioso e lodevole l'elogio del lambrusco. Vi sono altri post di Alessandro Morichetti che sono dello stesso tenore. PS Ancora non è nata una critica gastronomica capace di evidenziare i limiti della cd. cucina stellare: limiti di creatività e d'innovazione coperti, spesso, da virtuosismi tecnici. Distinguere le due cose è molto più difficile di quel che sembra. Ma, oltre a questo, poi bisogna avere le p.... per uscire dal conformismo in cui la critica gastronomica italiana è immersa.

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