La Taverna del Capitano di Alfonso Caputo (e quel suo mare che fa proprio sognare)

La Taverna del Capitano di Alfonso Caputo (e quel suo mare che fa proprio sognare)

di Leonardo Romanelli

Leggere un libro dedicato al mare aiuta, se vuoi andare a mangiare alla Taverna del Capitano. Entri nell’atmosfera giusta, sia in un giorno di sole che se dovesse piovere e magari, durante il viaggio, conviene accendere la radio e mettere la musica di Amalia Rodrigues o la chitarra di Ricardo Rocha: la musica lusitana, quella che meglio si attaglia ad Alfonso Caputo, il cuoco, lo chef, il creatore dei piatti: suoni intensi e passionali, come d’altronde è la sua cucina, ma poi, una volta giunti nel luogo, si scopre che tutto il locale è pervaso da questa atmosfera, dove si respira orgoglio e sacrificio.

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Si arriva a Nerano, diventata famosa per gli spaghetti preparati con zucchine fritte, basilico e provolone, anche questi vengono preparati alla Taverna, dove in realtà il pesce impera, anche se la carne il suo spazio ce l’ha. Una volta giunti al posto, conviene sedersi sulla terrazza, osservare il mare un po’ dall’alto, mentre si beve un bicchiere di vino e attendere, senza farsi prendere dalla fretta: Marina del Cantone è un paese che deve molto alla famiglia Caputo, e se le persone arrivano fin qui, spesso è merito loro.

Parliamo di un’impresa familiare, che vede coinvolta ancora Grazia, la mamma di Alfonso, la sorella Mariella in sala responsabile del servizio, il cognato Claudio anche lui in sala, tutti stregati da questa locanda che sembra una calamita considerando la capacità di attrazione, per un pubblico vario che decide anche di soggiornare nella locanda. Alfonso porta il nome del nonno, colui che ha dato il via all’avventura, poi concretizzata da suo padre Salvatore, dando inizio all’opera 50 anni fa.

Prima di fermarsi a casa Alfonso ha girato, fatto esperienza, in Francia ma soprattutto in Giappone, una terra che lo stava per conquistare totalmente. Ma ha retto al richiamo delle sirene orientali, per poi portare a casa l’esperienza accumulata in quei soggiorni, anche se è bene non farlo parlare troppo di quel tempo, altrimenti riparte la musica di sottofondo del fado e lui potrebbe commentare “Formidabili quegli anni..” con gli occhi che vagano a ricordi di gioventù.

Arriva il momento di mettersi a tavola ed entra in scena Mariella. Bello osservare chi in sala riesce ad essere in grado di accogliere senza fare il protagonista, dimostra competenza quando c’è bisogno senza tediare chi è a tavola. L’arte di stare in sala è sempre più in disuso e non sarebbe male venire ad osservare chi riesce a conservarla. Lei si occupa del vino mentre il marito Claudio è l’anfitrione.

I menu sono molteplici: 3 degustazioni, una a 110 di 7 portate a discrezione della cucina, uno a 90 di 6 portate, e quella di 4 con i classici della Taverna a 70 euro. Nella carta le ricette portano l’anno di creazione messo accanto, tanto per far capire i classici, le novità, quello recuperato. Stuzzichino iniziale e, come aperitivo, Ca’ del Bosco Franciacorta Vintage 2002, fresco e croccante.

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Si parte con I gamberi e il sarago, serviti con acqua di cavolo rosso, moka di aculei di ricci e limone, acido senza strafare, saporito senza imporsi, dal retrogusto lungo e piacevole. A seguire ecco Il palamito sulla pietra di mare ovvero il filetto cotto e crudo messo su una pietra rovente, con il suo fegato e la confettura di arance speziata, in uno spiedino che permette di mangiarlo con le mani. Ha un contrasto di temperature e consistenza che lo rende particolarmente appetitoso.

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Si arriva a Il Totano rosso in spaghetto  di patata fritto, alghe di mare, peperoni gialli e rossi e bottarga di palamito, un piatto che soddisfa anche la tendenza attuale del “dipping”, mangiare tuffando in salse  e aromi , a cercare in ogni boccone sapori diversi.

Totano

Vermicelli

Quindi, in sequenza, i Vermicelli trafilati in casa al pomodoro, quasi una sosta benefica per rimarcare il ritorno alle origini, all’essenziale, a dove tutto è partito. Potevano mancare loro, il classico del luogo? Arrivano gli Spaghetti alla Nerano ed è un bene , per capire come la semplicità paga quando è fatta alla perfezione.

Spaghetti nerano

È la volte del Dentice imperiale con fiore di zucchina ripieno di ricotta e salsa di verdure, la relazione pericolosa tra latticino e pesce che si concretizza in un piatto avvolgente e delicato.

Dentice

Rimane lo spazio anche per il parmigiano con miele e noci, la piccola pasticceria e le ciliegie tuffate nel cioccolato che possono essere ancora un gradito pre-dessert quando il dolce è il piccolo cannolo di riso e pistacchio con crema di ricotta, salsa di fragole e frutti di bosco.

Cannolo

Sono passati cinquant’anni, le nozze d’oro di un locale sono più difficili di quelle tra sposi: la famiglia Caputo ha festeggiato felicemente e promette che il futuro sarà  ancora più stimolante.

 

TAVERNA DEL CAPITANO
Piazza delle Sirene 10/11 – Località Marina del Cantone
80061 Massalubrense (Na)
info@tavernadelcapitano.com
Telefono +39 081 808 10 28

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

1 Commento

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Tiziana

circa 3 mesi fa - Link

Ho avuto la fortuna di soggiornarvi a luglio 2017 , ripeto fortuna ,tutto perfetto complimenti a tutta la famiglia Caputo . Tiziana e Marco Spreafico - Lecco

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