Apre McDonald’s in piazza Duomo a Firenze: dov’è lo scandalo?

Apre McDonald’s in piazza Duomo a Firenze: dov’è lo scandalo?

di Leonardo Romanelli

Trent’anni come se non fossero passati: Firenze è famosa per essere città amante del suo passato, anche gastronomicamente parlando, ma negli ultimi tempi mostrava ottimi segni di risveglio, con la nascita di ristoranti dalle proposte accattivanti – molti dei quali hanno assunto importanza nazionale – paragonabili a quanto succedeva negli anni Ottanta, quando nacquero i locali che hanno fatto la storia recente della gastronomia.

Sui giornali, però, il capoluogo toscano ci finisce oggi per una polemica con la multinazionale del fast food, McDonald’s, che vuole aprire a Firenze in piazza Duomo, al posto di un negozio di articoli sportivi in crisi. Appena la notizia viene divulgata, parte la pagina Facebook in opposizione all’iniziativa, che conta 16mila aderenti ma solo 30 di questi scendono in piazza, segno tangibile di come la polemica sia facile farla con un click, ma poi, se si tratta di andare sotto il sole cocente, meglio stare a bere una birra ghiacciata in salotto.

Qual è dunque il problema, considerando che in città esistono già 9 negozi con la grande M gialla, senza considerare la presenza di 3 Burger King, con altri in previsione di apertura? La scelta di una piazza simbolo, ovvio. Andando in giro per il mondo, è facile vedere che i negozi della catena si trovano in zone storiche altrettanto rinomate, a Parigi il Louvre in primis, e poi l’ad di McDonald’s Italia, Roberto Masi, leggermente alterato, rivela che ci sono stati mesi di trattativa con il sindaco e due assessori della giunta: forti di un regolamento che obbliga le nuove aperture a servire almeno il 50% di cibo preparato con prodotti toscani, i rappresentanti del Comune impongono ai responsabili della catena di fast food di chiedere una deroga a quel regolamento, pretendendo che non si potranno mettere insegne, che dovranno fare servizio al tavolo, che gli arredi dovranno essere consoni all’ambiente e che, magari, oltre alla birra anche il vino rigorosamente toscano, potrebbe trovare lo spazio alla mescita.

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Tutti elementi che vengono accettati, una decisione quasi storica, da comunicare in positivo ma, al momento della polemica cocente, viene sospesa la questione. Che fare? Potremmo rispolverare il buon Lenin in versione gastronomica: il decreto comunale nasce per mettere fine allo scempio di una città dove di mangifici ne sono nati anche troppi negli ultimi anni, con il kebab che si mescola ai paninari fasulli da salumi industriali e vino di dubbia qualità.

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La speranza del sindaco Nardella è quella che entri in vigore il decreto Franceschini, in estate, con i poteri che vengono dati al sindaco in materia di commercio, ma la questione non appare facile. Se ci si appella al decoro, ci sono negozi di cianfrusaglie vestiti, scarpe tra Ponte Vecchio, piazza della Signoria e il Duomo che certo non depongono a favore del concetto di bellezza e qualità, viene da chiedersi perché solo sul cibo si scatenino polemiche di questa portata.

Intanto, come da tradizione, la città si divide su pareri diversi che sembrano tanto dei passatempi estivi: facile presagire che alcune delle firme messe sulla pagina FB saranno di alcuni che hamburger e patatine non li disdegneranno affatto.

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

13 Commenti

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Totoppeco

circa 4 anni fa - Link

Esatto. Fosse solo per il mc donald's che apre in piazza Duomo Firenze sarebbe stupenda lo stesso. Firenze è diventata una città oltremodo oscena, indecorosa, brutta, triste, volgare, tamarra (con rispetto parlando dei tamarri) per via di tutti quei negoziacci brutti, tristi, volgari, indecorosi, chiassosi e tamarri che popolano buona parte del centro storico. Che vergogna!

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Luigi Pittalis

circa 4 anni fa - Link

io lo scandalo lo vedo ogni volta che turisti ignari si siedono ai tavolini di sedicenti "ristoranti" che non comunicano il menu e li fanno alzare portandosi con se un immediato sospetto di essere stati fregati e una successiva sensazione di cattiva digestione, solo in parte dovuta alla scarsa qualità delle materie prime. Da MD sai ciò che ti aspetta e non puoi avere sorprese. Il problema vero è che questo, in una città come Firenze, purtroppo oggi è di per se un valore per il fatto che l'offerta prevalente, ed in maniera proporzionale alla vicinanza con il centro, è di scarso valore ma soprattutto di poca o nessuna trasparenza. Nardella provando a vietare MD in piazza Duomo nega l'effetto perché non sa in che modo modificare le cause.

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Dario

circa 4 anni fa - Link

Perchè no a McDonalds in Piazza Duomo? Per motivi di orgoglio, di estetica, di difesa dalle multinazionali dell'agroalimentare, di preservazione del patrimonio olfattivo delle vie della nostra città, per mantenere forti certe tradizioni. Ci sono già molti (troppi) MD a Firenze, nessuno si sogna di opporvisi in una città (teoricamente) cosmopolita come la nostra. Irish pub, supermercatini indiani, pizzerie al taglio di qualità infima: tutto ci può o deve stare (a seconda dei punti di vista), ma nella giusta misura. Ben vengano le contaminazioni ma centellinate e di qualità (meglio un ristorante giapponese come Eito che dieci finto giapponesi all-you-can-eat...) ma non riduciamo Piazza del Duomo "a una cagna in mezzo ai maiali" se vogliamo preservare quel che resta dell'Anima della nostra città. Viva quindi l'arte di trippai e lampredottai, viva quindi chi capisce e propone bene le nostre eccellenze come i ristoratori del Mercato Centrale (sopra e, soprattutto, al piano di sotto), viva quindi i tanti ristoratori intelligenti e carichi di passione che continuano o hanno ripreso una tradizione per rinnovarla e riadattarla mantenendo il DNA fiorentino. Farsi trafiggere aì core dalla Spectre del cibo sarebbe la nostra morte più brutta. E so che, conoscendo quanto hai scritto nei passati anni, caro Romanelli, sei pienamente d'accordo.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 4 anni fa - Link

Anche a me danno fastidio i segni cafoni del tempo, ma ci vogliamo rendere conto che tutti i monumenti della bellissima Toscana li hanno pagati i nostri antenati mercanti, che hanno fatto i soldi vendendo qualunque cosa a chiunque era disposto a pagarla? Ci vuole una regola e il Comune deve vigilare che estetica e prodotti non deturpino la città, ma da qui a fare crociate contro il turista in canottiera e i negozi che gli piacciono tanto (e che fanno vivere l'economia locale) ce ne corre.

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sergio

circa 4 anni fa - Link

Condivido il pensiero di Stefano Cinelli Colombini. Anche perché lo vedremmo molto più facilmente accanto al conformismo che sta dilagando sui food blog su questo tema. E invece è fuori del coro. E anche per questo mi fa piacere condividere la sua opinione.

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Capex

circa 4 anni fa - Link

Appena esci dalla stazione di Santa Maria Novella (la stazione centrale) dal lato piazza Adua ti trovi di fronte a destra Mac D e a sinistra Burger K, tra Firenze e hinterland non si contano i fast Good soprattutto della prima catena. Firenze non si è chiusa al turista cafone ed ai suoi gusti bensì dopo aver venduto il suo corpo non vuol cedere anche l'anima. La presenza di tante brutture giustamente citate non deve essere motivo di aggiungerne altre. Mac ha avuto modo di piazzare i suoi negozi ovunque nell'area metropolitana fiorentina almeno piazza San Giovanni (del Duomo) e piazza della Signoria le lasci stare. I turisti che desiderano mangiare da Mac in centro hanno diverse opportunità è indispensabile con vista cattedrale? Mi meraviglio che su un Blog che condanna bottiglie o cantine che non rispettano la tradizione del vino e del territorio (ricordate il barolo nelle "donnine"?) si sia di queste opinioni in merito alla questione.

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sergio

circa 4 anni fa - Link

1 Perché uno che va da McD è un cafone? 2 Perché al Louvre si ed in Piazza Duomo no? 3 Che cosa significa Libero Mercato?

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Capex

circa 4 anni fa - Link

1 cafone chi va da Mac non l' ho detto io ma Stefano Cinelli Colombini. Visto che condividi almeno prima leggi bene. 2 perché se ogni tanto possiamo essere meglio in qualcosa non vedo il motivo di omologati agli errori degli altri. Già che come italiani mediamente non brillano. 3 il libero mercato non è sinonimo di tutto è lecito. Davanti ad un asilo non si può mettere un sexy Shop. Sono stato chiaro?

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Capex

circa 4 anni fa - Link

Ci sono luoghi dove cose consone se vuoi fighe rapportate in altri diventano cafone: una donna in pareo e reggiseno a Forte dei Marmi è consona, la stessa in piazza della Signoria è cafona. Mac in zona stazione ed altre del centro storico è utile, accanto alla cattedrale è di troppo. Un grattacielo nell'hinterland ci può stare, anche in quella di Firenze ma nel Chianti no.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 4 anni fa - Link

Io veramente non ho scritto che chi dà da Mac Donalds è un cafone, ho scritto che non mi piacciono i segni cafoni di cui questo tempo è ricco. Ma poi di che discutete? Es modus in rebus, è tutto qui. È la capacità di rendere armonico ciò che è diverso che ha sempre fatto grande la Toscana, mica il rifiuto del nuovo. Per quanto cafone sia. Guardate che la primavera del Botticelli alla maggioranza dei contemporanei appariva cafona e molto volgare, di roba così Savonarola né bruciò parecchia. Con grande consenso popolare. L'errore non è permettere a Mac Donalds (in cui ho mangiato solo una volta, digerendo dopo tre giorni) di aprire in Piazza Duomo, ma di non aver imposto ai tanti similari sparsi ovunque di adottare una estetica compatibile con ciò che hanno intorno. Il punto è l'estetica, non il cibo perché sarebbe cretino e fuori dal tempo imporre ad un ristorante cinese di cucinare ribollita. O no?

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Capex

circa 4 anni fa - Link

Ho inteso: Mac è uno dei segni cafoni del tempo tanto amato dai turisti in canottiera. Ho inteso male e me ne scuso. Alla suddetta catena è stato permesso di aprire ovunque (un Mac è a 300 metri da Piazza del Duomo) . Lei mi parla di estetica? Perché secondo lei Mac adotterebbe un'estetica particolare? Eppoi la Primavera del Botticelli? Savonarola?? Ma per favore.

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sergio

circa 4 anni fa - Link

La distinzione tra cibo cucinato all'interno di un locale ed estetica esterna fatta da Stefano Cinelli Colombini è importantissima per districarsi in questa vicenda che ormai è diventata nazionale. E, si badi, io sono favorevole a questi criteri estetici: in questo senso tengo conto delle ragioni di Capex, ma in parte. Capex non vuole, comunque, un locale del tipo di McD in piazza Duomo. E le capisco le sue ragioni ma non le condivido. Se vogliamo andare all'estero ad aprire locali ci piacerebbe trovare le stesse limitazioni? "Dovete usare il 50% della carne della nostra contea" "La pizzeria napoletana deve usare 50% delle nostre mozzarelle" "Una pizzeria non va bene qui perché ...ecc... L'esempio del Louvre è molto significativo: sappiamo quanto siano nazionalisti i francesi. Le regole del libero mercato si possono interpretare con diverse sfumature: sia a livello teorico che pratico. Ma non si possono stravolgere. In conclusione discutiamo e confrontiamoci anche vivacemente senza mancarci di rispetto. Chiudo qui i miei commenti salutando Capex e Stefano Cinelli Colombini.

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Capex

circa 4 anni fa - Link

Spero di non aver mancato di rispetto, non vorrei mai. Peraltro gli interventi di Sergio li leggo sempre con interesse e spesso li condivido; su Cinelli Colombini...per me è un'istituzione. Una precisazione: io ho parlato solo della questione Mac/Duomo sull'obbligo della toscanità dei prodotti non sono per forza d'accordo.

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