Verdicchiata strepitosa (14 etichette) con 6 intrusi. Una serata di altissimo spessore

di Andrea Marchetti

Cinque batterie, 14 Verdicchio di annate e provenienze diverse più 6 intrusi: questo e molto di più è stata la Verdicchiata che si è tenuta da Soul Wine a Casalecchio di Reno (alle porte di Bologna), enoteca di ricerca (grande la sezione Champagne) con cucina e punto di riferimento per tutta la zona.

Grande ospitalità e parterre delle grandi occasioni tra produttori marchigiani-emiliano-romagnoli e forumisti storici, passando per una colonna storica degli appassionati bolognesi: su tutti, Don Vino.

Cinque le batterie proposte, ognuna con un filo conduttore più o meno serio, per svelare una discreta panoramica del verdicchio.

  • La prima batteria era quella dei vini con qualche anno sulle spalle:

Villa Bucci ’98 (Magnum): nell’occasione specifica questa etichetta storica, nel millesimo del suo primo tre bicchieri, è stata un po’ deludente per la platea, io invece, pur avendola bevuta in altra occasione in condizioni migliori, l’ho apprezzata per l’eleganza olfattiva; parte molto bene con note floreali e di frutta secca delicata, una leggerissima ma gradevole tendenza ossidativa, in bocca nonostante mantenesse una sufficiente tensione, perdeva un po’ in equilibrio, soprattutto riassaggiato a fine serata.  87 

Colonnara Cuprese ’02 e ’03 (Magnum): molto interessante il confronto tra i due Cuprese in queste due annate particolari, il risultato è stato esattamente opposto alle aspettative: il 2002 dona note evolute caloriche di miele e frutta secca, un po’ troppo morbido e mancante di nerbo in bocca. 78; il 2003 invece in un’annata generalmente pessima e caldissima, ci dona note molto fresche al naso, in bocca troviamo una perfetta corrispondenza con una bella vena sapida in evidenza, finale pulito e discretamente lungo. 86 

Una puntata in Alto Adige per vedere come si è evoluta una bottiglia di Terlano Vorberg 2003: buona l’integrità, ma nel complesso è un po’ deludente, mi aspettavo di più, naso piuttosto caldo, centrato su frutta gialla matura, una nota boisé e dolciastra vanigliosa, abbastanza calorico anche in bocca. 77 

  • Seconda batteria con due intrusi che abitualmente giocano sulla finezza olfattiva e la verticalità, per sfidare due etichette classicissime in versione 2009

Vatan Clos la Néore ’12: versione per me molto, troppo varietale al naso, con in evidenza le note caratteristiche del sauvignon blanc, vegetale verde composto da foglia di pomodoro e bosso, menta, asprezza d’agrume; la bocca ha uno spessore veramente notevole, la sensazione acida tende all’astringenza, il vino manterrebbe comunque un proprio equilibrio se non fosse per un alcol troppo slegato.  84, da riassaggiare

Villa Bucci ’09: sottoperformante rispetto all’ultimo assaggio effettuato, mostra un olfatto inespresso, in divenire, stretto e un po’ scomposto, esprime un po’ di camomilla, note medicinali e poc’altro; in bocca invece gira molto bene, brilla per equilibrio anche se il finale è un po’ repentino. 83 

Tornante ’12 Vadiaperti: davvero un bel vino, profilo di montagna, teso e terso, aspro e nervoso, olfatto limpido giocato tra note soffuse agrumate, lattiche, minerali e di floreale alpino, ma il meglio lo dà in bocca con un imponente profilo di sali, sapore, acidità e dinamica ad aprirsi fino ad un lungo finale con rimandi ad erbe aromatiche, metaforicamente richiama una parete rocciosa verticale. 91 

San Sisto ’09 Fazi Battaglia: sembra da aspettare, risulta ancora marcato dal legno in cui viene fermentato ed affinato, anche il finale risulta un po’ squilibrato sul “legnoso”, il vino è comunque diverso dall’ultimo assaggio fatto, in cui mostrava un’armonia superiore. 81 

  • Terza batteria, accomunata dall’annata 2006

Sylvaner ’06 Kuenhof: piuttosto anonimo, propone note vegetali non particolarmente fini, in bocca è stretto, ma non verticale e la parte calorica non è equilibrata sufficientemente da acidità/sapidità. 75 

Riesling ’06 Castel Juval: forse il vino più sorprendente della serata, in anni di assaggi mai mi era capitato che alla cieca una platea esperta scambiasse quasi all’unanimità un riesling altoatesino per uno non italiano, molti hanno detto Alsazia, alcuni Germania, nessuno Val Venosta, questo per sottolineare la capacità di Martin Aurich di estrapolare il potenziale di questo vitigno e portarlo ad un livello qualitativo compatibile con i vini di oltre confine. Alla vista porge un bel giallo paglierino, mostra un naso da vero renano complesso, con pesca gialla matura, agrume candito, mineralità sia rocciosa che di idrocarburo, erbe aromatiche ed un tocco di botritizzazione, peccato che la bocca non sia del tutto all’altezza, non avendo uno spessore corrispondente a tale splendido olfatto. 91 

Serra Fiorese ’06 Garofoli: al naso le note di legno in cui fermenta e matura sono bene integrate, ma la bocca è troppo rilassata, il finale un po’ caldo.  82

Selezione Gioacchino Garofoli ’06 Garofoli: olfatto di impostazione molto classica con note vegetali verdi e di mandorla, un po’ statico, la bocca ha ottima struttura, si sente un filo di alcol in eccesso. 85 

  • Grande interesse e curiosità per la quarta batteria, quella che metteva in campo i verdicchio che per impostazione stilistica o caratteristiche dell’annata, esibivano un profilo acido, mineral/algido/agrumato/verde (descrizione contorta ma ci siamo capiti, vero?)

Vertis ’10 Borgo Paglianetto (Magnum): è un Matelica che fa criomacerazione per estrarre meglio gli aromi, ma il risultato è solo discreto, è tutto al posto giusto, ma nessuna componente brilla particolarmente, il naso è tenue, sfilato, sfumato, la bocca è bene assortita e di sostanza, ma manca un po’ di “cattiveria”. 83 

Cantico della Figura ’10 Felici (Magnum): la denominazione è Jesi, ma il territorio è quello di Apiro, che tende a Matelica. Il vino di Leopardo Felici fa la solita bella figura (battuta), con un naso freschissimo di agrumi, salvia ed erbe aromatiche, la bocca è verticale, sapida, di grande spessore e buona persistenza. 89 

La Staffa 2013: Riccardo Baldi non ha avuto timore a presentarsi alla degustazione che comprendeva uno dei suoi vini. In questo caso è stata l’annata 2013 a dare il timbro al best seller de La Staffa, con una nota di mela verde sparata al naso ed energica acidità in bocca, tanto che molti alla cieca hanno detto Collestefano ’13. Il territorio invece è quello di Staffolo, il vino è imbottigliato da poco ed è ancora da attendere, ma promette molto bene. 87 

Collestefano ’11 (Magnum): una versione di Collestefano che mi piace meno di altre, con un profilo insolitamente caldo e maturo per questa etichetta, è comunque un discreto vino. 85 

  • Quinta ed ultima batteria con quelli che dovevano essere i profili un po’ più “larghi” della giornata

Bonci San Michele ’10: vino ben fatto, nulla da dire, ma non lascia particolarmente il segno, il naso è bene assortito ed in bocca si fa notare per buona “potenza” ed una bella scia sapida. 84 

Derthona ’11 Vigneti Massa (Magnum): questo vino mi ha trovato abbastanza in disaccordo con il resto dei partecipanti, a me non è piaciuto particolarmente, non molto espressivo al naso, in bocca manda ritorni vegetali, minerali ed una certa grassezza, ma il finale è abbastanza asciugante. 78

Mirum ’10 La Monacesca: gran bel vino, complesso e centrato, bel compromesso tra verticalità e grassezza, tra fruttato e mineralità. L’olfatto è ampio, si va dall’agrume al fiore/frutto giallo passando a note di frutta secca per arrivare ad un cedro candito, in bocca è sinuoso ed avvolgente, con una forte venatura sapida che ne contrasta l’evidente lato glicerico e lo equilibra perfettamente. 92 

Salmariano ’10 Marotti Campi: mi ha sorpreso positivamente, vino molto equilibrato, olfatto di fiori gialli e mandorla, note boisé ben integrate, bocca scorrevole con rimandi minerali salmastri. 86

In conclusione, accanto alle mie note di degustazione metto la media-voto su tutti i vini serviti alla cieca.

1. mirum 10 87,28
2. juval riesling 06 85,70
3. cantico 10 85,55
4. marotti campi salmariano 10 85,00
5. tornante 12 84,60
6. derthona 11 massa 84,10
7. collestefano 11 83,95
8. sel g.garofoli 06 83,65
9. la staffa 13 83,59
10. vertis 10 83,21
11. s.michele bonci 10 83,21
12. vatan neore 12 81,60
13. vorberg 03 81,11
14. cuprese 03 81,10
15. sylvaner 06 kuenhof 79,28
16. villa bucci 98 79,20
17. serra fiorese 06 78,90
18. san sisto 09 78,74
19. villa bucci 09 78,37
20. cuprese 02 76,40

(foto di copertina: Mauro Fermariello)

12 Commenti

avatar

Luca Risso

circa 4 anni fa - Link

Vale la pena sottolineare Castel Juval 2006 (bevuto di recente e confermo il giudizio al 100%) con tappo a vite, alla faccia di tutte la fuffa che si legge su questa chiusura. Luca

Rispondi
avatar

alessandro bocchetti

circa 4 anni fa - Link

bella squadra... i risultati di Villa Bucci dovrebbero far riflettere sulle tante discussioni fatte ;) ciao A

Rispondi
avatar

suslov

circa 4 anni fa - Link

scusate l'approccio data-driven ma sono un nerd. allora: 20 vini voto massimo 92 3 vini appena sopra il 90 3 vini 3 sotto l'80 media complessiva 84.2 sia detto senza cattiveria ma non mi sembra proprio una figata pazzesca. aridateme cristiana lauro.

Rispondi
avatar

Bruno Folli

circa 4 anni fa - Link

caro suslov, le cose interessanti sono anche quelle che ti danno una panoramica generale del tema che si va a trattare perché ti danno il quadro conoscitivo in senso lato e apprezzare anche meglio i vini che costituiscono le eccellenze. Bruno

Rispondi
avatar

ilmoralizzatore

circa 4 anni fa - Link

Concordo con la bontà del riesling juval. Sul Bucci nessuna sorpresa, spesso quel vino é sopravalutato. Non sono d'accordo con il giudizio su collestefano: annata seppur minore ,vino delizioso. Prosit

Rispondi
avatar

gp

circa 4 anni fa - Link

A occhio e croce, il limite principale del Riserva Villa Bucci sta nell'essere uscito in quasi tutte le annate, a partire dalla 1997 (sono state saltate solo 2002 e 2011, come riportato sul sito aziendale). Quindi quando ci si imbatte in un'annata debole come la 2003, la 2005 o la 2007 non si fa un grande affare. Al contrario, nelle annate buone o ottime per la denominazione si tratta di un grande vino, anche se può non piacere a tutti per il suo stile tendenzialmente sussurrato e "a levare", anziché assertivo come i vini che mettono più o meno tutti d'accordo (come il Mirum, tanto per dire, un Matelica dal netto piglio jesino). La 2009 bevuta qualche tempo fa mi è sembrata in linea con le uscite migliori, e delle 2004 bevute anni fa ho un ricordo bellissimo. Riguardo alla 2009 della serata, darei per certo che si tratta di una bottiglia difettata, come ha ipotizzato anche chi ha scritto l'articolo. In questi casi metterei un bel "?" di fianco al punteggio, a scanso di equivoci. Farei lo stesso anche con la media, perché francamente un Riserva Villa Bucci in buona annata che risulta penultimo tra 20 vini non è molto attendibile.

Rispondi
avatar

gian paolo

circa 4 anni fa - Link

Vini e compagnia meravigliosa !Ottimi vini che riavrei assaggiato volentieri il giorno dopo! Concordo su tutta l'analisi fatta-devo dire che ho impararato molto !-non però sul voto del vino del mio maestro Walter ...almeno un 90-92 .ciao e grazie atutti per la compagnia e la super qualitàdi certi degustatori ....zio can che bravo Matteo Farini li beccava tutti alla cieca....ho paura a dargli i miei vini ciao GP

Rispondi
avatar

andrea jermol groppi

circa 4 anni fa - Link

Chiedo scusa, ma perchè del Vorberg avete scelto proprio l' annata peggiore delle ultime 10 in commercio?

Rispondi
avatar

Matteo Farini

circa 4 anni fa - Link

Troppo buono ma in realtà ne ho beccato 2/3 al massimo. Inoltre hai omesso tutto il resto di minchiate che ho sparato. Detto questo l'importante è divertirsi, stare bene insieme e perchè no, approfondire anche i vini e cercare di ricavare anche qualcosa di didattico dalla bevuta. A presto allora!

Rispondi
avatar

michele collucello

circa 4 anni fa - Link

Non concordo con Gp di Roma sul valore della 2007 di Villa Bucci, annata imho di grande valore e nettamente superiore alla 08.

Rispondi
avatar

Fabrizio

circa 4 anni fa - Link

Reduci proprio da pochi gg da un viaggio nella zona del Verdicchio posso confermare la buonissima impressiona avuta dai produttori Colonnara e Marotti-Campi. Di quest'ultimo abbiamo assaggiato tutto trovando una qualità davvero molto buona, e forse la migliore Lacrima di Morro D'Alba, è vero poi, molto bene il Verdicchio Salmariano. Di Colonnara siamo stati sopresi dal Cuprese, bevuto ieri il 2012... e confermato di struttura già molto buona e di alcol un po' altino ma ben integrato, ma niente a che vedere con l'eccellenza del Tùfico, da provare poi i metodi classici di Verdicchio, una sorpresa. Questa cantina ha un'eccellenza qualitativa ma sbaglia i prezzi, oppure siamo stati trattai troppo bene! Da Bucci sono stati di grande cortesia nell'accoglienza facendoci assaggiare di tutto, confermata la qualità dei Verdicchio, ma non conoscevamo i rossi 'Conero', da considerare poichè ci hanno interessati.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.