Una “Rodanata” semplicemente epocale (cioè 14 vini uno meglio dell’altro)

Una “Rodanata” semplicemente epocale (cioè 14 vini uno meglio dell’altro)

di Federico Graziani

Poteva essere la solita cena-degustazione di enofighetti che si ritrovano per aprire bottiglie da urlo e insomma, gli elementi c’erano tutti. Aggiungeteci tanti amici e un luogo speciale, perché la rodanata si teneva presso il Luogo di Aimo e Nadia, dove ho passato 3 lustri della mia vita. Risultato: serata epocale.

Appuntamento importante come il menù, 6 portate in abbinamento pensate per fondersi con le bottiglie. Dei 14 previsti enostrippati ne sono rimasti solo 9 più uno a servizio, Alberto Piras.

Iniziamo con quattro bianchi pazzeschi, tutti sopra la dozzina (d’anni) e un carattere invidiabile.

Chateau Grillet, Neyret-Gachet 2003 è semplicemente stupendo, fuso di agrumi, pietra e un legno ben integrato, ottima beva.

Chateauneuf-du-Pape, Chateau Rayas Blanc 2002: un vino complesso. Difficile affermare che mi sia piaciuto da subito, ma durante la serata si è aperto tralasciando quel carattere un po’ ignorante che hanno a volte i grandi bianchi. Alla fine, uno dei più apprezzati.

Hermitage Blanc 2001 Jean-Louis Chave: un classico di polso, fiori fiori e ancora fiori, susina e tanta eleganza.

Ermitage De L’Orée, Chapoutier 1994 in magnum: bello e salato, marino nel ricordo dei frutti gialli dimenticati.

Nel frattempo dalla cucina arrivano stuzzichini, mise en bouche, pane, olio e i primi 2 piatti, imperdibili: la zuppa etrusca (in versione rafforzata con salama da sugo) e i mitici Spaghetti, diventati Spaghettoni con cipollotto fresco e peperoncino.

La faccenda si fa seria, la fame si placa e arrivano le cannonate con i rossi.

Cornas, Clape 2006: frutto pulito, integro e croccante. Sa di buono, di bucato di Marsiglia e non cede in nulla.

Côte Rôtie, Jamet 2009: confesso che è stata la mia grande sorpresa. Raramente si trova una fragranza assoluta come questa, frutto perfetto che solo pochi grandi Borgogna possono offrire ma, se possibile, con una maggiore bevibilità.

Côte Rôtie, Rostaing 2005: bello e terroso, sempre dolce nei profumi ma non ruffiano, giovane e fiero.

Côte Rôtie La Mordorée, Chapoutier 1991: uno dei pochi maggiorenni della serata, mostra complessità, spezie, frutta e un equilibrio davvero invidiabile.

Chateau de Fonsalette 2008: sempre bello (è la seconda tenuta di Chateau Rayas), un naso straordinario nelle spezie ed erbe aromatiche, decisamente selvatico.

Con Clape e i Côte Rôtie arrivano le tagliatelle di grano duro con tordi e piccione, gustosissime e delicate come pure i ravioli ripieni di ossobuco con salsa allo zafferano.

L’abbinamento perfetto però rimane La Mordorée di Chapoutier con purè e cinghiale, da perdere la testa. Sull’ultimo secondo, la guancia brasata, ci giochiamo la mini verticale di Chave:

Hermitage Rouge, Jean-Louis Chave 2004, 2001 e 2000. C’è poco da dire: la 2004 è stupenda, fine e sottile, note di frutta fuse a menta e una chiusura di polvere da sparo. La 2001 forse è l’unica bottiglia per cui non ci siamo strappati i capelli, un poco sottotono. Ma piacevole. La 2000 è uno dei vini più buoni che io ricordi di aver bevuto, semplicemente perfetto.

Hermitage La Chapelle, Jaboulet Aîné 1999: tiene il passo e gioca le sue carte nell’armonia e finezza dei suoi profumi così come in un corpo molto ben articolato.

Chateauneuf-du-Pape, Clos Des Papes 2006: che Dio ci perdoni ma a questo punto era veramente dura rimanere concentrati. Prometto che lo riassagerò con maggiore attenzione.

Considerazioni tra me e me sulla via del ritorno: in questa cena è emersa la sorprendente uniformità qualitativa di tutto il percorso, sia dei vini che del cibo, quindi bevete sempre con le gambe sotto alla tavola, che fa bene, e andate a scoprire i vini del Rodano.

Per noi partecipanti – oramai autoincoronati Cavalieri della Valle del Rodano – è iniziata una missione di evangelizzazione, studio e divulgazione, sappiatelo. Oggi  mancavano alcuni mostri sacri (ci organizzeremo per la Rodanata delle Rodanate) ma non capitava da anni di aprire 14 bottiglie in una sola serata senza sbagliare un colpo. Bordeaux e Borgogna incluse.

[Foto: Gae Saccoccio]

3 Commenti

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flavio

circa 5 anni fa - Link

Confermo, serata epocale. Comunque non evangelizzerei troppo :-)

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arnaldo

circa 5 anni fa - Link

Ne facciamo anche noi di Rodanate,,,,spesso e volentieri.....ricordo una comparativa 1999 un paio d'anni fa davvero magistrale......il Clos de Papes 2006 deve essere ancora chiuso come un po' tutto il 2006....ho bevuto un JANASSE vv idem con patate....comunque complimenti bella serie di bottiglie.....

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Federico Graziani

circa 5 anni fa - Link

Arnaldo, grazie. dobbiamo fare un gemellaggio di Cavalieri a questo punto...

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