Una Borgognata epocale (a braccio saranno stati 14.000 euro o giù di lì)

di Federico Graziani

L’appuntamento è segnato in rosso sull’agenda, l’occasione non è unica ma quasi. La finale di Coppa dei Campioni consiste in una guerra serrata tra bianchi e rossi – rappresentati idealmente da Real Madrid e Manchester United – suddivisa in due tempi ben definiti. Ecco la formazione degli 11 disperati, fortunati ed enostrippati, scesi in campo a giocarsi le casacche: Della Porta, Graziani, Corà, Vagnozzi, Tinessa, Colafranceschi, Cristofori, Cremascoli, Foderà, Comelli e Marone. A disposizione Piras, Dell’Agnolo e Ruggieri.

Fischio d’inizio.
Partono all’arrembaggio i bianchi con un attacco repentino sulla destra. Ramonet apre le danze con un verticale lungo e preciso, tocco di magistrale finezza che risulterà una delle più inaspettate reti della gara. Le note perfette di mineralità, agrumi e frutta fresca tropicale sono fuse in modo esemplare sulla precisione olfattiva e la persistenza gustativa dilaga.

La coppia di fratelli in difesa, arzilli attempati targati ’83-’85 (Chevalier e Bienvenues Clerc) hanno caratteri molto diversi, uno sospeso nella leggerezza dell’aria per la sua eterea anima, l’altro contraddistinto da una chiara marcatura botritica – tipica dell’annata – che lo rende appena abboccato nella percezione e meno scaltro. In ogni caso faticano ad entrare nel vivo della partita ma si guadagnano ampiamente la sufficienza.

Monumentale Roulot che ha corso come un dannato, dal primo minuto nel bicchiere fino a quando con grande generosità ha sferrato i suoi ultimi colpi, ormai a calice vuoto, mettendola nel sette. Cit. – riferita anche a Ramonet: “è evidente che conta più il manico della terra.”

Tre a zero. I bianchi del Real colpiscono nuovamente con una lama, rasoterra da 30 metri che si infila alla destra del portiere. Lungo, salino e verticale come solo Raveneau sa essere nell’espressione del Grand Cru più personale di Chablis. La squadra in maglia bianca dilaga.

Con una rovesciata da ribaltarsi per terra, Leroy compie l’azione più bella del primo tempo. Un mix tremendo di tecnica, precisione ed eleganza, supportato dall’esperienza che la rende uno dei centrocampisti più forti del mondo, non si nasconde dietro a tante aspettative, anzi, questo Genevrieres rimane da antologia del calcio. Siamo a 4.

Di grande classe anche la partita del fratello giovane, Les Narveaux. Il DNA della signora si riconosce, rara precisione olfattiva e complessità, corpo e struttura. Naso di pietra e frutti croccanti, mandorle caramellate e sale. 5 a 0.

Poi la partita tende un po’ ad affievolirsi, alcuni grandi cadono sotto il peso di un’annata forse interpretata con troppi muscoli. È il caso del Domaine Leflaive dove le aspettative erano molto alte ma la 2005 non sembra all’altezza dei compagni.

Sopra la sufficienza anche le prestazioni di Olivier Leflaive e Marc Colin, sarebbero stati grandi artefici in altre partite, non in questa.

Salon in formato magnum ovvero lo straniero entrato fuori tempo massimo, quando mezzo stadio era già uscito, non è riuscito a dare l’impronta giusta ovvero la dimostrazione della sua classe, anche perché la stanchezza ormai si faceva sentire e le distrazioni ne compromettevano il gioco.

Grande primo tempo nel complesso, con alcune opere impareggiabili, specie dagli outsider. Ci attendiamo una bella ripresa con i rossi dello United a cercare di ribaltare la situazione. Restate accesi.

– Pagelle della Borgognata Bianca
Chassagne Montrachet Vergers 1996 Domaine Ramonet in Magnum 8 e 1/2
Chevalier Montrachet 1983 Clerc  6 e 1/2
Bienvenues Batard Montrachet 1985 Clerc 6 e 1/2
Meursault Les Luchets 2000 Domaine Roulot in Magnum 9-
Chablis Valmour 2009 Domaine Raveneau in Magnum 8 e 1/2
Meursault Les Genevriers 1978 Leroy 9+
Meursault Les Narvaux 2001 Domaine d’Auvenay 9
Bienvenue Batard Montrachet 2005 Domaine Leflaive in Magnum 5
Chevalier Montrachet 1999 Olivier Leflaive 7
Batard Montrachet 1999  Marc Colin 6 e 1/2
Salon 1999 (Magnum) 7 e 1/2

Inizia la ripresa. Le maglie bianche mostrano stanchezza salvo quei 2-3 veterani che terranno botta per tutta la partita. Partono in sordina gli inglesi con un paio di azioni niente male ma nulla che possa impensierire il portiere iberico.

Clos de Tart si fa spazio, le evidenti note balsamiche  lo legano ai profumi più sottili di erbe aromatiche ma lo scatto nella lunghezza finale manca. Un poco lento anche il Musigny di Vogué, probabilmente ancora giovane caratterialmente, non riesce a mostrare tutta la sua eleganza e presenta invece una lieve arroganza alcolica che non gli appartiene. Stress da prestazione?

Finalmente segnano i diavoli rossi con un un gesto tanto leggero quanto estasiante. Dai vivai di Manchester esce questo Vosne Romanée 1er cru: incredibile. È senza dubbio il naso più intrigante della serata, frutto di quei piccoli grappoli raccolti in nei Grand Cru più celebri, da Romanée Conti a Echezeaux, nessuno escluso. Un vino che farebbe innamorare anche il più diffidente degli astemi. 5 a 1.

I due gemelli del gol Grands Echezeaux danno prestazioni davvero agli antipodi. Stanco, pesante e senza fiato il 1967, qualche nota di frutta matura a ricordarne la trama mentre l’82, anno mondiale, è giovane, complesso, esaltante ed estremamente dinamico e raddoppia in rete. Non sembrano nemmeno parenti ma sono riflessi dello stesso uomo in due momenti di vita differenti.

Un grande giocatore lo deve essere anche nelle piccole squadre (o annate) e qui ne abbiamo la conferma. Latash è sempre La Tâche. Tessitura finissima, escono la cipria e il fieno mentolato, il lampone, la nespola e il te Assam. La bocca che ne giustifica la grandezza e, se solo avesse la fragranza di naso del cuginetto Vosné Romanée, il suo gol varrebbe doppio. 3-5.

Lo aspettavamo dalla scorsa borgognata e non tradisce le aspettative, grandissimo il Romanée Saint Vivant 2009 DRC anche in versione Magnum. Fino all’ultimo minuto ha giocato le sue carte di forza, integrità e finezza mostrando a tutti le sue gesta. Vino completo, potremmo definirlo perfetto se questo aggettivo non mostrasse un’accezione negativa di mancanza d’anima. L’anima c’è ed è talmente tersa che non nasconde alcun segreto.

Recuperano i Reds, siamo a quattro, ne manca solo uno al pareggio.

Con Rouget sembra fatta, ma non è così. Il Cros Parantoux che aveva innamorato nella partita precedente mostra dei grossi limiti e non appare per nulla in forma. Uno strappo muscolare o una vacanza di troppo, il fatto è che, viste le aspettative, diviene la più grande delusione della serata. Ci avrei puntato i miei ultimi dollari ma per fortuna non gioco.

Leroy ha sbancato nei bianchi ma farà lo stesso nella squadra dei Reds? Il giocatore c’è, la squadra lo supporta ma sotto rete gli manca quel graffio che rende veri campioni i campioni. Molto valida la sua prestazione ma anche le speranze di pareggio ormai sono legate a due piccoli mostri sacri, incrociamo le dita…

Ponsot è bello, si muove bene ma non è sufficientemente aggraziato per giocare ad un calcio di così alto livello. Questi ragazzi di solito si vedono con l’esperienza e il 2006 ha veramente poche partite sulle gambe.

Roumier 1967, pace all’anima sua, rimane letteralmente sul campo. Lo sostituisce uno straniero che però gioca ad un altro sport, cosa potrà mai fare?

E invece, quel temerario di Lafite 1962 si è spogliato di tutta la sua forza rugbistica e di tutto il suo essere Pauillac, rientrando perfettamente in una partita che fino a poco prima lo vedeva solo come spettatore. Il gol che non ti aspetti, quando ormai tutto sembra deciso.

La partita si chiude, chi ha potuto partecipare ricorderà a lungo una serata di spettacolo vinoso straordinario ma la finale ha comunque il suo vincitore che è stato decretato dall’applausometro.

Vince come miglior marcatore il ballottaggio con Meursault Genevrieres 1978 di Leroy, il grande e invincibile, classe da vendere, Romanée Saint Vivant 2009 DRC in magnum. Onore al più forte, e grazie a tutti i vini presenti per averci fatto vivere una delle partite più belle del mondo.

Cristiano Corà, procuratore di RSV, ritira la Coppa dei Campioni

– Pagelle delle Borgognate Rosse
Clos de Tart 2001 Mommessin 6 e 1/2
Musigny 2001 George de Vogué 7+
Vosne Romanée 1er Cru 2002 DRC 9-
Grand Echezeaux 1967 DRC 4
Grand Echezeaux 1982 DRC 9
Latash 1989 DRC 9+
Romanée Sain Vivant 2009 DRC in Magnum 9 e 1/2
Cros Parantoux 1996 Rouget in Magnum 4
Clos Vougeot 2000 Domaine Leroy 8
Musigny 1967 Domaine Roumier N.C.
Clos de la Roche 2006 Ponsot 6 e 1/2

Ingresso in campo al 12° del  ST a sostituire Roumier: lo straniero Lafite 1962 9-

38 Commenti

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Ivano Antonini

circa 4 anni fa - Link

Il racconto di Federico Graziani rende ancor più bello lo spettacolo di una degustazione memorabile. Anche se non ho partecipato, leggendo la sua cronaca, è come se ci fossi stato. Grande Fede!

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Federico Graziani

circa 4 anni fa - Link

Ivano sei di parte!

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Ivano Antonini

circa 4 anni fa - Link

In questo caso... più che "di parte", sono stato messo "da parte"... :-)

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annette

circa 4 anni fa - Link

pure io

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Vignadelmar

circa 4 anni fa - Link

Bella bevuta, però mi sfugge il significato recondito di mettere sin dal titolo il controvalore in euro delle bottiglie. C'è sempre una prima volta....... . Ciao

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Perché credo renda idea delle proporzioni della serata e non servono evidentemente pippozzi per sapere che il costo non è tutto. Però è un limite molto spesso e come tale va considerato.

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Federico Graziani

circa 4 anni fa - Link

Vignadelmar, credo per attirare qualche lettore in più? In effetti non mi trovi in disaccordo con te.

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Luca_C

circa 4 anni fa - Link

Articolo stupendo e gran bella degustazione, complimenti.

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Vignadelmar

circa 4 anni fa - Link

Mah, Alessandro, a me sembra solo una dimostrazione di cattivo gusto. Diverso sarebbe stato mettere un prezzo indicativo a fianco della valutazione di ciascuna bottiglia e magari intavolarci sopra una discussione rispetto alla valutazione che aveva ottenuto. Naturalmente dico questo solo perché è la prima volta che succede,o che io mi sono accorto. . Ciao

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Leonardo Fi

circa 4 anni fa - Link

Sono d'accordo con Vignadelmar. Le degustazioni di Borgogna sono sempre interessanti. Il racconto di una degustazione di Borgogna è interessante se dice qualcosa di nuovo, la tendenza di un annata, qualche nome di produttore nuovo, l'analisi di una zona etc. Una degustazione così eterogenea (per tipologia di vini e diversità di zone) il cui unico comune denominatore è l'altisonanza dei nomi in gioco sembra un po' una "sboronata", sottolineata fra l'altro dallo sbattere in copertina il prezzo delle bottiglie. E non sono disposto a credere nemmeno per un minuto che il Cros Parantoux di Jayer sta in quella posizione :-)

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Capisco il vs problema, non mi interessa risolverlo :D. Gente in gamba si ritrova per bere grandi bottiglie e uno prende appunti. Il titolo è redazionale, cioè mio, e deriva dall'osservazione di uno dei partecipanti che si è preso la curiosità di vedere quanto costassero quelle bottiglie nel complesso: se la cosa vi disturba, peccato. PS: se volete vi segnalo centinaia di articoli in cui metà descrizioni del prodotto dicono quanto sia imperdibile inimmaginabile introvabile costosissimo. Qui non viene detto nemmeno una volta nel testo perché non interessa. Il titolo ha una funzione, anzi due: dire di che si tratta e attirare l'attenzione. Ha fatto bene entrambe le cose ;-)

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Federico Graziani

circa 4 anni fa - Link

Leonardo, è vero, è stata una sboronata e c'era un compleanno a giustificarla. Detto ciò, parantoux era tremendo ma come ogni uomo matura in modo diverso. Una vacanza di troppo voleva sottendere che aveva forse viaggiato un po' troppo. ;)

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Leonardo Fi

circa 4 anni fa - Link

In ogni caso beati voi... e davvero mi dispiace per il Cros Parantoux :-)

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giuseppe

circa 4 anni fa - Link

io il Latash non l'ho mai bevuto ma se mi dite 9+ sicuramente lo è? dove lo trovo, perchè io in giro ho trovato solo il La Tache!!!

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Federico Graziani

circa 4 anni fa - Link

Era ironico, latash è il nome del mio cane!!!

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Ivano Antonini

circa 4 anni fa - Link

Poi ci sono pure dei pazzi in giro che la loro società l'hanno chiamata Esce Sò snc! :-)

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annette

circa 4 anni fa - Link

hahahahahahaha, Latash si trova solo nel giardino di Graziani

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Vignadelmar

circa 4 anni fa - Link

Dico solo che se nel titolo si evidenzia il costo della bevuta, senza poi rapportarlo a nessuna considerazione nel corpo dell'articolo stesso, è appunto inutile. Poi il fastidio è a zero, fai pure, penso di sopravvivere ugualmente.... ;-) . Ciao Bene, allora non rompere :D [a]

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Alessandro

circa 4 anni fa - Link

va beh, ma alal fine, chi le ha pagate ste bottiglie?

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Federico Graziani

circa 4 anni fa - Link

Ognuno era procuratore di una o più bottiglie. Qualcuno di noi le avrà sicuramente rubate al supermercato..

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Alessandro

circa 4 anni fa - Link

belle queste riunioni in cui ognuno porta qualcosa. Pero' bisogna essere affiatati. Io ne ricordo una in cui qualcuno porto' un Sassicaia, altri Brunello o Barolo...poi arrivo il pirla con una bottiglia di prosecco. Molto pericoloso!

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Homo

circa 4 anni fa - Link

Non avete proprio capito, guardate come fa il Dottore del Vino e imparate. Il prezzo va nell'articolo vicino al vino, non nel titilo! :-D :-D :-D

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Marco Marone

circa 4 anni fa - Link

Grande Fede ottimo resoconto di una grande serata tra amici. Non avete colto lo spirito della serata, ma fa niente. Felice di esserci stato, pronto per la prossima! Che dio ci perdoni!

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biotipo

circa 4 anni fa - Link

invidia autentica... (e non per il costo delle bocce!). complimenti a federico e agli altri 13 fortunati. e chapeau all'autore del titolo!

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Simona

circa 4 anni fa - Link

No i prezzi non dovrebbero proprio metterli, perchè la maggior parte delle volte non ci azzeccano niente anche sulle guide

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Mitja

circa 4 anni fa - Link

Il racconto più divertente ed appassionante che abbia mai letto!!! Complimenti!!! Vi invidio parecchio per una "notte magica" così fare salti mortali!!! P.S. dove si è svolta la Finale di Coppa dei Campioni????

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Federico Graziani

circa 4 anni fa - Link

Grazie Mitja!!! Alla bottega del vino di milano!

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suslov

circa 4 anni fa - Link

cafonata galattica.

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Marco Meneghelli

circa 4 anni fa - Link

che bevuta! se vi serve un terzino sinistro io ci sono eh ;) Cros Parantoux bottiglia sfigata?

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marco

circa 4 anni fa - Link

non capisco dove sia la sboronata a pagare un vino dal valore "oggettivo" di 30 euro, 300 euro: es. Clos de la Roche 2006 Ponsot 6 e 1/2. Userei ben altri sostantivi al posto di sboronata. Non del tutto lusinghieri :-). Contenti voi...

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antonio f.

circa 4 anni fa - Link

probabilmente il voto è relativo all'aspettativa in riferimento alla tipologia del vino. ed è giusto che sia così. non credo che un 6 e 1/2 di un cdr ponsot possa essere equiparabile al medesimo voto, chessò, dato ad un base di frescobaldi :) purtroppo l'unico modo per assaggiare certe bottiglie, scandalosamente costose ma che non conosceranno mai crisi nella domanda, è quello di acquistarle e stapparle. poi non credo che nel quotidiano sti qua si fanno il brasato al st. vivant Leroy (se si, beati loro). personalmente mi ascrivo alla schiera dei rosiconi.

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marco

circa 4 anni fa - Link

c'è qualcuno che dispensa un sei e mezzo a un vino dei braccobaldi (cit.)? Chi è? lo posso conoscere? :-).

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Federico Graziani

circa 4 anni fa - Link

presente. qualche volta capita anche nelle migliori famiglie.

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Antonio Casella

circa 4 anni fa - Link

Bellissimo racconto Federico, attenua (di poco) la rosicata per essermela persa. P.S.: Mi fa piacere, vista la sfortuna con il 96, che l'unico Paruntun rimanga quello di San Marc!

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Liberanosamalo

circa 4 anni fa - Link

La Tash.........spettacolo puro.....

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marno

circa 4 anni fa - Link

come fate a bere tutta sta roba in 11????? in una sola sera??!!!!! impossibile! fegati a dura prova!

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Federico Graziani

circa 4 anni fa - Link

possibile, possibile. abbiamo lasciato ai 3 ritardatari un sorso per ogni vino e questo sì, è stato difficile.

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roberto varri

circa 4 anni fa - Link

Che buzzurrata.....del resto visto chi e' il proprietario del locale(un gran cafone) che altro ci si poteva aspettare? bum! orsù, un po' di automoderazione, che è domenica e sono pigro. [F.]

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