Un vino, tre descrizioni, e che vino poi: Fiano di Avellino 2013 Pietracupa

di Alessandro Morichetti

È successo che la sera di Juve-Real io e un amico a 15 km di distanza abbiamo aperto lo stesso vino, stessa etichetta stessa annata e senza consultarci. Trattasi del magnificatissimo Fiano di Avellino 2013 Pietracupa, di cui sulla Guida Espresso 2015 è stato scritto: Puro ed elegante all’olfatto, ancora un po’ introverso ma promettente, palato di sfumata finezza e insieme di energica progressione, si distende con estrema spontaneità e annuncia la tridimensionalità delle grandi annate. 19/20. Punteggio top top, prezzo ridicolo, ne ho comprata una cassa dopo qualche mese senza nemmeno ricordare la scheda nei dettagli. Poi una sera doppio stappo compulsivo e queste sono le nostre note. A margine: confrontare le proprie percezioni con quelle di altri, tararsi e poi affidarsi sempre più al proprio gusto è LA strada verso il successo. Le note sono senza editing.

Io: paglierino poco scarico che non vira su niente ma è anche vero che la luce del pub dove ero non aiuta. Naso che parte timido e si fa gli affari suoi per un po’. Gli dai tempo e poi dici: “bello!”. Diventa minerale se l’incenso è minerale, fresco di agrume, fumoso, marino di scogli e ostriche, roccia, quasi pineta, albicocca e mela verde: in bocca c’è poco alcol ed è molto sapido; si ammorbidisce il frutto verde del naso e rimane a lungo, non ossuto come lo potresti aspettare ma nemmeno rotondo: è compiuto, gira molto bene. Ha tratti finto-semplici da esecuzione cristallina e sviluppo in fieri: bello attenderne gli sviluppi.
Ne ho altre 5 da parte e probabilmente non arriveranno a fine agosto. 15 euro in enoteca. Spero per Sabino Loffredo, per il Fiano di Avellino e per l’Irpinia tutta che di qui a 5-10 anni non costi meno di 25-30 euro (e che il valore dell’uva cresca parimenti).

Francesco Oddenino: Naso con un inizio molto serrato, chiuso tra ricordi minerali e leggero floreale, con un po’ di slforosa in evidenza, parte subito con una bocca aggressiva, molto più minerale che acida, che sgomita e non trova equilibrio. Dopo un’oretta comincia ad aprirsi al naso, rimanendo su un registro minerale pietroso, tirando fuori sentori più nobili conchigliosi, bagnasciuga, fino ad arrivare al vegetale fresco (erba tagliata). Solo dopo una robusta ossigenazione comincia il lato fruttato, impostato comunque su registri di mela verde e pera acerba. In bocca la mineralità la fa da padrone, a scapito di un corpo che comunque cresce in intensità con il passare del tempo. Il vino in questa fase non è assolutamente equilibrato, sebbene sia molto lungo e lasci intravedere delle ottime potenzialità. Bisogna vedere se in futuro troverà un suo equilibrio o rimarrà scisso tra terziarizzazione al naso e bocca molto dura. Lo ricomprerò molto volentieri, per valutarne l’evoluzione, del resto certi registri minerali non sono così evidenti nei bianchi italiani. Ad ora 88/100, in prospettiva sopra i 90, anche se una degustazione fatta ora è penalizzante vista l’indubbia qualità.
Vino duro e puro, per palati evoluti (può non piacere a tutti): in questa fase le note semiaromatiche del vitigno rimangono nascoste in secondo piano. Può sembrare una contraddizione ma il mio palato, nato con i vini bianchi di Borgogna, avrebbe preferito più equilibrio con maggiore acidità e minor spinta minerale.

Vergognosamente identica l’analisi, sfumatamente articolati i giudizi finali. Confrontando somiglianze e differenze tra i nostri appunti mi sono abbastanza spaventato, non so voi.

[Foto bottiglia: Wine is terroir]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, vendo vino su Doyouwine.com. Marchigiano, vivo nelle Langhe. Amo tutti gli animali e qualche umano.

18 Commenti

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gp

circa 2 anni fa - Link

"Bello attenderne gli sviluppi. Ne ho altre 5 da parte e probabilmente non arriveranno a fine agosto": che male vi ha fatto il principio di non contraddizione? Grazie del contributo.

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Daniele

circa 2 anni fa - Link

Buonasera Molto bello questo articolo .. Una domanda però , Mi spiegate per cortesia che senso ha dire : "avrebbe preferito più equilibrio con maggiore acidità e minor spinta minerale" Una maggiore acidità non ci porta ad una spinta minerale ?

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Luca

circa 2 anni fa - Link

No, mi sento di dire che sono completamente indipendenti. Ci sono vini super acidi completamente assenti di spinta minerale.

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Daniele

circa 2 anni fa - Link

Ma scusa come fai a scrivere questo ? È ovvio che la cossideta " mineralita " non è altro che un'acidità particolarmente spiccata . Per cortesia Fammi pure degli esempi su vini "super acidi" ( come li chiami tu ) senza spinta minerale P,s. Ti consiglio di sentire quel che ha detto il Signor Scienza al vinitaly 2015 a proposito

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Marco

circa 4 mesi fa - Link

verdicchio Collestefano

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Alessandro Morichetti

circa 2 anni fa - Link

Ribevuto ieri, confermo le note e aggiungo il punteggio, 17,5/18.

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Orion

circa 2 anni fa - Link

Augurarsi che il prezzo del fiano aumenti del 50% in un paio d'anni la trovo sinceramente una boutade non molto seria ne costruttiva per un sito che dovrebbe avere più a cuore la sorte dei consumatori che dei produttori. Non che il vitigno, il terroir e non ultimo i vignaioli che si dedicano a questo nobile vitigno non meritino di più, anzi meritano molto di più loro rispetto a tantissimi altri vitigni e vignaioli d'Italia che al momento si sanno vendere meglio... E proprio qui è il nocciolo secondo me, anziché sostenere che il fiano merita un prezzo da vitigno di alto lignaggio (qual'è) dovremmo o meglio dovreste stigmatizzare di più vitigni i terroir e i vignaioli che spesso hanno prezzi spropositati rispetto al loro lignaggio e alla loro qualità intrinseca... Ovviamente questo approccio comporta il fatto di farsi dei "nemici", meglio quindi augurarsi che un eccellenza disponibile a molti aumenti di prezzo per essere più disponibile a chi se la può permettere sempre...

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bruno

circa 2 anni fa - Link

Credo che il sito dovrebbe avere a cuore (e credo lo abbia) solamente il vino, ne i produttori ne i consumatori

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Alessandro Morichetti

circa 2 anni fa - Link

Qui siamo pieni di nemici e ne siamo orgogliosi nella misura in cui questo significa indipendenza: e lo significa. Premesso questo, stigmatizzare zone/vini/produttori sopravvalutati è pienamente coerente col valorizzare zone/vini/produttori sottovalutati, e fino a prova contraria una zona in cui un grande vino costa poco (per quel che vale) è una zona depressa. Auspicare una maggior valorizzazione di mercato di un vino valido significa auspicare una maggior valorizzazione di mercato di una zona produttiva, con indotto annesso e connesso. Dire a chi compra vino "muoviti a comprare questo Fiano perché vale molto più di quello che costa" di chi sarebbe interesse se non del consumatore, altrimenti?

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alberto

circa 2 anni fa - Link

Mi auguro che i divulgatori inizino a parlare molto di più di questo ed altri vitigni e vini che in Campania e nelle altre zone "depresse" sono presenti.... Mi auguro, contestualmente, che i viticoltori, campani e non, inizino a fare quanto necessario per uscire dal loro anonimato...

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luca

circa 2 anni fa - Link

@Daniele: sulla bilancia che determina l'equilibrio di un vino si usa contrapporre durezze e morbidezza percepite. Dire maggior acidità, immagino, si riferisce alla qualità che in AIS chiamano freschezza, poi "misurata" in salivazione e che determina una sorta di facile invito al riassaggio. La mineralità solitamente la si associa al salato, alla sapidità percepita, è sempre una durezza. Questo Fiano è un vino particolare, effettivamente da giovane a mio parere non rende e sgomita parecchio, una volta ne ho assaggiato un campione ancora da imbottigliare, quasi imbarazzante e salatissimo.

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Daniele

circa 2 anni fa - Link

Credo che tutti i lettori di questo sappiano che , sia l'acidità , che la cossideta "mineralita " siano durezze ( grazie per avercelo ricordato comunque ) poi ti ripeto nel dire che la mineralita sia sempre una durezza ( perché l'acidità no ?) Poi si parla di particolarità , sappiamo che Fiano di Avellino Docg fatti a maniera hanno bisogno di almeno un paio di anni in bottiglia perché appena imbottigliato "scalpita ' vista la spiccata acidità e solo con il tempo va ad ammorbidirsi è così va a trovare un certo equilibrio . Ad ogni modo Se era imbarazzantee salatissimo potrebbe essere stata una bottiglia diffetata o ci avete accompagnato la pietanza sbagliata

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luca

circa 2 anni fa - Link

Mi sono spiegato male forse... Morbidezze: zuccheri, alcoli e polialcoli. Durezze: acidità (freschezza), tannino, sostanze minerali (così insegna AIS almeno).

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Francesco Oddenino

circa 2 anni fa - Link

Daniele, probabilmente non mi sono spiegato bene, ho condensato troppo l'ultima frase, per acidità/sapidità intendo meramente sensazioni gustative, senza preoccuparmi della chimica che ci sta dietro. Per farti un esempio vado a pescare dai nostri vicini francesi: Hermitage bianchi: vini con mineralità mostruose e acidità inesistenti, oppure per fare un altro esempio, Chablis (tutta la zona nobile,1er e grand cru) in annata calda, dove manici magari non espertissimi o che tentano di ispirarsi alla COte d'Or cercano di ammorbidire i vini, riuscendoci solo calmierando l'acidità (facilmente fattibile) ma non riescono ad incidere sulla mineralità (che è presente ed evidente in ogni Chablis in ogni annata)

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Daniele

circa 2 anni fa - Link

Perciò per te la mineralita è totalmente estranea alla freschezza /'acidità di un vino ?

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Daniele

circa 2 anni fa - Link

@francescooddenino @luca Consiglio vivissimo di guardare questo ( Visto che a questo punto non ho altre parole ) : http://www.intravino.com/grande-notizia/definizione-vino-minerale/

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Daniele

circa 2 anni fa - Link

A questo punto Vi prego vivamente di guardare qui ( non ho piu' parole ) : http://www.intravino.com/grande-notizia/definizione-vino-minerale/

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arnaldo

circa 2 anni fa - Link

Un caro saluto a Francesco Oddenino....ma dove cavolo sei sparito ????

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