Un coro unito. In un video la gloriosa storia di Montalcino e del suo Brunello

Un coro unito. In un video la gloriosa storia di Montalcino e del suo Brunello

di Alessandro Morichetti

Esce oggi il video dal titolo Un coro unito, firmato Stefano Cinelli Colombini (SCC) e Fattoria dei Barbi; il regista è Oliver Cooper (Cricket Productions), che qualcuno potrebbe anche conoscere come “Olly, il figlio maggiore di Nelle Nuvole”. In 12 minuti Un coro unito ripercorre la storia di Montalcino e del suo Brunello, con SCC voce narrante. E’ un viaggio per immagini dal Medioevo ad oggi e ve lo proponiamo in anteprima (perché al di sotto del 15% di aziendalismo).

Note: Stefano Cinelli Colombini è il capo alla Fattoria dei Barbi e collaboratore occasionale di Intravino. Non esitiamo a definire “Dal Medioevo al dopoguerra: appunti per una storia del Brunello e dei vini di Montalcino” e “Dagli anni ’60 ad oggi: appunti per una storia del Brunello e dei vini di Montalcino (seconda parte)” due tra i contributi più interessanti della letteratura enofila italiana degli ultimi 10-15 anni; uno dei casi in cui il vissuto personale e familiare è funzionale al ricostruire una storia locale con tasso di aziendalismo inferiore al 15%, nemmeno un taglio migliorativo.

Ottimi testi da cui partire per avere una visione approssimativamente molto informata sui fatti.

Buona visione e occhio: tra 4:00 e 4:15 c’è un climax che mica cotiche.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

16 Commenti

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Enodreams

circa 6 anni fa - Link

Di sicuro una buona pubblicità per il mondo "Brunello"

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gianpaolo

circa 6 anni fa - Link

Il video è ben fatto e Stefano è un ottimo narratore (con uno dei piu' belli accenti d'Italia, en passant). Al di la' del prodotto in se, per me la chiave di lettura è la seguente: spiega cosa vuol dire essere un "territorio" da vino importante, e non una semplice aggregazione di vigneti. Il territorio si tempra nella storia, con il buono e il brutto che accade, grazie alla "resilienza" (si puo' dire?) dei suoi attori. Fatte queste premesse e condizioni, non sono molti i veri territori da vino in Italia (ancora), ma Montalcino è sicuramente uno di essi.

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gabriele succi

circa 6 anni fa - Link

Bel video. Ma Stefano, oltre al Brunello, dovrebbe fare il doppiatore. Al di là dell'accento Senese, la tonalità sarebbe perfetta.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Beh, essendo che in video i grassocci non rendono granché, forse quello del doppiatore potrebbe essere un futuro interessante.

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Beatrice

circa 6 anni fa - Link

peccato per la traduzione sotto, che dire "letterale" è poco.

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Andrea Pagliantini

circa 6 anni fa - Link

Il video è un gran bell'omaggio alla storia di Montalcino e non tralascia i momenti più bui, in cui la campagna toscana tutta si svuota, cade la mezzadria e si insegue il sogno del posto nelle prime fabbriche che si costruiscono nelle piane sull'onda lunga dell'Italia del boom economico. Un particolare interessante di quel periodo è il mettere negli scantinati i mobili di legno,le vetrine, le sedie impagliate ecc. che ricordavano la fatica, la durezza del lavoro in campagna, per mettere in casa la formica, il truciolo laccato di verde o di rosa che faceva modernità e speranza. Montalcino ha la grande fortuna di essere una denominazione racchiusa in un comune e in un territorio ben identificabile dal quale nascono eccellenze che poche famiglie hanno contribuito con tenacia e capacità a far conoscere al mondo. Gli anni '90 dal mio basso punto di vista, per il mondo del vino, parlando da chiantigiano, sono stati deleteri e coincidono con investitori che arrivavano in un territorio senza calarsi ma affidando chiavi in mano al tecnico di grido ciò che imponeva la moda del momento, stravolgendo gusto, paesaggio, bevilità e tipo di viti presenti nei vigneti. Va invece dato atto a Montalcino che Sangiovese è e Sangiovese sarà e non ha avuto grandi indugi su quale strada perseguire anche quando le sirene americane del morbido e marmellatoso imponevano di fare. Ci sono tante cantine di successo che hanno nel nome dell'azienda il cognome del proprietario, molte di queste aziende sono guidate da giovani che portano avanti tradizione e nome di Montalcino nel mondo. Un pezzo della provincia di Siena e dell'Italia che fa sognare in tutte le latitudini la bellezza e la qualità dei prodotti e del vivere. Grandi estensioni di vigna che però meritano una riconsiderazione profonda con il loro impatto ambientale, una riconsiderazione più ecologica nel rispetto di chi ci vive, lavora, consuma. Non mi invento che grosse e prestigiose aziende in questo momento sono in trattativa per essere vendute a multimiliardari cinesi che non sanno neanche cosa e dove acquistano. Comprano un marchio, un simbolo, riempiono una voglia di avere perchè costa e fa chic. Sapranno questi nuovi investitori con la loro presenza comprendere e calarsi nel territorio? Avranno la modestia di arrivare cercando di capire e non modificando niente di quanto trovano o faranno come spesso è avvenuto nel Chianti, dove chi è arrivato spesso, molto spesso ha lasciato ferite profonde?

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Storicamente una delle fortune di Montalcino è stata l'avere quasi solo produttori che vivono nel territorio, nuovi o vecchi che siano. E anche quei pochi che non abitano qui, che percentualmente valgono (tutti insieme) meno del 20% del Brunello prodotto, hanno sempre mostrato molta più presenza e legame con queste loro proprietà di quanto comunemente si creda. Forse questo, e lo dico con il rimpianto ed il rispetto che sono dovuti per chi come me viene da un'antica famiglia Chiantigiana, è stato il punto di vantaggio di Montalcino rispetto al Chianti Classico. Sul futuro che dire, del doman non v'è certezza. Ma è difficile che il nucleo duro di produttori ormai montalcinesi si sfaldi, nelle aziende c'è una generazione di giovani davvero notevolissima e non credo proprio che molleranno.

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Michele

circa 6 anni fa - Link

Complimenti al signor Stefano io di questo video ne sono rimasto entusiasto e da Siciliano oltre che enotecario dico che se oggi siete una bella realta da far invidia a chiunque e perchè oltre ad essere delle persone straordinarie avete fatto squadra , e il risultato oggi e che tutti fan vini buoni ma la Perla di labuan del vino in Italia è MONTALCINO .Vi auguro un continuo e costante successo a tuti i produttori e collabboratoridi Montalcino, con Stima Michele Bonfanti [img]inserisci qui il link tra i due tag[/img]

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damiano

circa 6 anni fa - Link

È l Italia del vino che ci piace. Complimenti a SCC

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Rizzo Fabiari

circa 6 anni fa - Link

Bel video, ma mi sarebbe garbata almeno una citazione alla Fattoria dei Barbi

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Parodiando un po' il buon vecchio zio Carlo, a ciascuno secondo ciò che ha fatto. Se poi l'argomento Brunello ti intriga ti consiglio di scaricare l'app gratuita MontalcinoLife, aprire "Montalcino" e lì trovi tutta la storia di Montalcino e del vino con chi ha fatto cosa e quando. Anche in inglese. In un video sarebbe stato troppo lungo. Tra l'altro quell'app ti permette anche di trovare tutte le cantine, dove mangiare, dove dormire e cosa fare a Montalcino, casomai ci passi.

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Rizzo Fabiari

circa 6 anni fa - Link

Caro Stefano, battuta innocua fu. Non volevo aggiungere lodi alle lodi, già giustamente abbondanti. Ma già che ci siamo: non soltanto il video è assai ben fatto, ma in queste riprese davvero hai - oltre alla canoscenza, ampiamente assodata - un'intensità e un'immediatezza rare. Infine, a Monte Alcino passo più volte l'anno: una delle ultime sono stato giustappunto tuo ospite, e ho apprezzato molto. A presto

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marno

circa 6 anni fa - Link

bello (ben fatto), interessante, divulgativo e positivo. grande! da diffondere per dare la giusta immagine dell'Italia. p.s. e che bella inflessione di voce, tranquilla e suadente, un balsamo per le orecchie.

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max cochetti

circa 6 anni fa - Link

Bellissimo video. Si sente l'amore e la passione per questa terra. Bravo Stefano!

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maurizio gily

circa 6 anni fa - Link

Molto bello. Né banale, né saccente, né retorico. Conoscenza, passione e bellezza. Bravo Stefano!

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Mattia

circa 3 anni fa - Link

Bel video, con belle curiosità! I cambiamenti che hanno apportato l'autostrada e la fine della mezzadria credo siano qualcosa di inimmaginabile per noi giovani, deve essere stato un passaggio sconvolgente in tutta la società italiana, che si è trovata ad avere piccoli borghi autosufficienti poco aperti ad essere dipendenti dall'industria e ha portato allo svuotamento improvviso delle campagne. Unica nota, la prima Docg italiana è la Vernaccia di San Gimignano e non il Brunello.

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