Tutti i colori del Syrah. O perlomeno tutti quelli che ci venivano in mente

di Alice in Wonderland

L’intenzione non è quella di sederci sulla riva in attesa di cadaveri ma di provare a intingere il piedino nel Rodano, magari affidando la pagaia ad un vecchio saggio dal cappello di paglia. Costui assumerà più volte le pericolose sembianze del colonnello Kurtz, dando vita ad un convivio che si rivelerà un po’ “Apocalypse now”, un po’ “Mulino del Po” e un po’ “Anaconda”. Il fiume, comunque, sa.

Chateau Fonsalette Réserve 2004 Cotes du Rhone (grenache, syrah, cinsault)
Scusi, mi dà un chinotto? Un chinotto buono, però, artigianale, quelli in cui sembra di masticare la china, radici, scorze d’agrume, rabarbaro, zucca e Rabarbaro Zucca. Caramella al caffè. Dolce e mansueto dall’inizio alla fine, persistenza lunghissima, scopre subito tutto e si concede con la naturalezza della sua semplicità. Non si fa rimpiangere.

Chateauneuf du Pape 2003 Guigal (grenache, syrah, mourvedre)
Profondo come il pozzo di San Patrizio, snello e vitale. Nero come la pece ma, come l’opale nera, in grado di esprimersi a riflessi multicolor. Catrame, carbone, terra rossa, foglie secche, erbe aromatiche, gomma arabica, inchiostro, liquirizia. Un tramonto che è subito notte. Bocca che attacca carezzevole e quasi in dormiveglia, e poi esplode come al suono della sveglia in una freschezza energica da alba in sala fitness, spremuta d’arancia e vitamine. Effetto notte, Truffaut deve aver preso spunto da qualcosa del genere.

Chateauneuf du Pape 2005 La Crau – Domaine du Vieux Telegraphe
Composto, regolare, austero. A smuovere la compostezza e la serietà, uno scaffale pieno di barattoli di pepe che crolla all’improvviso. E’ ovunque, come averne inalato a pieni polmoni. Con movimenti lenti lascia spazio a bacche di ginepro, curry e coriandolo, poi origano e valeriana. Non si scompone e, dopo una serie di volteggi rigidi e studiati, riemerge per chiudere ancora educato, misurato e con gli angoli della bocca un po’ all’ingiù.

Chateau du Mourre du Tendre 2005
Questo vino ha fatto il miracolo. Ha azzittito un tavolo vociante per almeno tre minuti buoni. Show da alto intrattenimento, il suo, da Folies Bergère, non da Sala dell’Oratorio. Luci a intermittenza di vario genere, da quelle della chapliniana ribalta a quelle della corona della Madonna in processione. Cori di ammirazione e qualche Eureka. E chi l’ha definito Eta Beta. Perché in effetti scoppiava e rimbombava, un vino da assumere a piccole dosi perché il rischio è quello di aver bisogno di pallet. Un arcobaleno fatto di agrumi arancio, di frutti neri, di fiori blu, di pietre bianche, di erbe verdi, di ciottoli grigi. La bandiera della pace. Ben presente in bocca e con l’intenzione di restarci a lungo proponendo e riproponendo evoluzioni ed involuzioni da montagna russa, giocate su continue salivazioni e asciugature, di rosa mosqueta, di cannella, di tè nero, di origano a mazzi, lychees e pietra focaia.

St. Joseph Domaine Clotaire Michal (syrah 100%)
Pepe intenso su freschezza delicata, ma non tanto delicata da soccombergli. Trovano il loro punto d’unione massima e fruttuosa abbracciandosi in una lunga e sinuosa scia di sale, che un po’ scoda e un po’ si ritrae. La bocca è di sangue e carne cruda, di curcuma e pimento, un tessuto invernale a pois, dove i pois sono, inequivocabilmente, grani di pepe nero. Un pinzimonio. Un po’ veloce, un po’ passante, un po’ svogliato. Un po’ sfortunato perché, in questo caso non ci possiamo esimere dal notarlo, è arrivato dopo quello-di-prima.

Syrah 2009 Amerighi
Aria di casa mia…È un piacere ormai noto il ritrovare questo vino sotto la stagnola. L’eleganza di sempre, accompagnata da materia e spezie, da accenni di pepi di ogni colore, peonie, ortensia e sanguinella. Resta sempre discreto cantore e mai Giove-Tonante, accogliente e setoso. E’ profondo, ma nelle sue profondità si specchia, caldo, il sole.

Cote Rotie 2001 Rene Rostaing
Un vino stallatico-sacrale, in pratica un presepe che ti domandi come faccia la Famiglia a resistere lì dentro. La carne bovina si presenta in varie forme, prima da viva, poi già pesata e incartata e infine cucinata. Accompagnano il piatto principale: mela cotta, caramello, glassa, note lattiginose da panna cotta. In bocca paurosamente coerente, di quelli che dicono “io sono così e basta”. Si stanzia col suo peso massimo a zampe incrociate e non si smuove. Dopo quaranta minuti è identico, sembra che neppure respiri, immobile e intenzionato all’occupazione del suolo. Del resto, per la gioia di grandi e piccini, il Presepe si tiene montato almeno per un mese.

Annandale 2003 Shiraz Stellenbosch
Di sorpresa in sorpresa, una bellissima sorpresa, dalle verdi distese di Stellenbosch. Un syrah snello, leggiadro come Billy Elliot e come Billy Elliot ben savio. Cola, mirtillo, pennellate di vernice fresca, tanti fiori, chiodi di garofano e noce moscata, salvia e mirto, il tutto sorretto da una spina dorsale di radici intrecciate e rose. Dritto come una spada, attraversa la bocca lasciando cadere dalla tasca, come Pollicino, una monetina di ferro qui, una manciata di pepe lì, un mazzo di fiori e la sua collezione di pietre. Ritrovare la strada non servirà, procede sicuro lasciando un grande senso di soddisfazione e voglia di rivivere il suo percorso.

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Alice in Wonderland

Nascere a Jesi è nascere a un bivio: fioretto o verdicchio? Sport è salute, per questo, con sacrifici e fatica, coltiva da anni le discipline dello stappo carpiato e del sollevamento magnum. Indecisa fra Borgogna e Champagne, dovesse portare una sola bottiglia sull’isola deserta azzarderebbe un blend. Nel tempo libero colleziona multe, legge sudamericani e fa volontariato in una comunità di recupero per astemi-vegani. Infrange quotidianamente l’articolo del codice penale sulla modica quantità: di carbonara.

20 Commenti

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Andrea Federici

circa 7 anni fa - Link

Ma lo Chateauneuf du Pape 2005 Vieux Telegraphe non ti era piaciuto?

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Manilo

circa 7 anni fa - Link

Lo hai scritto Eta Beta, smack.

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Romeo

circa 7 anni fa - Link

Thierry allemand non era meglio ?

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Luca Miraglia

circa 7 anni fa - Link

E' ormai acclarato che, nell'ambito dei Syrah nostrani, Stefano Amerighi ha "messo la freccia" ed è approdato a ben più alti lidi, tanto da poter non sfigurare con i "maestri" del Rodano. Chapeau!

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Azzurra Beatriz

circa 7 anni fa - Link

Voglia di tuffarmi subito nei colori della poesia del syrah¡¡

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salva

circa 7 anni fa - Link

Allemand, Chave, il Jap di Hiro Take, il Crozes Hermitage di Darb&Ribo e l'Apice di Amerighi saranno oggetto di ulteriore affreschi ;)

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Manilo

circa 7 anni fa - Link

Fai il modo che quando ci sono questi affreschi, sia di domenica.

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Emanuele

circa 7 anni fa - Link

Ecco, mi accordo e accodo a Manilo per il dì di festa

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Dubbiosa

circa 7 anni fa - Link

Ma Fonsalette, Guigal, Vieux Telegraphe e Chateau du Mourre du Tendre non mi risultano siano Syrah in prevalenza, bensì Grenache. Anzi diciamo che l'ultimo il Syrah non lo vede nemmeno col binocolo.

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Leonardo Fi

circa 7 anni fa - Link

Sono molto d'accordo. Inserire questi vini come rappresentativi del Syrah è quantomeno fuorviante. Tanto più che quando si fa riferimento ai Syrah del Rodano si parla di latitudini diverse. Cote Rotie, Cornas, St. Joseph, Crozes-Hermitage, Hermitage. Fatti i dovuti distinguo, il più rappresentativo dei Syrah del Rodano, mi si perdoni il paradosso, è Amerighi (fra quelli presentati).

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Romeo

circa 7 anni fa - Link

Anche henry bonneau ?

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CristianoRM

circa 7 anni fa - Link

ma negli altri post sui potenziali degustatori alle fiere di vino non prendevate in giro quelli che elencavano 240 varietà aromatiche differenti? no perché io capisco l'approccio poetico al vino, ma parlare di pietre bianche e di albe in sala fitness mi sembra un tantino .....vabbeh, lasciamo perdere.

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Antonio Tomacelli

circa 7 anni fa - Link

Non trovi che la frase "Un vino stallatico-sacrale, in pratica un presepe che ti domandi come faccia la Famiglia a resistere lì dentro." renda maledettamente l'idea? E cosa c'è di sbagliato nel definire un syrah "snello, leggiadro come Billy Elliot e come Billy Elliot ben savio."?

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CristianoRM

circa 7 anni fa - Link

ma infatti quelli mi piacciono! per non parlare della descrizione data del vino di Guigal. Spettacolare. Però dai, alba in sala gym è troppo ahaha

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Paolo A.

circa 7 anni fa - Link

Certo che (come già fatto notare sopra) mettere in un articolo sui colori del syrah 3 vini a stra-maggioranza di grenache e uno, il Mourre du Tendre, che stando al sito aziendale il syrah proprio non lo contiene.......mah.

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Antonio Tomacelli

circa 7 anni fa - Link

Piccola nota ad uso dei lettori: è vero, nel titolo è sfuggita la precisazione che abbiamo invece messo su Facebook, dove abbiamo scritto "Rodano e dintorni con qualche intruso". Non abbiamo corretto il titolo perché abbiamo i commentatori che rendono giustizia e correggono gli errori. E' il due punto zero, bellezza :D

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Eretico Enoico

circa 7 anni fa - Link

...il mistral mi ha portato quei sentori fin nel bicchiere e le parole qui scritte hanno riversato quelle bottiglie...ma ...ma "l'effetto notte " o notte americana di truffaut non ha nulla ha che fare con il nero ,ne il nero del Rodano ne quel nero più nero di Cahors...ed il ragazzino Billy e' più un metodo classico inglese perché di South African nulla e' più elegante e leggero seppur di corpo di un saltellante springbok...sorvoliamo sulla palestra albeggiante...e' un genere di racconto prendiamolo così

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Eretico Enoico

circa 7 anni fa - Link

Vi è un acca h di troppo sopra

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Alberto

circa 7 anni fa - Link

Ma dove l 'avete fatta? Avvisateteci prima, magari ci si libera distanze permettendo. Un po di poesia e di fantasia nelle descrizioni non guasta, magari a volte si esagera ed io mi perdo con alcuni descrittori. Beati voi che siete cosi allenati. Buona domenica.

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Alberto

circa 7 anni fa - Link

A proposito, scusate il ritardo, a volte il tempo e' davvero tiranno.

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