Tutti dicono Tocai, ops, Friulano. Intravino-Bignami: tutto il Friulano in 10 bottiglie

di Emanuele Giannone

Il mondo si divide in due grandi categorie: i lettori di Intravino e quelli che scelgono un vino “a orecchio”. A loro, al 99,9% degli italiani che una volta l’anno sbevazzano, sono dedicati questi post che a confronto Bignami ci spiccia casa. Perché lo facciamo? Perché mentre noi stiamo qui a cercare il pelo nella bottiglia di Romanée-Conti, fuori c’è gente che il Codice Da Vinci lo ha decifrato ma le differenze tra Chianti e Chianti Classico ancora no. Per loro, e solo per loro, Intravino fa scendere in campo una squadra di esperti che a confronto Robert Langdon ci ri-spiccia casa, uomini e donne che la mamma li ha trovati sotto una pianta di nebbiolo a piede franco, altro che cavoli e rose. E allora che negroamaro, Barolo e verdicchio siano, perché la ggente deve sapere. Oggi tocca a:

Friulano, il vino precedentemente noto come Tocai

Fu così che la mattina del primo di aprile del 2007 gli abitanti di una vasta porzione di Friuli Venezia Giulia e Slovenia si destarono per porsi pigramente alle loro normali faccende, ignari di quel che li attendeva oltre le soglie domestiche. Misero le caffettiere sul fuoco, siccome suole smadonnando un poco, aspettarono e bevvero. Si prepararono, uscirono e si trovarono coinvolti in un colossale pesce d’aprile.

O quanto meno per tale lo presero, volgendo il primo sguardo attonito a strade e piazze impavesate in un verdebiancorosso ruotato di 90° in senso antiorario; e poi, per ogni dove, stemmi con la Corona di Santo Stefano, striscioni con l’arcana didascalia Köszöntünk benneteket Magyarorszàgban![1], guardie di frontiera e poliziotti in uniformi nuove, intenti a distribuire caramelle ai bimbi e mignon di barack pálinka agli adulti. Dolegna si svegliò ribattezzata in Dolenya, San Floriano in Szent Florian, Cormons in Kormonsz e così via con tutta una nuova toponimia.

L’unico avviso alla cittadinanza in italiano e in sloveno, affisso presso case comunali, pro loco e cantine sociali, recitava così: “Pregiati Concittadini della Repubblica Ungherese d’Oltremura e Oltredrava: siate i benvenuti fra noi magiari ma da oggi niente più Tocai. Chiamatelo come vi pare, ma scordatevi quel nome. Cin cin, na zdravje e soprattutto egészségetekre.”. In calce, a mo’ di monito, l’effige inequivocabile di un cagnaccio di una razza tra le più temibili, il Molossus palliatus luxemburgensis, comunemente detto molosso togato del Lussemburgo.

La Corte di Giustizia Europea e la nostra Consulta me lo impongono. Ma a me proprio non riesce di chiamarlo Friulano.

COLLIO
1. Terpin, Jakot Friulano delle Venezie igt.
Lo schiaffo d’apertura agli ideologi dell’alcol denaturato: il T. sarebbe quindi tondo, poco vibrante e poco acido a meno di infreddature e acconciature tipo spritz e breezer? Slap! Zitto e senti qua, pessimus potor.

2. Radikon, Jakot Venezia Giulia igt.
Non ti è bastato lo schiaffo? Meriti un uppercut, beota di un beone. E qui ti tocca in sorte il peso massimo.

3. Damijan Podversič, Nekaj Venezia Giulia igt.
Uno-due. Hai preso botte, nell’ordine, a San Floriano, quindi a Oslavia e adesso sei sul Monte Podgora, incontri il welter e finisci al tappeto tra erica, idromele, calvados, nocciola e neroli.

4. Borgo del Tiglio, Ronco della Chiesa Friulano Collio doc.
Il più colto, distinto ed elegante tra i figli del flysch di Cormons. Lavorato al bulino da brezze marine e Nicola Manferrari.

5. Raccaro Vigna del Rolat Friulano Collio doc.
Per gli amanti dei legni ben gestiti, ecco un vino dal ventaglio aromatico ricercato come solo i legni lo rendono. Eppure, slap! Non fa legno.

6. Renato Keber, Friulano Collio doc.
Tecnica e terra. Il cru è Zegla, le annate che ricordo 2007 (Riserva “Zio Romi”) e 2009 (Riserva “Zio Romi”e “Zegla”).

BRDA (SLO)
7. Klinec, Medana Pikotno-Jakot.
Sconfinare a Medana per prendere una seconda salva di schiaffi: iniziando dalla freschezza spiazzante, dalla profondità sottile e differita del 2010 e procedendo a ritroso, crescendo in calore e rondeur, fino alla 2005.

8. Nando, Jakot.
Ovvero Andrej Kristančič, l’artigiano silenzioso cui è riuscita persino l’impresa di fare un buon 2008, annata miserevole. Buonissime le altre

9. Movia, Gredič.
Se cercate l’essenza classica del Tocai giovanile, mandorle e fiori di campo.

GRAVE
10. Vignai da Duline, Friulano Grave doc.
Cercate ora l’intervento di Federica Magrini al convegno “Verso la biodinamica” organizzato da La Renaissance des Appellations in collaborazione con Pietre Colorate e Vini di Vignaioli nel 2013. Leggete senza pregiudizi. Intanto, procuratevi un Friulano della vigna Duline (impianti 1920, 1936) e il Gialloditocai (tocai giallo) del Ronco Pitotti. Siete in un connubio perfetto: grande ispirazione e grande consorzio umano. Grandi persone e grandi vini.

BONUS TRACK
Mlecnik, Vipavska Dolina. Fu Furlanski Tokaj, ora è sauvignonasse ma nelle annate migliori si chiama Angel, dal nome del capostipite. Dalla 2007 è Angel Hereditas. Il Sauvignonasse 2009 è buonissimo. Angel 1999 fu per me un momento di agnizione e resipiscenza potorie. Angel 2007 è un vino iperbolico: intenso, profondo, solare, sublime.

OFF-TOPIC
Non sono T. in purezza ma chi se ne frega, li imbuco e imbosco: C.O.F. Sacrisassi Bianco Le Due Terre (friulano 70%), IGT Venezia Giulia Arbis Blanc Borgo San Daniele (friulano, chardonnay, sauvignon, pinot bianco) e il Collio Bianco Edi Keber (friulano 70%). Però, se mai di quest’ultimo scovaste una bottiglia più vecchia – che so, un Tocai 2004 – vi pregherei di farmi un fischio.

[1] Benvenuti in Ungheria

Emanuele Giannone

(alias Eleutherius Grootjans). Romano con due quarti di marchigianità, uno siculo e uno toscano. Non laureato in Bacco, baccalaureato aziendalista. Bevo per dimenticare le matrici di portafoglio, i business plan, i cantieri navali, Susanna Tamaro, il gol di Turone, la ruota di Ann Noble e la legge morale dentro di me.

49 Commenti

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Nic Marsél

circa 3 anni fa - Link

L'assenza di Galea e/o Brazan de "I Clivi" è dolorosa.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

... e non è l'unica fonte di dolore. Ve ne sono diverse e fate un buon servizio a segnalarle. Grazie.

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Nic Marsél

circa 3 anni fa - Link

comunque non è "Grave" :-)

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Giuseppe

circa 3 anni fa - Link

Faccio il fischio, due settimane fa, in buona compagnia abbiamo aperto un Collio Tocai di Edi Keber del 2006. Una parola sola, sublime.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

E bravi. Vi detesto (bonariamente).

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Llivio

circa 3 anni fa - Link

Aperta e bevuta pochi giorni fa, l'ultima bottiglia di Tocai di Edi Keber 2006. Grandissimo vino. Lasciato appositamente nel bicchiere per stiracchiarsi risvegliarsi un po', ha mostrato una cangiante evoluzione tra la frutta matura ed importanti note balsamiche, passando per la grafite e i fiori di campo. Eccellente. Peccato sia stata l'ultima e non aver saputo in tempo del tuo desiderio . Sarà per la prossima!

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Llivio

circa 3 anni fa - Link

Leggo ora il commento di Giuseppe. Eravamo assieme.... a conferma di quanto detto!

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luca

circa 3 anni fa - Link

Vorrei segnalare il Blanc di Simon,dell' azienda Simon di Brazzan,tocai in purezza leggermente macerato.Anche in versione riserva.Una bevuta spettacolare

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Grazie per la segnalazione.

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andrea

circa 3 anni fa - Link

Invece non è grave ma semplicemente avvilente non aver trovato posto per includere tra i 10 Tocai quello di Dario Princic, tenuto conto dell'uno-due-tre iniziale, e senza imbarazzo nella scelta per l'escluso.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Ti ringrazio per la segnalazione, senza dubbio fondata. Qui, peraltro, manifesto l'unica nota di dissenso alle aggiunte proposte da voi commentatori: da Dario bellissima Ribolla (segnalata nel post di dicembre), bellissimo uvaggio, persino bellissimo Sauvignon. Jakot che per me - giudizio, quindi, personale e come tale opinabile - resta nel complesso un poco sotto i summenzionati. Non l'ho elencato e non mi sento avvilito.

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andrea

circa 3 anni fa - Link

Certo, non mi permetterei mai, l'avvilito sono io. Comunque non capisco il motivo di raffrontare gli altri vini prodotti dall'azienda con il nostro oggetto, tenendo conto che l'elenco è relativo al tocai nel complesso dei produttori. Anch'io, per esempio, preferisco la Ribolla o il Kaplia al Nekaj, ma quest'ultimo, a parer mio, è probabilmente il miglior tocai a tutt'oggi assaggiato. Poi, ognun bale con so agne, mandi

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Giù il cappello per l'adagio. Ti devo un calice di quel che ti pare. Mandi.

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carolain cats

circa 3 anni fa - Link

tu dammi t. e io sarò femmina felice. segnalare tutti quelli che adoro mi fa perder tempo oggi, ma in quelli citati da sberle mi ci ritrovo, eccome... bravo emmanuè :)

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Orsù, almeno 3-4... quelli che veramente adori...

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carolain cats

circa 3 anni fa - Link

terpin, stanko, 2 terre, klinec li hai citati; princic, clivi, li adoro anche. scusa ma oggi giornataccia di carte ed altre amenità. smack

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carolain cats

circa 3 anni fa - Link

ah cazzz e bressan!

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Bingo. Quelli che non sono in lista, li trovi tutti qui sotto tra le wild cards (le note) :-)

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Cjòsul

circa 3 anni fa - Link

Nella lista mi piacerebbe ci fossero anche i Tocai Miani, splendido il "base", eccezionali i due cru "Buri" (Buttrio) e "Filip" (Rosazzo), cambiando completamente stile i Tocai de I Clivi, tra gli uvaggi il Carat di Bressan. Per gli amanti della vinificazione in bianco consiglio di fare scorta di Tocai 2013, che diversamente da annate come la 2012 e soprattutto la 2011, più "pronte" e decisamente corpose, sono vini eleganti e maturi, capaci di invecchiare a lungo. Il Tocai in purezza era più un'eccezione che una regola sulle colline Friulane in un passato non troppo remoto. Il bianco prodotto un tempo era quasi sempre il risultato di un uvaggio da vigne in cui coesistevano (e tuttora coesistono nel caso di vecchi impianti) Tocai, Malvasia Istriana e Ribolla Gialla, nella proporzione di 8-1-1. Il "Friulano" più filologicamente corretto è perciò quello di Edi Keber

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Guarda, l'auspicio e il condizionale ("mi piacerebbe") sono pleonastici perché una lista secca di 10 riferimenti di gusto è inevitabilmente un'approssimazione per difetto: la lista è assolutamente aperta e tutte le segnalazioni sono benvenute. Ti ringrazio per le tue: personalmente mi ritrovo del tutto sulla preferenza per il Carat di Bressan, appena meno su quella per i due di Enzo Pontoni, beninteso molto buoni. Dei suoi bianchi trovo invece buonissima la Ribolla/Pettarin. Una domanda da appassionato: da dove hai tratto il riferimento alla regola dell'8-1-1? E' notizia derivata dalla frequentazione con i produttori, o bibliografica, o altro? E' una questione che mi interessa molto. Grazie.

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carolain cats

circa 3 anni fa - Link

io so di questa regola da quando ho lavorato in feee-ul, ma non l'adottava la tipa per cui lavoravo, bensì un nonnino di buttrio che beccavo sempre al baretto dopo la partita e l'allenamento di softball... grande nonnino lui, e anche il suo T.

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Cjòsul

circa 3 anni fa - Link

La regola dell 8-1-1 l'ho conosciuta attraverso la frequentazione di produttori e anche attraverso l'osservazione diretta di vecchie vigne, dovrebbe essere menzionata in qualche pubblicazione sulla storia della viticoltura in Friuli, ne esistono molteplici, mi viene in mente "Il Vigneto Friuli dall'arrivo dei romani alla "partenza" del Tocai" di Claudio Fabbro e altri volumi curati dal Ducato dei Vini Friulani o da Walter Filiputti. Il motivo che ha portato alla complantazione in passato risiede secondo me tutto nell'impossibilità prima della nascita dell'enologia moderna di intervenire in maniera drastica in cantina per correggere mosti e i vini, di qui la necessità di ottenere un prodotto equilibrato già in vigna, con l'unione di più vitigni, con l'elevato grado alcolico e la morbidezza del Tocai, l'aromaticità della Malvasia, e la Ribolla a contrastare la morbidezza degli altri due vitigni, come si sa, il vitigno di casa a Oslavia ha una maturazione tardiva e risulta ricco in acidi, contribuendo alla freschezza del vino. Volevo inoltre citare anche un altro produttore non molto noto che vinifica a Cormòns un Tocai secco da vendemmie tardive, botritizzato quando l'annata consente, commercializzato sempre con qualche anno in bottiglia, spiazzante per gli aromi di zenzero e miele, non molto tipico, ma per il prezzo (attorno ai 10-15 euro) da provare, si chiama Tomadoni

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Ringrazio molto per la risposta, in particolare per i riferimenti bibliografici. La questione dell'8-1-1 mi era nota attraverso conversazioni con produttori di lassù - specialmente con quelli più interessati alla memoria storica - ma non conoscevo fonti se non quelle de relato. E grazie anche per la segnalazione del Tocai "atipico" di Tomadoni.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Ho recepito con molto piacere le segnalazioni sdegnate di tagli tremontiani. Mi faccio ancor più male e prendo per un istante l'iniziativa, segnalando qualche taglio autoinflitto: - Il Carpino Villa Runc, perché se interessa un riferimento del tipo che piace alla gente bibace, questo è credibile. Vigne giovani, vino fresco e crudo, però vero. - Marijan Simčič, su tutti 2003 e 2006 per la bellezza in evoluzione. - Sembre a Medana/Plessiva, Brandulin - Di Brazan e Galea dei Clivi ha già scritto Nic Marsel, ma meritano la ripetizione. - C'era poi la sezione ecumenica, che riporto tel quel dagli appunti: "Ispirata al più sincero ecumenismo, dopo le botte ecco un’imbarcata di carezze e belle maniere per chi, bontà sua, non esce dal seminato del galateo enologico: Toros (Collio), Venica & Venica Ronco delle Cime (Collio), Gigante Vigneto Storico (C.O.F.), Castello di Buttrio (C.O.F.), Iole Grillo (C.O.F., solo acciaio), Aquila del Torre Ronc di Miez (C.O.F.).".

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Toccai

circa 3 anni fa - Link

Aggiungerei quella che per me è stata una sorpresa bellissima , il Tocai Friuli Grave 2013 dell' azienda Le Monde ,semplicemente eccellente. Provare per credere!!

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"Arruffapopolo"

circa 3 anni fa - Link

Big Jhon, ti sei forse scordato o non ti è piaciuto, Borc Sandrigo di Denis Montanar se non erro me lo feci degustare tu quel pomeriggio freddo domenicale, in quel di Roma. Un abbraccio.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Hai ragione. L'ho scordato. Mi piace. Thank you.

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biotipo

circa 3 anni fa - Link

io aggiungerei colle duga, doro princic, fiegl, sturm, tercic

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Fabio

circa 3 anni fa - Link

Premesso che l'autore giustamente usa i criteri che preferisce, ma parlare di Friulano e dimenticarsi di Miani può dipendere solo dal non aver avuto occasione di assaggiarlo.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Il tuo commento è orripilante. No, aspetta, così suona male: orripilante è l'allegoria che mi ha suggerito. Miani l'ho assaggiato, è buono, tuttavia ne preferisco altri. Posto, quindi, che l'ho assaggiato, il tuo commento de gustibus equivale all'immagine della tua lingua nella mia bocca. E questo, scilicet, mi orripila. PS - se hai tempo, facciamo il gioco simmetrico (tenendo le lingue a posto): mi incuriosirebbe sapere quale/i dei vini elencati nel post ti sembrano fuori posto, non all'altezza etc.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Per non disperdere nulla, a beneficio mio e di chi ha seguito faccio il punto, riassumendo di seguito le segnalazioni di vini/produttori non compresi nella lista del post: - I CLIVI, Galea e Brazan - SIMON, Blanc di Simon (annata e riserva) - DARIO PRINCIC - BRESSAN (Carat, uvaggio friulano-malvasia-ribolla) - MIANI ("base", Filip e Badie) - TOMADONI - IL CARPINO - MARIJAN SIMCIC - BRANDULIN - TOROS - VENICA & VENICA (Ronco delle Cime) - GIGANTE (Vigneto Storico) - CAST. DI BUTTRIO - IOLE GRILLO - AQUILA DEL TORRE (Ronc di Miez) - LE MONDE - D. MONTANAR/BORC DODON (Borc Sandrigo) - COLLE DUGA - DORO PRINCIC - FIEGL - STURM - TERCIC Se manca qualcosa, fate come foste a casa vostra: prego, accomodatevi.

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Alberto R.

circa 3 anni fa - Link

Miani produce due selezioni da singolo vigneto, il Buri (da Buttrio) ed il Filip (da Rosazzo); "Badie" indica l'Abbazia di Rosazzo ma non credo sia mai stato usato in etichetta...Pontoni al suo posto usa Filip che è nome del (vecchio?) proprietario del vigneto. In merito alla loro assenza dal novero, parce sepulto...basta non chiamarlo "bignami" o peggio ancora "top 10". Ma vabbè. Noto pure l'assenza (e mai citato finora da nessuno, peraltro) di quello che secondo me è il #2 o al massimo in #3 di un'ipotetica classifica, il San Zuan di Ronco del Gnemiz (col San Zuan Sol da giovane invece bisogna avere una soglia di tolleranza al legno piuttosto alta...eppoi lo fanno raramente...). Manca pure il terzo componente de "cerchio magico" dei COF, e cioè Meroi...altro gran bel friulano, più sull'eleganza che sulla potenza. Carat di Bressan buono ma nella lista dei tocai non c'entra, "vuole" essere un vino di assemblaggio secondo la ricetta tradizionale (così come lo erano i Clivi nel loro spirito originale, del resto). Pure Roncus (ma deve piacere lo stile) secondo me fa un gran bel tocai. Idem il Zabura di Skok.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Sì Alberto, grazie: ho scritto fischi per fiaschi, è proprio come segnali tu (e aveva già segnalato Fabio). Il vino è Filip, dal nome del vecchio proprietario, il vigneto è a Badie/Abbazia (Rosazzo) e anche a me consta che come Filip sia sempre uscito. Noto con piacere l'evoluzione di questo post: le classifiche a gusto sono giocoforza approssimative e, per chi le legge e confronta preferenze proprie e altrui, riduttive. Obiezioni e suggerimenti integrano il senso migliore della discussione sul gusto come procedimento critico, evolutivo ed estetico. Ben venga quindi il tuo "emendamento": e il fatto che io sostanzialmente concordi su Ronco del Gnemiz e Meroi, mentre Roncus e Skok non sono nelle mie corde, poco conta. Questo post non è più Bignami, né top ten. Né tantomeno è più mio, ed è molto meglio così. Mi avete sollevato dall'imbarazzo delle graduatorie, che per me hanno senso solo quando sono tante e soggette a confronto. Quelle secche, viceversa, seccano.

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Fabioz

circa 3 anni fa - Link

Sono d'accordo al 120% con Alberto R. Anche Il San Zuan del Gnemiz è meraviglioso, ma come tutti i bianchi di Serena Palazzolo vanno saputi aspettare: ho aperto recentemente un Tocai '89 davvero straordinario. Mi permetto di aggiungere alla splendida lista di Emanuele anche il Friulano di Gianni Del Fabbro - Ronc di Vico, da vigne in zona Bellazoia, nella parte settentrionale dei C.O.F. : un Tocai che sa di grano maturo.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Grazie "Fabioz".

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Fabioz

circa 3 anni fa - Link

Grazie a te Emanuele per avermi "sfruculeato" su un argomento e un territorio che mi stanno particolarmente a cuore . Sono lo stesso Fabio del commento orripilante, più sopra. Fabio Zanzucchi.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

:-D Doppelgaenger! :-D Certo, non ho scelto un'allegoria delle più invitanti o rassicuranti, ma è vieppiù bello scoprire che oggigiorno, e per di più su Intravino che pullula di nettlesome blokes, ci si possa ancora imbattere in un Fabio o Fabioz dotato di senso dell'umorismo. Ho apprezzato molto il tuo contributo a questo post e ti rinnovo i miei ringraziamenti.

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Michele

circa 3 anni fa - Link

Del friulano di Ronco Severo cosa mi sapresti dire Emanuele? bevuto tempo fa quando aveva ancora la vecchia etichetta e mi era piaciuto molto.. un saluto

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Saluti a te. Etichetta: vecchia quanto? Mi spiego: ho flebili, sommarie memorie dei vini di R.S. di molti anni fa, tanto tecnicamente ineccepibili, quanto percettivamente indistinguibili da moltissimi altri. Diciamo - absit iniuria verbis - uniformati. Della "old school" di R.S. non assaggio più nulla da anni. Ho invece assaggiato due bianchi e lo Schioppettino per la prima volta 2-3 anni fa e mi è sembrato di cogliere ispirazioni e, soprattutto, espressioni diverse e più coinvolgenti. Se, quindi, accetti anche una risposta sui tempi più moderni, dico: sì, buono il Friulano, buono anche l'uvaggio bianco di cui non ricordo il nome (da friulano anche quello per circa il 50%).

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Alberto R.

circa 3 anni fa - Link

...ma il merlot di Stefano Novello, pound-for-pound...quello lì rimane difficile da superare (parlo dell'Artiul)... Scusate l'OT. Comunque Ronco Severo gran bella azienda.

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il chiaro

circa 3 anni fa - Link

nessuno ha provato il tocai "erba alta" di Marco Sara?

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Fiorenzo Sartore

circa 3 anni fa - Link

Sì, vino grandioso secondo me. Ha una piccola parte di uva botritizzata (se ricordo bene vinificata in secco): uno dei più interessanti friulani q/p. All'ultimo assaggio metteva in ombra perfino i passiti di Sara, che da soli sono un mezzo monumento. Insomma gran cosa davvero (e comprato al volo).

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Il dettaglio è pressoché irrilevante (perché il vino è davvero buono), ma mi sembra che sia friulano + piccolo saldo pinot grigio (10% o giù di lì). Ciò non toglie che la menzione sia molto opportuna. Grazie.

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danilo spano

circa 3 anni fa - Link

Mi permetto di segnalare 2 Friulani di grandi emozioni, Ronco del Gnemiz, e l'Erba Alta di Marco Sara (con una percentuale delle uve colpite da botrite). Entrambi dei Colli Orientali del Friuli! Prosit

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pessimoesempio

circa 2 anni fa - Link

Non avere inserito Il ColleDuga significa non averlo assaggiato o averlo assaggiato durante una partita di tennis tra Higueras e Barazzutti...:)

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andrea

circa 1 anno fa - Link

Assaggiati molti 2015 in questa estate. Raccaro e Toros su tutti ( in puezza)... E questa annata ha tutti i presupposti per essere ancora migliore!

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Emanuele

circa 1 anno fa - Link

Grazie Andrea. Prendo nota.

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andrea

circa 1 anno fa - Link

Caro Emanuele, su Il Piccolo di qualche giorno fa una intera pagina veniva dedicata all' aggiornamento delle indagini sulla cosiddetta Sauvignon connection. Che procede e contagia altri bei nomi del Friuli enoico e non solo. E che riporta stralci di intercettazione nei quali fra l' altro l' enologo protagonista della vicenda usa sostanzialmente il clamore della vicenda per accreditarsi con un produttore di fuori regione. Quel che mi disturba ancor di più e mi inquieta un po' e che dal proseguio delle indagini risultino sottoposte a " trattamento" anche altre uve oltre il sauvignon ( si parla di Chardonnay, trebbiano e pecorino...) Ma soprattutto che vengano coinvolte aziende nuove, che in effetti per mia conoscenza producono quantità minime di sauvignon e massime di tocai... E allora capisco le facce di qualcuno che il tocai lo fa in un certo modo di fronte al mio ingenuo stupirmi per vini che hanno bisogno di essere spiegati con la parola sauvignonasse per giustificare tanta differenza.

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