Tutti dicono Grappa. Intravino-Bignami: tutta la Grappa in 10 bottiglie

di Gianpaolo Giacobbo

Il mondo si divide in due grandi categorie: i lettori di Intravino e quelli che scelgono un vino “a orecchio”. A loro, al 99,9% degli italiani che una volta l’anno sbevazzano, sono dedicati questi post che a confronto Bignami ci spiccia casa. Perché lo facciamo? Perché mentre noi stiamo qui a cercare il pelo nella bottiglia di Romanée-Conti, fuori c’è gente che il Codice Da Vinci lo ha decifrato ma le differenze tra Chianti e Chianti Classico ancora no. Per loro, e solo per loro, Intravino fa scendere in campo una squadra di esperti che a confronto Robert Langdon ci ri-spiccia casa, uomini e donne che la mamma li ha trovati sotto una pianta di nebbiolo a piede franco, altro che cavoli e rose. E allora che negroamaro, Barolo e verdicchio siano, perché la ggente deve sapere. Oggi tocca a:

Si chiama Grappa ma si pronuncia Grappino
Il panorama del mondo della grappa è cambiato molto negli ultimi anni. Il consumo è sicuramente calato, vuoi per la paura della prova del palloncino che ha ridotto di molto il tipico “grappino” di fine cena, vuoi perché ha perso l’appeal che aveva un tempo. Forse il mondo della grappa italiana ha conosciuto tempi troppo fortunati perché i produttori possano digerire l’attuale contrazione. Per anni la qualità  è stata messa da parte a favore di una produzione copiosa, molto veloce e poco curata.  Questo è il momento in cui i produttori devono reinventarsi e riconsegnare alla tipologia un concetto di maggiore artigianalità e cura, nonostante un disciplinare di produzione fin troppo permissivo nell’aggiunta degli aromatizzanti e zuccheri.

Serve un nuovo volto al distillato di vinaccia italiano.

1. Distilleria Vittorio Capovilla – Rosà (VI)
Sebbene il “Capo” sia soprattutto un distillatore di frutta, produce anche un po’ di grappa. A lui va il posto d’onore in termini qualitativi senza timore di smentita. E’ l’unico a produrre la vera grappa Bassano con vinacce provenienti esclusivamente dal territorio bassanese. Segnaliamo anche la Grappa di Ribolla Gialla di Josko Gravner. Produzione limitatissima.

2. Distilleria Levi Serafino di Romano Levi – Neive (CN)
Rappresenta un mito del mondo della grappa. Distilleria a fuoco diretto con alambicco a ciclo discontinuo. Le etichette erano disegnate a mano su qualsiasi foglio trovato per caso. Per collezionisti.

3. Distilleria Bortolo Nardini – Bassano del Grappa (VI)
Entra nella lista per essere la più storica produce grappa dal 1779. Da sempre legata alla famiglia Nardini e, ancora oggi, i discendenti di Bortolo Nardini portano avanti la tradizione.

4. Antica Distilleria Grappa Barile di Luigi Barile – Silvano d’Orba (AL)
E’ definito il “Re” della Grappa. La sua vera attività sarebbe il commercialista ma non ha potuto resistere alla sua grande passione per il distillato di vinaccia.

5. Distilleria Marolo – Alba (CN)
Di Marolo ho amato prima le etichette che mi hanno sempre rapito. La Grappa rispetta tutta l’armonia e la verità di quei disegni. E’ la grappa del Barolo per eccellenza. Bella selezione negli invecchiamenti. Cura eleganza e passione.

6. Domenis 1898 – Cividale del Friuli (UD)
Non poteva mancare nella lista la grappa Fiulana. La tradizione della grappa è ancora molto viva e sentita dalla gente friulana. La Storica, conosciuta per le alte gradazioni, è un punto di riferimento per la tipologia.

7. Zu Plun – St Valentin Seis (BZ)
Florian Rabanser produce distillati in Alto Adige, compresi Rum e Gin. La sua grappa è molto delicata ed eterea. Consigliata la Grappa di Gewurztraminer.

8. Pojer & Sandri Grappa – Faedo (TN)
Si lo so che producono vini, pochi sanno però che Mario Pojer è anche un distillatore di rara eleganza. Oltre ai distillati di frutta e a un brandy “DiVino” produce grappe finissime e molto eleganti nello stile Pojer & Sandri. Assaggiare tutti i monovitigni per credere.

9. Bepi Tosolini – Marsure di Sotto Povoletto (UD)
Bepi Tosolini è il distillatore che si è dedicato anima e cuore a conferire la finezza a prodotti troppo spesso rudi e figli di una distillazione casalinga. Oggi la gamma è veramente ampia e c’è l’imbarazzo della scelta.

10. Distillerie Nonino – Pavia di Udine (UD)
Rappresentano la quota rosa della classifica visto che la famiglia Nonino è composta soprattutto da donne. Di Nonino segnaliamo la Grappa Cru Monovitigno di Picolit.

Bonus Track
— Berta Distillerie – Mombaruzzo (AT)
Distillerie storica piemontese con una gamma molto ampia di prodotti molto curati sono grappe di grande eleganza.

— Poli Distillerie – Schiavon (VI)
Ha uno stile tutto suo molto identificabile. Sono grappe delicate al palato contenute in bottiglie molto riconoscibili. Jacopo Poli oggi conduce la distilleria fornendo una vasta gamma di prodotti.

— Bonaventura Maschio  – Gaiarine (TV)
Segnaliamo Bonaventura Maschio per la Primeuve, grappa che a differenza delle altre non nasce dalle vinacce ma dall’uva. Non so esattamente se la paternità della metodologia sia da attribuire all’azienda o meno, ma ritengo sia comunque un prodotto da segnalare.

25 Commenti

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Ganascia

circa 4 anni fa - Link

ah, io con la Nardini ci ho sempre mandato la Lambretta

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yoel

circa 4 anni fa - Link

Bella lista. Vorrei segnalare (sì lo so, ognuno vuole segnalare il suo) anche Bruno Pilzer, che oltre a creare Grappe di assoluto spessore, è anche docente e studioso di distillazione presso la Fondazione Mach di San Michele. Insomma, oltre a farle le insegna anche e non si può che riconoscergli grandi meriti.

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

Confermo! Merita il posto in classifica

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marco schiavo

circa 4 anni fa - Link

Noi invece siamo i più piccoli distillatori del Vicentino e non contiamo che 20000 bt l'anno....Ovvio che su 10 preferenze la scelta ricade sulle solite Grandi molto più famose... ma non dimentichiamo gli Artigiani o li ricordiamo solo nei Termini quando dobbiamo vantarci di Made in Italy ?

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

Confermo gli artigiani sono importantissimi. Vi conosco bene ma la quota VI era già presente, nulla toglie ai vostri meriti

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nico zperanza

circa 4 anni fa - Link

e quel pazzo di Luciano Brotto che adesso è diventato EVO: cofanetto con beute monoporzione, che genio!

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Il chiaro

circa 4 anni fa - Link

Vedere nella stessa lista Capovilla con Marolo, Pojer e Nonino fa abbastanza impressione. Un nome assoluto che non vedo: brunello di Montegalda, distilla le vinacce del Bepi Quinta ed è davvero bravo. Ottimerrimo pure Francesco Poli, già ottimo produttore di vin Santo Trentino

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Nic Marsél

circa 4 anni fa - Link

Ma quanti Poli ci sono? A me piaceva il Giovanni di Santa Massenza, ma poi ho smesso con questi torcibudella ;-)

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Montosoli

circa 4 anni fa - Link

Pagura....sicuramente la piu antica Distilleria del Friuli De Negri ....la Graspa dei Amighi e un fenomeno Bosso.....ormai defunta.....la Moscato di Canelli era un serio distillato

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

Pensavo che il distillato di mosto lo avessero inventato le Nonino

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

Bah non sono convinto. Nemmeno Maschio Bonaventura lo ha inventato immagino. Bisognerebbe indagare...

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

e ne mancano ancora molte ma il limite era di dieci. Ho avuto una deroga di tre per grazie ricevuta. Ci sono molti artigiani bravissimi. Ma è un Bignami e non si studia sul Bignami... :-)

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Luca Miraglia

circa 4 anni fa - Link

Effettivamente l'elenco è molto variegato quanto a qualità e numeri (Capovilla e Nardini fanno un pò a pugni, ma il fascino della Nardini alla ruta è innegabile), e l'inserimento di alcuni "giganti" del settore (anche Nonino lo è) esclude giocoforza aziende dalla minore visibilità ma di assoluta eccellenza. Un nome? La piemontese Distilleria Gualco di Silvano d'Orba (AL), con una piccola gamma tutta ad elevata gradazione (indimenticabile la Rosina!).

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

Bella segnalazione! Grazie.

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Giovanni

circa 4 anni fa - Link

clap clap clap...

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af

circa 4 anni fa - Link

"[...]grappa che a differenza delle altre non nasce dalle vinacce ma dall’uva" quindi è un'acquavite d'uva, non una grappa. ;)

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

vero

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Alberto R.

circa 4 anni fa - Link

In Piemonte anche Montanaro e Rovero , in Trentino anche Roberto Zeni, in Friuli anche (grandissimo personaggio!) Giovanni Dri. Nonino "gigante" numericamente, ma ragazzi fanno sempre prodotti centratissimi, tipo la Optima (la affinata "base") che si trova dovunque in GDO a 2 lire letteralmente, pulita, intensa, riconoscibilissima come friulana (ed un plus per il colore naturale). Quoto anch'io il buon Chiaro, Brunello super! P.S.: Ciao Giampi!!! :-)

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

grazie dovremmo fare la lista dei 30 ...

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Ben Bevendo

circa 4 anni fa - Link

Mi piacerebbe conoscere i criteri di selezione e graduatoria dai quali, visti i risultati, dissento.... Vi siete dimenticati della distilleria artigianale NANNONI. Molto piccola e, quindi, ovviamente, da non menzionare anche se ha vinto medaglie d'oro come Capovilla, sempre a Klagenfurt.....e con piccole quanto preziose produzioni da autoctoni...

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Mario Finarelli

circa 4 anni fa - Link

Segnalo che Prime Uve di Bonaventura Maschio non è una grappa ma un acquavite d'uva( si distilla tutto il frutto non la vinaccia)

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Lalla

circa 3 anni fa - Link

Parliamone ecco le migliori grappe scelte da Alambicco d'oro. http://www.vinievino.com/parliamo-di-vino/vino-e-distillati/premio-alambicco-doro-le-43-migliori-grappe-italiane-del-2015-945.html ma parliamo pure di tecniche spammatorie, che mi pari cosi' in gamba :D [F.]

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il farmacista goloso

circa 3 anni fa - Link

Questo alambicco mi pare d'oro di Bologna ;) Ridicolo premiare una grappa su 3 in concorso, quasi tutte fatte da membri di AssoDistil (la lobby degli industriali dell'alcool), con cui ANAG è pappa e ciccia... così va l'Italia :( ma Intravino non la beve, a quanto pare!

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Ermanno

circa 3 anni fa - Link

Ciao Giampi, Anche Unterthurner di Marlengo non è male

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Cristiano

circa 2 anni fa - Link

Ragazzi vi scordatevi di marzadro.

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