Tutti dicono Bollicine. Intravino-Bignami: tutte le Bollicine (e gli auguri) del nostro Capodanno

di Redazione

Il mondo si divide in due grandi categorie: i lettori di Intravino e quelli che scelgono un vino “a orecchio”. A loro, al 99,9% degli italiani che una volta l’anno sbevazzano, sono dedicati questi post che a confronto Bignami ci spiccia casa. Perché lo facciamo? Perché mentre noi stiamo qui a cercare il pelo nella bottiglia di Romanée-Conti, fuori c’è gente che il Codice Da Vinci lo ha decifrato ma le differenze tra Chianti e Chianti Classico ancora no. Per loro, e solo per loro, Intravino fa scendere in campo una squadra di esperti che a confronto Robert Langdon ci ri-spiccia casa, uomini e donne che la mamma li ha trovati sotto una pianta di nebbiolo a piede franco, altro che cavoli e rose. E allora che negroamaro, Barolo e verdicchio siano, perché la ggente deve sapere. Oggi tocca a:

Le bollicine di Capodanno
Per le bollicine che festeggiano il nuovo anno abbiamo fatto uno strappo alla regola, proponendovi un post corale con gli auguri della redazione. Per l’occasione la crew di Intravino si è sbizzarrita alla grande e questi sono i risultati:

Alice In Wonderland
Basta con questo buonismo prenatalizio, basta soffici pecorelle e pastorelli candidi, basta libri cuore e pupazzi di zucchero. È il momento di una metallara marzemina bastarda, dai trascorsi letterati e colti e tesi in psicologia. Si chiama Subconscio, ti confonde con la sua boccuccia di roselline e crostatine e bacetti e smorfie per poi sculacciare a frustate di sale e lanci d’arance, acidissimamente sensuale. Chiedere della cantina veneta Marton.

Alessandro Morichetti
Giulio Ferrari perché mi piace tanto tanto tanto tanto. E perché andrebbe fatta una bella cieca seria per sapere una volta per tutte chi è il numero uno in Italia.

Giovanni Corazzol
Dosaggiozero di Arcari+Danesi perché mi piace tanto tanto tanto tanto tanto (cit.)

Jacopo Cossater
Metodo Classico Viktorija Bianco, Slavcek. Dietro una delle etichette più brutte del mondo, direttamente dalla Slovenia degli anni ’80 ai giorni nostri, si nasconde uno spumante tutt’altro che banale. Ci sono la morbidezza e più in generale l’accoglienza delle migliori Ribolla, c’è una mineralità che prima stupisce e che poi attrae, sopratutto c’è una finezza che lo proietta tra le cose più interessanti assaggiate nelle ultime settimane. Con una spruzzata di Riesling, a condire il tutto.

Gianpaolo Giacobbo
Il Prosecco di capodanno deve essere per forza Colfòndo senza se senza ma. Non importa di che produttore ma Colfondo: dentro quel bicchiere c’è la vita, la passione e la storia della gente delle colline dell’alta Marca. Qualcuno direbbe il prosecco degli ultimi, ma è il mio primo. Auguri a tutti!

Emanuele Giannone
Rosamaro Masseria Altemura. Un classico dei vini da aeroporto, un caso emblematico, per giunta, di vino coloniale – viene dalle solatie colonie della brumosa United Kingdom of Zonin – e soprattutto tipicamente pop-porno. Negroamaro charmant-charmat di colore e allestimento fatti su misura per sguardi lubrici e cattivi. A Fiumicino, dove l’ho incontrato e squadrato tra ti-aborro e ti-voglio, lui per tutta risposta ha miagolato “tu – sei cattivo con me perché – mi guardi come se io fossi un’attrice un po’ porno”. Risposta alle mie avances: infermeria, marshmallow, frappè di fragola, cipria e lucidalabbra da tempo delle mele. Mah. L’ho assaggiato. Lui ha gattonato in distensione, giocando sugli equivoci tra fragola e fregola, banana e banale, cera e cerone. Un pizzico di sale. Veloce, pulito, discreto, professionale. E alla fine una rosellina, due ciliegine, una fogliolina di menta piazzati a mo’ di cache-sex. Ideale se almeno a Capodanno vi piace sognare quei tipi di vino un po’ porno.

Andrea Gori
Montellori Pas Dosè: 20 anni di esperienza contano eccome quando si fanno bollicine e Alessandro Nieri da Fucecchio porta avanti con convinzione questo progetto di metodo classico da sole uve Chardonnay coltivato sull’appennino pistoiese. Neanche un ettaro di viti che danno un piccolo miracolo di maturità e freschezza che ha nelle annate migliori anche una straordinaria longevità. Provatelo prima che diventi un piccolo cult, dato che ne produce in quantità omeopatiche…

Lucia La Gatta
Quando alcuni anni fa lasciai la Capitanata per la meno assolata Emilia, portai con me una bottiglia che aprii appena sistemata nella mia nuova vita e che in qualche modo considero la bollicina del cuore. È un millesimato prodotto, nella mia terra, solo in annate di qualità superiore: La Gran Cuvée della Casa D’Araprì di San Severo, che per il 60% nasce dal bombino bianco un vitigno autoctono tra i più antichi del Mezzogiorno.

Cristiana Lauro
Pascal Douquet, una bevuta allegra e buona a trenta euro in scaffale. Col regime di una bottiglia al giorno, per una settimana, mi avanzano i soldi per un tacco 12 di Renèe Caovilla. Che dire: lo compro!

Andrea Marchetti
La mia bollicina del cuore da un vignaiolo del cuore, Salèbra Alionza dell’Emilia Igt metodo classico di Giorgio Erioli. Da un vitigno raro (pochi ettari in tutta Italia), uno spumante prodotto da un poeta artigiano che non si piega alla burocrazia del gusto. È stato affascinante seguirne l’evoluzione da anatroccolo ancora sui lieviti a cigno post sboccatura.

Leonardo Romanelli
Ostinatamente toscano anche nelle bollicine: Brut Cupelli prodotto a San Miniato e rosé Colle Bereto di Radda in Chianti: cosa manca alla Toscana per stare bene?

Fiorenzo Sartore
Ca’ Rugate fa parte dei turbofighetti col cuore. Il suo Fulvio Beo Rosé è un metodo classico rosa (l’avevate indovinato) che sa di fragole d’estate. Avete presente quando si va in the camporell a luglio con la Vespa, cioè: gli effetti sono circa quelli. Restano dolci ricordi e senso di appagamento. (Meno di venti euros in enoteca).

Pietro Stara
Sei pieno come il cappone che ti hanno servito tre ore prima. Sonnecchi da almeno due ore. Ti svegliano giusto in tempo per i botti e ti riempiono il calice con un meraviglioso Brachetto Spumante di Cascina Fonda: rosa, lamponi, ciliegie e spezie ti danno la legnata finale. Ti accasci felice.

Antonio Tomacelli
Sono l’ultimo in ordine alfabetico ed anche l’ultimo a dire la sua e non è un cavolo facile, specialmente quando gli altri hanno citato tutto lo scibile alcolico. Vediamo, allora: cosa manca a questa lista per essere davvero perfetta? Forse ho una bolla speciale e vediamo se riesco a stupirvi: a Capodanno stapperò qualche bottiglia di Hirderga del Birrificio Decimoprimo, vincitrice della medaglia d’oro nell’ultima edizione del Brussels Beer Challenge, categoria Stout. La producono due ragazzi, Patrizia Sarcina e Michele Cognetti, in un posto che è la periferia di niente, a due passi da me. La berrò alla mia salute e al loro coraggio di brassicoli dispersi in mezzo al nulla.

 

11 Commenti

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RobeP.

circa 5 anni fa - Link

Non perché Morichetti è mio compaesano, vi giuro che io prima di leggere l'articolo avevo già comprato il Giulio Ferrari, ma se riesco proverò tutta la lista, lasciando stare i sogni un po' porno. :) Auguri a tutti e complimenti per quello che scrivete

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vittorio cavaliere

circa 5 anni fa - Link

Soprattutto per le bollicine mi trovo quasi sempre in perfetta solitudine , nella vostra lista ho trovato una condivisione e sono anche io curioso di degustare la birra di questi ragazzi che ho certezza ricercano la qualità in maniera ossessiva. Auguri a tutti!

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Samu

circa 5 anni fa - Link

Gran bolla il Viktorija Bianco di Slavcek. Condivido la recensione. Preso presso la cantina. Ottimo rapporto qualità-prezzo. Divertente e non banale, estivo, necessario. Bolla non propriamente fine quanto a dimensioni, che non massaggia teneramente il palato, ma rende il vino "croccante". Non che si giochi lì la partita. C'è tutto il resto. Da provare ... E sì, etichetta terribile.

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fabio

circa 5 anni fa - Link

Io i post della signora Lauro non li condivido quasi mai ....ma questa volta sono fiero. Avevo già scelto Pascal Douquet per il mio cenone insieme ad altre bollicine d'oltralpe naturalmente. hasta la bollicina siempre !!!!

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

io sto giro mi affido ad altrui mani, tenendo in saccoccia le mie bolle preferite che non si sa mai...al primo la lista dei morti.

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Tortellino

circa 5 anni fa - Link

Mi associo incondizionatamente ad Andrea Marchetti. Provare per credere.

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Tufoallegro

circa 5 anni fa - Link

Io stapperei del Marone Cinzano, che fa tanto anni 80 e Milano da bere. Taaac! Auguri!

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Patrizia

circa 5 anni fa - Link

Grazie per queste interessanti indicazioni !!

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andrea cervietti

circa 5 anni fa - Link

L'Erede di Cupelli e' un vino che vi stupira'. Ha tutto per piacere e far godere. Scoperto per caso, senza recensioni o suggerimenti, provato e poi bevuto a gogo'. Non dico sia il migliire ma di certo e' molto buono e si acquista a prezzo giusto. Provate!

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enodreams

circa 5 anni fa - Link

Bollicine toscane, bella idea da provare

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