Trebbiano d’Abruzzo 2012 Valentini. Eccolo, appena assaggiato

di Cristiana Lauro

Da quando ho scoperto che, purtroppo, la befana non esiste, una volta all’anno indirizzo tutte le mie aspettative sull’assaggio in anteprima del Trebbiano di Valentini. Francesco Paolo Valentini, l’agricoltore, l’artigiano.

Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo che un produttore di vino industriale commetta un errore della madonna, quando scarica una parte di responsabilità sulla mancata crescita della sua azienda addosso ai più piccoli, spesso artigiani, quelli che al vino danno riconoscibilità e che andrebbero protetti, benché nessuno, a partire dai legislatori, se li sia mai cagati.

L’annata 2012 di Trebbiano è molto buona ma assai diversa dalla 2010, monumentale, longeva, che Valentini propose sul mercato dopo l’uscita della 2011, decisamente più immediata. Ma ogni vino artigianale è figlio della sua annata, nel bene e nel male.

L’inverno del 2012, da quelle parti, fu lungo, freddo e caratterizzato da pioggia e neve in abbondanza, con tempeste di ghiaccio dalla Russia. Eventi meteorologici che hanno garantito un’importante riserva idrica nel terreno. Dalla primavera fino a luglio la vegetazione ha avuto uno sviluppo notevole in quanto è piovuto parecchio, mentre ad agosto, siccità e caldo anomalo hanno determinato una maturazione precoce. La vendemmia infatti è cominciata il 14 settembre.

Le fermentazioni spontanee, che ritengo il parametro più importante per determinare l’originalità di un vino, non hanno presentato particolari problemi; ovviamente non è filtrato, secondo lo stile della casa, per non privarlo di elementi essenziali alla sua stabilità e capacità di invecchiamento.

Questa bottiglia rappresenta il debutto in società dalla botte n. 1, una Garbellotto di hl 70 costruita nel 2008 e detannizzata a dovere per quattro anni in cui ha contenuto solo vino venduto sfuso. Tutte informazioni che mi ha fornito Francesco Paolo e interessantissime per osservare come le grandi dimensioni della Garbellotto, più difficili da gestire, preservino, inoltre, il vino da sentori di legno in eccesso.

Il naso, inizialmente sussurrato, si apre in pochi minuti e anticipa una bocca coerente, connessa, piacevolmente salina, dove ho trovato nocciola matura, tostata e burro fuso. Poi erbe aromatiche come la salvia e il timo, la camomilla, lo zafferano e una piccola nota amarognola che mi ricorda la genziana. Insieme che rende assai riconoscibile la zona, e questo sempre grazie alle fermentazioni spontanee che riportano il territorio nella bottiglia, senza proporre banane e kiwi che tutto evocano tranne il circondario di Loreto Aprutino. Rispetto alla 2010 mi pare che l’acidità sia un po’ più contenuta.

Direi che siamo di fronte a un vino pronto, godibile, buono fin da subito. Proprio quel che ci vuole nell’attesa che il 2010 diventi in cantina quel capolavoro che mi aspetto. Con pochi dubbi, se permettete.

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

16 Commenti

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benux

circa 5 anni fa - Link

e del rosso si hanno notizie sarà l'anno buono?

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

il montepulciano per ora è un bellissimo ricordo

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Giuseppe

circa 5 anni fa - Link

Io ho un 2010 custodito in cantina ...qual'é il momento per degustarlo al meglio? Grazie

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Il più avanti possibile :)

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Sinceramente ne ho aperto uno pochi giorni fa ed era già fantastico. Ha molta vita davanti ma se non hai disturbi mentali affini alla notoria gerontofilia di Ale, puoi pure levarti la soddisfazione subito.

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elle

circa 5 anni fa - Link

comunicazione di servizio: non capisco come mai accedendo al sito da firefox non mi fa leggere gli ultimi commenti (nella home leggo che ci sono 4 commenti, accedo all'articolo e ci sono solo i due di ieri), mentre da chrome tutto ok. E' una specie di bug endemico ma anche temporaneo (fortunatamente) col quale lottiamo senza successo da tempo, e che probabilmente sarà aggirato solo dal prossimo aggiornamento di Wordpress. Grazie della segnalazione, comunque. [Fiorenzo]

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Giuseppe

circa 5 anni fa - Link

Grazie del consiglio... nessun disturbo...in ogni caso non credo durerà molto ... é il primo che compro e la curiosità é tanta ... pari alle aspettative

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doxor

circa 5 anni fa - Link

ammetto che non ho mai avuto l'occasione d'assaggiare tale 'mostro sacro', ma siamo sicuri che, e ovviamente vale come discorso generale, il lieviti spontanei seppur per definizione parte del terrori, non vadano a coprire o in qualche modo offuscare (in maniera che peraltro io amo) quelle che sono le caratteristiche profonde e mutevoli del 'frutto' uva e quindi del vino, che magari sarebbero più intoccate e genuine con qualche lievito neutro selezionato, magari da un lavoro di ricerca in vigna?

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Io però questi lieviti neutri devo ancora sentirli. Ammesso che sia ipotizzabile un lievito indigeno "coprente". Legittimo il dubbio ma non capisco bene cosa intendi

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doxor

circa 5 anni fa - Link

credo che un lievito che nasce e vive 'selvaggio' su una pianta, con tutte le libertà che ciò permette, non abbia dei profili aromatici sempre 'puliti' o prevedibili (ma anche questo è il bello, sia chiaro); magari un lievito 'domato' o anche cresciuto sulle bucce ma 'conosciuto' nel suo operare (ovvero scegliere il ceppo giusto tra le miriadi che si sviluppano naturalmente) in termini di sapere che tipo di trasformazioni alcoliche compie e quali e quante altre componenti aromatiche produce porterebbe ad una più esplicita espressione del territorio che dopo tutto è pianta e frutto, il medium ovvero il saccaromiceta dovrebbe far evolvere ma non dare troppo del suo..

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massimo

circa 5 anni fa - Link

Robertino Conterno docet

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Sottonoce

circa 5 anni fa - Link

Complimenti ai lieviti che sono riusciti a far lievitare vertiginosamente soprattutto il prezzo!

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Ecco mancava in effetti quel tanto di pauperista che si conviene a un consesso disgustosamente snob come Intravino

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Sottonoce

circa 5 anni fa - Link

Buona domenica a tutti da Pauperopoli! Quack!

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Giovani Turturro

circa 5 anni fa - Link

La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca!!!

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cosimo fiorella

circa 5 anni fa - Link

Il Trebbiano di Valentini è l’unico Trebbiano al mondo capace di reggere dieci, anche vent’anni nelle grandi annate. E questo è ancora poco, sa ancora di esibizione. Bisogna scrutare più sottilmente. Il vino è come l’uomo, ha un’età biologica che non sempre corrisponde all’età anagrafica. Non è limpido, anzi è il più opaco dei vini reperibili (si fa per dire) sullo scaffale di un’enoteca. Si vede subito che non è stato filtrato né concentrato né lievitato né barricato né in alcun altro modo violentato. Fa impressione: è vivo, enzimatico, primordiale. E’ il prototipo, l’Adamo del nuovo vino italiano, e avrà ricca progenie.

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