Te la do io la risposta a Michel Bettane e Gambero Rosso sul vino naturale

Te la do io la risposta a Michel Bettane e Gambero Rosso sul vino naturale

di Alessandro Morichetti

Tema caldo quello del vino naturale (con virgolette, senza virgolette, cosiddetto, impropriamente detto, ecc). Come detto la settimana scorsa, il Gambero Rosso in edicola ne ha parlato con due interventi di rilievo: Eleonora “Lion Queen” Guerini nell’editoriale e Michel Bettane (nella foto, a sinistra) all’interno. Un bel po’ di gente li ha letti ma non so quanti abbiano comprato la rivista. Ecco che, dopo il rumore creato, tra apocalittici, integrati e confusi, a stretto giro di posta arriva una risposta molto interessante. Arriva da Denny Baldin, vignaiolo francese (nella foto, a destra)Chi si è schierato a favore o contro le posizioni già espresse è pregato di leggerlo con 8 occhi. Ne vale la pena. (Abbiamo lasciato qualche imprecisione linguistica della versione originale perché non inficia il senso e non disturba, quindi non fateci caso).

TE LO DO IO IL VINO NATURALE?
Auguro sinceramente agli appassionati di vino italiani di dover godere in futuro cio’ che sta succedendo qui in Francia: una rivoluzione gastronomica alimentata da vini d’avanguardia fatti con le uve e basta, che a furor di popolo sta scardinando e ribaltando il potere di un’aristocrazia volgare, pomposa e decadente.

In ogni forma d’arte quando il nuovo arriva viene deriso, criticato, attaccato anche violentemente. Immagina due vecchi amatori di nature morte del periodo Luigi XIV che si trovino a dover commentare una mostra con “teste di donna” di Picasso, dei “Numeri” di Pollock, o “L’origine del mondo di Courbet”: come credi che possano reagire? Ah, tutto fuori proporzione… Cos’è uno scherzo? …Il pittore è confuso  E la chiami arte quella? Una donna nuda. La vulva pelosa? Che orrore!!!

Se compri un succo d’arancia al supermercato hai due optioni: fresco spremuto pastorizzato e messo in frigo, oppure prendi quello che puo’ stare al caldo che tanto non patisce. Io preferisco quello fresco: è piu’ saporito, sento che mi fa meglio anche se non ho un analisi di un laboratorio che me lo prova, se ha dei pezzi dentro non mi scandalizzo. D’estate non lo lascio sulla credenza perché so che altrimenti va a male. Perché va a male? Perche’ è vivo. E se è vivo puo’ anche cambiare d’umore. Alle volte apro delle bottiglia di vino d’avanguardia ed è vero, puo’ capitare che sia cosi’ incazzato che suda collera. E allora? Allora lo lascio all’aria, lo tengo d’occhio fino a quando una sera, il giorno dopo, alle volte una settimana dopo gli passa e facciamo l’amore. Anche con mia moglie è più o meno così.

I vini d’avanguardia li tieni al fresco perche’ sotto i 14 gradi i lieviti e batteri dormono. Quando li bevi la temperatura del tuo stomaco li porta a 38 gradi e cosa cominciano a fare lieviti e batteri a 38 gradi?
Fanno festa. E cosa fanno i lieviti e i batteri quando fanno festa? Mangiano. Cosa? Tutti gli zuccheri e gli acidi residui che hai nello stomaco e che non sono stati digeriti. E qual è il risultato del loro lavoro? Una dose fresca fresca di alcool. Essi’: il tuo corpo digerisce meglio e con meno energia. Tradotto: l’ebrezza dei vini d’avanguardia è tutta un’altra ebrezza. Sei più leggero, il tuo spirito si innalza, i pensieri sono più lucidi, i capillari si aprono, è un generale senso di eccitazione ed immaginazione altrimenti impossibili.

Il vino diventa un tonico, un rimedio, un ostia per disceoli di Dionisos. Se un vino tecnologico è del miele, i vini d’avanguardia sono la pappa reae. Se un vino tecnologico è un quadro, i vini d’avanguardia sono una danza.

Se l’ebrezza di un vino tecnologico è una corsa all’ippodromo, i vini d’avanguardia sono una cavalcata “al pelo” nelle orde di Genjis Khan all’attacco del nemico sugli altipiani della Mongolia.
La nostra è una frontiera e alla frontiera niente funziona alla stessa maniera. L’immaginazione e l’intuito valgono più e quanto l’esperienza.

I vini d’avanguardia d’oggi sono una risposta reale al genocidio biologico che la moderna agricoltura ha imposto all’umanità, sono un rifiuto della formatizzazione culturale e gustativa.
Jules Chauvet, Marcel Lapierre, le Beaujolais un po’ come Fidel, Ernesto e Cuba. No anzi: Darth Veder, Luke Skywalker, la Forza.
Che la vigna sia con noi!
Il vino diventa un tonico, un rimedio, un ostia per discepoli di Dionisos.
Se un vino tecnologico e’ del miele, i vini d’avanguardia sono la pappa reale.

Danny Baldin, Fluerie, Rhone-Alpes, Francia

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

91 Commenti

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suslov

circa 6 anni fa - Link

mah, mia suocera direbbe: gavte la nata ...

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maurizio gily

circa 6 anni fa - Link

"Fanno festa. E cosa fanno i lieviti e i batteri quando fanno festa? Mangiano. Cosa? Tutti gli zuccheri e gli acidi residui che hai nello stomaco e che non sono stati digeriti. E qual è il risultato del loro lavoro? Una dose fresca fresca di alcool. Essi’: il tuo corpo digerisce meglio e con meno energia". L'avevo letto ieri e mi sto ancora scompisciando. Non mi è piaciuto l'articolo di Bettane, ma opporgli simili strampalate teorie è il modo giusto per controbattere?

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Giovanni Arcari

circa 6 anni fa - Link

Non posso che essere concorde con te, Maurizio. Minchia, adesso siamo apposto, ci mancavano solo "i lieviti che fanno festa nello stomaco". Bastaaaaa :-D

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Lucia Bellini

circa 6 anni fa - Link

io voglio conoscere il suo pusher. E anche lui. ;-)

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Alessandra Biondi Bartolini

circa 6 anni fa - Link

Se il pezzo di questo Tarzan d'Oltralpe mi aveva fatto sorridere (diciamo pure anche ridere) a questo punto della discussione sento di voler intervenire (spero di non essere troppo "aristocratica volgare e pomposa"). Soprassiedo alla festa dei lieviti e dei batteri nello stomaco precisando che no, non è la stessa cosa che accade nei formaggi o negli yogurt, dove l'ambiente si mantiene favorevole allo sviluppo dei micro-organismi, mentre nel vino e ancora di più nello stomaco la vita è molto più difficile. A testimonainza porto la data di scadenza dei formaggi che è diversa dalla durata dei vini. Soprassiedo anche al parallelismo tra un vino ridotto (perchè se il problema è un altro per esempio la volatile alta hai voglia di lasciarlo lì una settimana) e la moglie incazzata (che forse ne ha ben donde). Soprassiedo anche ai voli pindarici sull'arte contemporanea e sulle orde di Gengis Khan con i quali Monsieur Baldin fa sfoggio di cultura e, almeno ai miei occhi, lo fa apparire solo molto snob (oltre che divertente, diciamolo dai). Vorrei invece far notare, soprattutto a Enrico, che in questo articolo il nostro vignaiolo ricciolone non parla affatto di uva e della sua qualità. Le caratteristiche che fanno speciale il suo vino d'avanguardia, la riduzione che lo rende incazzato, i lieviti e i batteri che banchettano nello stomaco, sono dovute alla gestione del vino in cantina e all'imbottigliamento e non alla qualità dell'uva. E' vero la qualità dell'uva viene prima di tutto, ma se non si riesce a gestire le riduzioni o a contenere (basta tenere la cantina ben pulita eh!) i micro-organismi inquinanti non si può che perdere. E i difetti del vino (la volatile, l'ossidazione, la riduzione ecc), che lo ripeto non sono legati all'uva ma a come si lavora in cantina, mi dispiace ma non si possono accettare come segno della vitalità del processo o addirittura ergere a valori morali. In fondo se il succo d'arancia fresco che Baldin giustamente preferisce, per un qualche motivo va a male che si fa si beve lo stesso o si buta via?

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Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Quindi se bevessi un bicchiere accompagnando una fetta di torta rischierei forse di cadere in coma etilico?

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Giovanni

circa 6 anni fa - Link

Quindi se mangiassi uva produrrei vino (con i lieviti autoctoni in festa), piu'' naturale di cosi' ;-)

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she-wolf avanguardiste

circa 6 anni fa - Link

Anche a me passa e non ci vuole nemmeno una settimana, possiamo fare l'amore Monsieur Baldin? Lo scrivo ora, prima di altri serissimi commenti argomentanti pro e contro.

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gianpaolo

circa 6 anni fa - Link

Un nuovo Pasteur.

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Riccardo Campinoti

circa 6 anni fa - Link

Beh con una replica così sottoscrivo immediatamente quanto scritto dalla Guerrini e Bettane!

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Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

va bene lasciare la moglie "all' aria" per far andare via le puzze, non voglio discutere dei gusti altrui, ma la storia dei lieviti e batteri nello stomaco è degna del carcifino di platino e diamanti. Bravò!

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francesca ciancio

circa 6 anni fa - Link

ma non sapevo che Magnum PI facesse il vino....

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Cristiana Lauro

circa 6 anni fa - Link

@ francesca ciancio, come non lo sapevi??? Tom Selleck sono anni che produce vino alle Hawaii ed è pure buono! Sapido.

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massimo lanza

circa 6 anni fa - Link

se la risposta è questa ....... la causa è persa

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

Qualcuno dei sapientoni interventisti intravinisti, ma non avanguardisti, sa per caso spiegare a noi rappresentanti della massa incolta, quale vino produce 'sto vignaiolo e se è buono, ondivago, pessimo o semplicemente inebriante e dionisiaco al punto giusto? Anche magari un'indicazione dei prezzi. Bisogna pure comprarglieli due pannetti al poverino ignudo. ps c'è un link per leggere la versione originale scritta dal Homo Naturalis Purem Troppum?

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

La "festa dei batteri" fa istintivamente sorridere (cit. Guerini) anche me che chimico non sono però a farmi più sorridere è che si stigmatizzi questo passaggio* lasciando inevasa la questione centrale, che è estetica, filosofica, sociale, antropologica e solo poi agricola. * Quello della digeribilità di un vino è tema sensato o no? Vorrei capire se a far sorridere è l'argomentare - e ci sto - o l'essere - e non ci sto.

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suslov

circa 6 anni fa - Link

come si diceva una volta, la questione e' politica ... in questo articolo non c'e' niente di fattuale ma tutto e' ideologico. cioe' io dovrei bere un vino naturale perche' 1. intanto mi sento robespierre che taglia la testa ai cattivoni dei domaines aristocratici 2. poi mi sento anche molto alla page che mi ci piacciono courbet-picasso-pollock che fa tanto figo, 3. ottengo l'ebbrezza di cavalcare a pelo contro i nemici dell'orda d'oro avendo pero' 4. la sicurezza che i lieviti faranno festa nel mio stomaco facendomi digerire bene e facendo di me un uomo migliore, piu' sano e pronto a rendere felice la mia signora anche quando le girano insomma tutto nella mente. ma il vino non va bevuto con la bocca e goduto con il corpo ? si puo' dire che un vino puo' anche essere naturale ma alla fin fine deve essere buono per quello che e' e non per quello che significa .... scusatemi, non ho una spiccata sensibilita', si vede che sono un decadente aristocratico a cui piace ancora piero della francesca ...

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Qui si dice appunto che il vino oltre a essere buono per quello che è deve esserlo anche per quello che significa, e se non significa granché di buono, che sia piacevole e gustoso se ne sbattono allegramente. Non sopporto quando "ideologico" viene contrapposto a "fattuale" con accezione negativa. Quello di cui si parla qui mi sembra sensato eccome. Traduco in termini ecosol: un bellissimo paio di Nike comodissime, firmate e sponsorizzate fiammanti made in China a 3$ e vendute a 230$ al signor Baldin farebbero cagare e io non gli do torto per niente.

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Cristiana Lauro

circa 6 anni fa - Link

Io concordo con Suslov. In questo post c'è nulla di fattuale ma molto di ideologico e non mi scandalizzo affatto, Alessandro Morichetti, se l'ideologico viene contrapposto a fattuale con accezione negativa. L'esempio delle scarpe Nike non è nemmeno ideologico, ma semplicemente ingenuo. Anyway, sono appena stata a Parigi a fare un bel giro di bar e mescite di vino, solo naturale, ca va sans dire...una deriva allucinante, insopportabile e non ho bevuto un cacchio di bicchiere decente fino a che non ho ordinato una bottiglia per conto mio e senza seguire i suggerimenti di sommelier fuori di testa. P.s ma chi è quel bifolco senza maglia? Non si gira a torso nudo, porca paletta!

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AG

circa 6 anni fa - Link

Piero della Francesca parte da altre basi ma è un rivoluzionario esattamente come e quanto Picasso e Pollock. @ Francesca Ciancio: Tom Selleck portava i baffi. @ Denny Baldin: io capisco la passione e il culto di Pan ma la festa dei lieviti e l'euforia che ne deriva mi ricoda vagamente Eddy Murphy e la pancetta di maiale in Una Poltrona per Due.

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Giovanni Arcari

circa 6 anni fa - Link

Moric, non puoi partire con un discorso per conquistare il popolo partendo con una scorreggia al microfono. Per il resto ha già detto tutto suslov qui sotto.

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maurizio gily

circa 6 anni fa - Link

favolosa metafora, Giovanni. Neanche Neruda

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Giovanni Arcari

circa 6 anni fa - Link

;-) :-D

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bacillus

circa 6 anni fa - Link

Se ne avete ancora di risposte di questo genere, pubblicatele. Pubblicatene a bizzeffe.

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Tomaso Armento

circa 6 anni fa - Link

Però quanta energia! Crisi? Dove? Dove! Qui fervono la fantasia ed i racconti, lascia stare il lavoro vieni anche tu!

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Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Quindi, stando agli scienziati che hanno commentato fino ad ora, mangiare uno yogurth o un caprino di alpeggio è lo stesso che mangiare il Galbanino? Sempre formaggio è, vero? :-)

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gianpaolo

circa 6 anni fa - Link

e' lo stesso perche' e' sempre formaggio? Si. E' piu' buono il caprino? Si, probabilmente. Cavolo, e' difficilissimo orientarsi.

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dva45

circa 6 anni fa - Link

Una volta si diceva “Braccia rubate all’agricoltura”. Da quando gli agricoltori – con pieno rispetto per la categoria - si sono messi a pensare di essere artisti e poeti, da quando essere vignaiolo naturale, possibilmente con la barba di tre giorni, fa figo radical chic che manco usare lo scalogno, neppure più quello si può dire. E mo’ qui abbiamo il perfetto esempio dell’eroe agreste del 21esimo secolo. Il torso villoso e maschio e il capello finto arruffato con l'oreal (perche io valgo) col ricciolo che ricade prepotentemente sulla tempia hanno qualcosa del gladiatore appena uscito dal set della pubblicità dell’ultimo profumo di Dolce e Gabbana. Allo stesso tempo, lo sguardo indomito e ammiccante che ti dice, se sei femmina, “Ti faro mia” e se sei maschio “Non la farai tua”, richiama un po’ l’archetipo del protagonista di un fotoromanzo degli anni settanta. Ma hey, ferma tutto, lui, invece, è un intellettuale, lui, il nuovo Virgilio, sublima il prossimo imporsi del bucolicismo (niente battute) del ventunesimo secolo! Attenzione! Al posto del rastrello ha nella mano destra l’ultimo numero della rivista “The agriculturalist GQ review of books”, mentre la mano sinistra e’ stata portata a coprire lo stomaco per accompagnare la festa dei felici lieviti e batteri naturali. Quanto alla sostanza, quite frankly, il profetico talebano del naturale che si paragona a Picasso e Pollock (mica a un Ze Ninguem) mi comunica arroganza, ristrettezza mentale e poca intelligenza – come tutti gli estremismi d’altronde. Il vino che fanno "loro" è buono by definition, gli altri sono tutti della mexxx. Estiquaatsi, direbbero Lillo e Greg…

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Adriano Aiello

circa 6 anni fa - Link

Al di là dei torti e delle ragioni, questa descrizione è di grande densità antropologica e fine umorismo. Applauso.

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dva45

circa 6 anni fa - Link

Ringrazio umilmente... Tengo a precisare che mi diletto, nel mio piccolo, a ricercare vini bio di piccoli produttori che (spesso) apprezzo enormenmente. Bisogna anche dire, pero', che a volte certi personaggi mancano completamente di senso dell'umorismo, e soprattutto di autoironia...

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Mr. R.

circa 6 anni fa - Link

Secondo me direbbe: "Perchè io.....vango"

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Tommaso Farina

circa 6 anni fa - Link

Bello, dva45, sei più fine di me. Io, più prosaicamente, dico che costui dice un mare di cazzate. Ah: Courbet è stato il primo artista da cui si è vista la decadenza dell'arte.

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Sir Panzy

circa 6 anni fa - Link

Tomax, perdonami.. Due cose: 1 Un vino essendo alcolico (ma dai!) non può essere paragonato ad un formaggio. Almeno non per carica batterica, lieviti e loro funzione-vita-sviluppo-riflesso sull' organismo. 2 Se scrive la Guerini o Bettane* sono cazzate a priori, sempre confuse e poco chiare. Se scrive questo produttore (con 1 Ha e poco più) di Beaujolais dicendo che i vini vanno anche lasciati aperti anche 1 settimana....oppure che a 14 gradi lieviti e batteri dormono (???) e che a 38 fanno festa (???) *volutamente non ho scritto GR per non fomentare le voci che vi vedono tendenziosi e faziosi verso di loro.

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Panzy, qui nessuno dice che Guerini e Bettane scrivono cazzate a priori, non scherziamo. Leggo Bettante ogni trimestre da quattro anni a questa parte ed è una persona accuratissima e di somma preparazione. Ma come tu rilevi imprecisione e superficialità in questo scritto, è permesso e per molti necessario rilevarne anche nell'altro (o negli altri, a seconda delle sensibilità).

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Savonarola

circa 6 anni fa - Link

Ma chi è, il cugino francese di Paolo Cianferoni? (per la foto, mica per quel che scrive ci mancherebbe ... vedere foto profilo di FB)... Cosa fanno i batteri quando fanno festa e producono alcool? UN BEL ROGO!! W la chimica

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carlo tabarrini

circa 6 anni fa - Link

Sono per Baldin.

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

Ripeto la mia richiesta alla redazione intravinosa ed al folto pubblico che si sta appassionando alla discussione: è possibile avere qualche informazione in più relativa a Monsieur Baldin e al suo vino (sua moglie no)? anche un misero link con testo qui riportato e tradotto? Capisco che per la redazione non sia rilevante, e che contino solo le parole, ma io sono testona e vorrei avere qualche delucidazione. Ringrazio anticipatamente.

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Filippo

circa 6 anni fa - Link

Si, interessa anche la moglie :D

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suslov

circa 6 anni fa - Link

credo abbia un domaine in beaujolais, fleurie forse ... gli gireranno di non avere 50 ettari in cote de nuits e per vendere gamay deve inventarsi cavalcate a pelo e lieviti felici ... lo capisco, tutti noi dobbiamo pure inventarci qualche rovesciata per sopravvivere pero' un gavte la nata qui ci sta proprio tutto ...

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splash

circa 6 anni fa - Link

Nelle Nuvole, ti sei persa tra la foto e le cavalcate a pelo? :-) :-) Purtroppo da facebook sembra essere "in a relationship" e con due figli...

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

Echissenefrega del suo profilo feisbukkiano! Avrei voluto sapere, qui su questo blog, qualcosa sui suoi vini, se qualcuno li avesse mai assaggiati, un prezzo indicativo, ecc. Tanto per avere un'idea dell'importanza e dell'attendibilità di chi ha pronunciato le parole scritte, anzi, riportate sopra. Ed anche avere un'idea del testo originale. Agli altri sembrerà superfluo, a me no. Trasformerebbe un amabile divertissement sulla variante "to nature or not to nature" in una notizia che informa e non stuzzica e basta.

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suslov

circa 6 anni fa - Link

vabbe dai NN ogni tanto anche un amabile divertissement (cazzeggio per noi popolani veraci) ci sta pure ... no ???

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

@suslov, hai ragione. La colpa è mia, ho completamente travisato le intenzioni del post.

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splash

circa 6 anni fa - Link

Scusami NN, ho erroneamente inteso il tuo commento come ironico quando non lo era. Essendo poi il commento (e la precisazione) oltretutto intelligente e sottoscrivibile, faccio ammenda.

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enrico togni viticoltore di montagna

circa 6 anni fa - Link

al di là di lieviti e batteri, al di là di filosofie, arti e altro, la cosa importante e che in tanti mi sembrano non capire è che il movimento dei vini naturali cerca e mette al centro di tutto il frutto del lavoro del vignaiolo:l'uva! purtroppo tutti tendono a valutare solo il prodotto derivato, il vino, ma forse non tutti sanno che oggi il vino buono lo si può fare ovunque, su questo ha perfettamente ragione Rolland in mondovino. Il problema è che l'uva buona mica la sanno a la possono fare tutti, servono capacità, passione, un terreno adatto, esperienza e tanto tanto lavoro. oggi molte (troppe) aziende si affidano a terzisti e cooperative per la gestione della vigna, i titolari non sanno nemmeno tenere in mano le forbici, figuriamoci potare, però in cantina hanno fior di consulenti che alla fine, indipendentemente dalla materia prima di partenza, sanno fare miracoli. Non so se nel mio stomaco i lieviti e i batteri fanno festa, ma bere vini che non vengono alterai, bere vini che hanno un'acidità naturale e non aumentata o diminuita a bisogno, bere vini magari imperfetti ma con più personalità rende felice me. Da vignaiolo mi rammarico spesso di dover essere costretto a produrre vino, se potessi vivere vendendo uva lo farei domani stesso perchè la valutazione dell'uva è obbiettiva, o è sana e buona, o non lo è. al contrario molti vini sono frutto di manipolazioni più o meno lecite, ma alla fine ciò che importa è che il vino sia buono e come diceva Macchiavelli, il fine giustifica i mezzi!

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Alessandra Biondi Bartolini

circa 6 anni fa - Link

Se il pezzo di questo Tarzan d'Oltralpe mi aveva fatto sorridere (diciamo pure anche ridere) a questo punto della discussione sento di voler intervenire (spero di non essere troppo "aristocratica volgare e pomposa"). Soprassiedo alla festa dei lieviti e dei batteri nello stomaco precisando che no, non è la stessa cosa che accade nei formaggi o negli yogurt, dove l'ambiente si mantiene favorevole allo sviluppo dei micro-organismi, mentre nel vino e ancora di più nello stomaco la vita è molto più difficile. A testimonainza porto la data di scadenza dei formaggi che è diversa dalla durata dei vini. Soprassiedo anche al parallelismo tra un vino ridotto (perchè se il problema è un altro per esempio la volatile alta hai voglia di lasciarlo lì una settimana) e la moglie incazzata (che forse ne ha ben donde). Soprassiedo anche ai voli pindarici sull'arte contemporanea e sulle orde di Gengis Khan con i quali Monsieur Baldin fa sfoggio di cultura e, almeno ai miei occhi, lo fa apparire solo molto snob (oltre che divertente, diciamolo dai). Vorrei invece far notare, soprattutto a Enrico, che in questo articolo il nostro vignaiolo ricciolone non parla affatto di uva e della sua qualità. Le caratteristiche che fanno speciale il suo vino d'avanguardia, la riduzione che lo rende incazzato, i lieviti e i batteri che banchettano nello stomaco, sono dovute alla gestione del vino in cantina e all'imbottigliamento e non alla qualità dell'uva. E' vero la qualità dell'uva viene prima di tutto, ma se non si riesce a gestire le riduzioni o a contenere (basta tenere la cantina ben pulita eh!) i micro-organismi inquinanti non si può che perdere. E i difetti del vino (la volatile, l'ossidazione, la riduzione ecc), che lo ripeto non sono legati all'uva ma a come si lavora in cantina, mi dispiace ma non si possono accettare come segno della vitalità del processo o addirittura ergere a valori morali. In fondo se il succo d'arancia fresco che Baldin giustamente preferisce, per un qualche motivo va a male che si fa si beve lo stesso o si butta via?

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Luka B.

circa 6 anni fa - Link

Ben detto !!!

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enrico togni viticoltore di montagna

circa 6 anni fa - Link

concordo pienamente con te, un difetto è tale e non può essere mascherato per pregio o peggio ancora per espressione del territorio, è una questione di onestà soprattutto con sè stessi. ammettere di avere sbagliato e cercare di capire dove e cosa fa parte del processo di crescita che, secondo me, chiunque dovrebbe fare. certo è molto più facile non rischiare, seguire dei protocolli ed evitare che uva e territorio (da tutti mitizzato e sfruttato) facciano il loro dovere! così come è altrettanto difficile ammetere di avere sbagliato e vendere il vino in damigiana anzichè imbottigliarlo. ripeto è una questione di onestà! poi rischiare lo puoi fare se hai un'ottima materia prima , come si dice è impossibile cavare diamanti dalla m...a, e per avere un'ottima materia prima è necessario saper fare il proprio lavoro! vini corretti e aggiustati in giro ce ne sono tanti, persino nel tetra pack. ps: se posso credo che Tomax non si riferisse all'analogia chimica tra vino e formaggio ,semplicemente credo intendesse dire che un formaggio a latte crudo, magari da alpeggio, magari a latte intero è sicuramente più gustoso del galbanino, che è ben fatto e corretto. poi anche ai formaggi capita di "lievitare", di spaccarsi e di ammuffire, di sicuro al galbanino non succede nemmeno se lo lascio in spiaggia ad agosto!

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Angelo D.

circa 6 anni fa - Link

"Alle volte apro delle bottiglia di vino d’avanguardia ed è vero, puo’ capitare che sia cosi’ incazzato che suda collera. E allora? Allora lo lascio all’aria, lo tengo d’occhio fino a quando una sera, il giorno dopo, alle volte una settimana dopo gli passa e facciamo l’amore". Aah bellooo! Dove l'hai letta questa? Vaglielo a spiegare tu al cliente del tavolo 4 che deve starsene lì sino a domani per capire se gliela ammolla o no... :-)

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Cristiana Lauro

circa 6 anni fa - Link

Ma poi perchè il vino d'avanguardia? Cosa c'entra? @ Nelle Nuvole birichina! ;-)

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maurizio gily

circa 6 anni fa - Link

comunque quello di Baldin è un bel pezzo di letteratura popolare. Immaginifico, quasi da fratelli Grimm.

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Giovanni Solaroli

circa 6 anni fa - Link

cit: "risorge il vecchio spirito goliardo un poco grigio, con un po' di lardo, ma come allora pronto alla tenzone fiero e fidente nel... testosterone »"

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motivational pictures

circa 6 anni fa - Link

quando pubblicate la risposta di bombolo? chè dopo la festa nello stomaco c'è il party nel'intestino......

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Roberto

circa 6 anni fa - Link

Ci sono rimasto male, speravo almeno citasse la danza alla luna o almeno qualche richiamo ancestrale. Che dire, nell'ultimo post sul mio blog questa deriva l'avevo già prevista quindi non sono per nulla sorpreso. Simpatico però il tipo :-P P.S.: Qualcuno lo avvisi che l'alcol è una molecola dannosa all'organismo e che mangiare lieviti non è granché benefico, batteri poi...

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

Danny Baldin è il perfetto eroe erotico wertmulleriano. Perfetto.

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Eleutherius Grootjans

circa 6 anni fa - Link

Io preferisco di gran lunga queste allegorie fermentative, questo paroliberismo batterico, a quello - che so - di Alessia Marcuzzi.

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

"Agricoltore poeta produce vini torbidi come la sua passione"

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Antonio tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Ho come l'impressione che vi stiate cullando nel confortevole pensiero che l'unico vino industriale in circolazione sia il Tavernello. Nel frattempo avete eluso la risposta alla mia domanda: caprino d'alpeggio o Galbanino? :-)

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Alessandra Biondi Bartolini

circa 6 anni fa - Link

scusate ho postato due volte, è inesperienza non voglia di comparire :)

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Gustavo

circa 6 anni fa - Link

Io so perchè la moglie del Tizio se ne sta all'aria per giorni e settimane. Grande Capo Rombo di Tuono, con la sua mania di prodursi l'alcol fresco negli scantinati delle viscere, incamera dosi inumane di co2 che poi espelle nella maniera più naturale del mondo..

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Leonardo

circa 6 anni fa - Link

Abbiate pazienza, ma sto pezzo dovrebbe essere una replica significativa allo scritto di Bettane? No perchè mi sembra che invece di portare acqua al mulino dei vini naturali abbia fatto sbellicare dalle risate i più, me compreso (appassionato bevitore di vini "naturali"). Bettane parlava dell'invasione di cattivi vini naturali (ossia, intendeva lui, senza solforosa) questo parla di batteri che fanno festa e tira fuori discorsi che manco lo Strologo di Brozzi (si veda la pubblicazione periodica dal titolo "Il vero Sesto Caio Baccelli ") con la differenza che lo Strologo ci prende. A parte il non sapere nulla su sto produttore (che vini fa? dove?) mi pare che il suo confuso "j'accuse" non metta in una bella luce tutto il complesso mondo dei produttori naturali-biologici-biodinamici. Io fra un vino buono e un vino naturale buono, scelgo il secondo. Ma mi suona male che mi si dica che dovrei scegliere il secondo a priori perchè è "d'avanguardia" o perchè è "più etico".

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Viticoltore assassino

circa 6 anni fa - Link

Cerco qualcosa di più su questo produttore che rifugge il letale succo di arancia filtrato e pastorizzato e me lo ritrovo in foto con una sigaretta accesa... ho detto tutto.[img]http://www.puntarellarossa.it/site/wp-content/uploads/2013/01/denny.jpg[/img]

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united rumors of she-wolf

circa 6 anni fa - Link

C'ha la maglietta col logo e si è fatto la barba, non è lui.

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Cristiana Lauro

circa 6 anni fa - Link

Certo che è lui! Fuma, compra Benetton ed è pure racchio :-) Questa foto dice tutto. Bistrot Paul Bert, pochi giorni fa a Parigi, (XI). Il sommelier mi offre un calice di champagne. Puzzava di buccia di salame e di fomaggio. Gli ho detto che non avrei continuato a bere quel calice perchè non era di mio gusto. Mi hanno spiegato, a proposito di rivoluzione gastronomica alimentata dai vini d'avanguardia, che quel vino non faceva male, era una vino naturale e io avrei dovuto educare il mio palato a superare il disgusto di quel calice. Ho risposto: scusi ma perchè? Allora mi dia un bicchiere di acqua minerale che fa ancora meno male, mica me l'ha ordinato il medico di bere alcol, se un vino non mi piace non voglio abituarmi a berlo, io bevo per piacere non per il gusto di ingerire alcol. Sono intervenuti due ragazzi che, sostenendo le ragioni del portavoce, avanguardista sommelier, mi hanno spiegato che i palati come il mio vanno educati e che un vino senza caratteristiche di questo genere (difetti, puzze) non è affidabile, non è naturale. Credo che tutto questo faccia male a molti bravi produttori che credono realmente in quello che fanno e producono vini che non hanno bisogno di puzzare per dimostrarmi quanto sono naturali o biodinamici. Parigi è la città della moda e non solo per quanto riguarda l'abbigliamento. I vini naturali a Parigi sono diventati di moda da qualche anno. Sì, sì, proprio di moda, null'altro. Arriveremo al paradosso di aggiungere fialette puzzolenti ai vini per renderli "naturali" e appetibili ai palati del pubblico che si sta formando su questa tendenza che oramai è moda, esattamente come quando si aggiungevano le chips per aumentare quel meraviglioso sentore di Ikea, di legno scadente. Io non mi fido.

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francesca ciancio

circa 6 anni fa - Link

qualche giorno fa roberto conterno, parlando di vini naturali e non e di uso della solforosa, mi ha semplicemente detto: " tutti a parlare di so2, ma dell'alcol chi parla? io come produttore il problema me lo pongo eccome"

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Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

D'accordo che forse si parla troppo di solfiti, ma l'alcol cosa c'entra? L'alcol è quella sostanza con la quale l'uomo si intossica consapevolmente da millenni alla deliberata ricerca del piacere. Senza alcol non è vino. La sua quantità deve essere commisurata al mantenimento di un equilibrio del vino stesso, e non alla salubrità della bevanda. Per la salute bevi altro o bevi meno.

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

Ecco, appunto, dell'alcol chi ne parla? Per me rimane l'elemento più nocivo e tossico nel vino. Basterebbe esserne consapevoli e non farsi confondere le idee con l'accostamento "vino naturale = vino che fa bene". http://accademiadeglialterati.com/2013/01/11/sette-interi-giorni-fino-a-domenica/ ps. apprezzamento a Cristiana Lauro

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Riccardo Campinoti

circa 6 anni fa - Link

Brava Cristiana! Sottoscrivo alla lettera tutto

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gabriele succi

circa 6 anni fa - Link

X 2 Cit: "I vini d’avanguardia li tieni al fresco perche’ sotto i 14 gradi i lieviti e batteri dormono. Quando li bevi la temperatura del tuo stomaco li porta a 38 gradi e cosa cominciano a fare lieviti e batteri a 38 gradi? Fanno festa..." Ecco bravo, questo asino, perchè tale è, non sa neppure che nello stomaco l'ambiente è a PH sotto i 2... Altro che festa per i batteri...ehh, come no? Eppoi fa il fenomeno che coltiva sì e no 1 ha di vigna... ...bravo, bravo...

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Leonardo

circa 6 anni fa - Link

Puro buon senso. Condivido.

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Giovanni Solaroli

circa 6 anni fa - Link

@cristiana, e non ti pare di essere stata fortunata? la disobbedienza a volte è puntita corporalmente...

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Maria Beresicuro

circa 6 anni fa - Link

Siete tutti un branco di ignoranti presuntuosi ed accusatori da quattro soldi! Continuate a comprarvi il Gambero e ad ascoltare le loro inutili litanie, da portavoce di un mondo gia` marcio che sta rantolando. I vini naturali a Parigi vanno di moda perche` il livello culturale dei ristoratori e dei clienti e` piu` alto rispetto che in altri paesi; lo scritto di Danny e` una poesia in difesa del lavoro che fa e a quello in cui crede, ovvero che il mondo dei vini naturali sia all'avanguardia rispetto al resto dell'agroalimentare e stia risvegliando molte coscienze; se un vino non e` perfetto, non e` elegante, e` un po' torbido o alto di volatile non va rifiutato ma compreso ed apprezzato rispetto a chi lavora con pesticidi, lieviti, enzimi, aromi, solforose da criminali, filtri o osmosi inversa; si possono fare vini naturali eleganti e fini, ma non sempre le uve o l'attenzione dell'uomo lo permettono; di certo alcuni gusti sono fuori dai canoni, dimenticati, e ci si deve allenare per capirli; lo sforzo di andare oltre non fa parte dell'uomo contemporaneo. E smettiamola di accostare il biologico (che ha un disciplinare completamente sputtanato o industrializzato che dir si voglia, a livello europeo) o il biodinamico (pura pratica di campagna) ai vini naturali. Un vino naturale si fa prima in vigna e poi in cantina, lo si riconosce perche` e` selvaggio, puro, onesto e vero; lo si riconosce iniziando a bere le cose giuste, bevendone sempre ed ogni tanto provando anche gli altri, chi fa vini tecnologici o chimici che dir si voglia, e che magari hanno un ente che li certifica bio o la demeter che li certifica biodinamici...e fidatevi, ce ne sono e ce ne saranno sempre piu` di questi ultimi, proprio per voi caproni e caprette che giudicate cosi` facilmente! Il vino naturale e` l'unica via percoribile ed auspicabile per fare qualita`, chiedetelo ai piu` blasonati Soldera, Romane` Conti`, Gravner, Selosse, Priure Roch. Ed e` il futuro anche dei grandi marchi (che proveranno a scimmiottare o copiare i risultati migliori), chiedete a Ca' del Bosco! E poi chiedete a ristoratori come il Noma, Cracco o il Piazza Duomo di Alba...tanto per far qualche nome che tutti conoscono! W Danny, il suo pelo sul petto, le sue cicche e la sua prosa strampalata ma vera. Spero di provare al piu` presto anche i suoi vini! baci

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suslov

circa 6 anni fa - Link

noio vulevons savuar l'indiriss ....

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A3C

circa 6 anni fa - Link

chiunque tu sia Maiia 6 immensa....

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armin kobler

circa 6 anni fa - Link

"gusti dimenticati", questa la rubo.

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Maria Beresicuro

circa 6 anni fa - Link

e viva anche quelle due povere marionette di Eleonora Guerini ed il pedante Michel Bettane che non hanno fatto che pubblicita` ai vini naturali! amen

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Amelie Poulain

circa 6 anni fa - Link

Brava Maria! finalmente una sacrosanta verita'!

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Spanna

circa 6 anni fa - Link

Forse la spiegazione è che Denny Baldin è un vignailo-filosofo-poeta. Questo testo dal suo blog può aiutare,penso. My name is Denny Baldin I am a vigneron and first thing I want to say is (thanks to mr Ascanio Celestini) FOOD and of course WINE are PRODUCED and CONSUMED. And this two activity they have to stay close like the WORDS to THINGS. The word means the thing So the MEANING is that path connecting for instance the word “apple” to the fruit that stay on the tree. I try to explain myself better: if you want to teach to a stranger the word “apple” you can take fruit in your hand say: “apple” Doing so it is possible that the stranger will understand or imagine that the word apple means the fruit (or maybe she can also think that means food or even something else). But in fact I imagine that if you say “apple” with an apple in your hand the stranger has big chance to thinks: “that is an apple” in her own language. What do the stranger would understand if while you say “apple” you don’t have the apple in your hand How would be possible to explain to a stranger what is an apple if she can’t understand none of the words of your language? For her the word “apple” would mean nothing! The meaning of the word apple would be lost. If the path between WORDS and THINGS is too long we can’t step on the “the link” that makes the MEANING The most we move away the production to the consuming the most stop to have a meaning. I don’t know who produce the thing I am consuming I don’t know witch kind of ingredients has been used I don’t know if there has been used children working 14 hours a day and dulcis in fundo I don’t know if during the production they used some substances I don’t want to ingest. So if we don’t know anything and even if we don’t realize we don’t know anything the apple is not anymore a product but it become a CONSUMER. If we walk along the aisle of a cavist in Paris or an Italian or German, Chinese Swiss, American, Japanese wine section of a supermarket we know how to consume all those hectolitres of wine but we don’t know anything about their production. I am walking inside this busy shop exactly like a stranger in a foreign land And so dear friends il vero vino le vre vin real wine “vin du terroir” doesn’t exist anymore! It is a little bit like to say that there are no more free living lion in the world Can you imagine? if one day you take a newspaper or you go to see a theatre piece and you discover “no more free living lion or no more living free tiger or elephant, hippo or pheasant etc etc just animal in captivity Would you be worried? How would you feel? Can you imagine a real lion living in captivity? And can you still call him a lion? I don’t think so. Because you have the body of the lion but you lost his very own soul Can you imagine?! If I tell you there is no more wine? all the wine you know all the today’s wine you ever taste is in reality wine kept in “captivity” ... So today with this stories I am willing to get closer WORDS and THINGS. I want to join back the link between the soul of the vigne and our spirit from time to time from the origin of modern societies a nourish link between Nature and Human Kind men and God(s) Eventually I want to get close the word WINE with what it should be in order to not make us feel stranger in our land of pleasure.

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Giovanni Solaroli

circa 6 anni fa - Link

Contro la fede religiosa non c'è argomento che tenga come dimostrano secoli di storia umana. Ecco perchè trovo inutile opporre argomenti a interventi cosi pieni di fede e passione come quello di Maria Beresicuro. Un punto di vista che rispetto pur non condividendolo. E a forza di leggere debbo anche confessare che un sospetto maligno comincia a far capolino nella mia mente sospettosa. Sospetto che, ma non me lo auguro di certo, che tutta la foga naturista-naturalista di molti si esaurisca di fatto nel solo argomento vino tralasciando tutto il resto. Ad esempio fare due passi a piedi invece di cercare di parcheggiare dentro al cesso di casa, oppure mangiare zucchine in inverno o ananas e banane. Il che cozzerebbe con lo spirito primigeno. Ma si sa, noi romagnoli siamo un pò stronzi.

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Alessandra Biondi Bartolini

circa 6 anni fa - Link

Concordo con Giovanni, inutile argomentare quando ad argomentazioni scientifiche (perchè se si parla di microbiologia o di fisiologia come ha fatto Danny Baldin di questo si tratta, piaccia o no) si risponde con teorie religiose. Devo però farti notare cara Maria (visto che ci dai delle capre permetterai) che il percorso per la qualità è prima fare il vino buono, che piace a chi lo deve bere, senza che gli si debba spiegare che la sua repulsione per un difetto (perchè di questo si tratta se un vino è diventato aceto) sia dovuta ad ignoranza, e poi farlo in modo naturale. Il percorso di Soldera o di Romanè Conti è stato questo, chi beve i loro vini è perchè li sanno fare bene ed è sicuro che avrà garantita quella qualità per la quale sono famosi nel mondo. Che non abbiano difetti non è nemmeno in discussione.

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Maria Beresicuro

circa 6 anni fa - Link

Ah perche` il buon vecchio Soldera non e` mai stato criticato per fare Brunelli alti di volatile? O perche` si chiama Soldera e ha avuto un danno immane non si puo` dire? Piuttosto che bere un vino morto per i trattamenti chimici e fisici che ha subito mi bevo un vino alto di volatile. Il mio corpo e il mio palato si sono abituati cosi`, che ci devo fare?!? Io ho pure detto che non sempre l'uva (il terreno, l'annata o altro) e la sfortuna o la scarsa conoscenza umana (data anche dall'imperare della chimica, che ha ucciso anche la cultura) permettono di fare vini corretti ed eleganti. Ma pur sempre vini, non bevande!! E poi, chi ha dettato le leggi di correttezza ed eleganza?!? E chi avra` mai insegnato a Soldera e De Villaine a fare quei vini, se non molteplici errori e vini andati a male?

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Alessandra Biondi Bartolini

circa 6 anni fa - Link

Gianfranco Soldera è uno dei produttori italiani che da sempre ha investito di più in ricerca e sperimentazione. I suoi vini, rigorosamente da fermentazioni spontanee, sono tra i più controllati da punto di vista microbiologico. Questo vuol dire che se una popolazione di batteri lattici indesiderati o di batteri acetici si affaccia si è in tempo per intervenire (e non c'è solo la chimica) senza che il vino perda di qualità. Il controllo del processo è un requisito fondamentale per fare qualità, le conscenze scientifiche lo sono allo stesso modo, indipendentemente dalla filosofia che sposi. Lasciare al caso è la via giusta per perderla la qualità..Per carità, tu bevi pure quello che vuoi e che ti piace ma non puoi chiedere a chi acquista il vino di capire qualcosa che non gli piace. A proposito non è necessario fare molteplici errori e fare andare a male annate intere di vini per imparare a fare qualità, c'è la cultura della quale anche tu parli, quella scientifica (e non c'è solo la chimica) che ti può aiutare.

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Maria Beresicuro

circa 6 anni fa - Link

condivido in pieno. ogni tanto un po' di follia anche, suvvia!

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Davide Gallia

circa 6 anni fa - Link

diffidate dai produttori di vini "biologici" che dicono che la solforosa è cancerogena e poi si fumano un pacchetto di sigarette al giorno sapendo che in ogni sigaretta ci sono 53 sostanze diverse cancerogene (ogni riferimento non è casuale)

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Lele

circa 6 anni fa - Link

Il Baldin è un ex giocatore di basket di Collegno e comunque italiano...

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petrus

circa 6 anni fa - Link

Quanto perbenismo, quanti commenti saccenti, pieni di cultura e scuole alte, quante attacchi personali, in poco più di 80 commenti c’è il concentrato della nostra società. Il Signor Baldin fuma, Monsieur Baldin ha una maglietta con il logo, Mr Baldin ha il petto villoso. Forse dovreste tutti quanti fermarvi un secondo, guardarvi allo specchio, e provare a pensare da quanto non fate qualcosa con tanta passione e entusiasmo come l’impavido contadino. Forse i suoi fondamenti di chimica non saranno annoverati in riviste di settore, ma la passione e la via intrapresa non hanno paragoni. Siamo frutto di una società dove vuole tutto perfetto, facile ed economico, dove il fine giustifica i mezzi, a scapito della nostra salute. Svegliatevi, becere pecore, il nostro paese sta andando a puttane perchè la gente come questa scappa, perchè quando si torna alle cose semplici, sane, arricchite da un po’ di poesia la gente è spaesata o solo pronta a giudicare. Tutti in vita, abbiamo assaggiato, la torta della nostra nonna, la pasta fatta in casa della nostra mamma, o la conserva della zia. Sono sempre stati pasti più squisiti degli altri, assolutamente imperfetti, mai una pagnotta di pane fresco uguale all’altro, mai una tagliatella uguale all’altra, che dopo qualche giorno si induriscono, e magari tra tutti gli ingredienti usati, la nostra nonna, ha usato una farina che ha dovuto comprare già fatta. Ha usato però tutto ciò che di naturale ha potuto, ma è il processo mentale che è importante. Tutti noi possiamo comprare consapevolmente, ma alcune cose c’è le hanno tolte talmente dal quotidiano, che diventa quasi impossibile trovarle fatte in casa e semplici. Voi che commentate una maglia con un logo, o una sigaretta, vi lavate i denti con la salvia e il limone? comprate olii sfusi, usate solo sapone di marsiglia? Così sono sicuro starà facendo l’aitante ragazzo con l’impostazione da pugile nel fascino e nei pensieri, combatte, ha tolto i solfiti, sta provando a non usare fertilizzanti, ma è un processo lungo, che fa paura a multinazionali e ignoranti. Le multinazionali dei vini, che vogliono abituare il vostro palato a pochi gusti, e farvi lamentare di tutti gli altri, quelle dei fertilizzanti, che vogliono imporre i loro prodotti, quando in realtà la natura non li richiede. Beh, per gli ignoranti non c'è rimedio, per loro ogni passo verso una piccola conoscenza, è panico. Preferiscono attaccare sul personale, andare subito a vedere il profilo fb, Saviano li chiamerebbe “ quelli della macchina del fango”. Io li definisco " quelli con la paura del fare" Signori, il processo per tornare alle cose semplici e sane, è lungo e difficoltoso, ma guardiamo un po’ più avanti del vostro naso, togliamoci il cappello per tutte quelle persone che si mettono in prima linea verso il cambiamento, incitiamole, se poi lo fanno con passione, un pizzico di poesia e un po’ di allegria giù il cappello di nuovo. Abbiamo solo da imparare, tutti quanti. Tenga duro Signor Baldin! ps se mi postate, dove posso comprare il vino del Signor Baldin, sicuramente comprerò alcune casse. pps chiedo scusa per il mio italiano...

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Vanni

circa 6 anni fa - Link

Il miglior commento letto fino ad ora, ho molta competenza sulla microbiologia degli alimenti, è il mio lavoro, e devo dire che alcune cose dette da Denny non sono proprio così... ma il suo articolo è poetico e passionale, due cose che mancano da troppo tempo nel nostro paese..! in oltre la maggior parte dei vini naturali non puzzano e sono ottimi vini... i vini dell'industria anche quelli più buoni, sono vini con una lista degli ingredienti lunghissima (se volete vi posso fare un piccolo elenco) e anche se senza difetti sono morti e non emozionanti, a questo punto io veramente bevo l'acqua minerale... ultima cosa, l'industria è 50 anni che ci stà abituando ad un gusto...

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Denny

circa 6 anni fa - Link

lesdessousducep.fr

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Chiaffredo

circa 6 anni fa - Link

Cari amici di Bacco, ho 85 anni e bevo vino da quando ne avevo 5, ,naturalmente buono ed in quantità adeguata all'età ed alla massa corporea. Nonostante che il nome dica chiaramente la mia origine regionale, NON coltivo uva, NON faccio vino, NON ne faccio commercio. Non ho nessun interesse economico legato al vino -anzi non ho più nessun interesse economico, tranne controllare mensilmente di quanto l'On. .Monti ha alleggerito la mia pensione. Ho solo informazioni vaghe di agricoltura ed altrettanto vaghe di fisiologia della digestione: sono un fisico, ma in tanti anni mi sono fatto un'idea. Dopo gli immortali principi dell'89, ognuno è libero di mangiare e bere quello che gli piace, quanto gli piace, anche se non piace a tutti. Non mi piace la musica sinfonica contemporanea. Le persone "colte" mi dicono che mi ci devo abituare, poi mi piacerà. No, grazie, non mi piace e quando sento annunciare per radio un compositore contemporaneo spengo la radio e metto un CD di Mozart. Così per tutto. Compero il vino, lo bevo e lo offro ai miei amici -o meglio amiche, amici maschi me ne son rimasti ben pochi, le donne son più longeve- e posso permettermi di bere ogni giorno vini doc, perché li compero direttamente dal produttore in damette sigillate da 5 litri. Rosso Piceno e Verdicchio dei Castelli di Jesi. Ho amici che sanno bere, e apprezzano il buon vino anche se lo verso dalla caraffa invece di togliere un tappo con gesti ieratici. Ma altri non sono in grado di apprezzare un vino, e mi considerano un avaro se non porto in tavola una bottiglia con la sigla doc o, meglio, docg. Dubitano anche di un IGT. Per loro non è la qualità che fa il prezzo, ma è il prezzo che fa la qualità, e quando mi invitano loro, devono andare in enoteca a comprare per 15 euro, se non di più, lo stesso vino che io compero da Giordano a molto meno. Figuriamoci se si abituano ad un vino cattivo! Si, un vino con dei difetti è cattivo, anche se è "naturale". Non sono un sommelier, ma ho frequentato i due anni di un corso di "conoscenza del vino", ed ora so come si usa il calice a tulipano. Con gli anni tutti i sensi si ottundono, ed ora non saprei più riconoscere un cru, ma so ancora distinguere un vino commerciale buono da uno mediocre. Lasciamo fuori discussione i vini stupendi e quelli cattivi. ho letto che adesso i vini "naturali" sono di moda tra i parigini. Tanto peggio per loro. Sarà questo un motivo dell'aumento delle esportazioni di vino italiano in Francia?

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