Sorgente del vino live 2013 | Tutto molto bello, a parte la lochéscion (contiene polemicuccia)

di Fiorenzo Sartore

Chi ha esperienza nella gestione di locali pubblici avrà passato, almeno una volta, le sue belle grane con l’agibilità dei locali in cui ha sede la sua azienda. Chi scrive ha gestito anche discoteche, e ricorda ancora con terrore le visite della kafkiana Commissione per l’Agibilità, composta da autorità di Polizia, Vigili del Fuoco, Asl, Comune. Mancavano i guardiacaccia, credo, poi c’erano tutti. Si trattava, sia chiaro, di verifiche sacrosante. I parametri di agibilità, però, sono variabili (mia supposizione) se applicati alle sedi magnifiche e un po’ dark che ospitano certe rassegne vinose: rocche, castelli, fortezze, muraglie cinesi, non sono nate esattamente per ricevere folle festanti, quindi in quegli ambiti si fa quel che si può. Morale della favola, nella mia timeline su Facebook oggi vedo che non sono il solo, ad aver notato qualche inadeguatezza nella struttura che ha ospitato Sorgente del vino live 2013.

Il Bastione di Porta Borghetto, per la verità, presenta aree espositive notevolmente disomogenee: a fronte di una zona moderna, ampia e luminosa (la sommità maggiore) deteneva anche espositori semisepolti nella parte interrata, umida e dalle volte basse, nelle quali l’agibilità era un concetto estraneo: scale strette, corridoi angusti. Del resto, quella era la parte destinata a carcere militare nella Prima Guerra Mondiale. Nonostante questo, l’organizzazione ha avuto anche idee particolarmente meritevoli – segnalerei, su tutte, la bellissima area giochi per i bambini: i genitori potevano affidare i loro piccoli alle animatrici presso la struttura, e godersi in pace gli assaggi.

Ecco, parlando di assaggi: al netto delle difficoltà logistiche, Sorgente del vino live si conferma una delle più attraenti rassegne sui vini naturali e/o contadini. Volendo scegliere un po’ di cose tra i miei appunti, nei soliti modi sommari (qualche migliaio fatalmente resta fuori) inizierei da Fattoria San Lorenzo [link] già da applauso col suo Gino 2010, rosso (Piceno) fruttone con equilibrio, per arrivare alla standing ovation col Riserva Vigna Oche 2009, Verdicchio quintessenziale. L’assaggio del San Lorenzo bianco 2001 resta tra gli indimenticabili: fresco senza cedimenti, profondo, complesso: considerando quanto sono braccino nei punteggi, ho scritto 89+, dev’essermi piaciuto. Denis Montanar [link] ha fatto un figurone con il Verduzzo 2003, colore orange col turbo (a qualcuno piace orange), altro bianco che sfida il tempo, possente, lungo, suggestivo. Löwenstein [link] lo ricordo per la curiosa conversazione con la signora, che endorsava entusiasta i suoi Riesling 2012, per me affilati come lame – se ci ripenso ancora mi duole la lingua. E invece bastava sentire il Silvaner 2009 per avere un’idea delle magnifiche capacità evolutive di quei vini: ampio, confortevole, serissimo.

Forse l’aspetto più ludico di fiere come queste è la possibilità di avere in assaggio anche etichette molto risalenti in diverse postazioni, in modo da verificare la mai abbastanza lodata maturità, quando arriva. Per esempio: lo Spigau 1999 (!) di Rocche del Gatto, oppure la Riserva 1999 del Brunello di Le Chiuse. Poi Arpepe che da solo valeva il prezzo del biglietto, dell’autostrada, del pieno di gasolio (e ci metto pure un autolavaggio): Rocce Rosse 2001 si conferma il nebbiolo montagnoso, roccioso, una vetta elevatissima. E ancora: Poggio Pini 2010, Rossese Superiore di Anfosso, che resta scolpito per quelle note di olive/capperi/macchia mediterranea. Tra tante conferme, chiuderei con una cosa (per me) nuova: Podere Santa Felicita. Merita che io riporti la conversazione tenuta con questo produttore aretino, mentre ero in coda per l’ingresso, dove traspare l’innata simpatia del toscanaccio tipico da iconografia pop.

Io: “E tu sei un produttore..? Che produci?”
Espositore: “Produco vino. ”
“Ehm… sì, dove?”
“Nel Casentino!”
“Dove?”
“Non sai dov’è il Casentino!”
“Uh… io…”

Va be’. Rivisto nei meandri della fortezza, assaggio, finalmente. Il suo Cuna 2011 è un pinot nero perfettino, gran bella sorpresa; elegantemente eseguito e nemmeno stravolto dalla toscanitudine come può succedere ai pinot nero in Toscana – anzi, è personale, godurioso. Ottimissimo anche l’altro rosso, Sempremai 2010, anche quello pieno di carattere, forse solo più puntuto e meno pronto. Dopo l’assaggio, pure il produttore mi pareva, improvvisamente, simpaticissimo.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

36 Commenti

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Maurizia Gentili

circa 8 anni fa - Link

Ciao!!sei passato nel mio angolo artistico???le tre giornate sono state una continua scoperta di nuove tonalità per la mia tavolozza..dai gialli dorati ai rosa fucsia intenso..e anche la scoperta di questo edificio della mia città che non avevo mai avuto modo di vedere..molto particolare

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maurizio gily

circa 8 anni fa - Link

Nel Casentino pensavo producessero castagne. Ma probabilmente il global warming ne farà la nuova Bolgheri.

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WineRoland

circa 8 anni fa - Link

Fino ad ora il posto più fruibile è stato Cerea. Il Bastione di Porta Borghetto è un bel posto, ma tranne i due spazi ampi nella zona superiore, le altre celle erano un poco anguste. Però i numerosi visitatori erano ben distribuiti, non si faceva (troppo) a gomitate

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Adriano Aiello

circa 8 anni fa - Link

Io nelle mie 4 ore scarse ho fatto ottimi assaggi davvero, tra soliti noti - ma sempre notevoli e qualche piccola scoperta interessante. Conoscendo bene San Lorenzo l'ho saltato. Ora scopro che c'era il 2001 e bestemmio gli dei e Sartore:)

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Michele

circa 8 anni fa - Link

io mi fermo più volentieri sulla sostanza. Il Bastione austriaco ha il suo maledetto fascino. Gli architetti hanno provato negli anni a rovinarlo fino a ridurlo nello stato attuale. I difetti di vivibilità (relativi semplicemente all'alto tasso di umidità) sono dovuti al fatto che il bastione (come tanti spazi meravigliosi, ma maledettamente pubblici) rimane chiuso per 360 giorni all'anno. Lo ripeto da sempre, fino a quando non ci metteremo in testa che gli spazi pubblici sono più importanti di quelli privati, in italia non andremo da nessuna parte. E questo potrà cambiare quando le sedi delle scuole saranno migliori di quelle delle banche. I padiglioni fieristici saranno più comodi, saranno a prova di pigrone, ma sono di un brutto che abbruttiscono ogni cosa ci meti dentro.

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

Ma il produttore del Cuna non è l'enologo (bravissimo ) Matteo Federico Staderini? se ha bestemmiato durante il dialogo era lui senz'altro... Comunque concordo il Cuna era già buonissimo qualche tempo fa!

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Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

no, devo dire che non ha avuto quel genere di cedimenti, per fortuna...

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Leonardo Romanelli

circa 8 anni fa - Link

Non stai parlando di Federico Staderini?

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Mugellesi Ivano

circa 8 anni fa - Link

Podere Santa Felicita scoperto l'anno scoro,una piacevolissima conferma. I Riesling erano si affilati,ma si bevevano con piacere...

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Luca Miraglia

circa 8 anni fa - Link

Il Casentino è una valle dell'alta Toscana dove la presenza di Pinot Nero è comprovata sin dalla metà dell'800; attualmente un piccolo gruppo di produttori sta cercando di riproporne una personale interpretazione, ed è stato all'uopo costituito - insieme a viticultori di altre valli toscane (Mugello, Lunigiana, ecc.) - un consorzio per la valorizzazione del Pinot Nero prodotto in regione. Ho assaggiato anche un'altra espressione casentinese di grande piacevolezza, il PN del Podere La Civettaia (proprietario ed enologo Vincenzo Tommasi); se dovessi fare un appunto ai vini di Staderini direi che il prezzo in enoteca è francamente ed inspiegabilmente esagerato per bottiglie che non hanno ancora una "storia" alle spalle.

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Anonimo incazzato

circa 8 anni fa - Link

Sono un produttore che ha partecipato alla rassegna e facevo parte dei "semisepolti".. Sono rimasto schifato da come siamo stati trattati ovvero da espositori di serie B..eppure abbiamo pagato la medesima quota di partecipazione dei "fortunati" dei piani superiori. Io produco rosso, non vi dico in che stato erano ridotte le mie bottiglie in quelle celle..l'umidità mangiava le scatole, rendeva la degustazione difficile e staccava addirittura le etichette. A queste condizioni è una esperienza da NON ripetere ed anzi da SCONSIGLIARE assolutamente.

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Michele

circa 8 anni fa - Link

perchè non ci metti il nome? con il nome devi togliere l'incazzato? i commenti anonimi contrastano abbastanza con il naturale, a meno che tu non lo sia anche in cantina.

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Anonimo incazzato

circa 8 anni fa - Link

I commenti anonimi non contrastano affatto con il naturale, che tra l'altro pratico in cantina nei fatti e non nelle parole, è un modo come un altro di esporre il proprio disagio. Il nome ed il cognome è stato messo nell'email di protesta inviata agli organizzatori ed è quello che conta. Aggiungo che ho fatto le mie rimostranze anche ai diretti interessati durante la manifestazione stessa. Ripeto: è SCANDALOSO prendere la stessa quota da chi poi ha un tavolo in una topaia semisepolta e da chi lo ha in un bellissimo salone nuovo..chiaro? Chi dice il contrario è fazioso. Al collega produttore di rosso che dire..sei stato fortunato. Nella mia cella l'umidità era clamorosa, non si poteva stare senza giubbotto e sciarpa e quando spostavi i cartoni dal pavimento avevi davanti la maglia della juventus...bianco sotto gli scatoli, nero d'acqua attorno. Questo è modo di presentare un vino? Non per me. Molti si sono lamentati della puzza della stanza. Altri ci hanno detto che nemmeno immaginavano che giù ci fossero produttori..insomma, non mi sembra affatto la cronaca di un evento ben organizzato e ben riuscito, anzi.

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Michele

circa 8 anni fa - Link

io giù ho visto anche gente che esponeva in maglietta, ho avuto amici anche di una certa età che hanno frequentato per tre giorni senza lamentarsi...evidentemente sei stato davvero sfigato... Succede. E' stato anche l'anno più piovoso del secolo... Non sono fazioso, non ho nessun interesse nell'iniziativa. A me è piaciuta, non so se mi è piaciuto il tuo vino...Non posso saperlo.

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Anonimo incazzato

circa 8 anni fa - Link

E maiali volanti non ne hai visti? Le tue mi sembrano risposte di facciata, mi auguro tu sia reale e non qualcuno che ha interesse a difendere la manifestazione.. Tra l'altro la manifestazione è apprezzabilissima, ci mancherebbe altro..le mie critiche mirano a far capire all'organizzazione che si è agito, forse, male..mancando di rispetto a tantissime aziende. Ad esempio, perchè al momento di raccogliere le adesioni non si precisava subito che gli stand sarebbero stati diversissimi tra loro? A me azienda si doveva dire "attenzione, per sorteggio potreste finire al piano inferiore dove le stanze sono così, così e così"..ci voleva tanto? Questo è rispetto. Invece si è agito, certamente in buona fede, a tentoni e se permettete la cosa va segnalata eccome. Espositori in manica corta? Forse sopra, non certo giù, non diciamo fesserie.

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Andrea Marchetti

circa 8 anni fa - Link

E’ inutile, ci rinuncio, hai vinto tu Michele. La location era stupenda, i parcheggi comodissimi, la stazione FS a 150 metri, il sotterraneo per niente claustrofobico e neanche umido, la qualità delle postazioni espositive assolutamente omogenea, il fango non c’era, i vini tutti magnifici, ma soprattutto è sufficiente pronunciare la magica parola “naturale” che tutto diventa bellissimo, perfino il fortino carcerario austro-ungarico...! E forse sbuca pure fuori l’arcobaleno...

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rino

circa 8 anni fa - Link

continuo a nn capire il perchè dell'anonimato

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Michele

circa 8 anni fa - Link

Io il nome ce lo metto caro il mio anonimo, e non ventilare ipotesi balzane...io non ho nessun interesse... Evidentemente sei tu che preferisci rimanere anonimo per interesse...

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Michele

circa 8 anni fa - Link

Maiali volanti? Ma stai bene? Resta pure dove ti stendono i tappeti rossi.... Ma fammi il piacere...tira fuori fuori il nome che fai più bella figura

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Anonimo incazzato

circa 8 anni fa - Link

@rino anonimo perchè non è corretto legare il nome della mia azienda a questa polemica, questa è una faccenda personale. @michele ah si, ci metti il nome ahahah, un generico michele, come non riconoscerti? suvvia.. Maiali volanti perchè hai scritto l'esatto opposto di quel che scrivevo io..come a volermi smentire ad ogni costo. Mi pare di capire che cmq tu non eri espositore...facile allora.. Stacci tu fermo 10 ore in una cella puzzolente, fredda ed umida...poi mi dici se non ti metti il giubbotto...

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rino

circa 8 anni fa - Link

produttore anch'io semisepolto (come dici tu) anch'io vini rossi anche i miei ma sono stato più fortunato: l'umidità nn mi ha mangiato le scatole (spero ti riferisca ai catoni per le bottiglie, nn ad altre), le degustazioni sono state splendide, più perchè il pubblico era meraviglioso, forse, che per i vini, che nel mio caso fanno quello che possono, anche per le etichette mi è andata bene, hanno tenuto ma è solo la mia esperienza... ambientazione affascinante, caccia al "tesoro" stimolante per i visitatori, che, ripeto, mi è sembrato il miglior pubblico delle ultime manifestazioni a cui ho partecipato, organizzazione puntuale e molto presente insomma.... son stato proprio bene... ;o) esperienza che CONSIGLIO assolutamente e che spero di poter RIPETERE

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Michele

circa 8 anni fa - Link

Per quanto riguarda la location si è visto fin da subito che era inadeguata. Parcheggi inesistenti. Mezzora per entrare con relativa coda all'esterno sotto la pioggia. Umiditá che neanche nella buca più profonda della bassa padana. Caos ai banchi d'assaggio. Acquisti ridotti al minimo per impossibilità di trasportare i vini. Quest'ultima è una grossa pecca per una fiera diretta al pubblico che va anche per acquistare. Con tutte le fiere che ci sono ormai in giro credo che non ci si possa permettere errori del genere. Per fortuna ci sono buoni vini e produttori aperti e disponibili a raddrizzare la giornata. Ps. Podere la Civettaia l'ho sentito anch'io e mi è piaciuto molto, moltissimo.

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Flachi10

circa 8 anni fa - Link

Spigau Crociata di Rocche del Gatto <3 <3 <3 :) Fiorenzo raccontaci come era il 1999 !!! Curiosita' a mille!

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Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

Era un bel po' estremo. Diciamo che la vena amara in bocca cominciava a farsi sentire, del genere che divide l'uditorio in pro e contro. Quel che spiazzava è che comunque in bocca aveva freschezza, eleganza. E poi al naso non aveva cedimenti, era maturo ma di una maturità gloriosa, fiori secchi, frutta tropicale, insomma il genere di vino che rimette in discussione ogni possibile (pre)giudizio sui bianchi liguri.

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Flachi10

circa 8 anni fa - Link

bellissimo !!! Me lo sono proprio immaginato !! Il piu' vecchio da me assaggiato e' stato un commovente 2004.

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Francesco Amodeo

circa 8 anni fa - Link

Ho avuto anche io la fortuna di assaggiarlo. Il colore era dorato, leggermente velato. Non appena l'ho avvicinato al naso, subito una caterva di profumi mi ha steso, letteralmente; tutti i registri erano immediatamente riconoscibili ed espressi con precisione direi chirurgica. Il frutto era giallo e maturo, il lato vegetale spostato sulle note di macchia mediterranea, molto sale e sopratutto una vagonata di idrocarburi manco si trattasse di benzina vera. A fare da sottofondo una nettissima (e molto tipica per il vitigno in questione) nota di elastico/gomma bruciata. Alla beva la dinamicità era più giocata sulla salinità che sull'acidità, chiudeva lunghissimo su sentori di erbe amare. Unico difetto, a mio avviso, un tannino lievemente rustico e grattante. A mio onesto modo di vedere si è trattato del più bel vino della manifestazione intera, assieme ai vini di Furst Lowenstein, nonché uno dei vini bianchi più incredibili io abbia assaggiato in vita mia.

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Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

ottima osservazione la cosa delle note idrocarburiche, l'avevo proprio scordata

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paolo rusconi

circa 8 anni fa - Link

Boh a me piacerebbe sapere quali barriere architettoniche fermavano i normaldotati. Le scale forse? Non sono Rambo ho camminato li dentro per 10 giorni filati ho ancora gambe e e clavicole integre. Mezzora di coda sotto la pioggia, beh se una qualunque mmanifestazione apre alle ore x e il pubblico arriva un'ora prima sta fuori e non entra , mi pare normale. Impossibile acquistare il vino? Leggere il materiale informativo è opera ardua. Era possibile per tutti spedire con UPS a casa propria a tariffe terribilmente agevolate. Una cosa vorrei far notare a tutti: i costi di iscrizione erano di 250/200 euro ad azienda, ovvero meno della meta di Cerea, circa un terzo di villa Favorita e un sesto di Vivit. Aver realizzato tutto questo con le sole nostre forze, senza, contributi pubblici di nessun tipo ad esclusione di 1500 € da parte della camere di commercio locale che (forse) arriveranno entro fine anno, ci riempie di orgoglio. All'anonimo partecipante facciamo notare che i posti sono stati assegnati come sempre a sorteggio, e chiamare di serie b se stessi ma soprattutto gli altri produttori mi pare offensivo per cantine come La castellada, vittorio graziano, de concilis etc etc etc che sicuramente di serie b non sono. La quota di partecipazione è stata ridotta per poter agevolare la presenza di piccolissime aziende che non possono permettersi spese eccessive. Note per me negative: - aziende che sono arrivate troppo tardi, sabato mattina abbiamo dovuto scaricare il vino almeno 90 aziende. - troppi sommelier parecchio allegri, al contrario del pubblico generico che ha saputo assaggiare con giusta moderazione. (esattamente come a tutte le altre edizioni di Agazzano). - troppi forbi che rubavano mirati le bottiglie, a me personalmente sono state sotratte una boccia verdicchio 2001 e una di poggio ai pini 2010 a fine degustazione delle vecchie vigne. Grazie a queste persone il prossimo anno sarà proibito introdurre zaini e borse, e le bottiglie vendute saranno contrassegnate in modo inequivocabile. Note per me positive: - aver ridato il bastione alla città, averlo ripulito e riconsegnato al demanio molto meglio di come era prima. - non aver avuto pioggia la domenica e il lunedì, 200 stergoni hanno lavorato per noi ;-) - aver aperto per primi lo spazio bimbi, che ci sta a cuore - aver assaggiato cose nuove davvero piacevoli, e vecchie riconferme. concludo dicendovi una cosa siamo entrati in possesso del bastione giovedì 19 aprile (prima di questa data solo 2 soppraluoghi di un paio paio d'ore cadauno), dopo una chiusura durata quasi un anno per i fabbricati moderni e 12 per le ex prigioni austriache. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, ci impegneremo per la prossima edizione a migliorare ulteriormente l'accoglienza per espositori e visitatori. [img]inserisci qui il link tra i due tag[/img]

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Michele

circa 8 anni fa - Link

Caro Paolo, arrivato alle 14.10 entrato alle 14.40. Se devo farmi spedire del vino quando vado ad una fiera allora compro direttamente su internet. Era la prima volta che venivo a sorgentedelvinolive e probabilmente torneró il prossimo anno perchè vengo per i produttori e i vini non per il contenitore...sperando ci sia il sole!!

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Andrea Marchetti

circa 8 anni fa - Link

Non ho mai amato le location di Villa Favorita e Agazzano, troppe sale e salette, scale e scalette, cercare i produttori facendo una caccia al tesoro non mi piace. Il bastione di Porta Borghetto però è ancora peggio, col sotterraneo che vince il premio claustrofobia e la mappa che veniva consegnata all’ingresso di non immediata lettura. Le affermazioni che la scelta della location ne rispecchia il contenuto, illustrando un ipotetico parallelismo tra la scomodità dell’aggirarsi tra le ex celle del bastione e quella del coltivare la vigna a mano in regime naturale e che andare incontro ai vini naturali significa lasciare a casa i tacchi e mettersi le scarpe da ginnastica, mi lasciano quantomeno perplesso. Detto questo, la manifestazione è stata sicuramente interessante, con tanti produttori degni di nota, ma diciamolo pure, anche con tanti vini imprecisi, sfuocati, con puzze e puzzette, riduzioni ed acetiche, ecc...e diciamolo pure che anche qui il Tavernello, con il suo profilo semplicissimo, ma preciso e pulito, avrebbe fatto la sua porca figura. Sono stato all’evento solo poche ore lunedì pomeriggio e purtroppo non ho assaggiato tutto. Alcune osservazioni su alcuni vini: solite grandi conferme di San Fereolo, Le Chiuse ed Arpepe, ma ormai ne abbiamo già parlato mille volte. A parte questi appena citati, per me due vini su tutti: il Barbaresco di Barale, veramente bello ed espressivo, più pronto ed aperto del Barolo, ma soprattutto il Lessona di Pietro Cassina, meraviglioso, l’unico vino in tutta la giornata che mi ha fatto venire i brividi, pulito, terso, cristallino, verticale, elegante, quasi irreale, ma anche il Coste della Sesia Vespolina ed il CdS Nebbiolo mi sono piaciuti veramente tanto, mi è piaciuto meno il CdS Rosso. Personalmente non comprendo totalmente l’entusiasmo per Le Rocche del Gatto, che produce vini sicuramente interessanti, ma nella mia concezione i grandi bianchi sono altri. Il loro vino che ho gradito di più è un rosso, il rossese RLP. Non mi hanno fatto impazzire nemmeno i vini di Vittorio Graziano (al di là del Graziano persona che è invece molto simpatico e di buona compagnia, ndr), di cui mi avevano parlato in tanti, ma che non avevo mai assaggiato, sono piuttosto rustici, il rosso fermo in particolare, mentre il lambrusco era ridotto abbestia ed il bianco frizzante semplicino semplicino su toni di pera williams. Bressan: anche di questi vini se ne parla tanto, sono carnali, veraci, di grande personalità, ma l’eleganza abita da un’altra parte. Tenuta Anfosso: sul Poggio Pini 2010 oltre ai sentori mediterranei sottolineati da Fiore, è presente anche una netta nota ciliegiosa calda e matura che si ritrova anche in bocca, sul 2009 questa nota si avverte molto meno ed il vino mi piace molto di più. Selezione di vini georgiani: è un mondo da approfondire, in particolare sui bianchi macerati, i migliori danno un bel po’ di punti a qualunque prodotto analogo italiano ed in questi casi non c’è Gravner, Podversic, Radikon o Zidarich che tenga. Infine mi sono piaciuti il verdicchio base di Gino 2012 ed il San Lorenzo bianco 2001 di Fattoria San Lorenzo.

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Adriano Aiello

circa 8 anni fa - Link

Verissimo Andrea: il barbaresco di Barale faceva faville! Grande bicchiere anche il Soave di Filippi, versione 2006, arrivato all'improvviso alle 16 della domenica. Sorprendente per il sottoscritto Rocche del Gatto che non conoscevo. Non è il mio vino ma il pruduttore mi ha fatto fare un tour ultradeecennale davvero interessante.

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riccardo

circa 8 anni fa - Link

su non era cosi male, mezzora di coda non si muore...non si possono fare solo degustazioni a Venaria...

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Michele

circa 8 anni fa - Link

Non ho detto che andava tutto bene, rileggete... Comunque nessun problema, evidentemente non é quello che fa per te. Meglio un plasticoso vinitaly (che è già un paradosso il nome) Ps sono michele Milani, e non ho niente da nascondere, a differenza di chi si firma anonimo. ;-)

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arnaldo

circa 8 anni fa - Link

Ma Poggio Pini aveva un sacco di volatile....don't you worry ???

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Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

davvero? il 2010? il campione che ho sentito io no.

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