Siamo così ricchi che ci chiediamo se investire sul Gambero Rosso (ma anche no)

Siamo così ricchi che ci chiediamo se investire sul Gambero Rosso (ma anche no)

di Antonio Tomacelli

Io di quotazioni in borsa non ci capisco un granché e di fluttuazioni azionarie ancora meno. Prendi il Gambero Rosso, per esempio: doveva debuttare in Borsa il 24 settembre, poi tutto fu rimandato al 19 ottobre, procrastinato al 6 novembre e infine ritardato al 16. La causa di questi continui rimandi? Ufficialmente “per dar modo ai collocatori di finalizzare le ulteriori manifestazioni di interesse ricevute dagli investitori istituzionali” ma non sono sicuro che le cose stiano effettivamente come le racconta il CdA del Gambero. Ad alimentare i dubbi c’è anche questo ritocco al prezzo delle quotazioni, abbassato da 2-2,4 euro a 1,6 euro e, contestualmente, l’ampliamento dell’offerta che passa da 4 milioni di euro a 7 ma, lo ripeto, non sono un esperto di borsa.

Abbiamo già analizzato in un altro post la situazione finanziaria del Gambero  e l’indebitamento aziendale è importante. Alle difficoltà di bilancio, secondo gli analisti finanziari, andrebbe aggiunto il calo in termini di interesse e di audience del canale televisivo e la nascita negli ultimi anni di competitor formidabili quali Tripadvisor e Yelp. Il grafico qui sotto, calcolato da Google Trend è un tantino raggelante e non invita gli investitori all’acquisto.

Tuttavia ci sono i comunicati del CdA che, più o meno, cantano vittoria, e io ci capisco sempre meno. Tutto procede per il meglio o questi continui rimandi sono la spia di qualcosa che non sta andando come previsto?

Non è che tra i lettori di Intravino c’è un Warren Buffett Emoticon capace di chiarire la situazione in cambio di una buona bevuta?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

8 Commenti

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Antonio

circa 5 anni fa - Link

Mi sa che non serve Milton Friedman per capire come sta andando, basta una casalinga di Voghera.

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antonio

circa 5 anni fa - Link

Puzza di merce avariata!!! Vorrei capire come la Consob abbia autorizzato la quotazione di un'azienda più che decotta, almeno a stare ai rumors degli ultimi 5/6 anni. Comunque quando arriveranno a 20 cts potrei anche investire una decina di Eurini :-))

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Marco Baccaglio

circa 5 anni fa - Link

Ciao, Provo a rispondervi. Quest'anno, nell'ambito della mia attivita' professionale (niente a che vedere con "I numeri del vino", ma una bella coincidenza!) mi sono occupato della quotazione di Masi Agricola, che e' andata a buon fine, sul medesimo segmento del mercato azionario, cioe' l'AIM. Lo stesso che ha scelto Il Gambero Rosso. Questo segmento consente la quotazione in borsa usufruendo di procedure molto piu' semplificate, flessibili e meno costose rispetto al mercato "normale", chiamato MTA, per quotare aziende di dimensioni ridotte (come questa). Che cosa significa? - primo e piu' importante, ne' Borsa Italiana ne' Consob (rispettivamente organizzatore del mercato e controllore) effettuano alcun controllo della veridicita' e complettezza delle informazioni contenute nel documento informativo. Quindi, chi investe non e' "protetto" come chi investe in aziende MTA. Il controllo non e' garanzia di buon andamento dell'investimento, ma naturalmente conta. Per esempio ricordo un'operazione fatta da me in cui Consob obbligo' l'azienda a divultare alcune informazioni importanti che erano celate. Tale operazione non ebbe luogo... - l'azienda non e' chiamata a redigere i suoi conti rispettando gli standard conbabili internazionali (leggi IFRS), ma puo' semplicemente usare quelli italiani (obbligatori e usati da tutti). Quindi no costi addizionali per questo; - non esiste una scaletta temporale dell'operazione. Cioe' non viene preso un impegno tipo "cominciamo il collocamento oggi e lo terminiamo tra 10 giorni". Quando ci sono abbastanza compratori/sottoscrittori dell'offerta, si schiaccia il bottone e la quotazione e' fatta. Da qui i numerosi rimandi "entro la fine del mese" (senza specificare quale, e' sempre buona come affermazione. Tutte queste cose rendono una quotazione "AIM" molto piu' semplice. Sai quando parti, non sai quando arrivi, ma dici che sei arrivato quando ci sei arrivato. Numerosi investitori professionali considerano questo mercato con scetticismo, e questo posso dirtelo per averlo vissuto di persona qualche mese fa, perche' e' stato utilizzato per "vendere" azioni di aziende con prospettive dubbie, con problemi nascosti (rimando sopra alla questione del controllo). Di piu', molte delle aziende quotate all'AIM hanno volumi di scambio ridottissimi (nonostante ci siano specialisti pagati per creare un po' di domanda/offerta), per cui risulta difficile disfarsi del proprio investimento a posteriori (se non con pesanti sacrifici sul prezzo). Al di la' di queste buie considerazioni, ci sono anche grandi meriti per l'AIM, che sono quelli di far affluire capitale azionario a iniziative imprenditoriali interessanti, o aiutare imprenditori che soprattutto di questi tempi non avrebbero trovato finanziamenti. Non ultimo, viste le ridotte procedure, un'operazione sull'AIM e' molto meno costosa. In altre parole, se hai bisogno di 10 milioni di euro e la quotazione all'MTA ti costa 2-3 milioni tra IFRS, banche, Borsa Italiana e compagnia bella, comprenderai che il gioco non vale la candela... Spero di avervi chiarito in parole semplici come funziona il giochino. Sul "Gambero Rosso" in particolare preferisco non commentare in questa sede, magari quando l'operazione sara' completata (o meno), avendo i documenti a disposizione ne faro' un post sul blog inumeridelvino.it. bacca

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antonio

circa 5 anni fa - Link

Grazie Bacca, tutto molto chiaro ora, anche dove si nasconde la sola come direbbero a Roma.

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Paolo

circa 5 anni fa - Link

Che dire: i chiarimenti di Marco mi paiono assai più che esaustivi. Li incornicerei per una lezione del tipo "cosa non leggerete mai suoi gironaloni che annunciano la quotazione di XXX". Molto, molto meglio di Warren Buffet. Quanto al dubbio finale"Tuttavia ci sono i comunicati del CdA che, più o meno, cantano vittoria, e io ci capisco sempre meno", mi sembra che il CdA stia facendo il possibile: che ti aspettavi? Che dicessero "dobbiamo rastrellare liquidità altrimenti saltiamo come un tappo di champ... ehm, prosecco"?

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Beniamino D'Agostino

circa 5 anni fa - Link

Noi ci crediamo talmente tanto che dal prossimo anno neppure i vini per la guida gli manderemo!

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antonio

circa 5 anni fa - Link

Sono d'accordo con te Beniamino, e spero che questa tendenza faccia proseliti. Purtroppo, come per gli atavici disservizi del Vinitaly, ci sarà sempre qualche new entry nel mondo del vino disposto a spendere sperando nella grande svolta! Comunque parlo sempre più spesso con produttori che ne hanno abbastanza di queste pseudoguide prezzolate, l'altro giorno ho confrontato le ultime 5 edizioni di una di queste e ho trovato l'ultima molto "dimagrita" in termini di vini degustati, buon segno.

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bruno

circa 5 anni fa - Link

Certo che non riuscire a fare i numeri con un brand così è veramente una cosa italiana

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