Scoperte dell’acqua calda. All’Osteria Rosso di Sera ci sono almeno due marce in più

di Alessandro Morichetti

Castelletto Ticino, Piemonte orientale al confine col Lago Maggiore: per uscire da una zona commerciale ad alto tasso di capitale serve la via giusta per arrivare al Rosso di Sera, “non solo un’osteria, più di una vineria”. Il primo colpo d’occhio all’interno può trarre in inganno.

Luminosità e sala grande hanno qualcosa di spazioso da pizzeria mentre le due salette e il bancone da bar cintura nera di fronte alla porta d’ingresso suggeriscono cautela e curiosità.

Davide Gramegna ha il piglio deciso dell’uomo di sala stufo dei formalismi sterili, coordina il giovane staff in grembiule e cravatta ma prima di tutto è quel genere di sommelier per cui il consiglio è punto di incontro tra i gusti del cliente e il proprio. La carta dei vini è ampia -900 etichette-, solo italiana e ordinata per tipologia e poi geograficamente da nord a sud (unica pecca: non trae giovamento dall’allineamento centrale, che la rende poco leggibile confondendo produttore, denominazione, nomi e prezzi).

Tante le referenze naturali ma a fare la differenza è un servizio estroso che gioca col cliente: si stappa tutto o quasi al calice, osservi etichette girare da un tavolo all’altro, stagnolare bottiglie e commensali discutere tra loro. Noi stessi abbiamo legato col tavolo accanto, purtroppo di quattro uomini.

Mestiere e personalità al servizio dell’atmosfera, dinamiche preziose, talvolta sovrabbondanti ma ben venga l’eccesso di estro finalizzato. Bottiglie accatastate ovunque, anche sotto alla sedia. Questo (sotto) è quello che vedevo dietro di me.

Ma un servizio del vino user friendly è solo metà del piacere. Dopo un passato remoto all’alberghiero ma in sala e un passato prossimo nella vendita del vino, a dirigere la cucina è Cristiano Gramegna, il maggiore dei due fratelli. L’ispirazione dei piatti è solo parzialmente territoriale ma a lasciare il segno è un tocco sicuro e calibrato, avaro di sbavature. Il motore gira a regime nonostante un festone da 50 nella grande sala.

La Cipolla di Breme cotta al forno, ripiena di Nero Svizzero e riduzione di aceto balsamico di Modena (12 euro) è un inizio succulento di quelli che aprono lo stomaco e lasciano intendere che di roba buona ne arriverà parecchia. Verdure invernali croccanti, crema di topinambur, salsa allo Sherry e riduzione di aceto balsamico di Modena è un’incursione sul terreno vegetariano che asseconda e non sconforta. Prima o poi mi convertirò, chissà.

Gli Spaghetti “Gerardo di Nola” con carciofi, guanciale e pecorino sono centratissimi e il livello di piacere subisce un’accelerazione potente. Il doppio assaggio di primi finisce per penalizzare di un’incollatura gli Gnocchi di patate e baccalà con le sue trippe ma adesso accettate un consiglio: se volete perdere peso mangiando legumi, insalata e riso in bianco, NON fotografate i vostri piatti preferiti. Non è buona cosa, fidatevi!

Il capitolo dei secondi conserva il buon senso delle altre partite. Anche qui quattro opzioni e basta un sol boccone del Maialino da latte scottato con salsa agrodolce e verze stufate a lasciare un ricordo eccellente.

Il Cappello da prete di Vitella Piemontese al Franciacorta con verdure invernali all’olio è ben tenero e cremoso più che appariscente e, arrivati al dolce, l’idea della rivisitazione fa capolino: al Millefoglie con crema chantilly rivisitata preferisco il Tiramisù rivisitato ma non chiedetemi esattamente come perché avevo davanti una fila di bicchieri da non vedere più nemmeno il commensale.

A proposito dei calici, tra gli assaggi suggeriti quello che ho trovato più interessante è l’Etna Rosso 2010 Notti Stellate di Davide Bentivegna, produttore di cui ammetto bellamente di non sapere una benemerita mazza. Bòno bòno!

Per amore di patria ed etilometro non aprirei nemmeno il capitolo di whisky e distillati visto che ci sono quasi più etichette dei vini. Al Rosso di Sera con 35/40 euro si mangia abbondantemente, a pranzo ne bastano addirittura 12 per intercettare chi lavora e non ha troppo tempo per star seduto. Coi vini ci si diverte a buon prezzo. Si esce soddisfatti e con un pensiero: chissà cosa potrebbero combinare questi ragazzi con meno coperti e in centro a Milano.

Rosso di Sera
Via P. Nenni, 2 Glisente
28053 Castelletto Ticino  
Tel.: 0331 963173, 338 8156754 

[Foto: Rosso di Sera, A. M.]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

3 Commenti

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la cinta milanese

circa 5 anni fa - Link

Il rosso di sera è sempre una certezza!!

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Ivano Antonini

circa 5 anni fa - Link

Davide e Cristiano sono dei grandi! Moriche' la prossima volta prenota a nome Jefferson e minacciali di scrivere la recensione su Trippavvaisor se non ti trattano bene... :-) Alegher...

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Giorgio D'Ambrosio

circa 5 anni fa - Link

Caro Cristiano, fare dei complimenti penso sia superfluo, vorrei che tutti avessero il piacere di trascorrere una serata al Rosso di Sera, dove oltre alla impareggiabile cucina vi è uno straordinario calore famigliarmente umano.

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