Sauvignon connection: le analisi sono negative, la parola passa al GUP di Udine

Sauvignon connection: le analisi sono negative, la parola passa al GUP di Udine

di Antonio Tomacelli

Con un giorno di anticipo sulla scadenza il perito Mario Malacarne, l’esperto della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, ha depositato presso la procura di Udine i risultati delle analisi chimiche sui campioni prelevati nelle cantine coinvolte nelle indagini sul sauvignon truccato.

Anche queste, come già le analisi microbiologiche, sono risultate negative a sostanze vietate dalla legge. A darne notizia è sempre l’avvocato Giuseppe Campeis, difensore di alcune cantine implicate.

A questo punto diventa decisiva la discussione in aula tra le parti degli esiti dell’incidente probatorio, davanti al giudice per le indagini preliminari Emanuele Lazzàro, fissata per il 15 dicembre.

Ricordiamo, a questo punto, le parole del procuratore di Udine De Nicolo, rilasciate qualche settimana fa al Messaggero Veneto: “Se fosse vero che il tempo trascorso tra i prelievi e le analisi ha contribuito a fare sparire le tracce che cercavamo, diventerebbe evidente la finalità dilatoria celata dietro la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa.

E cioè il fatto che si sia cercato di ritardare le analisi, proprio per non fare comparire qualcosa. Il che diventerebbe a sua volta motivo per noi di accusa. Credevo che l’interesse di tutti, per il bene del comparto, fosse proprio quello di fare il più velocemente possibile. E invece, adesso, non soltanto mi accorgo che non era così – la sua conclusione –, ma devo anche rilevare con sconcerto una clamorosa violazione del dovere di riservatezza da parte di qualcuno, mentre le indagini peritali sono ancora in corso”

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

3 Commenti

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Riccardo

circa 4 anni fa - Link

Non so dove sia la verità, ma trovo inquietanti le parole del magistrato (almeno come sono riportate nell'articolo). Se l'utilizzo degli strumenti processuali, come l'incidente probatorio, viene considerato solo una modalità dilatoria e non il modo con il quale le prove divengono utilizzabili dall'accusa e dalla difesa, perché perdere tempo a istruire un processo? Se per il magistrato difendersi con le armi processuali diviene strumento di accusa, forse si capisce perché molti processi partono con accuse roboanti e partoriscono sentenze grandi come topini. Come cittadino sono spaventato da simili personaggi: forse un'ordalia sulla pubblica piazza è ritenuta strumento idoneo a stabilire la verità?

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

ma il magistrato che periti ha? se le sostanze scompaiono col tempo, neppure nel vino in commercio allora ce ne sarà più traccia. E allora che le mettono a fare le suddette sostanze?

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sergio

circa 4 anni fa - Link

Parlo da "dilettante" del vino ma in grado di capire anche discorsi complessi...se c'è qualcuno che sappia comunicare con chiarezza e completezza. Su questa vicenda e, specificamente, sugli ultimi sviluppi di ieri e oggi non ho trovato nulla nel web che approfondisse la notizia. Intravino ha, comunque, il merito di riportare la notizia senza commenti. Altri blog di vino l'hanno silenziata, non ne parlano. Vinigodi, che è un appassionato, ha formulato una domanda, nel post di ieri, che avrei voluto formulare io. Tra i lettori di Intravino sicuramente ci sono esperti in grado di aiutare gli altri a capire. Li invito ad intervenire. . Sergio, sulla seconda domanda da dillettante "allo sbaraglio", dico la mia. L'aromatizzazione, in questo caso, sembra che sia stata ottenuta con l'impiego di lieviti selezionati particolari i quali svolgono la loro funzione, se non sbaglio, nel mosto(ma non sono sicuro).Come facciano non è il caso e non sono in grado di spiegarlo, ma nel web qualcosa c'è. Questi lieviti sono vietati dal disciplinare(attenzione non fanno male alla salute). Sarebbero stati dei produttori che non ne fanno uso a sentirsi svantaggiati e a fare la soffiata.Tutto nasce all'INTERNO del mondo della produzione e non da un attacco esterno di chi vende birra o coca-cola(capire questo punto è importante). Come si sono svolte le indagini e gli ultimi sviluppi sono stati raccontati in modo sintetico dalla stampa e richiederebbero chiarimenti giuridici e tecnici(analisi microbilogiche? e biochimiche? Tracce? ecc...)

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