Riesling tedesco. La mappa dei territori e dei profumi (finalmente)

di Andrea Gori

Geologia o vino? Quando si parla di Riesling le due cose si sovrappongono ad ogni sorso. Preferite l’ardesia blu e i suoi profumi di mela verde, o il calcare fossile e il suo suadente tropicale di mango e papaja, e ancora mille altri rivoli di mineralità diversa? Sensazioni contraddittorie ed esaltanti.

Di base si può dire che in presenza di ardesia blu (tipica della Mosella) le note più evidenti sono il fruttato (mela verde) e un affumicato molto intenso, oltre al classico kerosene sempre più rilevabile con gli anni. Su ardesia e scisto rosso (tipico Nahe o Rheingau) l’olfatto è più erbaceo, con sensazioni floreali di campo insieme a note balsamiche e di erbe aromatiche. Sulle arenarie i riconoscimenti si fanno tropicali, con mango e papaja e tocchi di maracuja, molto evidenti nel Rheingau e nello Pfalz (Palatinato). Sui terreni vulcanici e porfido troviamo la roccia bagnata, mentre una leggera sensazione solforata affumicata e di mela cotogna sono dominanti su terreni di gneiss e granito: è il caso di alcuni versanti del Palatinato, della Wachau austriaca e Nahe. Il loess, sedimento sabbioso, dona pompelmo giallo e rosa, mentre il Keuper (marna tipica di alcune zone tedesche) si contraddistingue per le note di popone. E’ una mappa molto generica: giocano un fattore importante anche le esposizioni e la mano dei produttore. Ecco perché ne abbiamo radunati 7, tutti annata 2011, per provare su strada la nostra mappa. Seguiteci.

Brauneberger Juffer Sonnenuhr Riesling Spätlese Fritz Haag 2011
Il nome del vigneto deriva dal termine “buffer”, ovvero zitella, per il fatto che questi 10 ettari, cuore del mitico Sonnenuhr di Brauneberg, passarono di mano perché le tre figlie del ciambellano che ebbe in eredità il vigneto non si sposarono e non ebbero eredi. Oggi questo vigneto è un grande esempio di pura ardesia del Devoniano con un’esposizione perfetta a sud, una pendenza vicino all’80% e un incredibile e mite microclima. Il vino è roccioso e quintessenzialmente minerale, ma rivela un carattere tropicale e fruttato impressionante, che si combina mirabilmente a dare un Riesling che lascia senza fiato.

Bacharacher Hahn Riesling Auslese Goldkapsel Toni Jost Mittelrhein 2011
Uno dei cru posti subito sopra la banchina del Reno nel Mittelrhein, un Große Gewächse quasi del tutto monopole di Toni Jost, che nella parte più bassa vede anche Pinot Nero di grande struttura. Il suolo è ardesia blu del Devoniano su una grande pendenza del 60% con esposizione sud-sud est. Il vino in versione auslese è ricco e potente con note candite e piccanti incredibili, che diventano protagoniste assolute della bocca conquistando sorso dopo sorso, con riconoscimenti che vanno dallo zafferano al ginger passando per curry e pepe, con un sottofondo di frutta candita impressionante.

Centgrafenberg 2011 Riesling GG Weingut Rudolf Fürst Franken
Anche se il Franken (Franconia) è giustamente più famoso per il Sylvaner, qui si trovano anche grandi Riesling. Sulle rive del Meno un suolo sabbioso di arenaria regala note di erbe aromatiche, balsamico suadente e fiori di campo e anche nuance tropicali grazie ad argilla e marna. Questo vigneto ha quasi venti proprietari, e Rudolf Furst riesce a ricavarne un vino estremamente minerale e complesso, anche se in una fase molto embrionale. Da seguire assolutamente.

Hochheim Kirchenstück EG Riesling Künstler 2011
Il più classico degli “Hock”, termine con cui sono passati alla storia i Riesling del Reno, in una forma strepitosa e impressionante. I terreni variano con il colore dell’ardesia rossa, blu e grigia ma qui a dominare c’è argilla e loess con detriti millenari, trasportati dal vento e lasciati dal mare. Sotto l’argilla del vigneto “Hölle” si trova la marna Cyrena color ocra ricca di carbonato di calcio che crea difficoltà alle radici nello scavare ma anche una ricchezza minerale impressionante. Il nome evoca “hell”, ma in realtà indica la dolce pendenza che anima i 49 ettari appartenuto dal 13esimo secolo ai possedimenti della Cattedrale di Colonia, passando poi all’Arcivescovo di Mainz. Vino con acidità e mineralità scoppiettante ma anche frutto elegante e prezioso.

Jesuitengarten 2011 GG Riesling Geheimer Rat Dr. Von Bassermann Jordan Pfalz
Un vigneto quasi sul fiume, vicino alla città di Forst, ma che intercetta una colata lavica millenaria proprio al di sotto di due crateri. Zona vulcanica con gneiss e porfido, un mosaico impressionante e una ricchezza di sapore unica che dà a questo vigneto appartenuto alla Chiesa dei Gesuiti di Neustadt uno dei gusti più esplosivi del Palatinato.

Oberhäuser Brücke 2011 Riesling Auslese Dönnhoff
La Nahe ormai da tempo non ha più soggezione nei confronti di Reno e Mosella quanto a grandi Riesling. Se poi in cattedra sale Donnhoff i risultati sono spesso straordinari. Questo Brucke è famoso per dare alcuni dei più impressionanti Eiswein della Germania grazie alla protezione di cui gode, l’estrema vicinanza al fiume (si trova proprio al di là del ponte fatto costruire da Leopoldo di Baviera). Siamo in una fase molto giovanile e quindi il vino è schiacciato su note citrine, tra pompelmo e mandarino tardivo, ma già si sente la dolcezza e la ricchezza di nuance tropicali e sapide che si stanno sviluppando sotto la scorza minerale.

Frauenberg Grosses Gewächs Battenfeld-Spanier 2011 Riesling
Siamo nel Rheinhessen, terra dove nel 1400, in un manoscritto conservato a Worms, si scrisse per la prima volta la parola Russling ad indicare quello che oggi chiamiamo Riesling. Terra di grande produzione e più pianeggiante di altre zone vocate al Riesling, ha comunque alcuni vigneti di grande importanza. Questo Frauenberg giace su Muschelkalk, calcare fossile e quindi in grado di regalare note di mango e frutto tropicale. La presenza di loess dona anche pompelmo e un grande citrino. Lo stile qui si fa però molto teso e sottile, con un’espressività per ora sacrificata e in nuce. Ma l’estratto e l’acidità sono impressionanti per un vino che sarà grandissimo in qualche anno.

[Qui tutta la playlist degli assaggi su Youtube] 

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

18 Commenti

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Emanuele

circa 7 anni fa - Link

Innanzitutto è un gran bel pezzo, ben documentato e ben corredato di note molto precise. Grazie Andrea. In secondo luogo, leggendo del "Russling" mi sono incuriosito molto: hai qualche fonte o indicazione da suggerire per una mini-ricerca etimologica? Sono curioso di sapere da dove possa derivare. Grazie bis.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

c'è molto dibattito in materia...le fonti più accreditate sono da “Verrieseln” ovvero una sorta di acinellatura, o da “reissender Säure” ovvero grande acidità, e ancora da “edles Reis” (ramoscello nobile) o appunto “Rusling” che starebbe per "legno scuro" Scegli quella che ti piace di più!!!

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Zakk

circa 7 anni fa - Link

Bene! Avanti così che son stufo di dover salire fino al Pretzhof per mangiare e bere riesling come si deve. Di vini tedeschi (e austriaci..... Gruner, remember?) bisognerà parlarne ancora molto prima che il 99,78% della ristorazione (e ci metto pure enoteche e wine bar) prenda atto che trattasi di grandi bianchi spesso a prezzi favorevoli? Speriamo, che ho sete e l'estate si avvicina.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

hai dannatamente ragione Zakk! dall'orecchio del Riesling la ristorazione italiana non ci sente...ed è proprio per questo che sono riuscito a convincere i tipi di Der Feischmecker a investire in questo tipo di promozione. C'erano un sacco di ristoratori ed enotecari presenti, lo prendiamo come numero zero in attesa del prossimo anno di fare un "tour" con più città e più produttori, tanto da bere ce n'è...

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alcool duro

circa 7 anni fa - Link

grazie ai tuoi articoli dell'anno scorso ho goduto appieno di riesling e gruner durante le scorse vacanze estive in austria, con puntate in germania e acquisti tattici. ben vengano questi approfondimenti, quindi! tx

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Eleutherius Grootjans

circa 7 anni fa - Link

grazie.

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alessandro

circa 7 anni fa - Link

Io vivo in Germania da un po di mesi e sto provando diversi Riesling. Personalmente, devo dire che hanno tutti un livello zuccherino troppo elevato, per i miei standard. Anche quelli etichettati "Trocken" hanno un non so che di dolce. O forse sono sfortunato nello scelgiere le bottiglie, non so. Oppure sono da fare invecchiare di piu, per gustarli al meglio? Ho bevuto solo annate recenti (2011 e 2010). Domanda per esperti: consigliate di mettere in cantina qualche bottiglia e lascialra li per altri 5 o 6 anni? C è da dire che in enoteca (in Germania) anche le bottiglie di buon livello vengono vendute attorno ai 20 €, cosa che non guasta. Ciao!

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

Ciao Alessandro, io in genere mi trovo bene con i Kabinett e non mi paiono così tanto dolci, almeno i Qmp, tra i Qba invece in effetti la dolcezza è sempre in agguato. La cosa migliore è abituarsi e rassegnarsi in molti e prendere la dolcezza come riferimento quasi imprescindibile. Per le annate in effetti soprattutto con i grand cru il consiglio è sempre di berli almeno dopo 4-5 anni oppure giovanissimi, mentre i 2-3 sono il periodo peggiore perchè si trovano in una fase molto chiusa e letargica Concordo sul grande rapporto qualità prezzo, anche considerando i bottiglioni da un litro con screwcap, sono spesso buonissimi e non costano oltre i 6 euro!

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Lionella Genovese

circa 6 anni fa - Link

Complimenti Andrea, grazie delle preziose informazioni!

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alessandro

circa 7 anni fa - Link

Grazie andrea!. Indi mi dice che Kabinett è indice di "secco"? Sai che non ne sono convinto al 100%? Comunque temo sia proprio una caratteristica del vino. In enoteca, chiedendo appositamento un vino "not sweet", te ne dannno uno che, vai a casa, lo apri....diamine...in Italia per "not sweet" indendiamo una cosa diversa.Indendiamoci, non parlo di una dolcezza da moscato eh! Ma è un sentore dolce al quale il mio palato non è abituato. Comunque stasera metto un riesling di Fritz Haag in cantina, tra 4 o 5 anni vi scrivo qui come è, ok? ;-)) PS: in germania vendono anche molto riesling spumantizzato (in autoclave, credo, visto i prezzi bassisismi). Non mi pare nulla di che, ma ne ho provati solo un paio di bottiglie. Esperienze e commenti, in merito?

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

il riesling metodo classico è una discreta perdita di tempo, il 95% dei prodotti sono mediocri e quei pochi buoni che ci sono (Schloss Vaux ad esempio) sono "buoni" ma costano attorno ai 30 euro e trovi Champagne migliori in GDO tedesca. Kabinett di per sè non significa secco in effetti, un indice della dolcezza spesso è il grado alcolico, se è attorno ai 10-11 o inferiore ci sono quasi sicuramente zuccheri residui, se il vino da 12-13 % è quasi sicuramente secco

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alessandro

circa 7 anni fa - Link

onestamente non ho ancora capito come si fa a distunguere sulle etichette tedesche un metodo classico da un metodo Martinotti. A giudicare dai prezzi (e dai pochi assaggi che ho fatto), credo ci sia una netta predominanza del secodo , in Deutschland.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

infatti il 99% del sekt a giro è charmat-martinotti e ne consumano delle quantità immorali, meno male che bevono anche parecchio Prosecco!

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Zakk

circa 7 anni fa - Link

Vero, però una chicca c'è: il brut di Peter Jakob Kühn fa barba e capelli al 93% dei franciacorta pari prezzo disponibili sul mercato. E anche a tanti più costosi.

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alessandro

circa 7 anni fa - Link

sarebe interessante scrivere qcs sul vino (e mercato del vino) tedesco...se qualcuno avesse tempo, voglia e conoscenze....

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

Ehi ma Kuhn è in assaggio il 10 Giugno in Alto Adige! grande notizia Zakk... http://www.pretzhof.com/it/vite.html

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Zakk

circa 7 anni fa - Link

Questa non riesco a farla! Maledizione. Anche perchè oltre ai krukki a livello di Piemonte ci sono pure Mascarello, Rinaldi e Conterno, si proprio quello li! E poi Oasi degli Angeli, Trinoro, Riecine.....

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raffaele

circa 7 anni fa - Link

i climi freddi, l'ardesia e l'esposizioni sui pendii fanno si che questi vini hanno un'acidità elevatissima. Quindi per mascherare questo contraltare di acidità il residuo zuccherino o quel sentore di fruttato percettibilissimo è indispensabile... questo è il bello dei riesling renani che secondo me vanno apprezzati a 10/15 anni dalla vendemmia … discorso opposto per l'Austria e L'alsazia…. mia piccola considerazione.. bei video grazie

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