Quanto vino mi occorre per un matrimonio indimenticabile? E quale?

di Massimo Andreucci

Se ti stai domandando quanto e quale vino comprare per il tuo matrimonio significa che stai per sposarti. Oppure che ami farti domande inutili, tipo: la lettera “M” è maschio o femmina? In entrambi i casi questo è il post che fa per te. Orsù dunque.

Due fattori più di ogni altra cosa accendono una festa di matrimonio: belle ragazze scatenate, amicizie single, piacenti e festaiole e un vino che piace molto. Per assicurarti il primo fattore hai avuto una vita di tempo e ormai quel che è fatto è fatto. Sul secondo invece possiamo lavorarci su, siamo qui per questo.

Il percorso da fare è maledettamente semplice. Innanzitutto tutto ti dai un budget, poi stimi il numero dei partecipanti e calcoli il numero delle bottiglie occorrenti. A questo punto individui le tipologie di vino più adatte: quanti bianchi, quanti rossi, quante bollicine ecc., assegni a ciascun tipo una porzione di budget e determini il prezzo medio per bottiglia. Infine scegli bene i vini da comprare. Facile, no?

Prima di procedere però fissa bene in mente la regola aurea, che è: approssimare sempre in eccesso. Ripeti con me: meglio dieci bottiglie in avanzo che una testimone sobria.

La Costante di Regensburg ovvero come ti calcolo le bottiglie occorrenti.
Dobbiamo ringraziare Guglielmo da Ratisbona, un matematico viaggiatore del cinquecento seguace di Melantone, se abbiamo una costante che, dato un numero di invitati ad una festa di matrimonio, ci dice quanto vino occorre. La Costante di Regensburg, cui vanno moltiplicati sia i bevitori che i non, funziona per ogni tipo di ricevimento in ogni angolo del mondo, ed è uguale a 0,46511627906977. Lo stesso risultato si ottiene dividendo il numero degli ospiti per 2,15. Per comodità diciamo che ogni 100 invitati occorrono 46 bottiglie. Giusto? No è sbagliato: ne occorrono 47. Ricordi? Approssimare sempre in eccesso. Dieci giri di campo.

Il budget.
Non siamo qui a farti i conti in tasca, ma ipotizziamo che al tuo matrimonio ci siano 100 ospiti. Bene, con una spesa di circa 700 euro comprerai 47 bottiglie da 15 euro di prezzo medio e farai un figurone. Ti sembrano troppi soldi? Pensa a quanto stai per spendere in fiori e poi chiediti: i petali di rosa contribuiranno ad animare la festa? No. Ma se non ti ho ancora convinto riduci pure il budget. Sappi però che più scenderai di prezzo più dovrai essere bravo a scegliere il vino. Una precisazione: parliamo di prezzi da enoteca, cosa che a sua volta implica che il tizio del catering ti lasci portare il vino. Se così non fosse le cose cambierebbero e ci sta che con quindici euro ci scappi un vino così così.

Rosso o bianco?
L’Abate Guglielmo non si è limitato a contare le bottiglie consumate ai ricevimenti, le ha anche classificate per tipologia. Così facendo ha scoperto che la gente preferisce il vino rosso. Tradotta in cifre questa evidenza comporta che il vino rosso deve attestarsi almeno alla metà del totale delle bottiglie offerte. Regensburg ammise tuttavia in punto di morte che in determinati contesti (es. caldo estivo) ed in determinate zone geografiche (es. Collio Goriziano) gli invitati apprezzano maggiormente il bianco e le bollicine, o addirittura il rosato. In definitiva l’indicazione pratica da trarne è che per le cerimonie al chiuso la metà del vino deve essere rosso ed il restante va suddiviso tra bianco, rosato, bollicine e vino da dessert. Nelle cerimonie all’aperto va invece effettuata una suddivisione più o meno equa tra tutte le tipologie.

Champagne vs Metodo Classico.
Lo Champagne, si sa, non ha eguali. Ma costa. Se non sei un purista della bollicina e non vuoi spendere una tombola un buon Metodo Classico va pur bene. Se poi vuoi osare scegli un Prosecco Colfondo: non farà il botto quando lo apri, ma costa quasi una sciocchezza e nonostante ciò può donarti intensi godimenti. Avvertenza: vini non adatti ai dessert.

Il taglio della torta.
Quando arriva il dolce prova a spedire il cameriere a spasso per i tavoli con in mano una boccia di Brut ed una di Moscato e vedrai che ti torna indietro col moscato mezzo pieno e l’altra bottiglia vuota. L’indicazione da trarne è che c’è molta gente che non capisce un tubo. Ma tu non assecondarli: il dolce richiede il vino dolce, ergo quando all’orizzonte scorgi un tappeto di panna con sopra due sposini di zucchero sbrigati a far sparire i Brut in circolazione. Se non ami il Moscato opta per un Passito, un Muffato, un Vinsanto, un Porto, un Banyuls e via dicendo.

Gli abbinamenti.
Siamo arrivati alla fine. Ora hai tutti gli strumenti per decidere correttamente quante e quali tipologie di bottiglie ordinare. Manca solo la scelta materiale dei vini e la brutta notizia è che è proprio la parte più difficile. L’abbinamento cibo-vino presuppone un’ottima preparazione di base, non a caso è l’ultimo argomento del corso da sommellier. Il consiglio che ci sentiamo di darti è di correre dal tuo enotecario di fiducia. Ricorda: un bravo enotecario ti salva la serata. Ora che hai un budget ed un piano di battaglia, portagli il menù e tempestalo di dubbi, rivoltalo come un calzino. Responsabilizzalo: digli che non puoi permetterti figuracce. Rovesciagli addosso tutta l’ansia che hai accumulato durante i preparativi e, già che ci sei, chiedi pure lo sconto dato che gli porti via il vino in cartoni da sei.

(Fonte: winefolly)

10 Commenti

avatar

MOLOK

circa 4 anni fa - Link

GENIALE!!!

Rispondi
avatar

mrdicl

circa 4 anni fa - Link

ahahaha articolo TOP!!! ;)

Rispondi
avatar

Nobilone

circa 4 anni fa - Link

Ah, l'incubo del Brut sulla torta alla panna... E' quasi impossibile convincere il festeggiato del caso - a meno che non ne sia conscio egli stesso - a servire solo vini dolci alla fine, ed è verissimo che presentandosi con le due bottiglie, due invitati su tre sceglieranno il brut. Però nella mia pur limitata esperienza ho avuto modo di vedere che quando si danno le due opzioni, alla fine resta una bottiglia di moscato quasi piena, una o più bottiglie di brut vuote e un'infinità di bicchieri abbandonati con il malcapitato brut ancora al loro interno ("Che schifo 'sto sciampàgn!"). Quando si serve solo la bollicina dolce, i bicchieri restano vuoti ("Oh, a me'r vino dorce nun piace, però questo è bono!"). Quindi imponetevi, i fatti vi daranno ragione.

Rispondi
avatar

davide

circa 4 anni fa - Link

Alle cene che organizzo io il moltiplicatore è diverso, nr bottiglie = nr ospiti x 2,50 ..... forse sbaglio gli ospiti, o sbaglio i vini !!!!

Rispondi
avatar

Massimo Andreucci

circa 4 anni fa - Link

Sbagli a non invitarci :)

Rispondi
avatar

Giacomo

circa 4 anni fa - Link

Nobilone sono perfettamente d' accordo. Tant'è che, pur a malincuore, quando vengo spedito alla fine di un catering con le due famigerate bocce, nella mano destra tengo sempre il brut per comodità. Il problema è che, se sei ad un servizio con 200 ospiti dei quali 190 non capiscono una beneamata cippa di vino (speso sono anche i più supponenti al riguardo, data la loro esperienza procurata da cospicue litrate di Ronco e Gotto d' oro), sei costretto ad optare per una medietas virtuosa e ad accontentare anche i commensali che, sulla torta, ce vojono 'r secco. In questi casi "imporsi" sul cliente pur essendo nel giusto potrebbe risultare spocchioso e controproducente, come del resto in ogni ambito in cui si applica la sommellerie. Un' educazione al gusto del vino e dell' abbinamento sarebbe la panacea di tutti i mail, però si può rivolgere solo ad un pubblico limitato e con interesse che, grazie al cielo, pare essere in aumento.

Rispondi
avatar

Pietro

circa 4 anni fa - Link

Ho appena "organizzato" il vino per il matrimonio di un mio amico, Veneto, pranzo all'aperto. La costante in questa regione a Statuto Alcolico Autonomo in realtà è la Costante di Regensburghin, maestro de vin. E' molto semplice ed equivale a 1. Quindi, 100 invitati, 100 bottiglie. 50 di ripasso e 50 di Prosecco, divise in 25 brut e 25 extra dry. Rigorosamente comprate dal produttore e quindi sotto i 10€ faremo un figurone. IN privato vi posto l'indirizzo.

Rispondi
avatar

Benni

circa 2 anni fa - Link

Sei simpaticissimo. Ho amato l'articolo )))

Rispondi
avatar

Andrea

circa 2 anni fa - Link

Complimenti per l'articolo ! Sto facendo una ricerca su come gli sposi scelgono i vini perché in Piemonte abbiamo ottimi vini da offrire , dalle bollicine brut al Cortese alla Barbera, fino ai dolci. Noi produciamo vino e stiamo valutando una proposta dedicata agli sposi. PS: il problema del dolce si risolve proponendo un buon moscato e un buon brachetto !

Rispondi
avatar

Marco

circa 2 anni fa - Link

Ciao a tutti e complimenti per l'articolo! Ma....la costante di Regensburg è da applicare per il vino a partire dall'aperitivo? Perché se così fosse mi vedo negli stessi panni di Pietro che ha applicato una costante pari ad 1 :D

Rispondi

Commenta

Rispondi a Andrea or Cancella Risposta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.