Provocazione: Chef Rubio in tv ha preso il testimone di Mario Soldati (alla ricerca dei cibi unti e bisunti)?

Provocazione: Chef Rubio in tv ha preso il testimone di Mario Soldati (alla ricerca dei cibi unti e bisunti)?

di Alessandro Morichetti

Di Chef Rubio ho sentito parlare a lungo pensando fosse il solito chef prestato alla tv per fare show di basso livello misto a sponsorizzazioni. Però io non ho la televisione quindi era solo un pensiero superficiale.

Poi mi è capitato di vedere Unti e Bisunti (Stagione tre, Episodio 5, lo trovate qui) con Chef Rubio che va nelle Marche ed era evidentemente il banco di prova più arduo perché chi da fuori viene a casa tua rischia la pelle.

Ebbene.

Montaggio e regia: 9+. Qualcosa di prossimo alla perfezione. Ritmo, musica giusta, cura produttiva pazzesca ma col grande pregio di essere a servizio del contenuto e non viceversa. Ti incolla al video. La scena al porto con Rubio che entra nella tana dei pescatori col signor Elvio è mini-epica, un po’ Goonies un po’ horror.

Soggetti coinvolti: 9+. Uuna trasmissione che arriva ad Ascoli Piceno e a parlare di oliva tenera ascolana prende uno dei più grandi esperti di olive e olio al mondo – il professor Leonardo Seghetti [Se non sapete chi è Leonardo Seghetti e come si assaggia l’olio siete capre (cit.) ma potete riparare] – merita praticamente un 10. E fa bene Rubio a chiamarlo come lo chiamano tutti: “ah professo'”. La scena al banchetto delle olive in Piazza Arringo con Ze’ Migliori (minuto 18:15) è cabaret allo stato puro e olive all’ascolana da rima con Migliori da decenni.
Esattamente in questi due punti ho pensato al potere unico della tv nel cristallizzare e consegnare ai posteri persone strepitose. Alla testa mi sono venuti Mario Soldati e la Trattoria di Peppino e Mirella Cantarelli. Io non ci sono mai stato ma che viaggio è questo video?

Qui certi passaggi sono di quel livello lì. Tipo l’incontro con Seghetti: altro stile, altra epoca, altro ritmo, però ciccia in quantità.

Bonus, il dialetto sottotitolato in italiano: voto 10.

Chef Rubio: 9. Ex rugbista professionista fino in Nuova Zelanda, Gabriele Rubini è frascatano e nel 2010 si diploma ad Alma, la scuola di Gualtiero Marchesi. Unti e bisunti debutta su DMAX nel 2013 andando a ricercare la cucina di strada ma già tra prima e terza serie lo stacco è netto. Il Rubio degli inizi è più acerbo, più sbarbato non solo fisicamente. La costruzione narrativa era sempre spigliata ma meno brillante, nella terza serie il giovane uomo è sicuro, auto-ironico, verace e vorace (magna come un porcello), gioca con la telecamera e la vive con grande naturalezza. Drammatizzazione di scena per creare pathos che spalanca i centri nervosi dell’attenzione.
Plus: Rubio ha una valanga di follower sui vari social (Facebook, Twitter, Instagram) ma se volete davvero divertirvi andate a vedere come risponde a chi trolleggia.

Che poi le risposte genuine paghino non si discute.

Nessuno o quasi ha mai mangiato cosa cucina Rubio ma è un aspetto secondario (e sulle olive all’ascolana se l’è cavata bene): il ragazzo ha i piedi piantati a terra e questo lo smarca da altri che in tv spadroneggiano. Se team di autori e stile tengono botta, c’è da divertirsi. Bravo, Gabriele!

PS: a quando qualcosa di spigliato sul vino? Secondo me ti divertiresti parecchio e qui di gente utile ne conosco a bancali.

Bonus: ho scoperto una valangata di link su Chef Rubio. Li pesco alla rinfusa da Dissapore: “Ho conosciuto Chef Rubio, mi ha detto che vi legge“, “In Italia si mangia sempre peggio, le stelle Michelin si comprano e altre scioccanti verità di Chef Rubio“, “Tutti contro Chef Rubio: mattanza polemica per la Torino etnica di Unti e Bisunti 2“, “Unti e bisunti 3 con Chef Rubio: cose che restano da dire“.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

7 Commenti

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Alessia

circa 5 anni fa - Link

Ho discusso oggi la mia tesi magistrale al Coris La Sapienza, proprio sul fenomeno Unti e Bisunti... diciamo che una buona parte di queste cose le trovi nella mia tesi ;) perfettamente d'accordo!

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PGdC

circa 5 anni fa - Link

Ha delle attenzioni quando prepara il quinto quarto non banali!

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Paolo

circa 5 anni fa - Link

Non è una provocazione, ma un tema che comincia a serpeggiare nelle "analisi socio-qualcheccosa del fenomeno Rubio" (Alessia ci ha or ora fatto la tesi, quindi...) Non so se esiste davvero un fil rouge ideale da Soldati a Rubio, ma una cosa è certa; nella pletora di format di (falsa) cucina, tutti orientati all'ego dei giudici piuttosto che alla creazione di "personaggi" dalla fama duratura come un lampo nel buio, il Nostro fa una cosa diversa. Lui mostra il cibo senza che allo spettatore venga da pensare "a scièf, spostate e famme vede' er piatto"; lui mostra il cibo e le persone che lo preparano, facendone un "racconto", apparentemente popolare, in realtà affascinante. Ecco, Soldati non aveva paura di fare questo racconto mostrandosi per quello che era: un raffinato "intellò"; Rubio fa un racconto simile, senza la pretesa di fare la persona di cultura, ma in realtà raccontando(ci) come e meglio di qualunque personaggio di cultura degli anni 2000. Il suo arguto padroneggiare gli strumenti social-qualcheccosa chiude il cerchio: si, RuBBio è davvero, in forme diverse, uno che finalmente riprende il percorso narrativo di Soldati. Ben venga, lunga vita a Rubio.

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Bettino

circa 5 anni fa - Link

Mi scusi, Sig.Morichetti : pensare che questa specie di prodotto dell'iperuranio televisivo ( dal quale mi tengo ben distante -come mi sembra anche Lei- ) sia addirittura colui che raccoglie il testimone di Mario Soldati, è inverosimile, oltrechè assurdo. Mario Soldati (e parlandone qui solo nell'ambito ristretto che riguarda i temi culinari e vinicoli ) è stato un intellettuale precursore, un iniziatore di genere, un appassionato e curioso che si prestò, in tempi non sospetti, alla divulgazione di massa della cultura della buona tavola (e inizialmente, ben prima di Gino Veronelli !). Questo "chef Rubio" a me pare una pessima caricatura di Jamie Oliver, con quindici anni di ritardo, e di gusto assai discutibile... ( eloquio paradialettale, mimica da statua di cera, aspetto francamente imbarazzante, con l'esibizione di quella collezione di tatuaggi che svela ben più di una crisi identitaria passeggera...), altro che erede di Mario Soldati! Questo Sig.Rubini forse ha conquistato la Sua simpatia attraverso la lettura di quelle salaci risposte nei vari "social network" ( dai quali mi tengo altrettanto distante come dal mezzo televisivo ) avendone Lei pubblicate in numero assai maggiore di quanto necessiterebbe al fine dell'articolo giornalistico. O, forse, il fatto di avere visitato contrade a Lei familiari e di averne rappresentato in qualche modo positivo e "simpatico" le caratteristiche peculiari , ha sciolto in Lei le riserve che naturalmente e normalmente un simile "programma" dovrebbe suscitare in un critico gastronomico, ma anche in un semplice appassionato di buon gusto. Il titolo di questo pezzo la ripara da una mia -ovviamente ininfluente- censura nei riguardi di un apprezzamento e di un paragone quasi sacrilego : la prima parola è in effetti "provocazione"...ed allora mi tranquillizzo un poco Una nota : difficile recarsi alla Trattoria Cantarelli, poichè terminò l'attività nei primi anni '80; ma esiste ancora una perla rara (di cui è facilmente reperibile su You Tube un resoconto filmato di Mario Soldati e facente parte della stessa serie televisiva), facilmente raggiungibile e felicemente attiva : la Trattoria Tassi di Bondeno ( Fe ). Alla salute di Chef Rubio .

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Genuino, preparato quanto basta in un mondo di iper-preparati da marciapiede, empatico e con un team di autori che sa scovare Leonardo Seghetti invece di uno stoca**o qualsiasi. Non è Soldati ma forse il meglio (abbastanza condiviso, basta documentarsi) di cibo e italianità in tv. Daie.

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Simeone

circa 5 anni fa - Link

Si però quando fa il figo (c'ha un fisico da salsicciotto che fa ridere, ed era pure rugbista, miodio) spogliandosi e facendo vedere i tatuaggi è sul versante patetico spinto. Però la trasmissione è caruccia. Però fare la puntata sulle Marche e stare solo ad Ascoli non ha senso, poteva chiamarla puntata su Ascoli. Se proprio doveva parlare di mare andava al Conero, almeno aveva il Mosciolo e un paesaggio migliore della San Benedetto triste di adesso.

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Denis

circa 5 anni fa - Link

@Simeone: in ogni paese italiano con più di 300 abitanti c'è qualcosa di buono, che come lo fanno lì lo fanno solo lì. Una puntata sulle Marche tutte semplicemente NON si potrebbe fare, ci vorrebbero 15 ore! Come non si potrebbe fare per il Piemonte, per la Sicilia, per l'Umbria. E così c'è sempre spazio per una puntata Marche 2, il ritorno! E' l'Italia, bellezza!

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