Pro e contro dei 5 progetti editoriali di cui (forse) sentiremo parlare

di Antonio Tomacelli

Chi ha detto che le guide e le riviste cartacee sono morte? Vabbè, qualche volta anche noi di Intravino ma nessuno è perfetto. D’altronde, finché i social saranno pieni di annunci di produttori garruli del tipo “Il nostro bianco Sadiuncavolo è il secondo miglior vino per la Guida Vattelapesca” ci sarà trippa per tutti. E così, con la primavera sono sbocciate come i funghi (può essere?) nuove testate e bibbie del vino. Oddio, alcune delle iniziative editoriali che andremo ad analizzare non brillano per originalità e sembrano più dei colpi di coda che rivoluzioni epocali ma tant’è, un’occhiatina ci tocca:

Slow Wine MagazineRivista digitale
Innanzi tutto un po’ di cifre: 6 numeri l’anno, 60 pagine scaricabili in formato pdf, tre lingue (italiano, inglese e tedesco) e 29 euro per l’abbonamento annuale. La rivista si avvarrà del fotografo Mauro Fermariello e della collaborazione degli studenti dell’Università di Pollenzo.
Pro: l’apertura verso i paesi anglofoni e il mercato tedesco.
Contro: farsi pagare i contenuti in rete è un’impresa riuscita (male) solo al Wall Street Journal e a pochi altri. Ha senso poi una cadenza addirittura bimestrale su internet?

La Guida dell’Associazione Italiana Sommelier – Guida cartacea
Con il divorzio da Bibenda di Franco Ricci, l’AIS perde la guida ufficiale, fino ad ora compresa nel prezzo della tessera. Antonello Maietta, il presidente dei sommelier italiani, ha dichiarato in pubblico di avere in cassa un milione di euro da spendere ma, per il momento, nulla si sa della nuova creatura annunciata sui social network. Durante il Vinitaly ne sapremo di più.
Pro: la guida non avrà più una redazione centrale con sede a Roma, ma si avvarrà della collaborazione delle sedi regionali presenti in tutta Italia
Contro: la guida non avrà più una redazione centrale con sede a Roma, ma si avvarrà della collaborazione delle sedi regionali presenti in tutta Italia

Bibenda, La Guida della Fondazione Italiana SommelierGuida cartacea
L’unica vera novità è che non sarà più la voce autorevole di tutti i sommelier. Col divorzio, inoltre, la guida perde un paio di redattori dai nomi autorevoli. Per il resto è facile prevedere una guida con i soliti noti.
Pro: son due ore che li cerco ma non ne ho trovato neanche uno
Contro: 30.000 copie comprese nel prezzo della tessera AIS erano un gran bel vedere. Ora si ricomincia da zero.

100 Points by Robert ParkerRivista cartacea
Robert Parker, ovvero The Wine Advocate, lancia in collaborazione con l’editore Hubert Burda Media una rivista “per soli ricchi”. 100 Points si occuperà di “lifestyle products, services and experiences”; il vino avrà un ruolo importante ma niente valutazioni e punteggi. Ben accetta la pubblicità.
Pro: Parker ha una platea mondiale e un’autorevolezza mica da poco, monetizzare il suo nome non sarà difficile.
Contro: “comunque vada, sarà un successo” (cit.)

Daniele Cernilli, I Migliori vini d’ItaliaGuida cartacea e digitale
Cernilli ci riprova e mette in cantiere una guida per un impresario d’eccezione: la Mondadori. La guida, edita anche in inglese, non sarà il clone del Gambero Rosso, dato che non tutte le cantine vi avranno accesso. Si parla di un numero non superiore alle 800 aziende, praticamente i soliti noti.
Pro: li conosce solo Cernilli.
Contro: non vi aspettate particolari voli di fantasia, qui si difende a oltranza lo status quo.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

16 Commenti

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Daniele

circa 6 anni fa - Link

almeno cernilli e parker sanno di cosa scrivono.

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Vignadelmar

circa 6 anni fa - Link

Trovo quantomeno strano commentare i contenuti di un prodotto che ancora non ha visto la luce. Ne parlo con cognizione di causa, visto che nella guida di Cernilli dovrei scrivere qualche rigo......e visto che ancora lo devo scrivere vorrei sapere come già se ne possano criticare i contenuti. . Ciao

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gp

circa 6 anni fa - Link

A questo punto è ufficiale: "qui si difende a oltranza lo status quo".

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Francesca Ciancio

circa 6 anni fa - Link

Post stupido e capzioso. Poi mi dite come mai i tre bicchieri in PDF era il MALE , mentre su slow food manco una parola? La coerenza questa sconosciuta

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maurizio gily

circa 6 anni fa - Link

Vignadelmar, come dicono a Roma "menare primi è menà du vorte"

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gp

circa 6 anni fa - Link

E’ chiaro soltanto adesso il significato di quello strano attacco di Cernilli alle guide, qualche mese fa, di cui si era discusso in rete. In un pezzullo intitolato “Il declino delle guide dei vini” sosteneva con sprezzo del ridicolo che “la proliferazione dei vini premiati, solo in parte giustificata dall’aumento di quelli valutati, è un altro segno negativo. Perché annacqua il valore del premio in un mare magnum nel quale alla fine sono todos caballeros, con buona pace dell’incisività dell’informazione”. Ridicolo perché si dimostrava facilmente, numeri alla mano, che per la guida Gambero Rosso la “proliferazione” c’era stata proprio negli anni in cui era (con)diretta dallo stesso Cernilli: per esempio, i 117 “tre bicchieri” dell’edizione 1998 (autunno 1997) raddoppiarono in soli tre anni, passando ai 230 dell’edizione 2001. Il più recente episodio di crescita intensiva da un anno all’altro era stato il +15% del 2010 (la prima edizione senza Slowfood), fino ad arrivare ai 402 “tre bicchieri” del 2011, ultima edizione curata da Cernilli. Esattamente al contrario di quanto asserito nel pezzullo citato, negli anni post-cernilliani la crescita è decisamente rallentata, portando ai 415 premi dell’edizione 2014 uscita lo scorso autunno (un modestissimo +3% in tre anni). Adesso capiamo finalmente che si trattava di autopromozione preventiva. Per la sua dimensione “casareccia”, la nuova guida dei vini di Cernilli effettuerà necessariamente una forte selezione a priori delle aziende, da cui deriveranno meno premi (difficile assegnarne 400 su 800 aziende…). Facendo di necessità virtù, ciò sarà spacciato per “selezione consapevole” contro la tendenza degli altri a “premiare di tutto di più”: l’ennesima scommessa sulla memoria corta del popolo italiano, che chissà perché dovrebbe esentare il mondo della critica del vino dal rinnovamento in atto in ben altri campi. Come tutte le scommesse, questa contiene una quota di azzardo che un editore farebbe bene a valutare attentamente prima di investire i propri soldi – non a caso, da quel poco che si legge, non risulta che Mondadori abbia sciolto la sua riserva.

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Eretico Enoico

circa 6 anni fa - Link

Ma perché coloro che scrivono( non tutti ) in replica ai post spesso non comprendano il " gioco", l'ironia dei medesimi...forse perché si risponde di impeto,con passione ? Non collaboro con Intravino ma qui non si fa critica a qualcosa che ancora non c'è ( sarebbe poco credibile) ma si gioca ovviamente anche in modo agrodolce.Bibenda che guida era ,che guida e' ora ...cosa sarà ? Io me la ritrovo ( si confesso di essere un Somm Ais targato Mi) come si ritrovano le pagine gialle in portineria .Guide che guidano ben poche ,meglio dei percorsi più letterari che guidano realmente ed in modo meno ecumenico. Parker ne capisce ? Certamente sa fare tanti soldi ma allora perché non cercare di coinvolgere Ruby rubacuori nell' editare una guida " sex,wine and high heels" ... Un brindisi a Soldati,Veronelli,Brera,Sangiorgi,Olmi e tanti altri che mi hanno "guidato" nelle letture enoiche.

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gian piero staffa

circa 6 anni fa - Link

E' positivo che vengano fuori nuove iniziative editoriali che possono avvicinare piu' consumatori al mondo del vino. Mi auguro che redattori ed editori abbiano condotto attente analisi di mercato per individuare una comunicazione che possa permettere questo tipo di avvicinamento perché, vista la crisi strutturale delle guide esistenti, forse e' arrivato il momento di dare meno punteggi e fornire piu' informazioni su persone, territorio, realta' autoctone, magari, per le versioni online utilizzando strumenti come le infographics al posto di un doppio digit. Sono finiti, comunque, i tempi in cui l'editore dichiarava grandi numeri di 'tiratura' per attrarre inserzionisti quando poi le copie realmente vendute in edicola/libreria erano pochissime. Oggi la diffusione( parlo delle versioni online) e' certificata dalla Google analytics e da altri parametri oggettivi e trasparenti. Un esempio? Ecco i Blog del Vino in lingua italiana piu' popolari: http://labs.ebuzzing.it/top-blogs/vino . Gli amici di Intravino possono essere soddisfatti perché sono in terza posizione mentre certi, a volte sedicenti, santoni del vino non sono nemmeno tra i primi cento.

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Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

A dirla tutta Winenews non è un blog e non so cosa ci faccia in quella classifica. Mi riesce altrettanto difficile considerare un "blog di vino" Luciano Pignataro che, vista la quantità di ricette e pizza, è a tutti gli effetti un blog enogastronomico. In questo momento, ad esempio, il vino occupa un quarto dei contenuti in homepage. Ma va bene così, in fondo siamo gli ultimi arrivati :)

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gian piero staffa

circa 6 anni fa - Link

Osservazione corretta. E' meglio come fa cellaler http://www.cellarer.com/best-wine-websites che parla di 'siti sul vino'. I questo caso ci sono anche i siti comparatori di prezzo e quelli con le recensioni dei consumatori ( che diventano sempre piu' popolari). Cellarer riporta anche i tre criteri per elaborare la classifica.

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Paolo Ressia

circa 6 anni fa - Link

Le calssifiche sui blog ( anche quelli del vino) non sono omogenee in questi aggregatori. Su blogbabel quella del vino è molto diversa, quella di ebuzz non tiene poi conto di quanto viene aggiornato il blog. Dei blog sono aggiornati molte volte al giorno, altri una volta alla settimana o addirittura ogni 15-20 gg (per esempio Scanzi). Poi esatto Winenews non è di sicuro un blog.. quindi... sono dati non molto confrontabili...

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arnaldo

circa 6 anni fa - Link

Fiato, inchiostro, soldi, tutto sprecato. Le Guide non vendono piu' come una volta. Decine e decine di copie di tutte le guide avanzano tristemente nelle librerie, e spesso si devono fare delle operazioni speciali (stock) per farle fuori. Peccato che Cernilli non abbia intuito questo, Lui che è sempre stato molto lungimirante.

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gp

circa 6 anni fa - Link

Questo semmai è un problema dell'editore e in generale di chi ci mette i soldi, non certo del curatore...

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gian piero staffa

circa 6 anni fa - Link

l'editore e' quello che ci mette i soldi e prima di metterceli dovrebbe informarsi sulla opportunita' di continuare a pubblicare una guida e/o farne una online. Il curatore che prende uno stipendio fa il suo mestiere e non e' sua la responsabilita' di un successo editoriale. Comunque, al di la di nomi di curatori, santoni, guru del vino e sacerdoti della degustazioni e presunti tali il problema e' portare consumatori nel mondo del vino e non mi sembra che molte guide abbiano compreso per nulla questo problema.

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Fabrizio pagliardi

circa 6 anni fa - Link

Un editore si convince a fare una guida di vino quando ha uno stock di libri già venduti. Io non ho mai comprato la guida del gambero rosso ma me ne arrivano due o tre ogni anno gratis. Una da Caraiba una da un distributore di cibo del nord mi pare. Così era con il "mio vino" ero abbonato cinque volte ma ignoro chi pagasse quegli abbonamenti.

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Rondinella

circa 6 anni fa - Link

Vorrei sapere cosa pensereste se, per ipotesi, la moglie o un amico, di un giornalista che si appresta ad editare una sua guida, provassero a pre-vendere copie della guida stessa a coloro che, solo dopo alcuni mesi appunto, vi compariranno recensiti e votati?

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