Pinot Grigio delle Venezie, la DOC interregionale che nessuno vuole (ma che si farà) accende il Vinitaly

di Andrea Gori

Vinitaly è tra mezz’ora, e nonostante il mondo del vino chieda alla politica di tenersi alla larga il Governatore del Veneto Luca Zaia ha già detto che se non c’è lui non si parte nemmeno. In altri momenti sarebbe una battuta di leghistico dubbio gusto ma alla luce di quanto sta accadendo nel mondo del pinot grigio, ovvero la proposta data quasi per certa di una DOC interregionale unica tra le più importanti aree di produzione del questo vitigno, proviamo a leggerci qualcos’altro.

Per esempio se guardiamo i prezzi al litro del pinot grigio veneto, ormai arrivato ai minimi storici alla Borsa di Treviso che lo batte 0,9 €/l quando invece altrove (in Friuli) viene pagato quasi il doppio, verrebbe da pensare che dietro lo sbandierato “facciamo squadra” ci possa essere altro.

Di certo si sta arrivando alla presentazione della DOC interregionale con modalità piuttosto sotterranee. La nuova denominazione potrebbe contare su 300 milioni di bottiglie l’anno vendute principalmente negli Stati Uniti, in Germania e Inghilterra, e la sua definizione appare insolita. Si pensi a quanto successo ai tempi della DOC Prosecco tra Veneto e Friuli Venezia Giulia ad esempio. Oggi accade invece che molti produttori scoprano dalla mattina alla sera che l’indomani potrebbero essere costretti a etichettare come “Delle Venezie” il loro Pinot Grigio di territorio e di alta qualità, su cui hanno investito energie e sforzi. Se da un lato appare buffo tanto strepito per un vino varietale che in tutto il mondo è conosciuto addirittura come altoatesino, dall’altro il fatto che nomi che non hanno bisogno di pubblicità come Jermann, Castelvecchio, Ronco del Gelso, Zorzettig e Bastianich abbiano da eccepire sulla questione fa sorgere qualche lecito sospetto.

Davvero siamo pronti a rinunciare al Pinot Grigio del Collio, del Grave e IGT Venezia Giulia per una DOC così grande alla todos caballeros?

Vinitaly è alle porte e siamo sicuri che ne sentiremo parlare: la protesta dei vignaioli friulani, attaccati sul piano commerciale da più lati ultimamente, potrebbe essere anche consistente. Sospettiamo anche che nella massa dei consumatori il pinot grigio non sia molto considerato, ma non occorre ricordare che esistono vini di livello alto e altissimo che lo sanno valorizzare.

A titolo di informazione, ecco alcuni passi della bozza della DOC Interregionale che in realtà più che interregionale pare triregionale:

Articolo 1
Denominazione e vini.
La denominazione di origine controllata “delle Venezie” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:

Articolo 2
Base ampelografica.
1. La denominazione d’origine controllata “delle Venezie” seguita dalle specificazione di vitigno Pinot grigio è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti aziendali composti per almeno l’85% dal predetto vitigno; possono concorrere, per la restante parte, altri vitigni a bacca bianca ammessi alla coltivazione nella provincia di Trento e nelle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.

2. La denominazione d’origine controllata “delle Venezie” bianco è riservata al vino ottenuto da uve provenienti da vigneti aziendali composti da vitigni a bacca bianca, non aromatici, ammessi alla coltivazione nella provincia di Trento e nelle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Articolo 3
Zona di produzione delle uve.
1. Le uve destinate alla produzione dei vini atti ad essere designati con la denominazione di origine “delle Venezie” devono essere raccolte nella zona che comprende le province la provincia di Trento e le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.

[Immagine: La-Vis]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

14 Commenti

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Alessandro Job

circa 5 anni fa - Link

Vi ringrazio molto per avere acceso la luce su questa tematica. Il problema grave non è che si faccia una DOC unica per rafforzare il made in italy (sarebbe anche arrivato il momento di valorizzare al rialzo il nostro patrimonio) ma piuttosto la modalità. Tutta a favore degli imbottigliatori. La cosa ancora più stravagante è che la proposta era partita già a novembre, la regione lo sapeva ma ha non ha coinvolto i diretti interessati. Pertanto oggi ci troviamo con Altoadice che ha detto no già a novembre e il friuli... ne sta discutendo ora. ovviamente. La DOC si farà e noi potremmo sperare solo di mettere qualche rimedio. Facendo così andiamo a sminuire tutti i produttori che fanno della tipicità il loro punto di forza. Il mercato internazionale dei numeri conosce il Pinot Grigio. Non sa la differenza tra Friuli e Veneto, però chi lavora per le tipicità è riuscito a trovare una bella fetta di mercato che capisce e apprezza questa differenza d'interpretazione.

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Renato

circa 5 anni fa - Link

Sembra più una DOC politica che di terroir e purtroppo non è la prima e non sarà l'ultima (vedi DOC Roma per esempio). Se la politica deve entrare nel mondo enologico (ma su questo si potrebbe aprire un dibattito a parte) non è questo il modo.

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Lorenzo Biscontin

circa 5 anni fa - Link

Ne scrivevo il 22 febbraio sul mio blog biscomarketing, titolo del post "La nuova DOC del Pinot Grigio delle Venezie: una partita perdente?" http://www.biscomarketing.it/la-nuova-doc-del-pinot-grigio-delle-venezie-una-partita-perdente/ In sintesi. Le doc si fanno per tutelare il consumatore una volta che riconosce ad un prodotto con caratteristiche determinate dalla sua origine territoriale (geografica, fisica, climatica, economica e sociale) caratteristiche specifiche e superiori rispetto alla categoria generica. Nessun privato può avere il diritto a registrare il marchio, perchè le caratteristiche e la reputazione acquisita dal prodotto è risultato del lavoro di tutti gli operatori del territorio, nello spazio e nel tempo. Se la nuova DOC prevede rese più basse dell'attuale IGT delle Venezie i grandi volumi fatti con prodotto a scaffale in USA e UK a 4,99 $ o sterline sono a forte rischio. Sa la nuova DOC prevede volumi vicini ai 190 q.li/ha dell'attuale IGT rischia di avere pochissima credibilità (che già è minata da un'estensione così ampia). L'assegnazione della DOC colloca il Pinot Grigio delle Venezie ai livelli delle DOC, competitivamente più vicino di quanto non sia l'attuale IGT. Le DOC esistenti quindi o intraprendo percorsi (difficili) di differenziazione e posizionamento o alzano le rese ai livelli della nuova DOC delle Venezie oppure subiscono la confusione e la concorrenza da minori costi produttivi. Spero di essere stato chiaro. Magari leggendo il mio post si capisce meglio. Comunque fino a che non vengono definiti i termini della questione, non si possono esprimere opinioni e valutazioni definitive. Dico subito che mi sarà difficile partecipare alla discussione sull'argomento perchè sono tornato due giorni fa dal Prowein, domani mattina sono via per lavoro e domenica inizia il Vinitaly (che auguro proficuo a tutti)

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Hierro

circa 5 anni fa - Link

Che brutti segnali. "Le doc si fanno per tutelare il consumatore una volta che riconosce ad un prodotto con caratteristiche determinate dalla sua origine territoriale (geografica, fisica, climatica, economica e sociale) caratteristiche specifiche e superiori rispetto alla categoria generica." Chi sono gli illuminati che portano avanti queste proposte aberranti? Nomi e cognomi?

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Sergio

circa 5 anni fa - Link

Ma commercialmente all'estero non può essere un vantaggio? inutile nascondersi dietro ad un dito: S. MArgherita si è inventata un mercato negli USA, dove vende a un prezzo incredibile il suo Pinot grigio: l' "allure" che ha il suono "pinògrigggio" negli States potrebbe trainare anche chi fa qualità e può vendere a un prezzo alto su un mercato già pronto. Però per me è solo teoria, per voi produttori in pratica non so come vada

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Alessandro Job

circa 5 anni fa - Link

Oggi c'è stata la riunione del comitato (meglio tardi che mai), essendo stata una riunione blindata stiamo aspettando il comunicato ufficiale. Sembrerebbe che nella bozza iniziale si parlasse di eliminare tutte le IGT bianco, comportando anche l'esclussione da qualsiasi legislazione la possibilità di creare degli uvaggi aromatici. Talvolta mi chiedo come riescono a concepire certe cose. In merito alla DOC Pinot Grigio è sicuramente un vantaggio per il vino sfuso ma una legnata per le tipicità che esso rappresenta! Come spiegavo prima il Pinot grigio nessuno lo conosce invecchiato! il mercato lo vuole solo fresco (oppure preferisce non berlo proprio) nessuno conosce le vette qualitative che può raggiungere se invecchiato. Ricordiamoci che è sempre un fratello del pinot bianco.

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Bruna Flaibani

circa 5 anni fa - Link

Quello che mi stupisce è come mai un' argomento così importante sia stato tenuto segreto; in Friuli è di Pinot Grigio rappresenta l'uva più coltivata! Come mai nessuno ha interpellato i vignaioli? Ancora non ho le idee così chiare per poter esprimere un parere, ma di sicuro non mi piacciono le premesse. Allego l'articolo pubblicato a pagamento sul quotidiano friulano da alcune aziende. www.doctorwine.it/upload/files/AVVISO%20PAGINA%20MV.pdf

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daniele

circa 5 anni fa - Link

veramente state dicendo che i politici hanno preso decisioni senza interpellare gli interessati?!?in Italia!?! nel 2015?!?!? ...sono allibito..non ci credo

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carolaincats

circa 5 anni fa - Link

torno da cerea 10 min fa e vedo questo... rispondo a daniele dicendo che a noi vignaioli che abbiamo le mani nella terra e nel vino nessuno chiede nulla. anzi, siamo noi che o ci adeguiamo o finiamo per fare vino da tavola (vedi me col prosecco mio che è ex doc). se poi ci tolgono anche le igt sen apposto....

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luca

circa 5 anni fa - Link

Non e vero che in friuli non si e' parlato della doc pinot grigio delle venezie la cia regionale ha fatto diverse riunioni con i vignaiuoli , delle diverse zone. il 95% era d'accordo. La verita' e che molte aziende del comitato del no! imbottigliano igt e non vogliono che venga tolto igt che ha una resa di 190 qli /ettaro. Vorrei anche dire che gli imbottigliatìori friulani di tutte le doc hanno ridotto la rivendicazione doc negl'ultimi 5 anni di quasi il 50% preferendo igt. In sostanza se siamo nel tavolo con veneto e trento possiamo portare a casa delle condizioni favorevoli con ha fatto "PROSECCO VALDOBIADENE"altrimento dovremo accodarci ........... ah domanda ma gli enologi ,perche' protestano cosa " ci guadagnano"?

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Adler

circa 4 anni fa - Link

Per chi non lo sapesse: le "Venezie" sono due Veneto e Friuli Ven.Giulia. Il Trentino NON CENTRA ASSOLUTAMENTE NIENTE. CHIARO!!!! Saluti

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Aristide

circa 4 anni fa - Link

Per Adler! penso tu sia troppo giovane per conoscere la storia, quindi inizia a documentarti: https://it.wikipedia.org/wiki/Tre_Venezie

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Matej

circa 4 anni fa - Link

Purtroppo sono progetti per business,per fare soldi,per fare fabbriche,questa non è l'agricoltura che voglio per i miei figli,non è il prodotto che voglio per i miei figli.Stiamo sputtanando le piccole produzioni,quelle che fanno agricoltura attiva, un prodotto genuino e curano il territorio.Ma tanto a chi interessa la salute,importante è vendere fare soldi vero???

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