Notizie dal ViVit. Rolando Zorzi, spacciatore di mineralità

Notizie dal ViVit. Rolando Zorzi, spacciatore di mineralità

di Mauro Mattei

Il ViVit è un pregevole contenitore di storie, uomini e vini. La proposta è rutilante, un turbinio di vini veri, territoriali. Quest’anno è cresciuto lo spazio e la vivibilità; in maniera esponenziale è aumentata la percezione della qualità (già elevata nell’edizione precedente) grazie ad una location più consona, anche se ulteriormente migliorabile. Il problema di un padiglione come questo è – però – l’esubero dell’offerta in relazione ai metri quadri, un piacevole eccesso che può mandare in corto circuito anche il più esperto dei degustatori seriali.

Il rischio è quello di girare in tondo finendo col riempire il bicchiere di cose splendide ma già assaggiate in precedenza. La mancanza di tempo, il piacere dell’incontro, l’abitudine o la necessità di conferma, vanno così a fondersi in un mix letale di conforto e pigrizia. Insomma, ci si può trovare consapevolmente spiaggiati, arenati nel rapporto amicale, nel conosciuto, nel già sentito. Nulla di male, ci mancherebbe, siamo i primi a peccare, eppure per una volta possiamo bullarci di essere usciti dal torpore di una stimolante sicurezza e questo è successo andando a sbattere il naso contro la selezione di Rolando Zorzi.

Rolando è uno splendido quarantenne bresciano che ha trasformato, dopo un lungo percorso personale, l’amore per il vino in una professione. Il motore della trasformazione è stata la passione, un disagio controllato che ha mescolato le carte in tavola costringendolo a mutare una semplice necessità di cambiamento in qualcosa di radicale. Niente mezze misure, insomma, questa è la chiave di volta del suo progetto di vita oltre che della sua proposta enoica. Radicalità per Rolando non significa spocchia o durezza nel proporsi (palese a tutti è il suo atteggiamento disponibile e sereno) ma corrisponde – invece – ad una severità d’intenti, ad una positiva rigidità nel delineare i confini di ciò che reputa interessante e che vuole comunicare.

Il suo mondo è riassunto in due parole: Mineral Wines, nome della sua “creatura” e manifesto della stessa, al contempo. Facile intuire il collante che lega i vini versati nel bicchiere: il trait d’union è la ricerca della verticalità, della mineralità, del territorio, senza soluzione alcuna di continuità dal punto di vista geografico. Leggere il suo listino è saltare dall’Alsazia, alla Toscana, dal Friuli alla Loira passando per una Borgogna diversa.

Il livello della proposta è alto, stimolante è la profusione di scelte ad un prezzo abbordabile. I vini appaiono luminosi, appaganti e accomunati da un senso di scorrevolezza; sono figli di approcci e terroirs differenti ma mostrano un’espressione comune che, generalizzando, chiameremmo gastronomica, atta a premiare la bevibilità e l’idea, non banalizzante, dell’accompagnamento a tavola. Molti i prodotti interessanti fra quelli proposti durante la manifestazione ma come al solito vi proponiamo le highlights dei nostri assaggi.

Iniziamo con una menzione speciale, quella per i vini di Sylvie Spielmann (Bergheim, Alsazia), veramente centrati e caratterizzati dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. In maniera particolare ci ha colpito il Riesling 2008 “Engelgarten”, un vino dall’olfatto tipico, segnato dall’idrocarburo, la roccia bianca e gli agrumi; in bocca è cangiante: morbido e grasso all’attacco, risolve le sue rotondità in un finale citrino, estremamente teso e corroborante. Più “alsaziano” lo stile del Riesling Grand Cru 2007 “Kanzlerberg”, complice l’annata mite il vino ha un andamento più sinuoso, meno scattante del precedente; al naso le note di pietra focaia indietreggiano a favore di un frutto opulento. In bocca è generoso ma non molle e si distende sul finale grazie ad una piacevole acidità.

Nelle corde di chi, come noi, ama i vini da sete è il Régnié 2010 di Roland Pignard (Villié-Morgon), un Gamay 100% di grande piacevolezza ed integrità espositiva; la vinificazione in cemento a grappolo intero e la pochissima solforosa – aggiunta solo all’imbottigliamento – ravvivano il senso di godibilità di questo Cru-Beaujolais (l’ultimo in ordine d’istituzione). Al naso è ricco e sodo con rimandi al lampone, ai frutti rossi. La bocca è fresca, croccante e dinamica: un campione nel suo genere.

Ragguardevole il risultato nel bicchiere per i vini di Jean Claude Rateau, viticoltore a Beaune. Uno stile riconoscibile il suo, verticale, lontano da alcuna ridondanza. Rateau sforna prodotti lineari, essenziali ma riconducibili perfettamente al terroir che li genera. Degno di nota il Beaune 1er Cru 2008 “Les Coucherias”: uno chardonnay atipico in cui la grassezza, l’avvolgenza ed il frutto fine a se stesso, lasciano spazio alla grande succulenza e alla tensione. Un vino dritto, senza orpelli, che colpisce per la sassosità, il carattere balsamico e le note agrumate. Goloso anche il Beaune 1er Cru 2008 “Les Reversée”: un Pinot Nero stretto e lungo, slanciato ma appagante; al naso è fresco, sottile, piccante. La bocca è sapida, scorrevole, sostenuta da un tannino fine e piacevolmente appuntito.

Di grande personalità gli Chenin Blanc di Patrick Baudouin (Anjou, Loira), lodevole tutta la gamma, dall’ Anjou 2011 “Effusion” – dritto e secco, minerale e nervoso – al Savennieres 2010, più introverso ma connotato da un frutto marcato e definito (da leggere in divenire anche in veste della prodigiosa freschezza) per poi arrivare alla vera perla della batteria: l’Anjou 2010 “Le Cornillard”, una selezione rigorosissima da vigna vecchia (20-25 quintali per ettaro) che ci regala un’olfazione poderosa giocata completamente sulla freschezza, ricca di note fruttate e resina, ed un sorso caldo, giustamente cremoso, ravvivato in chiusura da un’acidità succosa, invogliante.

Mineral Wines
Via Milano 55 25126 Brescia (BS)  
www.mineralwine.it

Mauro Mattei

Sommelier multitasking (quasi ciociaro, piemontese d'adozione, siculo acquisito), si muove in rete con lo stesso tasso alcolico della vita reale.

11 Commenti

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Zakk

circa 7 anni fa - Link

Mah, il catalogo Mineral è abbastanza sulle montagne russe, ci sono cose notevoli e poi cose assolutamente ordinarie. La Loira è ok, decisamente meno lo Champagne. L'Italia, dove ok, ha prezzi fuori di testa per quel che mi riguarda, ma se vendono hanno ragione loro. Comunque plaudo all'iniziativa di voler proporre cose diverse, i distributori-dinosauri stanno abbastanza stancando.

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luigi fracchia

circa 7 anni fa - Link

Apprezziamo molto i consigli e stiamo lavorando per migliorarci e accrescere le nostre offerte in particolare per l'Italia, la strada è agli inizi un po' in salita ma sembra quella giusta. Luigi

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Rolando mineralwine

circa 7 anni fa - Link

ho sempre amato i brividi delle montagne russe! concordo con Luigi, non pensiamo di essere arrivati da nessuna parte, giammai!! sarebbe la fine dell'entusiasmo. Siamo solo all'inizio di un lungo ed erto sentiero! Grazie per il plauso all'iniziativa.

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Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

Bello tutto, ma non si capisce perché il form di registrazione chieda il codice fiscale, l'indirizzo tra i campi obbligatori!

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Rolando mineralwine

circa 7 anni fa - Link

Grazie Adriano. Il sito si può navigare liberamente. La registrazione con CF e indirizzo è necessaria solamente se desideri concludere acquisti.

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vittorio rusinà

circa 7 anni fa - Link

Grande il lavoro di Roland Pignard con il gamay, ho trovato splendido il suo Morgon 2010 e ottimi i Bourgogne Rouge di Jean Claude Rateau. Dalla selezione Mineral mi piacciono assai anche i vini di Monteraponi e di Togni Rebaioli (di quest'ultimo è ormai nota la bontà della sua barbera "camuna"). Vedrò presto di assaggiare anche quelli segnalati qui da te Mauro, grazie per le dritte.

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luigi fracchia

circa 7 anni fa - Link

Patrick Baudoin al ViVit era una furia è riuscito a servire personalmente quasi tutti quelli che si presentavano allo stand e contemporaneamente ad assaggiare la quasi totalità dei vini dei partecipanti al ViVit, la stessa vitalità la si ritrova nei suoi vini provenienti da terreni scistosi a reazioni sub acida con vigne di età mai inferiore ai 25 anni.

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enrico togni viticoltore di montagna

circa 7 anni fa - Link

non entro nel merito della selezione dei vini per ovvi motivi, quello che mi piace sottolineare e che giustamente viene messo in evidenza nel post è la figura di Rolando, mai sopra gli schemi, sempre cordiale e pronto al dialogo e al confronto, ma senza scendere a compromessi e ben fermo sulle sue idee. Rolly è davvero una bella persona, non un solone, non uno che "sa tutto lui", e anche questa è una gran bella novità nel mondo del vino!

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Rolando mineralwine

circa 7 anni fa - Link

ok Enrico cena pagata!!

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Simone

circa 7 anni fa - Link

Io non entro nel merito di nulla, dico solo che per non sbagliare uno scatolone da Rolando me lo sono fatto mandare... primo perché la selezione dei vini é valida (anche se io la barbera camuna che volevo provare non l'ho trovata) e poi perché Rolando mi sta simpatico (preciso che non siam ne amicissimi ne parenti) e il servizio offerto é stato impeccabile. Al di là di tutto, sono uno di quelli che preferisce spendere due euro in più, ma acquistare da persone che stimo per il modo in cui lavorano... Poi un giorno ve li racconterò... http://simodivino.blogspot.it/

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enrico togni viticoltore di montagna

circa 7 anni fa - Link

Simone, mi toccherà tirare le orecchie a Rolly che non ha ancora aggiornato ilo catalogo, cmq se vuoi assaggiare la barbera e non solo vieni a sorgente del vino questo week end!

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