Notizie che non lo erano: “la Spagna ha sorpassato l’Italia”. In quantità prodotta, ma è un dettaglio

di Fiorenzo Sartore

Chi stamattina legge alla veloce i titoli del Corriere potrebbe pensare che la Spagna abbia fatto qualche tipo di miracolo nei confronti dell’Italia vinicola, avendo effettuato un “sorpasso”. Tuttavia questo primato ha a che fare con le quantità di vino prodotte. Come sa qualsiasi enofilo dotato di memoria, produrre molto non significa produrre bene.

Il titolo del Corriere invece evoca altro, ed è un vero peccato, perché questo infotainment sul vino è fuffoso oltre ogni possibile rimedio. Peraltro ci caschiamo pure noi in Italia, quando “sorpassiamo” la Francia in quantità: e via coi titoli trionfali. Ma come dico sempre, un commentatore ci (vi) salverà.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

13 Commenti

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

Mi piacerebbe un giorno leggere il seguente titolone: "L'Italia ha superato tutti gli altri paesi per la quantità di vino esportato a prezzo più alto". Fino a quel giorno salterò la lettura di certi articoli andando direttamente alla pagina degli oroscopi.

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Andrea Pagliantini

circa 6 anni fa - Link

Si parla di vino o di olio? La seconda pare che sia un'eccellenza planetaria.....

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gianpaolo

circa 6 anni fa - Link

comunque il caso della Spagna merita di essere commentato. A memoria non mi ricordo di nessun paese che abbia aumentato le quantita' prodotte in modo cosi straordinario in cosi poco tempo. Dal 2012 al 2013 e' passata da 31,2 milioni di hl a 42,7 (e comunque secondo l'OIV l'Italia avrebbe fatto 44,9), con un + 37% in un anno, aggiungendo l'equivalente della produzione dell"Australia!

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Fiorenzo Sartore

circa 6 anni fa - Link

Vero: mi sfugge anche il senso della cosa. Evidentemente la storia che in giro c'è troppo vino va rivista, altrimenti non si capisce questo rush spagnolo :) Poi ci sarebbe la vicenda dell'irrigazione: altro fatto visto sempre in modo critico da noi, ma non in Spagna. Nell'articolo del Corriere se ne parla. Ne scriveva anche Stefano Bonilli in questo tweet: https://twitter.com/paperogiallo/status/454538358359076865

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gianpaolo

circa 6 anni fa - Link

In realta' si era detto il contrario, e addirittura un articolo di JP Morgan in Ottobre lo scorso anno aveva dichiarato che il mondo andava incontro ad una penuria di vino. Le vendemmie 2012 erano state dichiarate scarse, salvo poi rivedere i dati constatando che in realta' in Italia era stato prodotto il 2% in piu' di vino (contro il -8% che era stato ipotizzato), e nel nuovo mondo erano state fatte vendemmie record nel 2013 (emisfero sud). Gli spagnoli, e in qualche misura anche gli italiani, ci hanno marciato aumentando i prezzi degli sfusi fino a + 40%. Non e' un caso che le esportazioni si siano infatti ridotte in volume, aumentando in valore. Adesso pero' la Spagna la vedo un po' in difficolta' perche' ha dovuto abbassare i prezzi in modo considerevole gia' verso la fine dello scorso anno, e ora con questo lago di vino chissa che succede. C'e' da dire che per i vini a basso prezzo questo e' un concorrente diretto dell'Italia, e per quanto si voglia ribadire che la quantita' non conta ma conta il prezzo, c'e' ancora tantissimo vino italiano che si vende perche' e' a buon mercato.

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gianpaolo

circa 6 anni fa - Link

ultimo dato sulla Spagna. Come si sa ha la superfice vitata piu' alta del mondo, oltre il milione di ettari contro circa 760.000 dell'Italia, ma erano poco produttivi. L'irrigazione c'entra, ma c'entrano anche il rinnovo dei vigneti che hanno piu' che compensato in produttivita' le estirpazioni che pure sono state altissime negli ultimi anni. Insomma, il vero gigante del vino dei prossimi anni sembra destinata ad essere la Spagna.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Un gigante nano però, caro Gianpaolo, perché è molto più bravo a produrre che a vendere. E la capacità di vendere sui mercati mondiali è molto più difficile da costruire delle vigne.

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gianpaolo

circa 6 anni fa - Link

io starei attento a sottovalutare la Spagna, ci sono territori di grande valore, e poi, come dicevo, la gran parte del vino si vende anche sul prezzo, e questo vale anche per l'Italia.

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Lorenzo Biscontin

circa 6 anni fa - Link

Non ho alcun interesse a dufendere il Corriere, che fa informazione generalista, ma ricordo come la notizia del primato produttivo della Spagna fosse anche riportata nella bolla papale emessa da Angelo Gaja lo scorso gennaio. Da Gaja mi aspetterei maggior attenzione rispetto al valore piutoosto che alla quantita', tanto piu' che cosi' facendo smentisce le sue posizioni espresse rispetto al calo della vendemmia italiana nel 2012. Posizioni che ho gia' confutato a suo tempo con due lunghi post pubblicati su "Vino al vino" (la mia conoscenza della netiquette e' lacunosa quindi non se e' educazione mettere qui il link: nel dubbio, evito). Verissimo che il valore e' cruciale (prosaicamente il mio professore di mktg in Canada ricordava che l'obiettivo non era fare kg o litri, bensi' fare soldi), ma il volume non va sottovalutato perche' determina il peso socio-economico del settore e le economie di scala di cui beneficia tutto il settore. Barisoni del Sole 24ore al Vinitaly ricordava come la risposta della commissione europea alle richieste italiane di mantenere non abolire la vendita dei diritti di impianti (norma che peraltro non condivido per niente) sia stata "Di cosa vi preoccupate in Italia visto che ogni anno riducete la produzione (e la superfice del vigneto). Per le economie di scala basta l'esempio delle bottiglie, piuttosto che dei macchinari enologici, per i quali l'abbattimento dei costi di produzione va a vantaggio dei piccoli produttori (quando poi smetteremo di vendere vetro in eccesso a chi vuole comprare del vino, sara' sempre troppo tardi). Aggiungo che la piramide della qualita' implica una base piu' larga del vertice e che ci sono territori dove difficilmente la produzione di uva si presta ai vini qualita', ma vabenissimo per vini da tavola, di cui comunque c'e' richiesta. Ed io preferisco comunque un vigneto, anche se irrigato, all'ennesimo centro commerciale. Concludo (lo so non ci speravate piu') ricordando che il prezzo medio delle esportazioni francesi e' distorto dal fatto che il 50% dell'export proviene da Bordeaux e Chanpagne; depurando il dato si scopre che il prezzo medio del vino francese IGT esportato e' inferiore rispetto alle esportazioni di IGT italiani. Scusate la prolissita'.

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motown

circa 6 anni fa - Link

Del resto il vitigno più piantato al mondo (assieme al CabSav) è l'Arién. Sembra il nome di un detersivo, ma è una uva a bacca bianca che si trova praticamente soltanto in Spagna (La Mancha e Valdepeñas), ma conta ben poco a livello mondiale. È più o meno come dire che la lingua più paralta al mondo è il mandarino: vero, perchè la parlano più di un miliardo di persone, ma solo in Cina...

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Quinto

circa 6 anni fa - Link

Senza avere nessuna informazione sulle produzioni spagnole o sui sorpassi ,i produttori di vino hanno capito subito che qualcosa di grosso era successo nella vendemmia 2013. Il mercato del vino all'ingrosso( vini da tavola) ha iniziato da fine Ottobre una corsa verso prezzi che non conoscevano da molti anni . Attualmente tutte le grandi doc ,i grandi vini di qualità non sono stati toccati da questo surplus produttivo dei vini da tavola, ma molti grandi importatori stanno decisamente puntando sui vini spagnoli da prezzo. Il 2014 sarà per molte aziende italiane un anno molto difficile, chi non produce qualità , ma anche chi produce doc e igt sconosciuti avrà problemi seri nella vendita dei propri prodotti, parliamo di almeno il 50% delle aziende . Tutte le fanfarate del vinitaly mi fanno capire che non conoscono i reali problemi del settore, che dopo anni di scarsa produzione in cui si era raggiunto un buon equilibrio tra domanda e offerta è bastata una annata molto produttiva in Spagna per far crollare i prezzi in Italia.

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Gian Piero Staffa

circa 6 anni fa - Link

Non sottovaluterei la capacita' di vendere degli spagnoli soprattutto se cominciano a mettersi insieme e sfruttare sinergie nella comunicazione e nelle vendite. Cinque piccoli consorzi della Granaccia si sono messi insieme ed hanno preso una barca di soldi dalla UE e dallo stato spagnolo per un programma di investimento di medio periodo negli USA. Inoltre, in molti paesi le loro quote di mercato sono in salita in tutti i segmenti. L'Italia invece, anche in alcuni paesi europei le prende anche dal Cile.

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Alka

circa 6 anni fa - Link

Scusate, ma qui mi sembra ci sia un po' di confusione...innanzi tutto partiamo dalla produzione ad ettaro, che tanti sembrano esaltare come bassa in Italia ed elevata in Spagna. Sbagliate. Avete idea di quanti quintali ad ettaro siano prodotti da Garganega, Glera, Sangiovese, Montepulciano e tanti altri? si parla tranquillamente di 150-200 se non di più. In Spagna se si escludono Mancha e Galizia le produzioni sono spesso sotto ai 100 quintali. Inoltre se il terreno è fertile e il clima adatto tanta quantità non vuol dire per forza bassa qualità. E poi che problema hanno tutti "gli esperti" di vino con l'irrigazione???Da addetta ai lavori vi assicuro che in alcune zone aride è molto più qualitativa l'uva di viti irrigate che agonizzanti! Se la pianta non ha acqua non apre gli stomi e non fotosintetizza, è fisiologia di base.

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