Nebbiolo Prima 2015. Tra Barolo 2011 (comuni vari) e Barolo Riserva 2009 da grosso punto interrogativo

di Francesco Oddenino

Quarto e quinto giorno di assaggi a Nebbiolo Prima 2015. Dopo il focus sui Barolo di Castiglione Falletto, Monforte e Serralunga d’Alba, si conclude con i tutti gli altri Barolo 2011 e con i Barolo Riserva 2009. Dopo questa abbuffata di tannino l’annata 2011 conferma di essere una bella annata gourmand, da comprare e stappare senza ritegno anche da giovane.

Discorso diverso per la 2009, per certi versi simile alla 2011 sebbene più slabbrata e meno interessante, con una qualità media decisamente inferiore (come già sentito nei Baroli “base” 2009 usciti due anni fa). Ci si potrebbe chiedere come mai vi sia la necessità di uscire coi Barolo Riserva in un’annata così piccola (forse la piu’ piccola dal biennio 2002-2003): la Riserva dovrebbe essere dedicata ad vino dal lungo/lunghissimo corso, dotato di struttura tannica e acida decisamente superiore ai base, in grado di reggere un maggior invecchiamento in legno e una vita superiore in bottiglia.

La 2009 non sembra essere annata da Riserva, sebbene qualche produttore sia riuscito a produrre dei buoni Barolo, per lo più molto pronti e verosimilmente dalla vita limitata. I grandi produttori di Riserva (Giacomo Conterno, Giuseppe Mascarello e Bruno Giacosa su tutti) non sono usciti con la 2009, perché lo devono fare produttori con vigne meno importanti, con minor blasone e forse minor capacità tecnica?
Qui in Langa siamo stati ben abituati nell’ultimo ventennio, con poche piccole vendemmie, ma dobbiamo dedicare più amore ai nostri grandi marchi, declassando se necessario. Solo in questo modo, si riuscirà a far capire che la qualità media del prodotto sta crescendo, portando beneficio a tutti quanti e non solo ai produttori di punta.

Ecco i vini che mi hanno colpito di piu’:

  1. Marcarini Barolo Brunate 2011: colore rubino mediamente scarico, spara subito sulla frutta matura, per poi nobilizzarsi su sentori piu’ vegetali, quasi di raspo, un accenno di cipria che poi gira sui sentori argillosi e minerali delle Brunate. In bocca ha un tannino molto ben estratto, è saporito, con una bella dose di acidità. Mi è piaciuto molto, soprattutto se lo devo pensare di accompagnamento ad una cena piemontese autunnale. 92/100
  2. Grimaldi Luigino Barolo San Biagio 2011: colore scarico con qualche accenno granato si apre su sentori linfatici, per poi passare alla rosa, ai fiori secchi, accenni terrosi e frutta presente ma in secondo piano. In bocca ha bel tannino vibrante, abbastanza lungo e saporito. Interessante, non lo conoscevo. 89/100
  3. Mario Marengo Barolo Bricco delle Viole 2011: impostazione moderna al naso, ben fatta, supportata da una bella mineralità e un profilo aromatico piu’ freddo. In bocca è bello fruttato, tannino ben estratto, più lungo che largo. 88/100
  4. Francesco Rinaldi Barolo Brunate 2011: scarico al colore, dopo una riduzione iniziale vira sulla frutta chiara, condita con belle note minerali e floreali fresche (rosa). Terroso, quasi salato, tanto tannino e buona acidità. Allunga in bocca 90/100
  5. Barale Barolo Cannubi 2011: colore medio già tendente al granato, è subito molto classico al naso, fiori, minerale, pulitissimo, fresco. Il fiato del grande barolo come direbbe Veronelli. Bocca saporita, tannino ben estratto, acido, forse non lunghissimo ma appagante. 91/100
  6. GB Burlotto Barolo Cannubi 2011: frutto chiaro e mineralità per questo Barolo severo nei profumi, riservato e restio a concedersi. Si nobilita con sentori vegetali nel bicchiere per poi virare ancora sul marino e su uno spettro aromatico freddo. Bella bocca ampia e lunga, tannino in divenire ma perfettamente estratto, vi è severità ma anche golosità e piacevolezza di beva. Tra i top della denominazione nell’annata 93/100
  7. Borgogno Barolo Liste 2011: colore di media intensità con i primi accenni granati, dopo uno sbuffo alcolico iniziale si apre su un bel floreale e nobili sentori minerali di terroir. In bocca da’ il meglio di di se, dopo allarga e allunga, con una scia salata sul finale. Infiltrante, paga nel punteggio una chiusura al naso che lascia ben sperare per il futuro. 90/100
  8. Alessandria Fratelli Barolo Monvigliero 2011: tanti fiori al naso, ma anche note minerali piu’ scure e terrose per questo grande Barolo di Verduno, tradito al naso dalla caratteristica pepatura. Bocca grintosa, non lunghissima ma acida e salata. Invoglia alla beva. 90/100
  9. GB Burlotto Barolo Acclivi 2011: anche qui il frutto chiaro, mineralità per questo Barolo piu’ espresso del fratello maggiore. Arancia candita, pepe bianco. Bella bocca ampia e lunga, con una scodata alcolica sul finale che non rovina il quadro. 91/100
  10. Paolo Scavino Barolo Monvigliero 2011: si impostazione a metà strada tra il classico e il moderno, al naso è intensamente floreale, sulla rosa e sentori nobili di affinamento, anice, financo timo. Bocca tosta, piu’ dura, tannino ruggente, acidità sugli scudi e un bell’allungo finale. 90/100
  11. Alessandria Fratelli Barolo San Lorenzo 2011: anche su questo vino i fratelli Alessandria ci danno un quadro olfattivo intensamente floreale e pepato. Bocca molto lunga tannica, convincente. In questo momento piu’ espressivo del Monvigliero.  92/100
  12. Bartolo Mascarello Barolo 2011: naso da Barolo classico in annata calda, molta frutta chiara e scorze di arancia, caldo, avvolgente. Tannino perfettamente estratto, acido e rinfrescante. Bocca larga e in perfetto equilibrio con le durezze. Al vertice dell’appellazione, come al solito negli ultimi anni. 93/100
  13. Ellena Giuseppe Barolo Riserva Ascheri 2009: colore di media intensità tradisce l’annata l’impatto di frutta molto matura ma non cotta, che nascondo bei sentori di fiori ed idrocarburi In bocca è quasi salato, con un bel tannino, in equilibrio e già risolto. 89/100
  14. Costamagna Barolo Riserva Bricco Francesco 2009: colore classico con i primi accenni granati, apre sulla frutta matura, non marmellatosa, per poi virare su sentori linfatici e vegetali, nobilitandosi con i fiori secchi e sentori di asfalto. Bocca lunga, da riserva, tannino vibrante, non molto largo. 89/100
  15. Sordo Giovanni Barolo Riserva Gabutti 2009: dopo un inizio leggermente confuso al naso si pulisce bene e vira sui classici sentori di Serralunga, marini in primis, poi vengono fuori i fiori secchi, le note di frutta in distillato, sentori speziati di cacao. In bocca è più lungo che largo, e ancora giustamente tannico . 89/100
  16. Ettore Germano Barolo Riserva Lazzarito 2009: di colore rubino abbastanza carico, dopo un inizio titubante su note piu’ di affinamento, esce bene su sentori salini e lievemente affumicati . Molto bello in bocca, con un’acidità inusuale per l’annata, parecchio tannino nobile e freschezza di sorso. 88/100

 [Foto: Albeisa]

4 Commenti

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MG

circa 4 anni fa - Link

Ciao Francesco, bel sunto. Io ho provato solo Acclivi e Monvigliero di Burlotto che aveva quando sono stato in visita, ma secondo me il Monvigliero (che non vedo nella tua lista) era decisamente meglio del primo.

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Essendoci anche Cannubi deduco facilmente non fosse in assaggio: e poi il Monvigliero non è mai più buono dell'Acclivi :D (si scherza ma è sempre più "classico" per natura produttiva)

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Francesco Oddenino

circa 4 anni fa - Link

Ti confermo che Monvigliero non era disponibile tra i vini in assaggio. in cantina in visita comunque è il vino che mi piace sempre di meno, forse perche' lo trovo troppo segnato dallo stile di vinificazione e meno "puro" nel rispecchiare le caratteristiche del vigneto, ma sono gusti personali e capisco che possa piacere parecchio

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MG

circa 4 anni fa - Link

Certo certo, poi e' possibile che la bottiglia aperta in cantina non fosse perfetta, pero' assaggiato dopo il Langhe Nebbiolo 2013 si e' nascosto un po'. Confermo che, almeno per neofiti, il Cannubi, come anche il Barolo base ,fosse finito in cantina ;)

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