Mini lezione-video di marketing del vino. Capitolo: USA, Cina e Corea (a cura di Stevie Kim)

di Alessandro Morichetti

Stevie Kim è il nostro mito e non da oggi. La sua mini lezione-video di marketing del vino è chiarissima.
Il mercato internazionale va segmentato in 3 aree: mercati maturi (gli Usa), sconosciuti e potenzialmente interessanti. Se in Usa siamo leader, in Cina siamo praticamente sconosciuti. Mentre in Corea potremmo sfondare perché i koreans sono fighi, curiosi e molto ambiziosi, vogliono diventare gli opinion leader asiatici.
A monte di tutto, lo spirito italiano di facciata che, nei fatti, si traduce in totale assenza di continuità politica e programmatica. Non siamo spacciati ma dobbiamo svegliarci. “I vini italiani sono come gli italiani: incredibilmente creativi e incredibilmente individualisti”.
Ecco, ci voleva Stevie per fare un po’ di ordine. Check it out.

Stevie, we luv u.

[Crediti: RaiExpo]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

6 Commenti

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gianpaolo

circa 5 anni fa - Link

ha detto per 4 minuti una cosa fondamentale, che nessuno aveva mai detto prima: "bisogna fare sistema". Wow. Reset.

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Jovica Todorovic (Teo)

circa 5 anni fa - Link

Interessante. Emerge chiaramente che l'approccio andocojocojo, sistema su cui l'Italia detiene un brevetto da qualche anno, funzione meglio sui mercati non maturi. La strategia del mantenimento e della sostituzione prevedono una maturità commerciale in cui, sembrerebbe, l'Italia non sia ferratissima. L'esempio del mercato interno, il più maturo di tutti, parlando strettamente del Made in Italy è molto indicativo. Stanno vincendo le grandi aziende dotate di massa critica e ottima strutturazione oppure i vignaioli indie dotati di spirito imprenditoriale e un quid di autenticità. Questa polarizzazione ha eliminato la via di mezzo. O meglio la via di mezzo in un mercato maturo viene sostituita da altro. Sarebbe interessante capire quale massa critica dovremmo sviluppare per aggredire il mercato cinese e sopratutto con cosa lo vorremo aggredire. Un altro aspetto interessante è legato alla rapidità della maturazione del mercato. I tempi sono molto più corti e neanche questo ci favorisce. Il potenziale enorme, l'ottimismo comprensibile tocca solo reinventarsi.

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Rossano Ferrazzano

circa 5 anni fa - Link

Mi pare che la tua analisi sul mercato italiano sia sostanzialmente condivisibile. Il che mi intristisce, visto che la stragrande maggioranza dei miei produttori preferiti non rientra né fra le grandi aziende né fra i vignaioli indie.

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damiano

circa 5 anni fa - Link

Sono stato qualche mese fa fa in un hotel di Busan (korea del sud), nel ristorante c erano un numero notevole di vini francesi, spagnoli e...ITALIANI. Peccato che la parte del leone la fa sempre la Francia che vende un Aoc prima che un produttore, in italy seguitiamo a sputtanarci a vicenda. se provassimo a 'fare sistema' avremmo solo che da guadagnarci.

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Gianluca Zucco

circa 5 anni fa - Link

Ricalcare il modello americano di lavorare sarebbe un equivoco (mi riferisco a metodologia esasperata, ossessione affarista, approccio contabile), il nostro "sistema operativo" è differente, e se un giorno imparassimo a condurre le cose come lo fanno loro, perderemmo quel quid che ci distingue, con riflessi anche sul prodotto vino in se e per se. Un altro modello, meno distante, sarebbe quello francese, anche questo difficile da riprodurre, visto che andiamo matti per il fuoco amico, anche quando andiamo in giro per il mondo... Se per lo meno, invece di dedicarci allo sport prediletto della lamentela (verso le lacune delle istituzioni, così come gli handicap normativi, entrambi innegabili), si cominciasse a lavorare con un minimo di umiltà e continuità (volevo dire disciplina, ma so che sarebbe chiedere troppo), evitando l'andocojocojo citato da Teo, imparando a coltivare e saper attendere per i risultati, arte in cui i cari produttori hanno molto da insegnare in vigna ma troppo spesso altrettanto da imparare al momento di vendere, anzi offrire il loro prodotto, forse sarebbe un buon punto di ripartenza. Indipendentemente da Expo, anche perchè se si vuol cambiare, magari sarebbe bene cominciare a farlo con coscienza, al di là dei fattori esterni immediati.

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Francesco Garzon

circa 5 anni fa - Link

Sarebbe stato interessante proporre il video solo in inglese, vuoi mai che con la lingua arrivi poi anche il resto.

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