Memorie di un guidarolo. Io e la Guida essenziale ai vini d’Italia di Daniele Cernilli

Memorie di un guidarolo. Io e la Guida essenziale ai vini d’Italia di Daniele Cernilli

di Fiorenzo Sartore

Io sono per la comunicazione asincrona: messaggi, sms, email, qualunque cosa tranne parlarsi. Sarà che non sopporto gli umani (quasi tutti, qualcuna fa eccezione) ma per questo, quando mesi fa Andrea Gori mi manda un messaggio “ti devo parlare al telefono di una cosa” ho pensato a una grana. Cioè una roba così menosa da non poter transitare nei canali asincroni. Cosa c’è, Andrea? Le cavallette? Arriva un asteroide? Equitalia?

E invece era questo: Daniele Cernilli si preparava a pubblicare una guida ai vini italiani. E io dico: ma che idea originale. Si tratta di una guida essenziale ai vini d’Italia. E io penso: be’, carino ‘sto nome. Vuole che tu ti occupi della Liguria. E io penso: ah, ma allora è la miglior guida d’Italia. Ad ogni modo, fedele alla premessa, chiudo così: “digli che mi mandi un email”.

In effetti non era uno scherzo di quel burlone di un toscanaccio, era proprio vero. Cernilli mi scrive che vorrebbe che io eccetera eccetera. Il pregio della comunicazione asincrona è appunto che ti consente di riflettere sulla risposta, io ci rifletto e rispondo di sì.

Ammesso che possano interessare i motivi di tale risposta, potrei citare almeno la curiosità che derivava dal fatto di essere un guidarolo. Com’è, da dentro, il lavoro di uno che redige una guida? Avevo l’occasione di vederlo da vicino, e non me la sono fatta sfuggire. Poi ci sono molte altre motivazioni che hanno a che fare con la difficoltà della sfida (sospettavo che non fosse una passeggiata) e infine rifiutare mi pareva definitivamente una cafonata. Quindi è il solito fatto per il quale il modo migliore di giudicare qualcosa è conoscerlo bene. Posto che è vero, non serve essere chef per valutare un piatto, farsi un giro in cucina può aiutare. Ecco com’è andata.

All’inizio il problema maggiore è stato il reperimento dei campioni. Il team cernilliano si era attivato da tempo, e già prima di Vinitaly aveva cominciato ad assaggiare senza chiedere campioni in giro, attraverso fiere di settore e altre occasioni d’assaggio. L’intento, lodevole, era quello di evitare tra l’altro il traffico di campioni gratuiti che finisce sempre per essere un po’ antipatico (eufemismo). Io però sono stato cooptato tardi, a giugno di quest’anno, e i campioni per le aziende liguri selezionate sono stati richiesti ai produttori. E qui comincia davvero la parte divertente.

Ero abbastanza dubbioso sulla procedura, e infatti (purtroppo) nell’arco delle due settimane tra richiesta e ricezione dei campioni solo tre aziende avevano risposto positivamente (grazie, a proposito). Gli altri liguri interpellati io me li immaginavo in cantina col ciglio alzato, a scuotere la testa. Per come la vedevo, ci stava tutto: conosco abbastanza produttori di vino per sapere che questo tipo di richieste sono viste ormai come una forma di stalking. Se a questo aggiungiamo che si parla di produttori liguri, fatevi da soli la battuta. A questo punto, siccome il work era in progress e funzionava splendidamente una delle mie configurazioni preferite (“improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo”) ho fatto a modo mio, concordando peraltro con la direzione editoriale: ho alzato il telefono e ho chiamato, uno ad uno, i rappresentanti che conoscevo chiedendo di COMPRARE i campioni. Ho usato proprio la parola magica, comprare, precisando il motivo della richiesta. Alcuni campioni, invece, non avendo contatti con la rete vendita li ho acquistati in enoteche di colleghi. La cifra così scialaquata, in effetti, l’ho detratta dal mio compenso. Per come la vedevo, era l’unico modo di uscire dall’empasse.

Ha senso tutto questo? Secondo me sì. In una situazione nella quale ogni attore della filiera è attento al centesimo, è necessario che si risolva il problema del reperimento dei campioni per le guide in modi innovativi benché, appunto, improvvisati. Io sono un attore della filiera ed aveva perfettamente senso che rinunciassi a parte del compenso per arrivare allo scopo. Aggiungo che anche un paio di rappresentanti non hanno voluto essere pagati, regalando i campioni che hanno quindi tagliato dalla loro disponibilità: avrebbero potuto fornirli a clienti che eventualmente li avrebbero ordinati, e hanno comunque scelto di decurtarsi un’opzione, agendo pure loro da attori della filiera. Questo è fattibile ovunque, sempre? Immagino di no. Chi redige decine di schede per Toscana o Piemonte deve per forza trovare altre soluzioni. Teniamo pure presente che io dovevo lavorare a meno di venti schede.

Con i campioni in casa, il resto è stato facile. Anche se la parte degli assaggi e delle valutazioni, veramente, sarebbe la cosa difficile. Qui risiedeva la sfida personale. Ero capace o no, come guidarolo? Daniele Cernilli mi aveva investito di ‘sta responsabilità, non mi restava che fare la cosa che mi riesce: assaggiare, valutare.

Mio padre mi diceva sempre: fa’ come vuoi, così non ti sbagli. Essendo nella condizione di splendida solitudine, e comunque fedele al mio credo dell’improvvisazione, giorno dopo giorno durante il normale affanno di bottega (affanno è ironico) ho allineato due o tre bicchieri sulla scrivania, e ho proceduto agli assaggi. Buttavo giù una prima nota ma durante la giornata assaggiavo e riassaggiavo, lasciando tempo al vino di dimenarsi nel bicchiere. Era divertente confrontare le note del mattino con quelle del pomeriggio. Poi bisognava cercare due o tre parole le meno barbose possibili, e infine dire come stavano le cose. A mano a mano che procedevo nel lavoro succedevano altri fatti divertenti: amici o addetti ai lavori che passano a bottega mi vedevano sempre con qualcosa che roteava nel bicchiere. Spesso li ho coinvolti nell’assaggio: che te ne pare? Qualche volta spiegavo come mai ero intento a quegli assaggi (commenti salaci, complimenti), qualche volta no.

Alla lista cernilliana ho aggiunto un paio di extra non previsti dalla direzione editoriale. E consegnato il lavoro per tempo, entro luglio, non restava che aspettare l’uscita della Guida essenziale ai vini d’Italia.

Ora che la guida è qui, posso dire che non l’ho nemmeno fatto per la gloria: il collaboratore segnalato per la Liguria è tal Fiorenzo Sartori, e quindi sì, sono riusciti a sbagliare il mio nome. Durante tutto il lavoro di redazione, negli scambi con Stefania Vinciguerra, la caccia al refuso era un tormento perenne per tutti e due: non sbagliare, attento, correggi. Quindi summa iniuria, il refuso peggiore è arrivato dove meno te l’aspettavi. Ma tutto questo adesso è di gran lunga ininfluente: ancora una volta, contava per me conoscere un mondo che per caso, scelte e frequentazioni mi era estraneo. Improvvisamente essere a contatto quotidiano con chi per me era l’altra faccia della luna era un’esperienza fenomenale.

Dunque, alla fine di tutta la vicenda, com’è lavorare ad una guida? La prima cosa che ho verificato è che non dà nessun tipo di potere. Sarà che questa guida è al suo esordio, ma dire ai produttori “mi serve il tuo vino per la guida che bla bla bla” non ti cambia la vita. Seconda rivelazione: non hanno modificato una virgola dei testi inviati. Quindi chi si aspettava che questo siderale editore (Mondadori) fosse la Spectre resta deluso. Per dire, io quando ho scritto, nella scheda di Giovanna Maccario, “la dark lady del Rossese” mica mi aspettavo che pubblicassero davvero quell’incipit. E invece.

Infine ho focalizzato un fatto: la maggior parte delle guide sono fatte per i lettori che sono enofili entry-level, e meno per gli enofili possenti. Quelli leggono i blog (o li scrivono, a volte). Al consumatore finale, al non-enofilo fuori dal cerchio magico, può servire una cosa così: essenziale. E siccome tale è questa guida, non ci crederai mai, ma pare un gran bel lavorino. E sì, lo ribadisco: bella forza, io sarei un autore.

 

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

63 Commenti

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Alessandro

circa 5 anni fa - Link

A me ancora non è chiaro perche Cernilli si sia buittato in questa avventura, che a mio modo di vedere nulla aggiunge al mondo del vino, se non, forse, ulteriore confusione. Nulla contro Cernilli (e Sartore, of course), ma vado sul sicuro, col Gambero Rosso. Non so se sia migliore, ma non mi ha mai dato la sensazione del "mi manca qualcosa, ci vorrebbe qualcosa in piu".

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Francesco Annibali

circa 5 anni fa - Link

@Alessandro: hai ragione, è questo il punto. Uno deve trovare la guida con la quale si trova meglio (per passione e/o lavoro) e usare quella. Io da anni mi trovo bene con quella dell'Espresso, ad esempio, e la uso per lavoro. Anche se non userò più solo quella.

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gp

circa 5 anni fa - Link

Ma è legittimo scrivere in copertina il nome di un autore (in questo caso Cernilli) se poi i testi sono materialmente scritti da altri? Le altre guide riportano dei "nomi collettivi" (Gambero Rosso, L'Espresso, Slowine...) che non ingenerano questo equivoco. Nel mondo editoriale esiste da sempre la dizione "a cura di": in questo caso non sarebbe stata più appropriata?

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Oh, finalmente Intravino ne ha parlato ! Dopo aver dedicato tanti articoli a tutto il resto del mondo guidaiolo finalmente ci si è accorti che c'è in libreria una importante novità editoriale. Certo non ne avete mai annunciato l'uscita, tantomeno ne avete rilanciato le classifiche mano a mano che venivano pubblicate su Doctor Wine, non avete neppure raccontato la affollatissima presentazione ufficiale di Montecatini, ma meglio tardi che mai..... Meglio tardi che mai viene fuori che Cernilli non corregge o influisce su testi e punteggi che noi diamo. Per lui ho scritto alcune decine di articoli e non è mai successo. Adesso lo conferma anche un "esterno" come Sartore. Ripeto un concetto che ho già espresso altrove: la pubblicazione di questa Guida colma l'enorme voragine creata dall'assenza di Cernilli dal mondo delle guide. Lui che ha diretto quella del Gambero per più di venti anni, lui che ha inventato la suddivisione in bicchieri. E il parterre di Produttori presenti a Montecatini stava a dimostrare, a ricordare, che Cernilli è tornato ed è il benvenuto. Nel vedere tanta dimostrazione di affetto mi sono commosso. . Ah, la Guida è bella e secondo me è anche diversa ed innovativa. Come diverse ed innovative sono le persone che la hanno scritta. Per me era la prima volta, ma non lo era solo per me. . Ciao

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gp

circa 5 anni fa - Link

Dato che le guide sono imprese collettive (tutte le guide, anche questa che è firmata da una sola persona), è difficile immaginare come l'assenza di una singolo -- per quanto autorevole possa essere ritenuto -- possa aprire addirittura un'"enorme voragine", se non per ragioni strettamente personali. Infatti la guida che dirigeva (Gambero Rosso) ha continuato senza di lui, senza alcuno scossone avendo ormai superato da lungo tempo la fase del rodaggio, e nel frattempo ne è nata una nuova, quella di Slowine, che è andata a infittire ulteriormente il boschetto delle guide del vino italiano (tante guide, poche riviste, chissà perché). In questo contesto privo non solo di voragini, ma anche di una minima radura, a me personalmente sembra che di una ulteriore guida non ci fosse alcun bisogno. Se poi qualcuno che ci ha collaborato la trova bella, diversa e innovativa buon per lui, ma questo non basta a garantire il senso dell'operazione.

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cernilli

circa 5 anni fa - Link

Non garantisce il contrario neanche la sua opinione, signor Gaetano.

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

oooooh là!! finalmente un altra guida. apprezzo che sei andato a comprare i vini. apprezzo che li hai assaggiati, prima-durante-dopo. apprezzo che hai detto le cose come volevi tu, nel tuo stile. sior fiorenzo sartor- I - sei degno della mia stima, come sempre. ps: fortuna che ti sei fatto la liguria, sennò pareva che la mia fosse na leccata di sedere. ppss: come è nella mia etica non la comprerò, ma se mi capita di trovarla la sfoglio e leggo le tue recensioni. bisoux

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Davide

circa 5 anni fa - Link

Vignadelmar ma che modi, che maniere! Avresti potuto chiudere con un ringraiamento prima del ciao ed evitare di aprire con una reprimenda da vecchio brontolone. Finalmente ne parla Intravino...secondo me senza Sartore nel team Intravino non avrebbe scritto due righe, quindi ringrazia invece di comparire con un intervento lecchino di cui Cernilli non ha alcun bisogno. Mi ricordi certi personaggi di pubblitalia e Mediolanum quando saliva sul palco lui, Silvio. Si commuovevano, poverini. Proprio come te a Montecatini. P.s l'enorme voragine comunque l'hai percepita solo tu. Io tutte queste solitudini e lamentele di orfani di guide non le ho sentite in giro.

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Davide, può essere che la voragine sia frutto della mia immaginazione, che differenza corre rispetto alla tua percezione? Anche quella potenzialmente potrebbe essere solo tua, non condivisa. In ogni caso a Montecatini i Produttori erano presenti in massa, premiati e non. L'affetto e il bentornato erano palpabili, condivisi fra più persone. Errata percezione? Può essere. Come può essere che molti commentatori non si aspettassero tutto questo, magari alla fine avevano finito per credere anche loro,alle panzane che loro stessi andavano raccontando su e contro Cernilli. Resta il fatto inconfutabile che io mi sono commosso, vuoi perché a Cernilli voglio bene, vuoi perché il fatto di rivederlo a presentare una guida dopo anni di purgatorio era anche commovente oltre che una piccola rivincita. Perché, ripeto, per noi che collaboriamo con Doctor Wine dal primo numero, credendo più alla persona che al progetto allora appena abbozzato, abbiamo colto nel segno, avevamo percepito che qualcosa di buono prima o poi sarebbe nato, perché quella è la cifra di Cernilli. Sviolinate? No, racconto di vita, lavoro e passioni. . Ciao

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Davide

circa 5 anni fa - Link

Vignadelmar dipingi Daniele Cernilli come una vittima, parli di purgatorio, non capisco forse mi sfugge qualcosa. Non ha lasciato spontaneamente la direzione del Gambero Rosso? Non si è salutato con Franco Maria Ricci, allora Ais, di comune accordo e senza rancori da parte di entrambi? Io ho capito questo dalle dichiarazioni pubblicate in giro. Chi sarebbe stato ad infliggergli questo periodo di purgatorio di cui parli? Io credo che il tuo beniamino abbia fatto delle scelte autonome e poi a un certo punto, dopo aver scritto che le guide non servivano a niente, ha cambiato idea e ne ha pubblicata una con Mondadori.Farlo apparire vittima non si sa di chi, a mio avviso non fa bene alla sua persona nè alla sua immagine pubblica.

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gp

circa 5 anni fa - Link

Se è per questo, ha anche scritto pochi mesi fa che le guide attuali danno troppi premi, per motivi sospetti, dopo essere stato tra i principali responsabili dell'inflazione dei premi che negli anni delle vacche grasse portò la guida del Gambero Rosso a raddoppiarli nel giro di tre anni. Come se il capo di uno dei governi responsabili dell'esplosione del debito pubblico negli anni '80 avesse attaccato i governi successivi -- costretti a tirare la cinghia per cercare di rimediare -- accusandoli di essere degli spendaccioni...

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Si Davide, è come dici tu. Finalmente ho visto la luce della verità grazie a te. Pensa che pensavo che la storiella dei bambini portati dalle cicogne fosse una frottola. . Ciao

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Orca Vigna, per essere un poligamo dichiarato e etero di ferro quando ti innamori ti prende proprio di brutto! E occhio che il buon Cernilli è liberale, e in coabitazione con il Compagno Stalin nel tuo pantheon si troverebbe piuttosto a disagio.

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giovannamaccario

circa 5 anni fa - Link

Non te l'hanno corretto perchè è vero. Un bacione Fiore. :)

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Giuseppe

circa 5 anni fa - Link

Visto che ci sono dei curatori della guida, chiedo un'informazione: chi è che si è occupato del Molise? No, perché una serie di errori così non si era mai vista. Il buon Cernilli, invece di chiedere scusa dopo le rimostranze fattegli, ha contrattaccato con altre inesattezze. Sono curioso di sapere chi è il delegato, massimo rispetto per chi fa questo lavoro, ma un po di umiltà non guasterebbe. Grazie anticipatamente.

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Eretico Enoico

circa 5 anni fa - Link

Tendo per mio approccio sociointellettuale a rispettare sempre il lavoro di chi cerca di fare cultura e fornire una altra prospettiva ma mi chiedo perché in Italia la cultura vitivinicola si esprime in modo quasi assoluto attraverso le guide. I rari esempi di romanzi o saggi sul tema ( ampio) vino ,oltre a vendere,fanno cultura ,informano ed emozionano. Migliaia di sommelier,appassionati,consumatori e frequentatori di rassegne enologiche ( dalle più inutili a quelle perle assolute indipendenti) non hanno bisogno dell'ennesimo capoclasse che indichi una lista sulla lavagna ma hanno fame di storie e di desiderare il sogno di un bicchiere che le racconta. E' proprio così difficile trovare il nostro Soldati del terzo millennio? p.s. In bocca al lupo alla ...sima guida

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Emanuele

circa 5 anni fa - Link

Questo è un punto di estremo interesse e va a tuo merito averlo sollevato. Oggigiorno un ipotetico Soldati verrebbe verosimilmente impallinato in nuce per la sua mancanza di titoli, bollato come non professionista, alloctono, parvenu; come un presuntuoso, colto in altri domini e acculturato per vezzo in quello del vino. Verrebbe impallinato così. Basta questo post ad accorgersene: la cultura ufficiale del vino pretende di bastare a se stessa. Non riconosce dignità al mezzo-blog, che è piccolo e arruffato e basta tutt'al più per scompigliarle i ciuffi; figuriamoci come accoglierebbe un regista, sceneggiatore, scrittore, autore televisivo e, sì, anche giornalista, storico dell'arte di formazione, al suo approdo all'enomondo. Un mondo di pochi scrivani e tanti scherani, tutti inclini a pallottole e peana.

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cernilli

circa 5 anni fa - Link

Quest'anno ho scritto anche un altro libro che è proprio basato su storie e memorie. Non pretendo minimamente di essere paragonabile a Mario Soldati, che è stato chi è stato, ma che era anche quasi da solo a scivere di vino alla sua epoca, pre-veronelliana (i due si conobbero negli anni Cinquanta quando Veronelli gli fese da aiuto regista in non so quale film). Quello che però mi chiedo è come si fa, esprimendo un punto di vista personale come fa lei, a tentare di rappresentare i desiderata di così tanta gente. Come fa a dire che ad appassionati, sommelier, e le migliaia di persone alle qiali allude non abbiano bisogno dell'ennesimo capoclasse ecc. ecc. Capisco l'antipatia, ma non le sembra di rappresentarli in modo surrettizio senza neanche aver loro chiesto effettivamente un parere?

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cernilli

circa 5 anni fa - Link

C'è un "ad" di troppo prima di appassionati e il tutto risulta sgrammaticato. Me ne scuso con i lettori.

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

@Eretico Enoico il caso vuole che Cernilli sia anche l'autore di due libri a tema enoico, entrambi pubblicati da Einaudi. Il più recente, "I racconti ed i consigli di Doctor Wine" forse va nel senso da lei indicato. Pur senza proporre paragoni di valore fra i due Autori. . Volendo rispondere anche agli altri mi viene da sorridere. Ogni volta che si parla o si scrive di Cernilli viene fuori la solita accozzaglia di commenti rancorosi, mai a tema. Sartore racconta di una guida e di come e perché vi ha partecipato, commenti ? Zero Parliamo di una nuova Guida, qualcuno ne commenta il criterio di valutazione dei vini, oppure i premi assegnati, oppure le classifiche? Zero Essendo una guida che si definisce "essenziale", nel senso che non vuole parlare di tutti i produttori, trovate alcune assenze deprecabili oppure alcune presenze inopportune? Zero Liberi di farlo, ma mi sembra molto inutile, tipo abbaiare alla luna. . Ciao

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

io ho commentato solo verso Fiore; non mi sono permessa di giudicare la guida perchè non la comprerò, come ogni altra guida, e quindi ritengo stupido sputare sentenze verso qualcosa che non conosco. ovvero Cernilli e la guida a suo nome. la cosa che mi lascia perplessa è che, come sempre, si parla di tutto fuorchè dei contenuti di questa guida che "colma l'enorme voragine dell'assenza di Cernilli". c'è molta cattiveria in giro ultimamente, e gratuita. e a volte i pensieri altrui non vengono rispettati come si dovrebbe.

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Giuseppe

circa 5 anni fa - Link

Può rispondere tranquillamente, non sono un rancoroso, ho solo chiesto con garbo un'informazione rispettando chi fa questo lavoro. Il problema è che non si rispettano mai le opinioni degli altri, giuste o sbagliate che siano, o ci si pone con umiltà e rispetto, ma si pensa sempre di avere ragione a priori e che gli altri abbaiano alla luna. Non è così, per fortuna. Grazie comunque.

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cernilli

circa 5 anni fa - Link

Ringrazio Sartore per la recensione e mi scuso con lui per avere sbagliato il suo nome sul colophone. Non ci conosciamo personalmente, ma speso che la cosa avvenga presto.

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Homo

circa 5 anni fa - Link

Fatemi capire, grossolanamente, faccio una nuova guida vini, dove é ben presente e chiaro il mio nome blasonato nel mondo del vino. Affido le degustazioni (spero solo di alcune regioni) ad amici di conoscenti, (ovviamente conosciuti e dotati, ci mancherebbe) con cui non ho mai neanche parlato e non mi preoccupo neanche di rivedere insieme il loro scritto. Tutto sotto la bandiera di una super casa editrice che saprà cosa farne. Grande lavoro. Grande professionalità. :-D

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Alessandro

circa 5 anni fa - Link

Esistono numeri, non dico ufficiali, ma almeno verosimili, delle copie vendute (non stampate) delle varie guide? Quali sono le piu vendute? Sarei curioso.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

[commento modificato] assolutamente non ufficiali ma si parla di "venduto" 27 mila slowine, 20mila gambero, , 10 mila vini buoni d'Italia, 8mila espresso poi ci sono da considerare le 10mila copie che vanno ai soci FIsar di Slowine

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Emanuele Cattani

circa 5 anni fa - Link

E Bibenda?

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Alessandro

circa 5 anni fa - Link

Se i numeri sono questi, mi chiedo come fanno a reggere, economicamente. E soprattutto dove è l'attrattiva di un mercato ove soldi (immagino, con sti numeri) se ne fanno pochi e dove ogni anno si aggiunge un concorrente. Boh, c è qualcosa che non mi spiego. A meno che l'obiettivo finale non sia necessariamente "guadagnare". Perplesso

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

Bibenda tirava quasi 50mila lo scorso anno ma con 35mila dei soci ais...quest'anno non si sa

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gp

circa 5 anni fa - Link

L'ultimo posto dell'Espresso e la grande distanza dalle prime due mi sembrano veramente strani. E' la guida che costa di meno, addirittura il 50% meno del Gambero, e usa abbondantemente il canale delle edicole e la pubblicità delle riviste del gruppo. Riguardo ai contenuti che possono interessare a un pubblico generale, da anni è quella che dà più spazio ai vini dal buon rapporto qualità-prezzo (a cui il Gambero Rosso dedica una pubblicazione diversa dalla guida) e credo sia stata la prima a fornire i prezzi effettivi dei vini in euro invece che in ampie fasce. Per gli appassionati, è l'unica guida a fornire classifiche riepilogative (ovviamente opinabili) delle singole denominazioni regione per regione, invece di concentrarsi sul gotha nazionale dei premiati come fanno le altre. In generale, sarebbe utile che qualcuno desse dati diversi, se esistono come credo.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

La guida Espresso tira meno (ma non ho i dati ufficiali) ma ha molto impatto su chi acquista vini come ristoratori ed enotecari quindi in realtà come impatto sul mercato è molto vicina alle altre guide

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cernilli

circa 5 anni fa - Link

Mi capita di avere inventato e diretto per ventidue anni una famosa guida, coordinando un vasto gruppo di collaboratori. Ho anche fatto il condirettore e il direttore di una rivista abbastanza nota. Ora non facio altro che riprendere il mio vecchio lavoro. E' proprio sicuro di volere parlare di professionalità con me?

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ale

circa 5 anni fa - Link

semi OT: qualcuno sa se e quando uscirà la guida targata ais?

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gp

circa 5 anni fa - Link

Sarà presentata la prossima settimana a Milano, annuncia il sito dell'AIS. Quindi tocca correggere Alessandro: quest'anno non si aggiunge un concorrente a questo piccolo mercato, se ne aggiungono due!! Arrivati a questo punto, la situazione non si può definire altro che surreale (e tutta italiana, per quel che ne so), con buona pace di quelli che vedono ampi spazi da riempire dove ormai non c'è posto nemmeno per uno spillo. E' facile prevedere che tra qualche anno qualcuna di questa pletora di guide dovrà chiudere o fondersi con un'altra. E' stato saggio da parte della FISAR (organizzazione concorrente dell'AIS) siglare un accordo con Slowine, quindi una guida già esistente, invece di imbarcarsi nel lancio dell'ennesima nuova guida. Purtroppo è un esempio che non ha fatto scuola.

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Emanuele Cattani

circa 5 anni fa - Link

Ma la FISAR non è l'associazione responsabile della guida Bibenda? Per quel che ne sò, e da quanto si legge sul sito di Bibenda, la guida 2015 sarà presentata a metà novembre. Quindi di quale accordo parli?

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Antonio Tomacelli

circa 5 anni fa - Link

La Fisar è un'associazione che non ha nulla a che fare con Bibenda che è la guida edita dalla Fis. La Guida dell'Ais si chiamerà Vitae e non è ancora pubblicata. uff, quante sigle, peggio dei sindacati!

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Emanuele Cattani

circa 5 anni fa - Link

Ok, grazie del chiarimento!

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Stefania Vinciguerra

circa 5 anni fa - Link

@Fiorenzo, la colpa del nome sbagliato è mia e mi dispiace moltissimo. Ti ho già chiesto scusa, ovviamente, ma lo faccio anche qui pubblicamente. Non capisco come abbia fatto a non accorgermene, ma 522 pagine da correggere e rivedere in tempi stretti non sono poche. Con questo sia chiaro che non voglio autoassolvermi. I tuoi testi non sono stati toccati semplicemente perché erano ben scritti, il mio "editing" si è limitato a correggere gli errori, non a cambiare lo stile dei vari collaboratori. Un'ultima cosa: facci sapere quanto hai speso per i vini che hai acquistato, ovviamente ti sarà rimborsato...

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Fiorenzo Sartore

circa 5 anni fa - Link

Come sai la questione per me non è importante, anzi come dicevo alla fine dopo tanto lavoro di redazione è inevitabile che succedano cose così, ha il suo lato divertente. Insomma umano. A costo di contraddire quanto dicevo, tutto sommato essere umani non è mica male, anzi :D Con questo rispondo anche a quanto commentava più su Homo; la questione non è esattamente in quei termini: durante il lavoro di redazione c'è stato uno scambio quotidiano e abbastanza febbrile sia sulla forma che sui contenuti con la capo redattrice (Stefania), soprattutto all'inizio, perché da parte mia non c'era sempre e comunque la certezza di inserire contenuti centrati. Passato il rodaggio dei primissimi giorni è stato un po' più facile, ma comunque come dicevo il lavoro di redazione c'era eccome, anche grazie ai vari messenger o altri ordigni asincroni. Da ultimo, per quel che so, ogni gruppo editoriale fa riferimento ai contenuti prodotti dai suoi collaboratori, ed arriva un momento nel quale i vertici della redazione fatalmente si fidano di quel che ha scritto il collaboratore. Rispondendo anche a Daniele Cernilli, come sa Stefania mi era del tutto impossibile partecipare alla presentazione, ma questo è un mondo piccolo e avremo occasione di vederci, prima o poi, di sicuro. Per ora questa forma liquida e on cloud di interazione, direi, è stata niente male.

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cernilli

circa 5 anni fa - Link

Lo so che ti era impossibile, anche per la situazione terribile che si è verificata a Genova. Colgo comunque l'occasione per ringraziarti anche per il tuo lavoro, che è stato ottimo e sul quale, come hai visto, siamo intervenuti pochissimo in termini di editing. Ci incontreremo di sicuro e non è escluso che venga appositamente a Genova per conoscerci e per discutere di cose future.

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Ma sei matta? Sicuro ci fa la cresta. Non gli rimborsate una mazza! P.s a me piace più Sartori

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Montosoli

circa 5 anni fa - Link

15 mila Slowine.....? Mah ...?? E io per la prima volta dal uscita...quest'anno ho optato per la guida Cernilli... Trovo Slowine ben fatta.....ma per quanto riguarda I prodotti....vini...e tutto da scoprire a tue spese...

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

no, mi sono sbagliato, SlowWine tira 27mila copie più 10mila per i soci Fisar

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gp

circa 5 anni fa - Link

Sul sito di Slowine si legge; "sebbene sia sempre complicato conoscere i numeri precisi di vendita delle guide, grazie a questo accordo Slow Wine diventa la pubblicazione più popolare del vino italiano". Dati i circa 10.000 soci FISAR, questo sarebbe coerente con i due numeri che aveva dato Gori all'inizio (20.000 GR e 15.000 Slowine), non con questi che indicherebbero un netto primato di Slowine già prima dell'accordo (27.000 Slowine e 20.000 GR). Possibile che Slowine non sapesse di essere la prima, o comunque non lo rivendicasse legittimamente se in circolazione c'erano dati (pur aleatori) in questo senso? Direi proprio di no...

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

Slowine dice da sempre di essere molto diffusa ma teoricamente i dati del Gambero dovrebbero essere più alti. In casa Gambero però la trasparenza è minore nel senso che qualche anno fa si parlava di tirature sulle 50-60mila copie...oggi non so. Di certo l'exploit SloWine è abbastanza clamoroso e lusinghiero ma non sarebbe il loro stile magnificare dati di vendita e simili anche perchè non è solo su quello che puntano in termini di marketing. Quanto ai dati di vendita tout court è sempre difficile stabilire quanto vendono in libreria, al massimo si possono sapere le tirature iniziali

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gp

circa 5 anni fa - Link

Allora nel giro di qualche anno i numeri del Gambero si sarebbero ridotti a un terzo: un vero tracollo... Mi sembra chiaro che questi numeri sono molto ballerini. Tra l'altro mi colpisce che siano forniti come numeri "secchi" invece di indicare un minimo e un massimo come si fa di solito con i dati incerti. Se c'è qualcuno che ha dati meno ballerini si faccia avanti...

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

io credo che il Gambero resti al numero uno come copie "vendute" in libreria ma se parliamo di diffusione reale nelle case perchè inclusi in associazioni e altro credo che Vitae e Slowine siano davanti

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gp

circa 5 anni fa - Link

Ma i numeri che hai dato sopra, nel "commento modificato", si riferiscono già al venduto: quindi? L'aggiunta di "in libreria" che hai fatto adesso (ma non sopra) potrebbe spiegare la cifra molto magra della guida L'Espresso, che come ho detto vende molto in edicola. Sinceramente, così non ci si capisce niente.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

i numeri sono molto ballerini e non ci si può far niente, ci sta anche che il gambero anche oggi tiri 60mila e venda 30mila. Ma il problema più che le vendite sono le diffusioni, nessuna guida vive di vendite nè potrebbe farlo a meno che non riuscisse a venderne almeno 100mila in libreria

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cernilli

circa 5 anni fa - Link

Grazie, e mi faccia sapere se le è piaciuta.

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Alessandro

circa 5 anni fa - Link

La mia domanda non era volta a iniziare una gara per "vedere chi ce l'ha piu lungo". Volevo solo capire come è possibile che certe guide, con vendite di 8/10 k copie, stiamo economicamente in piedi. Sono sbalordito, non lo trovo possibile. C ' è qualcosa che non mi torna. Qui volevo arrivare...cosa non mi torna? ;-)

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Emanuele Cattani

circa 5 anni fa - Link

Sponsor sponso sponsor

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gp

circa 5 anni fa - Link

Nessuna gara, speravo che in questa occasione si riuscisse a chiarire una questione che si ripresenta ciclicamente, ma evidentemente mi illudevo. Dato che si tratta di dati molto ballerini, le 8/10.000 copie stesse sono un dato ipotetico. In ogni caso, soprattutto quando si tratta di grandi gruppi editoriali (come Mondadori per la guida del post) immagino che sia possibile una compensazione con attività più remunerative.

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Rizzo Fabiari

circa 5 anni fa - Link

C'è un errore, ovvero uno zero di troppo: la nostra guida, quella dell'Espresso, vende 800 copie, non 8.000.

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Montosoli

circa 5 anni fa - Link

Naturalmente la promozione del sconto 10% mostrando la guida Slow al produttore .......teoricamente dovrebbe funzionare sulle vendite della stessa.. Che le vendite del Gambero siano calate....non mi sorprende ......del resto anche la qualita' della stessa e calata

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Alessio

circa 5 anni fa - Link

Curiosità: qualcuno ha preso la guida? Pregi/difetti rispetto a quelle in commercio?

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Fabrizio pagliardi

circa 5 anni fa - Link

Se volete sapere le vendite delle diverse guide chiedete a chi le stampa non a chi le vende. Se riuscite a farvi rispondere vi ammazzate dalle risate.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Quando si parla di Cernilli non c'è niente da fare, l'audience sale a palla. Lettori e autori di Intravino, vi devo dire una verità che troverete amara; siete Cernillidipendenti.

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gp

circa 5 anni fa - Link

Veramente il post Sartore alias Sartori l'ha scritto in quanto cernillicollaboratore, non dipendente... ; )

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ale

circa 5 anni fa - Link

curioso che l'evento sia in concomitanza al congresso nazionale AIS, nella vicina Torino, come mai?

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ale

circa 5 anni fa - Link

scusate sbagliato post

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gian piero staffa

circa 5 anni fa - Link

Rispondendo ad un mio commento su Intravino tempo fa, Cernilli affermo' che l'anno migliore del Gambero Rosso si chiuse con 70.000 guide vendute, mi sembra fosse il 2007. Perché gli Editori non dichiarano quante guide vendono oggi? Ho detto vendono, non tirano, e non vanno inclusi i giustificativi. Se Slowine vende 27.000 copie sono molto contento perché e' da tempo che dico che e' l'unica che ha cercato di cambiare il formato raccontando piu' storie del vino non concentrandosi sui punteggi. Credo che pero' il punto da discutere sia la diffusione fra i Wine Lovers. In Italia abbiamo forse piu' di 100.000 tra produttori, rappresentanti, grossisti, ristoratori, wine bars, etc. Ma non e' che 30 o 40.000 copie finiscono tutte tra gli operatori e gli appassionati di vino si informano diversamente. Siete d'accordo sul fatto che in passato le guide venivano comprate soprattutto per la curiosita' di vedere chi aveva preso i massimi riconoscimento? (oltre che usarle come Pagine Gialle visto che non c'era internet). Oggi le classifiche Intravino ed altri siti web le pubblicano anche prima che esca la guida quindi?

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Raffaele

circa 5 anni fa - Link

Io Cernilli lo adoro, come un cattolico quando vede papa Francesco e come un comunista quando incontra Fidel Castro. Quando lo sento parlare mi sciolgo e lo ascolto a bocca aperta. Complimenti per la guida Daniele la comprerò e la leggerò tutta.

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