Memorie di un autore. Contiene download gratuito del mio libro “Il discorso del vino”

Memorie di un autore. Contiene download gratuito del mio libro “Il discorso del vino”

di Pietro Stara

Il mio libro ha fatto botte grande. Per tre anni. Poi uno di affinamento in bottiglia. Forse non sufficiente, ma non potevo aspettare. Capita ad un certo punto della vita che si intramezzi qualcosa di inaspettato, anche se fortemente voluto.

Avevo vinto una borsa di dottorato presso la facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Sociologia e Antropologia, dell’Università di Genova. Mi ero presentato con una tesi politologica di tutt’altro tipo. Due prove scritte e poi un colloquio. Una borsa da mille euro al mese per tre anni, che non mi bastava per sopravvivere. Così mi tenni, part-time, l’altro lavoro, quello che continuo a fare ancora oggi: orientamento scolastico e professionale presso il Centro per l’impiego di Genova. In appalto per conto di una cooperativa sociale. Scado come le mozzarelle. Rappresento, con i miei colleghi s’intende, il paradosso più compiuto della modernità: un precario che si occupa di disoccupati. Soltanto dal 2002.

Ma torniamo a quella boccata di ossigeno: partii con un’ipotesi più circoscritta, ovvero con un lavoro contemporaneo sui produttori delle Cinque Terre. Mentore e consigliere spirituale fu Walter de Battè, che mi introdusse agli scoscesi terrazzamenti e agli intrighi politicanti, affaristici e clientelari del Parco, dei suoi accoliti e della reggenza incontrastata del “Faraone”. Walter mi disse, chiaro, tondo, ben evidenziato e sottolineato, che se avessi voluto scrivere del vino delle sue parti mi sarei dovuto precipitare, inevitabilmente, negli affari politici e nei muri di omertà e di diffidenza locali, che sono ancora più impervi delle scogliere che si affacciano sul mare. Di lì a poco venne tutto fuori. Ma non per merito mio.

Nel frattempo, più mi documentavo sulle vicende locali, più allungavo lo sguardo all’indietro: come in una sorta di concatenazione di scavi, la storia di quei luoghi mi conduceva ad altri territori e ad altre narrazioni. Ben presto mi accorsi che esistevano, in relazione alla conformazione politica comunale del nostro paese, delle bellissime storie locali, compiutamente approfondite ed egregiamente evocate. Ma mancava una narrazione complessiva della viticoltura in Italia. Non potevo permettermi di farlo se non forzando, compiutamente e consapevolmente, il territorio attraverso le parole di coloro che, nel corso dei secoli, scrissero e disquisirono di vino, di viticoltura e di enologia. Uno scavo archeologico marino che ha permesso la riemersione di quei discorsi. Perché il titolo al singolare, allora? Perché i discorsi sono trattati al pari delle pratiche amministrative, giuridiche, mediche, letterarie… I discorsi definiscono i campi del potere e le strutture entro cui sono situati. Tanto ieri come oggi. Quindi il discorso, la struttura economica sociale e politica che lo comprende e, infine, le rappresentazioni sociali che da esso vengono circolarmente generate.

Lo avevo terminato, insomma si fa per dire: “E ora?”, mi chiesi. I consigli cattedratici erano quelli di scomporlo in più parti in modo da farne brevi saggi pubblicabili. Alcune case editrici con cui avevo avuto degli abboccamenti mi dissero che sarei dovuto andare in riduzione: così grosso non solo era impubblicabile, ma anche invendibile. Poi io mi chiamo Pietro Stara e così anche a quel tempo. Insomma volevo pubblicarlo così come mi era uscito, pregi, difetti e incompletezze incluse. Mi rivolsi allora agli unici che si sarebbero potuti imbarcare in un’impresa simile: gli anarchici della Zero in Condotta di Milano.

Avevo già pubblicato con loro e collaboravo da lungo tempo al settimanale Umanità Nova. Un tempo ero anche militante della Fai, al femminile. Massimo mi disse: “questo deve andare in bottiglia per almeno un anno (correzione di bozze). Poi lo pubblichiamo, ma te lo vendi tu.” “Me lo devo vendere io…” – rimuginai tra me e il sottoscritto. “Ma… chi mi conosce nel mondo del vino?” – “nessuno” per tirare su un numero a caso. Allora apro il mio blog, Vinoestoria, con la speranza di supportare l’uscita del libro.

Come l’uovo e la gallina non so più chi sia nato prima e chi abbia supportato chi. Il libro esce nel maggio del 2013. Un bel bambinone di un chilo e 150. Scelgo pure la copertina, che mi disegna un’amica di Savigliano illustratrice di libri per bambini: Romina Panero. Mio padre, a Torino, mi fa da magazziniere esperto. Una parte dei libri li deposito in macchina. Un’altra piccola parte, una settantina di copie, finisce ad un distributore di movimento torinese: la Diest. Il resto me lo carico in valigia. Ma questo è un altro racconto.

Già allora mi posi il problema di come farlo pervenire a coloro che per recensioni o altro lo avessero voluto avere a disposizione: così lo inviai a persone fidatissime, tipo quelli di Intravino, in pdf. Naturalmente sapevo che si sarebbe moltiplicato in rete come le cavallette nel deserto, ma a me interessava solo che venisse letto. E questo lo penso in generale. Remunerato il lavoro, pagato lo sforzo e le pomate per il mal di schiena, trovo sano e giusto che chiunque se ne voglia godere qualche pagina, o anche tutto, possa farlo liberamente. Per cui, ve lo dono: si scarica da qui.

Post scriptum. Qualche giorno fa mi è arrivato un piacevole riconoscimento: il Centro Pavesiano Museo casa natale, all’interno del Premio Letterario dedicato al vino “Il vino nella letteratura, nell’arte, nella musica e nel cinema” 14a edizione, ha scritto quanto segue: “sono lieta di comunicarle che ha vinto il primo premio per la sezione saggistica con il libro ‘Il discorso del vino’, nel premio il vino nella letteratura.”

[Immagine principale: Art News]

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Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

10 Commenti

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Alessio

circa 3 anni fa - Link

Complimenti per il blog che non conoscevo! Il libro promette bene, vedrò di leggerlo a breve.

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Giovanni Corazzol

circa 3 anni fa - Link

grazie

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Paolo A.

circa 3 anni fa - Link

Grazie mille! Un regalo simile ripaga di tutti quei post di intravino che definirei enogossippari e che mi fan saltare la mosca al naso...

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Giacomo

circa 3 anni fa - Link

grazie mille!

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Francesco Garzon

circa 3 anni fa - Link

GRAZIE !

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Francesco Garzon

circa 3 anni fa - Link

... Ma lo compererò perchè deve stare in una libreria.

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Baser

circa 3 anni fa - Link

Grazie, Pietro Stara. Ti devo qualche bicchiere.

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bruno

circa 3 anni fa - Link

Bellissimo regali. Grazie!!!

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alessandra.c

circa 2 anni fa - Link

Grazie, ti scopro oggi leggendo un post su Dettori. ll tuo dono lo leggerò a piccoli sorsi e lo metterò in circolo per i miei amici appassionati.

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Simonetta

circa 5 mesi fa - Link

Grazie. Regalare un libro è sempre una cosa bella.

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