Marketing estremo tra seni nudi e allusioni spinte: galleria documentata tra Ganevat, Simonutti e altri

Marketing estremo tra seni nudi e allusioni spinte: galleria documentata tra Ganevat, Simonutti e altri

di Fiorenzo Sartore

Succedono fatti insoliti. Il lungo articolo di Rémy Charest apparso la settimana scorsa su Punchdrink.com, intitolato “Sex, Sexism and the Natural Wine Label” non ha provocato più di tanto la mia curiosità. In fondo parlare di etichette che usano figure femminili scarsamente vestite ha poco di originale, per non dire che l’accusa di sessimo è perennemente dietro l’angolo. Anche il riferimento al vino naturale appare marginale (in realtà così fan tutti).

Tuttavia un passaggio ha rapidamente e ineluttabilmente attirato la mia attenzione: “Pascal Simonutti ha prodotto bottiglie con l’immagine di un nudo frontale della pornostar anni ’70 Brigitte Lahaie (in magnum, naturalmente)”.

Il fatto che qualcuno abbia dedicato un’etichetta ad un’icona dell’arte come la signora Lahaie, un monumento vivente della cultura cinematografica occidentale, è bastato a farmi cambiare idea, per tuffarmi nella lettura. L’immagine di madame nell’articolo non c’era, ma noi siamo qua apposta, quindi eccola lassù ad incorniciare degnamente le mie elucubrazioni.

L’autore si interroga sull’utilità commerciale di certe etichette molto creative: servono o non servono? Trovare una risposta è “vaste programme”, per dirla alla francese. Gli esempi riportati nell’articolo di Charest hanno diverse modulazioni di explicit. In “J’en Veux” (ne voglio) di Jean-François Ganevat, produttore dello Jura, si va dritti al sodo. La formula letteraria (ahem) tutto sommato non è terribile; la parte grafica invece osa di più:

Ben più teso appare Cyril Alonso col suo gamay nouveau, intitolato Cougar. Come per ogni nouveau che si rispetti, la dichiarazione della cougar in etichetta non può che essere “a me piacciono i gamay giovani”.

Extra bonus, la bottiglia viene fornita di un “préservatif masculin aromatisé à la banane” (sic) con istruzioni dettagliate per l’uso. Immagino che queste siano obbligatorie, e non dovute alla sottovalutazione dell’esperienza amatoria dell’enofilo. Notevole il dettaglio “Attenzione, vino 100% d’uva. Per il sapore di banana aprire qui”. Onde evitarvi contratture alla cervicale ho provveduto a girare il bugiardino di novanta gradi:

I francesi sembrano amare i calembour e le sottili (insomma) allusioni. L’etichetta che vedete qua sotto, un rifermentato-col-fondo di Domaine de l’Octavin, appare totalmente inoffensiva. Tuttavia “foutre d’escampette” è un gioco di parole che evoca la fuoriuscita di liquido seminale. Già si segnala un wine blogger che avrebbe provveduto a fare la battuta: “easy to swallow”. E diciamo la verità, quand’è così facile, non riusciamo proprio a rinunciare al delicato doppio senso.

Pure Grololo di Domaine Pithon-Paillé gioca sulle assonanze, visto che il termine sta a metà tra il grolleau, vitigno della Loira, e le “lolos” che sarebbero le tette. Anche qui tutto sommato immagine innocente:

La verità è che in questo ambito, se uno vuole, non c’è limite al peggio. Per questo si cita facile il sudafricano Craig Hawkins col suo “El Bandito”. L’immagine in etichetta è qua sotto:

Arrivato a questo punto mi sono convinto di un fatto. L’uso e l’abuso di immagini forti o messaggi più o meno espliciti in etichetta è in definitiva una questione di soglia individuale del gusto (un po’ come la barrique, insomma). È doppiamente curioso inoltre che un terreno ferocemente regolamentato dalla legge (almeno in Italia, basta vedere questo post) allo stesso tempo lasci spazi di libertà che sono un po’ difficili da amministrare. Le etichette irrituali da noi sono un mare magnum, basterebbe elencare quelle che raffigurano vari dittatori per aprire il vaso di Pandora. Restando invece sull’hard core una breve ricerca mi ha fornito questo risultato:

Spero che il confronto tra l’immagine di apertura e questa immagine finale serva a far apparire Brigitte Lahaie per la poetica ed eterea divinità che è.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

1 Commento

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stefano Albenga

circa 5 anni fa - Link

Gentile Maestro, sono nato in periferia e questi discorsi un po' più da bar, alla fine mi attraggono sempre. Sarà ma la mia estrazione.... Mi permetto di aggiungere il Soffocone di Vincigliata , con poster allegato al cartone da 6 bottiglie. Un Genio del Marketing !!! Per parlare di cadute di stile, credo che tu le ricorderai le Hostess della regione marche , qualche vinitaly fa, che giravano con stampati sulla t-shirt i nomi di 2 vitigni autoctoni più rappresentativi del loro territorio.....

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