Ma per chi scrive chi parla di vino? (Edizione aggiornata)

Ma per chi scrive chi parla di vino? (Edizione aggiornata)

di Alessandro Morichetti

Dovrebbe essere la domanda delle domande per qualunque autore ma la storia insegna che una buona metà degli scrittori nemmeno la capisce. Questo testo in via di svolgimento a chi sarà rivolto? Chi avrà interesse e curiosità di arrivare fino in fondo? Detta in termini semiologici: chi è il “lettore modello” di chi scrive parlando di vino?

Avevamo già abbozzato una risposta ma il correre del tempo rende necessario un aggiornamento. In principio individuai tre destinatari: mia mamma (che di vino non sa un cavolo), Armando Castagno (che di vino sa troppo), me stesso, fra tre anni (che di vino so il giusto che serve per bere bene, non farmi infinocchiare e smascherare ogni tanto i cialtroni).

Risposta parziale perché l’uditorio è ben più ampio (comunque sotto i 4,3 milioni di persone, anzi copie vendute, anzi consegnate, anzi link inviati) e soprattutto variegato. Anzi, nell’analisi che fu mancava forse la fetta più importante.

4) Sommelier di tutto il mondo uniti. Espressione che riunisce marxianamente tutti gli APPASSIONATI di vino, quelli che nella vita fanno altro e magari la domenica girano per fiere, quelli che non cannano mai una cena-degustazione anche con vini infimi, quelli che hanno fatto un corso, magari un secondo corso, che comprano e bevono a casa, che parlano di vino più che di calcio per dire.
Ai sommelier di tutte le razze e sigle quello che qui umilmente si vorrebbe trasmettere, a volte, è: DATEVI UNA SVEGLIATA! Non esistono solo le schede di degustazione, non esiste solo la vostra guida sociale, non esiste solo il circuito amicale. Lasciatevi stuzzicare, introducete discontinuità nel percorso, “uccidete il padre”. Leggete Intravino.

5) Claudia Donegaglia (aka “l’enologo”). Claudia è il tecnico, l’enologo, la persona di scienza applicata. Sa di cantina, potrebbe sapere di vigna, ma in fondo in fondo nessuno sa proprio tutto di vigna e cantina e a fare la differenza sono il percorso di studi personale + l’esperienza pratica in una o più realtà aziendali. Io e tanti altri siamo partiti dalla fine, dal bicchiere di vino analizzato e vivisezionato. Di quanto c’è dietro abbiamo solo un’idea indiziaria e – aggiungo – quella basta e avanza. Il mio interesse è essere chiaro nell’esposizione, moderatamente documentato e soprattutto capace di stare nel seminato senza addentrarmi in deduzioni dove la fiction rasenta spesso l’inverosimile: “in questo vino sento nettamente il terreno calcareo esposto a sud-est, il nitore dei profumi è chiaramente dovuto a un inoculo di lieviti…”: CAZZATE. Un produttore può raccontarci tutte le cavolate che vuole e nella maggior parte dei casi non ce ne possiamo accorgere. A volte sì, eccome: non forzate la mano con il riconoscimento dei cru, perché fate bella figura ammassando tante nozioni da libro ma poco altro.
Se pensate il contrario non siete saggi ma solo dei poveri illusi.

6) Il mio cliente potenziale. Se c’è una persona che non posso tradire oltre al lettore è il mio cliente in enoteca, cioè quello che tira fuori dalla tasca i sacri soldi. Molto spesso quando formulo un pensiero mi resetto pensando a chi entra in enoteca ma dice subito “scusi di vino non me ne intendo”. Bisogna per forza limitare l’uso di “mineralià” e “spina acida” sennò nemmeno cominciamo. È per questo che il sommelier trombone abituato ai giri tromboneschi scrive e dice minchiate. Scriviamo quindi sia per il sommelier che per la sua nemesi. Poi ogni tanto un pizzico di linguaggio tecnico serve, ma con giudizio.

Direi che aquesto punto ci possiamo fermare, non mi viene nessun altro per ora. Se tu che leggi non rientri in nessuna categoria, ti prego di segnalarlo. Grazie.

[Immagine: Amazon]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

3 Commenti

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sergio

circa 3 anni fa - Link

"Se tu che leggi non rientri in nessuna categoria, ti prego di segnalarlo: . Secondo me, bisognerebbe distinguere gli appassionati dagli esperti. Tra gli esperti ci metterei anche i sommelier di professione. Volendo si potrebbero individuare diverse tipologie di appassionati. Poi, sul versante estremo, c'è chi non ama il vino o non lo capisce per niente ma che vorrebbe cambiare: anche questi potrebbero leggere Intravino. Tra quest'ultimo gruppo e l'appassionato puro c'è una zona interessante di degustatori di vino che non sono dei veri appassionati ma qualcosa sanno di vino e, comunque, amano il vino.In questa zona ci sono io. Sono un appassionato, ad esempio, di lievitati ma non potrei definirmi un appassionato di vino(per come intendo il concetto di appassionato). Fiorenzo S. invitò anche i dilettanti ad intervenire in un suo articolo: penso che Intravino possa rivolgersi anche a questa fascia di amanti del vino: dilettanti con capacità degustative normali a cui piace bere il vino senza arrivare all'intensità di un vero appassionato. . In un blog che si rivolge prevalentemente ad appassionati non è infrequente leggere l'ironia ed il sarcasmo verso chi ne sa di meno o è all'inizio del suo percorso di conoscenza del vino.Per compensazione gli strali di Intravino colpiscono un po' tutti: è per questo a me piace anche.E poi gli stessi redattori hanno capacità di autoironia, qualità non molto diffusa in altri blog, più paludati ed ingessati. . Concludo ricordandovi, che ha senso, secondo me, scrivere anche per chi inizia: rapportarsi con questa categoria è forse più difficile che con gli appassionati puri. Comunque già vi sono post che vanno in questa direzione.

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Nelle Nuvole

circa 3 anni fa - Link

Io non rientro in nessuna delle categorie suddette*. Non credo che tu scriva per me Moricchia, ma io ti leggo lo stesso. Che faccio smetto? Forse sì, dovrei smettere di leggere te e gli altri intruppati intravinosi. Ci penso l'anno prossimo, o magari anche quello dopo ancora. Per ora mi diverto, qualche volta imparo, qualche volta dico la mia. Però, perbaccolina, cercate di rimediare l'ingrippamento dei commenti! Non posso leggere fino ad un certo punto e poi...zac! tutto si blocca per giorni. *Oddio, forse nella terza di striscio sì perché qualche bottiglia te l'ho comprata

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claudia

circa 3 anni fa - Link

Live dal punto 5 Scrivo per i cantinieri, per le addette dei punti vendita, per il direttore, per i garagisti. Per definire chi fa che cosa entro quando è con che cosa. Devo essere chiara e semplice per forza, immediata e facilmente comprensibile. Scrivo anche nel mio angolo di web 'Pensieri in libertà 'quando trovo che le enostronzate, raggiungano livelli inenarrabili. Studio per cercare di raggiungere la mia visione d'insieme dell'enomondo, cerco di sentirmi sempre atta a divenire. Percorro la strada del vino dalla vigna al bicchiere in entrambe le direzioni

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