Luca Maroni e un Ruché da 99 punti. Restando seri

di Intravino

La letteratura Maroniana conquista, a ogni guida enoica, vette sempre più alte e irraggiungibili che a noi, comuni mortali, appaiono avvolte nelle nebbie di un linguaggio talvolta ostico. Una quinta elementare strappata con l’inganno, d’altronde, non aiuta la penetrazione dei concetti di un sì grande poeta, ed ecco perchè la redazione tutta ha chiesto aiuto all’eminentissimo Prof. Aristarco Scannabue. Forte delle sue 12 lauree — tutte in lettere e filosofia — il Professore ci ha regalato un’analisi stilistica dotta e comprensibile anche a quelli che, come noi, hanno copiato dal compagno di banco per tutto il liceo. L’analisi si riferisce ad una recensione fondamentale pubblicata dal sommo poeta Luca Maroni nel suo capolavoro letterario “Annuario dei migliori Vini d’Italia 2013”, nel quale il nostro, assegna il massimo punteggio (99 centesimi) al Ruchè di Castagnole Monferrato Laccento Docg 2011, con parole di struggente bellezza che qui riportiamo. A seguire, la dotta analisi del Prof. Scannabue e, infine, la nostra ben più modesta recensione ad opera del mastro sommelier Andrea Gori.
Eccovi dunque, doverosamente per prima, la perla del Maestro:

Ruchè di Castagnole Monferrato Laccento Docg 2011
“La sua radiosa forza di frutto e di fiore in un olfattivo unicum s’asperge che è festa di mora, di viola, di nera ciliegia per le inebetite nari. Suadentemente stordite da cotanta intensità d’aroma, più ancora dalla sua straordinaria purità e integrità d’espressione. S’ode il distillato della polpa del frutto a spirto innalzato dal calor del sole e dalla sua nitidissima trasformazione. Lo si ode, cristallino e linfatico, mentosamente insertati proporre il lampone e la rosa in un profumo d’abbagliante dolcezza e clangore. Poi al palato se si vuole lo si scopre ancor più vividamente, armoniosamente proattivo. Con un bilanciamento del gusto acido/morbido/tannico di souplesse e forza viva semplicemente fenomenale. E il suo glicerinoso, maestoso manto di contatto a rilevar una constatazione: alla base della sua universale piacevolezza sensoriale, una concentrazione d’aroma, omore ed estratto analiticamente eccezionale.”
Luca Maroni: 99 punti

Lasciamo quindi la parola al Prof. Scannabue:
L’urto dirompente dell’attacco ricorda la dannunziana fusione panica con la Natura nella strabiliante personificazione delle nari, che sineddochicamente alludono all’esperienza inebriante dell’assaggio. Il ritmo cadenzato dell’enumerazione asindetica di frutti e fiori evoca i cembali e i liuti di un dionisiaco tripudio olfattivo. La sintassi si fa nominale, ellittica, come sincopata, a rappresentare la maraviglia dell’autore; ed ecco che le personificazioni si snocciolano una di seguito all’altra, con effetto straniante: il distillato della polpa eleva al cielo i suoi lamenti e il lampone e la rosa “s’insertano” in un odoroso amplesso. L’anafora martellante (“s’ode”…”lo si ode”) trasfigura il dato sonoro nell’audace sinestesia (il rumore linfatico della polpa). L’ossimorico “suadentemente stordite” crea un corto circuito semantico di rara potenza. L’omeoteleuto degli avverbi in “-mente” tesse una fitta trama fonica che si puntella sul crescendo dei termini aulici, post-grammaticali (“inserta”, “spirto”, “clangore”,) per chiudere nell’utilizzo dell’auspicabile hapax “omore”.
Nondimeno, l’eccesso esornativo a tratti nuoce alla perspicuità del dettato, pregiudicandone la scorrevolezza. Punteggiatura non sempre adeguata.
Prof. Aristarco Scannabue: 7–

E infine la recensione in stile modernista di Andrea Gori che, impertinente, si spinge oltre “la mora e la ciliegia” del Maestro, affermando di aver sentito colle sue nari nello stesso vino, ben 10 profumi.

Ruchè di Castagnole Monferrato Laccento Docg 2011
Rosso limpido mai cupo, naso fresco e intenso di ribes rosso, amarena e durone nero di Vignola, che poi evolve in cotognata di mele e rabarbaro, floreale passito e vinaccia, con ricordi di lavanda e menta, resine e tostatura di caffè. Bocca compatta ma non arcigna, tannino appena avvertibile con alcol che fa capolino. Bella sapidità e notevole equilibrio per un vino che non tradisce i suoi 14°, felpato e suadente ma non lunghissimo. Discreta prova di classe su un vitigno poco conosciuto.
Andrea Gori: 88 punti

35 Commenti

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she-wolf international

circa 6 anni fa - Link

The above is the perfect example why we 'll never make it abroad.

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Eleutherius Grandjohn

circa 6 anni fa - Link

That's it. Take 2 average wine critics. Native speakers. Take 1 good interpreter or translator, better if familiar with wine and stuff. Let the critics read the translation. Then serve them the 99-scorer-of-sorts so bombastically praised. Cosa penserebbero i due malcapitati? Che forse anche nel mondo del vino si può distinguere tra native speakers e naivety speakers. E che nei secondi ci si imbatte con una certa facilità nel paese del Ruchè. Trovo peraltro la valutazione del Prof. Scannabue più veritiera. L'altra riesce, dove voleva essere emozionante, ad esser tutt'al più emolliente.

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Stefano Menti

circa 6 anni fa - Link

Conobbi Franco Morando proprietario di Montalbera qualche anno fa. Brava persona e buon imprenditore industriale, che ha deciso di investire nel vino. Non penso però che la concentrazione dei vini, sia l'espressività territoriale del Ruchè. Comunque non ho assaggiato il vino in questione, quindi è solo un lavoro di testa mia, conoscendo i gusti di Maroni sui rossi.

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nicola a.

circa 6 anni fa - Link

Lunga vita Scannabue. More.........

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AG

circa 6 anni fa - Link

M'inchino di fronte a tanta maroniana maestosità.

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claudio

circa 6 anni fa - Link

ma per favore...

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Filippo Ronco

circa 6 anni fa - Link

Mi chiedo, da un punto di vista di marketing e comunicazione, se un "riconoscimento" di questo tipo possa oggi fare più bene o più male all'azienda che, improvvidamente, abbia deciso si sottoporsi "al giudizio" del sommo. Indubbiamente il votino avrà ancora un qualche risicato impatto sul volgo ma per il resto del mondo del vino? Non rischia forse di rivelarsi un catastrofico boomerang comunicativo da inevitabile e perenne perculìo? Certo mi sarebbe piaciuto leggere la prosa di un altro grande maestro dei nostri tempi, Angelo Bernabucci in arte "er Finocchiaro". Di sicuro avrebbe potuto snocciolare anche lui qualcosa di strabiliante. Fil.

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Fabioz

circa 6 anni fa - Link

Maroni utilizza un metodo analitico che si basa sulla seguente assunzione (tutta da verificare): un vino è massimamente piacevole quando massimizza i 3 parametri Integrità, Equilibrio e Consistenza: IP=I+E+C. Vedete le definizioni di I, E e C sul sito di Maroni per capire. Ci sono una serie di problemi e ne elenco solo alcuni: 1. si può misurare la piacevolezza di un vino con un numero da 1 a 100 ? 2. anche ammettendo che I, E e C siano variabili dipendenti da altre, è ragionevole pensare che con così poche variabili sia possibile descrivere una matrice così complessa come il vino ? 3. come è possibile che la piacevolezza di un vino sia in proporzione lineare a C ? l'esperienza ci dice che non c'è quasi alcuna relazione fra piacevolezza del vino ed estratto secco. 4. Molti dei vini che secondo LM hanno E=33 (massimo punteggio per l'equilibrio), hanno un pessimo equilibrio, anche prendendo per buona la definizione di Equilbrio data da LM (ossia equilibrio gustativo fra sostanze a gusto dolce, amaro e acido). 5. Il metodo LM deve per forza assumere che il nostro sistema di recettori sia una macchina perfettamente accurata e ripetibile. Ne siamo certi ? insomma forse il metodo non funziona. salumi F

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gp

circa 6 anni fa - Link

Aggiungerei che, anche prendendo per buoni per... carità di patria i 3 "parametri magici", non si capisce perché debbano essere applicati indistintamente a tutti i vini. Per un vino di lunga gittata, che esce dopo qualche anno di invecchiamento, il parametro "integrità" è poco significativo: prendendolo alla lettera, per esempio, un Barolo rischierebbe di essere sistematicamente superato da un Nebbiolo d'annata dello stesso produttore. Non è un caso che nell'olimpo dei vini oltre i 90 punti-Maroni i grandi vini da invecchiamento italiani siano praticamente assenti. Stesso discorso per la "consistenza": che senso ha applicare a un Nebbiolo del Nord Piemonte la stessa griglia usata per un Primitivo di Manduria, a tutto favore del secondo? In tipologie di vini caratterizzate dall'agilità e dallo slancio, un eccesso di consistenza può addirittura essere un difetto, non un pregio. Resta poi aperta la domanda su quanto questa dottrina sia applicata coerentemente dall'autore stesso, e quanto invece serva a conferire legittimità pseudoscientifica a pareri che meriterebbero di essere semplicemente seppelliti con una risata. Come questo, che proietterebbe al vertice del vino italiano un prodotto sicuramente valido, ma che trova la sua giusta collocazione qualitativa dietro a decine di Barbareschi, Baroli, Brunelli ecc ecc.

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Wayne

circa 6 anni fa - Link

A dire il vero Luca Maroni ha verificato i tre parametri a livello scientifico in una ricerca pluriennale. Uno dei tanti pregi del suo metodo è che tutti possono capire come arriva al punteggio e questo lo rende molto trasparente. Poi ognuno decide se è d'accordo col metodo o meno. Per quel che riguarda i vini d'invecchiamento: Luca Maroni assaggia sempre i vini quando vanno in commercio. Gli aromi terziari, se pur molto piacevoli, sono degli aromi che non richiamano il frutto originario e perciò perdono dei punti a livello d'integrità.

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Zakk

circa 6 anni fa - Link

Infatti vinelli come monprivato, Monfortino, vigna rionda.... Et similia vengono sempre presi a sberle dalla prosa di Maroni. C'è da dire ha è coerente. Sarebbe bello sapere cosa beve nel privato questo personaggio più furbo che bello. Spero per lui non sia coerente.

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Pippone

circa 6 anni fa - Link

Per me si beve proprio quelli è ci percula con le sue recensioni.

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Arturo

circa 6 anni fa - Link

Speriamo siano solo " Inebetite le nari ".....

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la cinta milanese

circa 6 anni fa - Link

Provato sia il laccento che il tradizione, due buoni prodotti ma caspita, 99 punti?? O.o

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Rossano Ferrazzano

circa 6 anni fa - Link

Secondo me se si parla del Ruché di Castagnole Monferrato ed in una qualche maniera non si fa capire che è uno dei pochissimi vini rossi da vitigno aromatico, nel senso tecnico e terpenico del termine, come il Brachetto tanto per intendersi, si fa sempre e comunque un pessimo servizio al vino, e a tutto quello che gli/ci gira intorno.

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Eleutherius Pileolatus

circa 6 anni fa - Link

chapeau!

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Simone e Zeta

circa 6 anni fa - Link

Sottoscrivo, sarebbe molto interessante una bella fotografia del Ruchè.

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Arturo

circa 6 anni fa - Link

A parte che i punti sono solo 98, ma avete visto la lista ? 99 Epifanis 2009 Milopotamos - Mount Athos IP: 99 - C: 33 - E: 33 - I: 33 VP: 0 - QQ: 0 - ACQ: 0 Tipo: Rosso - Prezzo: 98 Vecciano 2008 Barbanera - Duca di Saragnano Toscana IP: 98 - C: 32 - E: 33 - I: 33 VP: 9.37 - QQ: 10.45 - ACQ: 9.91 Tipo: Rosso - Prezzo: B 98 Montepulciano d'Abruzzo Janù 2006 Jasci & Marchesani Abruzzo IP: 98 - C: 33 - E: 32 - I: 33 VP: 8.01 - QQ: 7.79 - ACQ: 7.9 Tipo: Rosso - Prezzo: D 98 Baccarossa 2009 Poggio Le Volpi Lazio IP: 98 - C: 32 - E: 33 - I: 33 VP: 8.44 - QQ: 8.68 - ACQ: 8.56 Tipo: Rosso - Prezzo: C 98 Ribeca 2009 Firriato Sicilia IP: 98 - C: 32 - E: 33 - I: 33 VP: 8.1 - QQ: 9.37 - ACQ: 8.74 Tipo: Rosso - Prezzo: C 98 Edizione Cinque Autoctoni sa Farnese Abruzzo IP: 98 - C: 33 - E: 33 - I: 32 VP: 8.13 - QQ: 9.63 - ACQ: 8.88 Tipo: Rosso - Prezzo: C 98 Ruché di Castagnole Monferrato Docg Laccento 2010 Montalbera - Terra del Ruché Piemonte IP: 98 - C: 33 - E: 33 - I: 32 VP: 8.87 - QQ: 8.98 - ACQ: 8.93 Tipo: Rosso - Prezzo: B 98 Marcello Gran Cru sa Ariola Emilia Romagna IP: 98 - C: 33 - E: 33 - I: 32 VP: 9.87 - QQ: 9.15 - ACQ: 9.51 Tipo: Spumante Rosso - Prezzo: A 98 Caleno Falerno del Massico Rosso Riserva 2008 Nugnes Campania IP: 98 - C: 33 - E: 33 - I: 32 VP: 0 - QQ: 0 - ACQ: 0 Tipo: Rosso - Prezzo: 98 Falerno del Massico Vite Aminea 2010 Nugnes Campania IP: 98 - C: 32 - E: 33 - I: 33 VP: 8.67 - QQ: 7.65 - ACQ: 8.16 Tipo: Bianco - Prezzo: B 98 Tabano Bianco 2010 Montecappone Marche IP: 98 - C: 33 - E: 33 - I: 32 VP: 8.58 - QQ: 7.74 - ACQ: 8.16 Tipo: Bianco - Prezzo: C 97 Moscadello di Montalcino Doc 2009 La Poderina Toscana IP: 97 - C: 32 - E: 32 - I: 33 VP: 7 - QQ: 6.76 - ACQ: 6.88 Tipo: Dolce - Prezzo: D 97 L'Autentica 2009 Cantine del Notaio Basilicata IP: 97 - C: 33 - E: 32 - I: 32 VP: 7.58 - QQ: 7.57 - ACQ: 7.58 Tipo: Dolce - Prezzo: E 97 Picolit 2008 Dri Giovanni - Il Roncat ecc. 98 punti al Ribeca di Firriato mi sembra un sogno, cosi' come 98 ad un lambrusco, per tanto fatto bene che sia che parametri potrà mai avere di intensità, persistenza, corpo ecc, sempre un lambrusco è e difficilmente potrebbe salire oltre i 90 De gustibus, Maroni docet

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Eleutherius Pileolatus

circa 6 anni fa - Link

... e de gustibus è bello discutere. Ciò che nella lista riprodotta da Arturo mi lascia perplesso è la prevalenza di vini flatteur (o, secondo la traduzione ipercorrettista di Sandro Sangiorgi, vini-mignotta), di una piacevolezza volumetrica, manieristica, molto truccata (con questo pensando non tanto a un enologo invadente, quanto proprio a mascara, rossetto, fondo-tinta).

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Fabrizio

circa 6 anni fa - Link

Io ritengo che Maroni debba scrivere romanzi sul vino: è la sua più naturale propensione... Non riesco ad arrivare fino in fondo dei suoi commenti di degustazione: troppo caramelloso, troppo arzigogoloso, troppo etereo e astratto... Sarà che io ho un'estrazione scientifica, ma quello che mi serve è un'analisi più tecnica, accurata e comprensibile. Sono convinto che la sua descrizione sopra illustrata può essere condensata in una ventina di parole ed il senso del discorso sarebbe lo stesso e più comprensibile! Mi sembra fuori dal tempo! Siamo nel 21°secolo, mica nel 19°....

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Lupin

circa 6 anni fa - Link

Ragazzi... mi sorprendete! eppure non siete neofiti, è da lameno 4 anni che sto Ruchè prende si premi. Basta pagare..classico esempio di italianità... e si questo riflette un ottimo risultato sul mercato .. in alcuni paesi anora purtroppo Maroni docet. quanto male per il vino italiano...

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aldo canolettaaldo canna

circa 6 anni fa - Link

Qrmai sono da tutti conosciute le sue esilaranti e logorroiche descrizioni definite da personalità enoiche come le strombazzature di un vecchio trombone stronbato.

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Montosoli

circa 6 anni fa - Link

@Filippo E anche un danno alla credibilita' del produttore.... Mi ricordo 5 anni fa' quando un vino toscano prese 95 ....il produttore confermo' che era esagerato, bastavano 90........per un vino da Euro 4 Forse ci sarebbe da analizzare in persona la campionatura inviata alla Guida.....che tante delle volte e preparata apposta

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Lupin

circa 6 anni fa - Link

ma che campionatura Maroni fa le consulenze è un accordo.. ma se fino a qualche anno fa pagando la maroni family ti faceva appositamante guide ad aziendam con recensioni e punteggi ad aziendam basta pagare.. sveglia!!

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gp

circa 6 anni fa - Link

Sul sito di Maroni sensonline.com l'offerta di consulenza è esplicita, e il legame con il risultato in termini di valutazione (punto 4) genera un evidente conflitto d'interessi: "PROGRAMMA DEL SERVIZIO DI CONSULENZA ORGANOLETTICA 1) Assaggio di ognuno dei vini da Voi prodotti non ancora definitivamente imbottigliati; 2) valutazione della piacevolezza complessiva e del tenore dei tre parametri (consistenza, equilibrio, integrità) di questi vini; 3) indicazione dettagliata degli input enologici per migliorare la piacevolezza di ognuno dei vini inviati; 4) indicazione della piacevolezza potenzialmente conseguibile da ogni vino mediante l'applicazione degli input trasmessi;"

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A. Tricolore

circa 6 anni fa - Link

Un attore, che recita il suo copione e ci riesce molto bene in un mondo in cui importante (e remunerativo) e' spesso l'apparire e non solo l'essere competente. Commento editato. Le offese, di base, qui non sono ammesse, grazie. (Jacopo)

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Giovanni Corazzol

circa 6 anni fa - Link

@Lupin @Tricolore calma con le illazioni e con gli insulti infantilmente mimetizzati. Scannabue ha dato una valutazione sul componimento e Gori ha proposto una propria valutazione. Altre letture sono chiacchiere al vento basate sul niente e quindi inaccettabili. grazie

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A. Tricolore

circa 6 anni fa - Link

Offese? Senza cattiveria pero'. Ammetto la lieve carenza di obbiettivita',ma purtroppo non riesco proprio a leggerlo tutto.inizia ad annebbiarsi la vista e lo stomaco si rivolta, mi gonfio ed inizio ad avere pruriti vari. Stavolta ero riuscito ad arrivare sino a "in un'unicum ofattivo s'asperge" quando mi e' partito il commento. Secondo me e' un grande attore,scrittore poeta e soprattutto un comico pazzesco quando descrive i vini degustati,non che io sia piu' competente di lui, asssolutamente no,ma e'nelle descrizioni che "illo diviene insuperabilo".

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manilo

circa 6 anni fa - Link

In tempi non sospetti in quel di Eataly di Roma comprai un Accento che ancora non ho stappato annata 2010...... che faccio me lo rivendo su E-Bay e svolto. Comunque Scannabue, sempre in tempi non sospetti è stato il promotore dell'ES di Gianfranco Fino......gli avrà detto culo.

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re nudo

circa 6 anni fa - Link

Perché parlare delle sue consulenze? E le altre guide come campano, sulle vendite? Ah, dite che la pubblicità che ospitano è gratuita?

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gp

circa 6 anni fa - Link

Risposta alla prima domanda: perché dal punto di vista deontologico è una pratica scorretta, che ha come evidente conseguenza quella di minare l'attendibilità dei giudizi. Se per assurdo fosse pratica generalizzata delle guide, la prima che dimostrasse di esserne immune quadruplicherebbe le sue vendite a spese degli altri. Alla seconda: pare evidente che le altre guide contano assai più sulle vendite: loro di certo non potrebbero permettersi la presunta "prosa d'arte" di Maroni, che da sola gli varrà qualche migliaio di copie in meno di vendite sul mercato. Alla terza: mettere sullo stesso piano una pratica diffusa a livello mondiale in tutti i campi dell'editoria, come la pubblicità, e una pratica che (come ho detto sopra) può essere adottata solo da una minoranza in condizioni di "azzardo morale" *, come la consulenza, è il solito giochino del "qua è tutto un magna magna", che (a proposito di nickname) serve proprio a coprire le nudità del reuccio di turno... * Azzardo morale: un soggetto sfrutta quel "bene pubblico" che è la (relativa!) credibilità della critica, costruita dai comportamenti degli altri soggetti, per comportarsi in modo assai diverso, per proprio tornaconto

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Wayne

circa 6 anni fa - Link

Almeno Luca Maroni usa il registro aulico quando scrive e non imbocca in certe volgarità che purtroppo si leggono nei commenti...

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Massimo Billetto

circa 6 anni fa - Link

Maroni, gaute la nata.

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martian

circa 6 anni fa - Link

ma che è sto ruchè? un vitigno omonimo? ne bevvi uno e non rimasi entusiasto. dolciastro mi rimase sulla lingua. certo fue lo mio errore de degustatione...

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tiproni

circa 6 anni fa - Link

continuiamo a parlare di Luca Maroni e della sua doppia faccia. l'editore che sta lasciando dietro di se [...parte sottoposta a moderazione...] questo è il vero Luca Maroni per favore: niente regolamenti di conti personali, qui. grazie. [F.]

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