Letterina dall’Italia a Robert Parker (e Monica Larner)

Letterina dall’Italia a Robert Parker (e Monica Larner)

di Alessandro Morichetti

Caro Robert,

ho ascoltato la tua intervista a WineNews.tv e siamo d’accordo: Italia e Francia stanno avanti, i vitigni autoctoni sono una forza della natura ma noi siamo ancora un po’ capre nella promozione. Vero, verissimo. Siamo peggio e meglio di quel che sembra, dipende dai punti di vista. La diversità va protetta, è una ricchezza e noi, modestamente, siamo i numeri uno. Il primato della Francia in creazione di brand e marketing non si discute ma ora devo farti io una domandina che il buon Regoli non ti ha fatto.

Caso vuole che proprio oggi avessi sotto gli occhi un articolo della Revue du vin de France dal titolo “100 sur 100 Robert Parker : tous les vins distingués en 25 ans”. Ho cliccato sulla lista dei 100/100 da gennaio 1990 a giugno 2015 e, caro Bob, devo dirti che mi sono depresso.

Perché ho trovato la tua intervista condivisibilissima ma santo il nostro iddio…

Il dettaglio, se possibile, mi incupisce ancor di più.

Ricapitolo.
In California sono andati 134 centocentesimi. Nel Rodano 120. A Bordeaux 100. In Australia 29. In Spagna 18. In Italia 8 centocentesimi. Otto Bob, solo otto. OTTO. Cavolo, non ci credo: OTTOOOOOOOOO!!! Insomma, capisco che siamo capre promozionali ma ti rendi conto di queste proporzioni? È indegno, uno scandalo, una vergogna! Il problema è che non sappiamo comunicare, oppure che non prendiamo abbastanza 100/100? Oppure: chi comunica meglio becca più 100/100? Sì, sono un sacco di domande. Eccone un’altra: adesso, caro Bob, con chi dobbiamo prendercela?

Santa Monica, pensaci un po’ tu (e auguri!).

Con stima, vostro Ale Morik

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

52 Commenti

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Emanuele

circa 4 anni fa - Link

Ma che vuoi che gli dica Monica...

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michele fino

circa 4 anni fa - Link

Bellissimo articolo. Bravo Alessandro!

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Montosoli

circa 4 anni fa - Link

Includi anche che quei pochi 100/100 presi dal Italia .....sono anche discutibili....ma quelli della Francia...no e poi no ! Aggiungi anche che chi prende 100/100 in Italia e visto come un nemico, dai propri vicini....(vedi Sauvignon) invece in Francia i colleghi della stessa denominazione usano la notizia come traino e spinta di marketing. Percio a conti fatti, sia Parker o Larner hanno fatto bene a dare meno 100/100 al Italia....ci abbiamo guadagnato di salute e meno carte bollate.

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Daniele

circa 4 anni fa - Link

e la Borgogna???

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Marco

circa 4 anni fa - Link

Se non sbaglio Parker non la ha mai amata, ed è ritenuto là persona non grata

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Marco

circa 4 anni fa - Link

In realtà vuol solo dire che tutto sommato l'Italia enologica, nonostante modernisti e cotarella vari, ha mantenuto un suo stile (o megli i mille suoi stili) che fortunatamente non sono quelle porcherie che piacciono tanto a Parker... D'altra parte la sua influenza si sta riducendo a vista d'occhio anche oltreoceano ed oramai è più che altro un riferimento per i cinesi...

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Daniele

circa 4 anni fa - Link

bè..che altro aggiungere :-)

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Gabriele

circa 4 anni fa - Link

Vuol dire che in Italia ce n'è per tutti i gusti, non solo per quelli di Parker. Evviva la (bio)diversità

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Robert M. Parker

circa 4 anni fa - Link

Dear Mr. Morik, First of all, let me say that I"m me and you're not a ca***. So I give 100 to whom mi pare a me. Then, all world knows that I can"t undestand "na mazza of italian grapes. Let we say to us: I can"t even pronounce their names correctly. I open a bottle of Barolo and it doesn't taste like a Bordeaux: what the hell do you want to go like this ? No colour, no ripe red fruit, the light pass through ... bad wines ! Same thing Brunello: why you damned italians don"t want to put "no ca*** of little merlot in it? It would be better. Without speaking of white wine: simply you are not able to make it ! In Friuli you put little dusts to make it smell better ! LOL ! Finally: the prices are ridicolous. Really do you think I could assign 100/100 to wine that cost less than 150 US dollars ??? ROTFL !!! regards, Robert M. Parker Jr Meno parolacce, graz ;-). [a.m.]

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massimiliano

circa 4 anni fa - Link

La luce passa attraverso il Barolo...e allora??????

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Marco De Tomasi

circa 4 anni fa - Link

... era ironico, qualora non si fosse capito ...

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Motown

circa 4 anni fa - Link

Mito!!!

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Monica Larner

circa 4 anni fa - Link

Secondo me, l'Italia meriterebbe molto di più. Non a caso, 3 di quegli 8 100/100 sono stati premiati da me negli ultimi due anni. Purtroppo Parker stesso non fa i vini italiani dal 2003 e il vino italiano non ha goduto del suo ottimisimo e coraggio in grandi annate quali 2001, 2004, 2006, 2007 e così via. La cosa importante, sempre, è trovare i vini che danno quel livello magico di emozione. Sia chiaro, ci tengo molto a vedere il numero di 100/100 in aumento, ma bisogna fare attenzione. È un lavoro di lungo periodo che posso fare solo se: 1. Incontro i vini che meritano 100/100 quando sono faccia a faccia con Francia, Napa o altri fine wines del mondo, non solo in confronto ad altri vini Italiani. 2. Faccio più verticali di annate vecchie per recuperare vini che meriterebbe un punteggio più alto grazie alla loro capacità di invecchiare. 3. Dimostriamo pazienza verso quelle zone e vitigni (da nerello mascalese allo stesso Sangiovese di Brunello) di cui non è chiarissimo ancora come sono quei vini dopo 30 anni di invecchiamento. Con un lavoro molto attento e molto curato nei prossimi 5-10 anni sono convinta che l'Italia otterrà il peso, in termini di centesimi, che merita.

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antonio

circa 4 anni fa - Link

Ultimo articolo su TWA sui Chianti Classico, 246 vini assaggiati da 63 aziende, totale delle aziende aderenti al consorzio oltre 600, quindi Lei ha valutato circa il 10% delle aziende. Premesso che per alcune aziende ha valutato 5/8 vini e non tutti CC, può dirmi quali criteri ha utilizzato nello scegliere le aziende da assaggiare? E' corretto parlare di articolo sul Chianti Classico con un numero così esiguo di vini valutati? Ritengo che questi siano argomenti più interessanti dei quali discutere piuttosto che di eventuali 100/100 italiani.

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Leon Femfert

circa 4 anni fa - Link

Io credo che molte aziende non sono state recensite nell'articolo perché le annate attualmente in commercio sono già stati recensiti prima da TWA.

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nedosonetti

circa 4 anni fa - Link

"Sangiovese di Brunello) di cui non è chiarissimo ancora come sono quei vini dopo 30 anni di invecchiamento" Non e' chiaro cosa succede dopo 30 anni??? Ha mai assaggiato i vecchi vini del Greppo, Col d'orcia, Poggione, Barbi, Il Marroneto , Baricci , Soldera ecc. ecc.. ecc.. Sono favolosi altro che .

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Saverio

circa 4 anni fa - Link

Ma vogliamo parlare di come sono state selezionate le aziende in riferimento alla degustazione di Chianti Classico della signora Lerner?

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Sì, parliamone pure. Solo informazioni certe però, non allusioni o fregnacce o retropensieri campati in aria.

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Saverio

circa 4 anni fa - Link

Alessandro, chiedendo chiarimenti al Consorzio del Chianti Classico ufficio marketing e comunicazioni (quindi né allusioni né fregnacce!!!) mi è stato risposto che la Sig.ra Lerner ha selezionato Lei stessa le aziende che voleva degustare; solitamente per le degustazioni delle riviste i campioni vengono richiesti direttamente al Consorzio e di tutte le aziende della denominazione stessa. Bene. Le allusioni sono riferite ei presunti rapporti commerciali, chiaro? E scegliere da sé le aziende da recensire NON sono rapporti commerciali bensì scelte editoriali. [a.m.]

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Saverio

circa 4 anni fa - Link

Su cosa si basano le scelte editoriali ?!!!!

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Su quello che un soggetto editoriale, in autonomia, ritiene rilevante. Giusto o sbagliato che sia.

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Saverio

circa 4 anni fa - Link

Alessandro io di questi intrighi o contorte metodologie ci capisco davvero poco,la mia formazione di sano viticoltore si basa su tanto lavoro in vigna e tanta passione e vorrei essere giudicato per quel che faccio e non per scelte editoriali forse sarò un illuso ma sicuramente onesto. A tutti gli smanettoni che vogliono emergere costi quel che costi faccio posto molto volentieri tanto tutti i nodi vengono al pettine. Cordialmente ti saluto e ti auguro buon lavoro.

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Pino

circa 4 anni fa - Link

Secondo me è' vero,non sempre ma molto spesso, all'estero conoscono un qualche Brunello e un qualche Barolo e sono convinti di conoscere tutti i vini italiani. Addirittura, molto spesso chiamano i nostri vini col nome delle più' conosciute città' italiane. Questo è purtroppo il nostro problema.O Brunello o Barolo e vai a vedere che Brunello è che Barolo. Domandiamoci come mai dopo tanto nulla sul mercato inglese ora è esploso il caso Prosecco.....

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capex

circa 4 anni fa - Link

Attenzione dei 600 iscritti al consorzio del Chianti Classico solo 250 sono produttori gli altri, ben 350, sono solo inbottigliatori; quindi...

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antonio

circa 4 anni fa - Link

E' vero, infatti uno di questi è regolarmente recensito (Castelli di Grevepesa) mentre aziende di qualità riconosciuta come Istine, Rocca di Montegrossi, Le Cinciole, Il Palazzino giusto le prime che i vengono in mente, non sono state prese in considerazione. In ogni caso 60 su 250 mi sembra comunque un campione non rappresentativo del territorio. Ripeto quello che lascia perplessi è il criterio con il quale si siano scelte le aziende, un politico famoso diceva: "a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca!"

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gabriele succi

circa 4 anni fa - Link

Ma nel 2015, quasi 2016, parliamo ancora di robert parker? Dai, valà...

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Stefano Cinelli Colombini

circa 4 anni fa - Link

Beh, 238 a 8 è un punteggio che neppure la nazionale di rugby becca dai francesi. Spaventoso. Ma sono d'accordo con Monica Larner, dobbiamo costruire per il futuro. Serva a qualcosa dire che il parametro del gusto di Parker era "tarato" su Bordeaux e non sulle nostre tipicità? Era così, ma se domani sarà diverso a che serve polemizzare sul passato? Aspettiamo e vediamo. PS ho appena condotto una verticale di 1957, 1967, 1977, 1982, 2004 e 2010, una delle tante che facciamo con risultati impressionanti per i Brunelli "vecchi". Direi che si sa cosa accade con i Brunelli di oltre 30 anni, se sono di Sangiovese e se il tappo ha retto spesso sono splendidi.

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andrea

circa 4 anni fa - Link

Ancora una volta apprezzo il suo buonsenso.

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Adriano Aiello

circa 4 anni fa - Link

Ma solo a me sorprende più di ogni cosa la leggerezza con cui si da 100? abbiamo 452 vini perfetti, incredibili, epici, leggendari e non migliorabili! Nel cinema 30 anni fa hanno sputtanato la parola capolavoro, tanto che oggi lo si dice pure di un budino ben ruscito, questo mi pare lo stesso concetto. Non esiste tensione al miglioramento e alla scoperta sdoganando con tale leggerezza l'idea di perfezione.

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Carmine

circa 4 anni fa - Link

Sono d'accordo nel non andare per forza a ricercare i 100 centesimi di Parker come un qualcosa che rendano il prodotto più buono, ma quei numeretti fanno più comunicazione da soli di un ufficio stampa di un consorzio. Che poi, a proposito di consorzi, ci sarebbe un gran lavoro da fare per sfruttarli come volano per la promozione del prodotto piuttosto che come vetrina per qualcuno.

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capex

circa 4 anni fa - Link

Giustissimo 60 su 250 è veramente poca cosa, questi 60 a parer mio hanno contatti commerciali che vanno oltre la qualità. L'importante è esserne consapevoli quando leggiamo il Sig. Parker.

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Quali contatti commerciali? Se c'è una cosa su cui Parker è inattaccabile è proprio il non avere vincoli commerciali. Se poi non se ne condivide il gusto o i punteggi è altro conto ma non mischiamo capre e cavoli.

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Marco

circa 4 anni fa - Link

Non capisco comunque la rincorsa ai 100/100 nel senso che non la ritengo sempre proporzionale alla qualità e sopratutto foriera di assurde speculazioni e aumento mostruoso dei prezzi. Vedasi la 2010 in langa e a Montalcino dove i voti astronomici si sono sprecati e i prezzi sono volati alle stelle. Da appassionati veramente ci interessa questa cosa? Veramente dobbiamo lamentarci perché il barolo non costa ancora come la Borgogna?

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capex

circa 4 anni fa - Link

Fregnacce? Retropensieri? Parlo di saper promuovere, di saper essere presenti ovunque ovvero essere bravi come i francesi. Calma col pensare sempre male. A proposito di retropensieri. Non conosco come lavora il Sig. Parker per cui non insinuo niente d losco.

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Scrivendo di contatti commerciali oltre la qualità non si parla di promozione pura e semplice, comunque ci siamo capiti adesso.

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nicola a.

circa 4 anni fa - Link

Tutti zitti?

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antonio

circa 4 anni fa - Link

Forse Alessandro quando parla di Parker senza vincoli commerciali, forse si riferisce alla vecchia gestione! Mi spiego, attualmente la testata è di proprietà di un gruppo di investitori di Singapore e Parker figura solo come un collaboratore, la sua attività è perlopiù legata a condurre degustazioni-evento alle quali i ricchi Asiatici partecipano pagando laute cifre. Ovviamente le aziende coinvolte pagano a loro volta un cospicuo fee, quindi il mito del Wine Advocate indipendente e non asservito a pubblicità e potere non esiste più.

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carolaincats

circa 4 anni fa - Link

"Dear Mr. Morik, First of all, let me say that I”m me and you’re not a ca***." moricchio, a me uno che mi dice così meglio che me lo dica da distante... molto distante. felice che nel mio mondo non esistono persone così. che dia i centesimi a chi li brama.

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Marco De Tomasi

circa 4 anni fa - Link

... no, dai ! mica avrete creduto fossi Parker per davvero !?

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carolaincats

circa 4 anni fa - Link

senti, io il parkerone non lo conosco, ma se mi avesse detto così un calcio negli stinchi se lo beccava... poi io si sa che sono tontolona :)

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

E se Monica Larner avesse semplicemente selezionato quel che conosceva e riteneva degno? così, un modo innovativo di lavorare...

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Francesco Capecchi (Capex)

circa 4 anni fa - Link

Quello che intendevo l'ho spiegato, mi sono espresso male? Non è un delitto. Ci siamo chiariti? Ne sono contento. Per cortesia basta con le puntualizzazioni. Robert Parker, Ken Parker, la penna Parker...mi interessano il giusto. Se scrivi una cosa poco chiara, le precisazioni sono necessarie. [a.m.]

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gianpaolo

circa 4 anni fa - Link

Il numero di vini 100/100 nel corso degli anni e' uno spaccato della storia del vino a livello internazionale, o globale come dicono loro. Non credo che ci sia un complotto o una colpa di nessuno, ma la realtà' è stata, e in parte ancora è che i vini italiani abbiano avuto un peso inferiore a livello di mercato mondiale, sopratutto nella fascia alta, che è sempre stata appannaggio dei francesi (e se si è americani, con un certo orgoglio nazionale, dei grandi californiani). La storia cambia, è cambiata spesso anche in Francia, e in qualche caso è stato Parker a farla cambiare (Bordeaux e Rodano). La parte italiana ancora in gran parte deve essere scritta. Io non ho dubbi che vini come Barolo e Brunello diventeranno i nuovi benchmark a livello globale, ormai sono "sdoganati", anche grazie alla dimostrata capacità di invecchiamento, che è il parametro di riferimento per i grandi vini, anche a fini di investimento, come è sempre stato per i grandi francesi. La ricchezza dei vitigni autoctoni è per l'appunto una ricchezza, ma il fatto che siano vini che "non viaggiano", al contrario degli altri grandi (riesling, chardonnay, cab sauv, syrah, merlot, grenache) di certo non aiuta, ma così è.

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Francesco Capecchi (Capex)

circa 4 anni fa - Link

Perché non mi avete pubblicato l'ultimo commento? Non ce ne sono in moderazione da nessuna parte. [a.m.]

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capex

circa 4 anni fa - Link

Su ciò che risulta poco chiaro si chiedono spiegazioni non si attacca a capo basso. Per quanto riguarda la moderazione è stata sbloccata manualmente da Tomacelli. Saluti.

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Gianni Morgan Usai

circa 4 anni fa - Link

No guides, no Parker... No gods, no masters...

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Durthu

circa 4 anni fa - Link

Se finalmente ci rendessimo conto che una degustazione non e' una misura (e che associarla ad un valore numerico e' poco piu' di un divertissement) staremmo tutti piu' sereni.

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Eleuterio

circa 4 anni fa - Link

Da quello che so io, il nuovo indirizzo dei nuovi proprieteri ha imposto alla signora Monica di recensire pochissimi produttori scelti prima: sopratutto vini presenti nel mercato asiatico. La Monica ha la casa di Roma piena di campioni ricevuti nel 2014 quando ne aveva fatto richiesta a tutti i produttori già recensiti prima da Galloni. Nel 2015 non è arrivata nessuna richiesta di campioni da parte di Wine Advocat! Che vuol dire?

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antonio

circa 4 anni fa - Link

Forse che hai visto la trave nell'occhio delle "anime belle" che pensano ancora all'indipendenza di WA.

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Luigi

circa 4 anni fa - Link

Secondo me Parker and co, puntano alla globalizzazione del gusto: tanto legno, vanilla...e frutta rossa. Potrebbe essere carino guardare bene all'interno di quella lista di 100, e capire la quantita' di piccole botti usage ed anni trascorsi del vino ad estrarre gli aromi del legno

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Dario

circa 3 anni fa - Link

E semplice : chi prende 100 ( francia usa australia ecc.. ) pagano !!!!

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Marcello

circa 3 anni fa - Link

Gentile Alessandro, quando entro in una cantina per conoscerne il proprietario capisco molto di più del vino che berrò che comprandolo in enoteca. Io mi "nutro" di vino prevalentemente in questo modo (in questo momento sono in Alsazia a fare questo tipo di ricerca). Vado per lo più nelle cantine piccole a trovare delle piccole perle, non solo enologiche ma anche esperienziali. Questo è il mio modo di vivere il vino, ma non credo che sia solo il mio, e pertanto i punteggi che vedo in alcuni "cataloghi" che fanno risaltare le grandi maison, nella maggior parte dei casi mancano proprio di quel tipo di emozioni che io invece cerco. Per me sono solo una vetrina fredda di una via di gran lusso. Io voglio un altro vino però. In fine dei conti quindi, la risposta del sig. R.P. era attesa ed anche il suo atteggiamento arrogante (io scrivo quello che mi pare), tra l'altro si è permesso una citazione del nostro grande Albertone nel Marchese del Grillo: "Perché io so' io e voi non siete un c***". Cosa che mostra che tutto sommato l'Italia la conosca anche più di quanto si possa credere (ma magari per alcuni la cosa non era in dubbio). Invece scrivere sul sito il cui messaggio è "un altro vino è possibile", una lettera alla persona che, secondo me, è rappresentativa dell'opposto, credo sia stato un autogol, o quantomeno mi sfugge il vero obiettivo. Ritengo che sia un po' come scrivere al proprio nemico: "trovo inappropriato che tu abbia mandato le tue truppe contro le mie..." . Lo ammetto qui ho un po' esagerato ma volevo solo far intendere il senso. Non fraintendermi apprezzo il lavoro che fai e non mi permetterei questa critica se non ritenessi che tu avessi un valore. Un caro saluto. Marcello

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