Leggendo i 3 Bicchieri 2014 della Campania pensi: Cotarella, Andreotti, Prima Repubblica

di Alessandro Morichetti

Non sono un esperto di vini campani ma dopo aver beccato alla cieca un Fiano di Avellino per il suo tocco fumé (1990, Vadiaperti) sento di possedere facoltà paranormali. Vengo da Civitanova Marche, patria della Pasqualina, sensitiva e consulente di papi e presidenti, quindi occhio. Sto per vaticinare.

Ben 8 nuovi tre bicchieri quest’anno per la Campania che segna un complessivo +3 rispetto allo scorso anno. Clamorosa affermazione del Sannio che, dopo anni di vacche magre, incredibilmente sforna 3 Tre Bicchieri tra cui spiccano il Delius dell’amministrata coattamente Cantina del Taburno e la Falanghina base di Fontanavecchia. Vini dal rapporto qualità-prezzo imperdibile, si direbbe. Mi raccomando: lasciatene un po’ anche per noi! (Comunque è un fatto: il Sannio ha proprio svoltato. Due 3 bicchieri in 8 anni e adesso ne arrivano tre. ‘Mmazza. Giro al Vinitaly guadagnato sul campo!)

Aggiunto un tassello ai vini targati Cotarella, che oltre agli immancabili Terra di Lavoro e Montevetrano annovera anche San Salvatore tra le eccellenze regionali. Buone nuove dalla provincia di Caserta che, oltre ai collaudatissimi Nanni Copè e Terre del Principe, accoglie le new entry di Masseria Felicia e Alois e dalla provincia di Napoli con D’Ambra. Meno folta del solito la presenza irpina e questo potrebbe sembrare un segnale di crescita delle altre province. Potrebbe. Ad onor del vero, alcuni produttori top presentavano bianchi 2011 (annata non all’altezza delle migliori riuscite come 2010 e 2012) e anche sul Taurasi c’erano tanti 2009, annata che alcuni critici della Crusca avrebbero definito “di merda”, ma solo a microfoni spenti.

Questa la lista di una edizione da ricordare, visto che i 3 bicchieri arrivano in tutte e 5 le province.

Aglianico del Taburno    ’10    Fattoria La Rivolta
Aglianico del Taburno Delius    ’09    Cantina del Taburno
Casavecchia Centomoggia    ’11    Terre del Principe
Falerno del Massico Rosso Et. Bronzo    ’10    Masseria Felicia
Fiano di Avellino     ’12    Pietracupa
Fiano di Avellino Pietramara    ’12    I Favati
Fiano di Avellino Selvecorte    ’12    Michele Contrada
Fiano Tresinus    ’12    San Giovanni
Greco di Tufo Cutizzi    ’12    Feudi di San Gregorio
Greco di Tufo V. Cicogna    ’12    Benito Ferrara
Ischia Biancolella Tenuta Frassitelli    ’12    D’Ambra Vini d’Ischia
Montevetrano    ’11    Montevetrano
Pian di Stio    ’12    San Salvatore
Sabbie di Sopra il Bosco   ’11    Nanni Copè
Taburno Falanghina   ’12  Fontanavecchia
Taurasi Coste    ’08    Contrade di Taurasi
Taurasi Fatica Contadina    ’08    Terredora
Taurasi Radici Ris.    ’07    Mastroberardino
Terra di Lavoro    ’11    Galardi
Trebulanum   ’10   Alois

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

4 Commenti

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Angelo D.

circa 6 anni fa - Link

Altro che Cotarella, il vero Re di questa tornata e' Vincenzo Mercurio. Grande!

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Luca Miraglia

circa 6 anni fa - Link

Ho avuto una dritta da un amico "molto in alto": Montevetrano e Terra di Lavoro avranno i 3 bicchieri anche nella Guida del 2054 ...mah!!!

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luigi

circa 6 anni fa - Link

concordo con angelo il vero mattatore è il dottor mercurio, poco conosciuto fuori regione ma grande talento in costante crescita che merita attenzione anche a livello nazionale .

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ilmoralizzatore

circa 6 anni fa - Link

A Morichè...perchè ce l'hai tando col gambero roscio???

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