Le 8 regole di stile per visitare le cantine senza apparire un buzzurro

di Antonio Tomacelli

Di quando in quando nella timeline di Facebook capitano le disavventure di qualche vignaiolo alle prese con degli ospiti non proprio “a norma”. Sentite cosa è successo qualche giorno fa a Eva Bellagamba della Beconcini Agricola:

Carissimi turisti tedeschi che mi siete piombati in casa alle 13,10 mentre mi ero appena rilassata e messa in ciabatte per mezz’ora di pranzo, chiedendo se parlassi un “minimo” di inglese squadrandomi con sufficienza (…), e facendo correre in qua e là vostri bellissimi e biondissimi bambini, chiedendo un wine tasting per 10 persone, e rispondendomi male e indispettiti perché vi ho gentilmente detto che stavamo andando a pranzo e che non avendo il dono dell’ubiquità era chiaro che non potessi improvvisare una degustazione, e che inoltre alle due ho un appuntamento e che se volevano tornare potevamo fissare un appunt…….ma già quelli mi voltavano le spalle mandandomi chissà dove….ma che devo dirvi???

Di “Turisti per Caso” siffatti ne girano ancora parecchi, ragion per cui sarà meglio ricordare a tutti qualche regoletta da osservare prima, durante e dopo la visita in cantina:

1) Siete i benvenuti, per carità, ma nessuno è tenuto a farvi visitare quello che, in fondo, è uno stabilimento di produzione. Sarebbe come se un amante del caffè si presentasse al cancello della Lavazza per una degu di tazzine fumanti: immaginatevi le facce dei custodi. Per consuetudine ed abitudine i vignaioli sono più abituati alle visite che non i produttori di caffè ma non bisogna approfittarsene troppo. Meglio allora telefonare e prenotare, specie in tempo di vendemmia, quando le cose in cantina si fanno più complicate.

2) Un minimo di informazioni sulla cantina e la zona che state per visitare non guastano mai. Una mezz’ora in compagnia di Google vi eviterà brutte figure e domande banali.

3) In cantina non si masticano gomme, non si parla al cellulare e, soprattutto non ci si presenta improfumati come una quindicenne al primo appuntamento. Chiedete il permesso prima di fotografare: siete in casa d’altri, ricordatelo sempre.

4) Le cantine più grandi e strutturate hanno del personale addetto alla ricezione, in quelle più piccole sarete ricevuti dal proprietario. In ogni caso si tratta di gente esperta a cui non è il caso di impartire la lezioncina ripassata a casa. Siate dunque curiosi e moderatamente inquisitivi: chi vi sta di fronte ne sa più di voi. Soprattutto non fate paragoni col lavoro delle altre cantine, esistono più metodi di vinificazione che tacchi di scarpe.

5) La visita ai vigneti non è sempre possibile, specie durante la vendemmia. Non insistete.

6) Non tutte le cantine sono attrezzate con la sala per le degustazioni ma non formalizzatevi: l’assaggio tra botti e cisterne è più intimo e affascinante anche se non sempre gratuito. Informatevi sugli eventuali costi, eviterete brutte figure.

7) Lasciate che sia il vostro Cicerone a decidere la sequenza e la tipologia dei vini da bere. Chiedere una sputacchiera non è reato e, anzi, vi farà apparire come un vero professionista. Se dopo le bottiglie vi faranno assaggiare anche il vino dalle cisterne, dalle botti o dai fermentini è segno che avete superato alla grande la prova simpatia: siete stati ammessi al Sancta Sanctorum.

8 ) La vendita diretta non sempre è possibile ma, nel caso, l’acquisto di un cartone da sei bottiglie vale come 12 “grazie per l’ospitalità”. Prima di ripartire chiedete informazioni turistiche o sui ristoranti della zona: chi vi sta di fronte è un esperto del territorio e può darvi delle dritte preziose.

[Fonte: Huffingtonpost]

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

23 Commenti

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Pietro Palma

circa 5 anni fa - Link

Questo è il perfetto decalogo per condurre a buon fine una visita anche nella più nobile e prestigiosa Azienda Vinicola: 1- Attendere pazientemente l’approssimarsi della vendemmia. 2- Con incursioni notturne in vigna (travestiti da ungulati in modo da mangiare anche un paio di grappoli d’uva) per misurare i gradi Babo e consultando la comoda App “il Meteo”, è possibile prevedere le mosse del Vignaiolo e capire quando egli deciderà di vendemmiare il primo grappolo. 3- Una volta scoperta la data di inizio vendemmia, iniziare a tempestare l’Azienda di telefonate, fax, e-mail e mazzi di rose, spacciandovi per fini degustatori, pseudo-giornalisti, blogger incompresi, guru della comunicazione, giudici di Masterchef Abbiategrasso. Alla fine, presi per sfinimento, vi concederanno un appuntamento per visitare la tanto desiderata cantina nella data per loro più scomoda, piena di impegni e sfavorevole: il giorno della vendemmia. 4- Presentarsi al suddetto appuntamento con almeno due ore di ritardo, giungere puntuali non è chic. Se ci riuscite, chiedete di poter arrivare in elicottero in modo da costringere il vostro ospite ad espiantare un ettaro di vigna per crearvi un punto di atterraggio comodo e adatto al vostro rango. 5- Al vostro arrivo, il gentile Vignaiolo, dovrà abbandonare ogni altra attività secondaria legata a vendemmia, vinificazione, trattore o gestione della cantina, per dedicarsi “anima & core” solo a voi. Eventuali stivali infangati e/o mani sporche di terra devono esser accettati con simpatia, fanno tanto contadino vero, molto rurale! 6- Mentre vi mostrano orgogliosi vasche di cemento, tank di acciaio che costano come una Bugatti Veyron e follatori atomici, voi concentrate la vostra attenzione sui piccoli dettagli, tipo un imbuto di plastica, e chiedete dettagli su di esso. La grandezza di un produttore si misura anche da queste cose. 7- Giunti nella barriccaia/sala dei legni, vi si apre un universo di opzioni interessanti. Approcciarsi alla barrique con timidezza, leggendone da prima marca, provenienza e tostatura. Dopo questo approccio preliminare, rompete il ghiaccio accarezzandola lievemente, poi sempre più vigorosamente. Annusatela, stringetela, vezzeggiatela, datele piccoli colpi ritmici e vedete come reagisce. Quando avete finito fumate una sigaretta. 8- Siete giunti alla fase topica, l’assaggio dei vini. Tirate fuori il taccuino e ponete le 106 domande che vi siete preparati, scavate nel torbido, andate in profondità, chiedete tutto, soprattutto le cose improbabili e inutili, il produttore apprezzerà moltissimo. Dedicate all’analisi di ogni vino almeno 50 minuti riempiendo 6 pagine di appunti, è segno di serietà. 9- Ultimo atto: l’acquisto delle bottiglie. Le strategie da seguire sono due. Se il produttore effettua vendita diretta non comprate niente, altrimenti sembra che lo facciate solo per ricambiare la cortesia della visita. Se invece non c’è possibilità di acquistare delle bottiglie, fate pressing psicologico sul produttore. Vietato tornare a casa senza avergli estorto almeno una mezza bottiglia del prodotto più costoso della gamma, sarebbe disonorevole. 10- Ripetere la procedura ogni anno fino alla fine dei tempi.

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Paolo Vigo

circa 5 anni fa - Link

Applausi.

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Paola Lantieri

circa 5 anni fa - Link

MITICO Pietro Palma!!!

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Marco

circa 5 anni fa - Link

hahahaha, poi il punto 7 mi ha fatto scoppiare a ridere!!!

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TanninoME

circa 5 anni fa - Link

geniale :D

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mario

circa 5 anni fa - Link

Santo articolo

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liloni adriano

circa 5 anni fa - Link

tutte e due le versioni simpaticamente(come un calcio nelle gonadi) realistiche. Sopratutto in tempo di vendemmia.

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Marco Delugas

circa 5 anni fa - Link

Senza nulla togliere alle grandi aziende che sono spesso il top, le visite migliori secondo me si fanno quando chi riceve è il proprietario/agronomo/enologo! I migliori incontri e conoscenze io li ho fatti con queste persone!

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Alessandro

circa 5 anni fa - Link

Io nelle visite ho sempre uno scrupolo. Quante bottiglie aquistare (se la degustazione è gratuita) quantomeno per ricambiare la gentilezza? Un cartone / 100€ euro è una cosa ragionevole?

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Marco

circa 5 anni fa - Link

io sempre minimo un catroncino da 6, se poi i prezzi sono veramente bassi e il livello è alto o comunque degno di nota anche 2 o 3 cartoncini... se i prezzi sono decisamente alti... mi è capitato di fermarmi a 3/4 bottiglie... .

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Adriano Aiello

circa 5 anni fa - Link

Punto 7 di Pietro Palma regna. Ho riso molto

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Davide G.

circa 5 anni fa - Link

prendete Pietro Palma come redattore di INTRAVINO

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az

circa 5 anni fa - Link

Cmq il massimo alla gentilezza dell'esauriente addetto di turno dell'azienda resta: "si, scusi, dov'è il bagno?" !!!!! :D

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Anon

circa 5 anni fa - Link

Buonasera a tutti, sono un appassionato da poco ma non ancora sufficietemente esperto, ho capito piu' o meno cosa mi piace e provo ad approfondirlo anche nel mondo del vino. Vorrei una sincera opinione sul mio comportameto tenuto durate una visita ad una cantina. 1 - contatto la cantina via mail per avvisare che arrivero' con altri 3 amici per una degustazione il il giorno x alle ore x, chiedo quindi se e' possibile accoglierci e se sono previsti dei costi. 2 - giunto in cantina (molto bella) siamo ben accolti, assaggiamo direi 10 bottiglie partendo da favorita, chardonnay per finire con barolo e grappa in chiusura. Ci portano addirittura degli stuzzichini. 3 - vendita diretta: ben impressionato dai vini procediamo all'acquisto per circa 160 euro di bottiglie miste. 4 - ringraziamenti e promesse di ritornare. Siccome non ho molto il polso della situazione, secondo voi posso tornare con altri due amici o hanno appeso la mia foto segnaletica? Mi spiego, alla fine la vendita di 160 € di bottiglie ripaga quelle ore di lavoro e le bottiglie aperte per la degustazione o le buone maniere prevedevano che acquistassi un di piu'?

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Antonio Tomacelli

circa 5 anni fa - Link

Più che sufficiente, l'acquisto è un segno di apprezzamento.

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AG

circa 5 anni fa - Link

Antonio, certi miei conoscenti non la pensano affatto così. Purtroppo.

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bettino

circa 5 anni fa - Link

Per il punto 7 di Pietro Palma (quello della "sputacchiera"), faccio mia l'affermazione di Mauro Lorenzon-L'oste del vin bon, dell' enoteca La Mascareta di Venezia : "Pitost che sputar na ombra, me taje un braz". Amen

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bettino

circa 5 anni fa - Link

rettifico : punto 7 di Tomacelli, of course

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TanninoME

circa 5 anni fa - Link

Premetto innanzitutto che personalmente rispetto sempre "le regole di stile" e non lo faccio per qualche motivo particolare, non occorre inoltre essere esperti visitatori di cantine, ma si tratta di una semplice questione di educazione. Quindi chiamo, scrivo, chiedo gentilmente informazioni e mi organizzo di conseguenza ed una volta giunto presso l'azienda mi pongo sempre con la stessa cortesia. Per quanto riguarda il caso specifico, leggendo il virgolettato, sono d'accordo sul fatto che a causa di impegni già fissati alle 14 non era possibile organizzare una degustazione per un gruppo di 10 persone arrivate all'improvviso quindi senza avvisare, sono meno d'accordo sul rispondere "sto in ciabatte e devo pranzare". Tuttavia era proprio necessario questo sfogo? Ora non conosco nello specifico qual è stato il comportamento di questi turisti tedeschi, tuttavia io ricorderei sempre, a tanti produttori, che in Italia a livello di marketing siamo carenti e a livello di mentalità all'estero ci danno "una pista", che chi viene presso la vostra Cantina lo fa per conoscere un Vostro Prodotto quindi a tutto Vostro vantaggio. Ricorderei altresì a tanti produttori che non stanno facendo un favore al visitatore e lo scrivo semplicemente perchè come il visitatore maleducato esiste il produttore maleducato e per esperienza personale, avendo visitato parecchie cantine, ponendomi sempre con la stessa gentilezza e cortesia ho riscontrato grandi ma anche pessime accoglienze. Saluti, Francesco

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christina

circa 5 anni fa - Link

@Pietro Palma: GRAZIE!!! Riderò alle lacrime al prossimo ungulato che suona alla porta!!!

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Barologirl

circa 5 anni fa - Link

Grandissimo Mr Pietro Palma!!! Un signore, una volta giunti nella zona di fermentazione mi chiede: "lei prima ha detto che avete già finito la vendemmia... allora perché tutte queste vasche sono vuote?" la sottoscritta: "cosa le suggerisce l'idea che le suddette vasche siano vuote? Si dà il caso che siano TUTTE piene!" il signore:"ah... era solo per chiedere!"

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graziano

circa 5 anni fa - Link

c sono molti visitatori maleducati e sufficienti, ma anche persone meravigliose che premiano con la loro presenza le fatiche dei vignaioli. comprano pochissimo, ma dobbiamo saper accoglierli con dignità e simpatia, modestia e professionalità, cercando d trasmettere il nostro amore per la terra per suscitarlo in loro. cin cin. graziano.

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