La mia prima volta. Ovvero: l’etichetta che m’ha fatto diventare quello che sono/1

La mia prima volta. Ovvero: l’etichetta che m’ha fatto diventare quello che sono/1

di Fiorenzo Sartore

Nella nostra memoria, in qualche parte confusa e felice, c’è l’etichetta che ha segnato la svolta nella nostra vita di enofili. Nel senso che ha avviato il cambiamento, e ci ha indotto a voler capire qualcosa di più di questa vicenda che oggi chiamiamo bevanda odorosa, e per qualcuno di noi è diventata una passione e magari anche un lavoro. Si tratta di pensare bene al quando e al dove, e al che cosa, ma la bottiglia che ci ha cambiato per sempre l’abbiamo più o meno tutti. Questa è la storia della mia.

Io, veramente, sarei figlio d’arte. Discendo cioè da una stirpe di commercianti di vino quindi nel giro c’ero già. Ma nel 1987-88 ero ancora indeciso e comunque avevo poco più di vent’anni quindi avevo altri smazzi. Per farla breve, a quel tempo frequentavo una compagnia di amici – molti di questi amici del cuore anche oggi – coi quali si condividevano vacanze e altri fatti allegri. Un’amica del gruppo ci ospitava spesso nella casa in montagna, provvista di una cantina dove finivano le cassette natalizie destinate alla genitrice. Noi ci occupavamo, generosamente, di fare spazio in quella cantina così ingombra.

Era un Barolo di Cordero di Montezemolo. Non memorizzai subito il nome, ma riconobbi l’etichetta tempo dopo: era serissima, metteva soggezione. Non ricordo l’annata ma ricordo nettamente la sensazione di bere qualcosa di profondamente diverso da quello a cui ero abituato, barbera e dolcetto no logo facili e disimpegnati, quando andava bene. Quello no: quello costringeva a pensare, a causa di quel tono sostenuto che aveva e che tempo dopo avrei imparato a chiamare austerità. Ma allora era tutto naïf, era “mi piace-non mi piace”. Però quel preciso assaggio accese una specie di interruttore da qualche parte, ed eccomi qua, adesso.

[Questo post è il primo di una serie, la prima volta degli altri editor intravinici seguirà a breve].

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

32 Commenti

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suslov

circa 6 anni fa - Link

un barbaresco riserva 1998 rocche dei barbari e un aloxe-corton premier cru clos des marechauds 2005 epifania del nebbiolo e del pinot nero di borgogna la scimmia non si e' piu' mossa dalla mia spalla ...

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az

circa 6 anni fa - Link

Saltando il background fatto di ricordi del babbo damigiane e fiaschi riempiti in garage non rinnego di aver dato il via alla "fissa" con il più classico dei supertuscan Sassicaia 1998, grazie fratello!

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Maria Grazia

circa 6 anni fa - Link

Soave Salvarenza 1998 di Gini assaggiato nel 2000. Folgorazione sulla via di eno-Damasco e sui bianchi evoluti. Il bello é che ho avuto la fortuna di riassaggiarlo poco tempo fa: ancora vibrante, come la mente di certi grandi vecchi che hanno ancora molto da insegnare. Uno stampo indelebile nella memoria degustativa e fonte d"amore incondizionato per la garganega.

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Alessandro Bandini

circa 6 anni fa - Link

Una settimana di campeggio estivo con due amici in un'area non attrezzata, un accampamento, dalle parti dell'Argentario, un boccione di Frizzantino Zonin a pasto, in 3. Lì ho capito che nella vita avrei voluto bere meglio.

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Gustavo

circa 6 anni fa - Link

... e fu così che passai al soave zonin! :)

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Pier Paolo

circa 6 anni fa - Link

La svolta enofila per me è avvenuta il 31/10/2009. Dei cari amici (Ciao Meri, Ciao Carlé!) venivano a Parma in occasione della fiera Vini di Vignaioli e mi han chiesto se volevo unirmi alla loro gitarella enofila cominciata il giorno prima della fiera con una degustazione al Tabarro con il tema della mineralità nei vini con ospite Jean-Marc Gatteron di Le Rouge & Le Blanc. Io, che sino ad all'ora mi limitavo a scegliere i vini tra i banchi del supermercato, avevo da tempo il desiderio di approfondire di più l'argomento ed accettai subito l'invito partecipando a questa bellissima serata (Grazie Diego!). Di quella serata ahimè ricordo solo il nome di una bottiglia, era una Coulèe de Serrant di Nicolas Joly di cui ignoro l'annata. Nei due giorni successivi ho conosciuto tante altre persone e vini che sono stati il mio punto di partenza: Camillo Donati, Nadia Verrua, Stefano Bellotti, Walter de Battè, Roberto Maestri, Christian Binner, Gian Marco Antonuzi (Il primo Litrozzo non si scorda mai! ), Francis Boulard e tanti altri... e fu così che mi si aprì un nuovo mondo... (e si svuotò il conto in banca!) Sigh... quasi mi scende una lacrimuccia!

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giacomo badiani

circa 6 anni fa - Link

Dopo anni di supermercato e vini bolgheresi al calice, a risvegliare i miei sensi è stato l'incontro con la mia terra, durante una giornata di cantine aperte alla Fattoria di Bacchereto: Terre a mano 2002 Carmignano.

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antonio f.

circa 6 anni fa - Link

grande, grandissimo vino

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andrea

circa 6 anni fa - Link

per me è iniziato tutto con Bressan

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Andrea Colzi

circa 6 anni fa - Link

Da buon fiorentino in terra di Sangiovese, una delle massime espressioni di questo vitigno e terroir, mi capito una sera dopo una partita di calcetto. Quella sera con noi c'era un ragazzo nuovo che dopo la partita ci portao a mangiare un crostone in un enoteca in centro. Conoscevo il posto ma non ero molto preso dai vini in quel periodo, siccome il ragazzo oltre che nuovo era pure facoltoso, pensò bene di ordinare un Pergole Torte del 1995, e siccome eravamo in 6 prese una magnum. mi affascino da subito l'etichetta e la storia che mi venne raccontata dei Manetti (sembrava fossero amici di famiglia) sicuramente una sboronata di categoria, però lo ringrazio tutt'ora per avermi fatto conoscere quello che poi è divenuto la mia prima passione ed il mio lavoro ad oggi.

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Andrea Colzi

circa 6 anni fa - Link

Scusate la grammatica precedente, correggo: Da buon fiorentino in terra di Sangiovese, una delle massime espressioni di questo vitigno e terroir, mi capitò una sera dopo una partita di calcetto. Quella sera con noi c’era un ragazzo nuovo che dopo la partita ci portò a mangiare un crostone in un enoteca in centro. Conoscevo il posto ma non ero molto preso dai vini in quel periodo, siccome il ragazzo oltre che nuovo era pure facoltoso, pensò bene di ordinare un Pergole Torte del 1995, e siccome eravamo in 6 prese una magnum. mi affascinò da subito l’etichetta e la storia che mi venne raccontata dei Manetti (sembrava fossero amici di famiglia) sicuramente una sboronata di categoria, però lo ringrazio tutt’ora per avermi fatto conoscere quello che poi è divenuto la mia prima passione ed il mio lavoro ad oggi.

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Federico

circa 6 anni fa - Link

Età: approssimata 25 anni. Luogo: appartamento da pochi mesi condiviso con un amico storico. Ora: pranzo tra amici del sabato a mezzogiorno (atipico!). Protagonisti: i soliti tre del pranzo del sabato, io, l'amico che vive con me e l'altro che da pochi mesi vive solo in un bilocale non troppo distante. Menù: 3 grissini a testa con lardo di colonnata arrotolato sopra, fiorentina da 1,3 kg a testa appena comprata dai macellai di fianco al bar e cotta in cucinotto (che poi ci vorrà una settimana per far andar via il suo ricordo olfattivo), insalata e pane. Vino: questa volta si fa sul serio, basta con i rossi da supermercato! Se spendiamo una cifra per la carne, lo possiamo fare anche per il vino! Andiamo in enoteca e ci facciamo consigliare. Vada per un Brunello di Montalcino. Ma allora esiste, non è solo un nome mitologico. Risultato: davvero esiste una differenza tra i vini da 3.000 lire e quelli da 30.000 lire! Conclusione: tutto questo succedeva circa 13/14 anni fa. Ci sarebbe voluto ancora qualche anno prima di imboccare questa strada, ma fu forse quella volta che davvero segnò la direzione.

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K-pax

circa 6 anni fa - Link

Quanto tempo è passato... Mi consideravo un intenditore di vino solo perchè avevo la fortuna di avere a casa un locale adibito a cantina che avevo riempito di decine di bottiglie di Chianti, Barolo, Barbaresco, Gattinara delle più improbabili cantine (allora, fine anni settanta,non si nominavano i Produttori ma le DOC!) Poi una sera a cena di amici la svolta : TIGNANELLO 1971

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Giacomo

circa 6 anni fa - Link

Tignanello '71. La mia prima bottiglia storica e la prima lavandinata. Sigh.

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Marco De Tomasi

circa 6 anni fa - Link

Per me la svolta è stata nei primi anni '90: un Nobile di Montepulciano Contucci del (mi pare) '88. Poi è stata tutta una escalation: dai supertuscans ai grandi cru di Langa, fino ai Premier Grand Cru di Bordeaux ... mi manca ancora la Borgogna, ma ci sto lavorando ...

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Enofaber

circa 6 anni fa - Link

Enfer d'Arvier 1999 della Cave dell'Enfer, bevuto nel 2002, ad Aosta, nel giorno del mio compleanno. E nulla fu come prima :-)

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Paolo De Cristofaro

circa 6 anni fa - Link

Lamaione - Frescobaldi

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Sommy

circa 6 anni fa - Link

Wine obsession vignamaggio. .....

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antonio f.

circa 6 anni fa - Link

un basicissimo Bourgogne Rouge del Domaine Leroy, se ben ricordo annata 98 [o 99?] . bevuto nel 2005, 20 anni... vorrei riassaggiarlo per capire se era effettivamente buono o se è un bel ricordo alimentato dalla circostanza...

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Giacomo

circa 6 anni fa - Link

Primitivo di Manduria '97, produttore bhò, non ci capivo na mazza allora.

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Leonardo Diana

circa 6 anni fa - Link

Sassocarlo Fattoria di Bacchereto...li capii che non esistono vitigni di serie A e vitigni di serie B...

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marco bolasco

circa 6 anni fa - Link

Thomas Hardy's Ale 1989

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Davide

circa 6 anni fa - Link

Era il 2007 avevo 23 anni, e festeggiavo il terzo anniversario assieme alla mia ragazza, ipotecai il mio primo misero stipendio da cantiniere e la portai a cena all'osteria Altran a Ruda, ordinai una bottiglia di Gravner Breg 2000, non l'avevo mai bevuto, anzi non avevo mai speso più di 15 euro per un vino. Nella cantina per cui lavoravo filtravamo i vini 2 volte, utilizzavamo bentonite, grandi dosi di solforosa, enzimi, e lieviti selezionati, la Ribolla Gialla, il vino preferito da Gravner era la pattumiera della cantina, ci finivano dentro tutti gli scarti dei travasi degli altri vini. Si metteva in vendita il vino a pochi mesi dalla vendemmia. Il concetto di qualità era diametralmente opposto a quello di Gravner che mi era stato descritto come un genio scorbutico in eremitaggio a Oslavia, su di lui non sentivo che pareri critici sui difetti di ossidazione dei sui vini. Pensai che era l'unico vino oltre il mio budget che volevo assaggiare. Per me fu la svolta

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Fabio Riccio

circa 6 anni fa - Link

Anno 1992, casa di un amico, dopocena in cantina a "svuotare" le cassette natalizie accumulate dal padre (un medico) nel corso di decenni. Alla decima bottiglia, dopo vini decomposti e trasformati in strani liquidi dai colori improbabili, "spunta" finalmente qualcosa di bevibile. A disposizione solo bicchieri di plastica, ma anche così, pur se maltrattato, un meraviglioso Barolo di Pippione del 1964 lentamente riprende vita...

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ruggero romani

circa 6 anni fa - Link

anno 1991 la vernaccia di oristano riserva di attilio contini,non ricordo + l'annata ero in vacanza ad oristano

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busiello vincenzo

circa 6 anni fa - Link

pinot bianco di ermacora

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valerio rosati

circa 6 anni fa - Link

Shiraz 2003 di Casale del Giglio

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Edoardo

circa 6 anni fa - Link

Barolo e Barbaresco Pio Cesare 1997 :)

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dociamix

circa 6 anni fa - Link

ero proprio adolescente, ma il nobile di montepulciano di vecchia cantina è stato il primo incontro col vino "in bottiglia"......... all'università il primitivo riserva di soloperto...... e poi quella bottiglia di dom perignon che stazionava da anni impolverata nella rastrelliera dei vini del bar di celenza che frequentavo da adolescente e che frequento tutt'ora! un paio di anni fa ho chiesto al figlio del proprietario (mio caro amico) se me la vendeva: mi ha detto che l'avevano bevuta alla ripresa della gestione del bar.......peccato!

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Borgogna Mon Amour

circa 6 anni fa - Link

Anno 2000. Cena da semi-sconosciuti. Spunta un Villa Antinori Chianti Classico Riserva 2000. Su una miriade di carni rosse esibite a tavola, si dimostrò splendido. La fulminazione sulla via del liquido odoroso fu irrimediabile.

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Borgogna Mon Amour

circa 6 anni fa - Link

rectius: anno 2005. Tastieraccia.

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daniele

circa 5 anni fa - Link

nel 2004 o 2005, Poliziano -- Nobile di Montepulciano 2002. Scoperto per caso una sera al ristorante, ci piacque moltissimo. Lo cercammo ancora ma non ricordandoci l’annata andammo a casaccio, e questo comportò una ricerca durata almeno 2 anni e svariate bottiglie, certi che il vino successivamente bevuto non fosse affatto quello provato la prima volta, fino a che non incappammo nel Riserva Asinone, provato direttamente a Montepulciano presso il loro winepoint in piazza Grande. Li lo riconoscemmo subito ma anche la signora non ci seppe dire nulla del perchè delle differenze che ci ricordavamo…. Mesi dopo la soluzione del giallo: in una enoteca-ristorante prendiamo una bottiglia di Nobile del Poliziano 2002, e subito la riconosciamo come molto molto simile all’Asinone Riserva !! ma allora, da dove cavolo viene la differenza con le svariate bottiglie provate nel frattempo?? Sarà stata la 2002 un’annata da spettacolo? No, come tutti sanno, e come ci spiega il tizio ben informato dell’enoteca: la 2002 è un’annata non buona e l’Asinone non l’hanno fatto e lo hanno declassato e imbottigliato come Nobile ‘base’ !!! 2 anni di appassionante ricerca e un ricordo ben fisso in testa, una cosa per noi fantastica. Per inciso, di porcherie varie del famigerato 2002 ne ho provate, anche di illustri produttori che hanno preferito definirla ‘annata diversa’ piuttosto che rinunciare ai loro guadagni… ma il Poliziano 2002, bevuto ancora il mese scorso, è un fantastico vino ancora a 11 anni di distanza, segno che se un prodotto è fatto bene anche in condizioni non ottimali cmq è un ottimo prodotto !! Poliziano forever (Asinone e Le Stanze)

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