La cuvée delle recriminazioni. Il vino come metafora delle relazioni, ma anche viceversa

La cuvée delle recriminazioni. Il vino come metafora delle relazioni, ma anche viceversa

di Sara Boriosi

Accade ogni volta che si chiude una relazione, che un’amicizia arriva al capolinea, oppure quando si termina un rapporto di lavoro.

Si inizia sempre spinti dal più forte entusiasmo, e si prosegue perdendo pezzi di sé per il bene reciproco. Poi ci si accorge di essere diventati altro, e questo altro fatica a piacerci.

Ci manchiamo, cerchiamo di riprenderci e trovare un contatto con ciò che si era all’inizio, nella vana speranza di ricostruire lo slancio col quale tutto era partito. Si tenta un dialogo cercando di far capire quali siano le storture, perché insieme al compagno, con l’amica o con il capo non riusciamo a funzionare. E inevitabilmente si arriva a questionare sulle percentuali di colpa.

Come una cuvée che ha lo stesso sapore delle bottiglie prodotte in precedenza, anche in questo caso si ripropongono gli stessi comportamenti che inevitabilmente portano a una ripartizione di ammissioni di responsabilità.

In amore solitamente si tratta di 70% di chardonnay e tu non mi ascolti e/o non mi capisci; un 15% di pinot noir e hai allontanato tutti i miei amici, il rimanente pinot meunier e non facciamo più l’amore e/o non mi cerchi più.

Nelle amicizie si va in purezza, perciò è un 100% di mi hai rotto i coglioni/ma tu da che parte stai/ no, davvero, dimmelo.

Al lavoro c’è la variabile X perciò la cuvée, contrariamente alla sua natura, varia di anno in anno e a seconda se il lavoro è indispensabile o meno per la sopravvivenza della persona. Perciò si va di 30% di tizio non ha inoltrato la comunicazione, bilanciato da un altro 70% di è arrivata la paga anche questo mese, eh? E via di questo passo.

Le cose vanno così, inevitabilmente ci troviamo a ripetere schemi che già conosciamo sperando che il risultato sia lo stesso delle volte precedenti, perché sappiamo muoverci con disinvoltura in mezzo a un mare di bollicine più o meno grossolane ma dal gusto riconoscibile.

[Immagine – Crediti]

avatar

Sara Boriosi

Da sempre vive come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, inizia a interessarsi al vino seriamente dopo l’interruzione di una storia con il proprio cavallo. Beve per ricordare, e il suo cuore appartiene ai vini del Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osserva il mondo, più dei vini le piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo fa nel suo blog e pure per Intravino. Gestisce un'enoteca della sua città, e lo fa piena di sensi di colpa.

2 Commenti

avatar

vinogodi

circa 3 anni fa - Link

... smile...

Rispondi
avatar

Lodovica

circa 3 anni fa - Link

c'è sempre un nuovo inizio,,ricordatelo! Il gusto cambia e io mi trovo a cambiare con lui, l'importante è rimanere sempre sinceri come il vino che fai e che ti piace bere!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.