La cantina de l’Astemia Pentita non produce solo polemiche

La cantina de l’Astemia Pentita non produce solo polemiche

di Andrea Gori

Quando Maria Teresa Mascarello disse che Barolo andava trasformandosi nella Via Montenapoleone del vino non immaginava certo che, solo qualche mese dopo, sarebbe emersa dalla collina di Cannubi  la cantina de l’Astemia Pentita in tutta la sua particolarità architettonica, quasi a chiudere un cerchio e confermare la profezia della grande signora di Langa. E che le bottiglie di questa cantina avrebbe sfilato nella vera Via Montenapoleone con grande successo.

I proclami di indignazione, i sortilegi invocati e le grida allo scempio non si sono mai del tutto placati ma, nel frattempo, i vini de l’Astemia Pentita hanno mosso i primi passi nel mondo delle enoteche e dei ristoranti, Piemonte compreso. Assaggiarli ci pareva necessario e non più rimandabile soprattutto nel momento in cui il progetto sta cominciando a prendere forma e le annate di produzione, nonchè la strategia produttiva, stanno effettivamente definendosi in dettaglio.

Per ora in commercio si trovano le bottiglie a forma di donna e uomo stilizzati, pensate per il Barolo ma che ora ospitano un vino denominato Dinamico, un blend di annate diverse tra dolcetto, nebbiolo e barbera e due cru di Barolo, MGA Cannubi e MGA Terlo, rivendicata da pochissimi. Presto ci saranno un bianco e un rosato sempre nelle bottiglie sagomate e Langhe Barbera, Dolcetto e Nebbiolo come vini di ingresso DOC nelle bottiglie del Barolo. Prezzi piuttosto allineati in alto, con i cru attorno ai 70€ e i vini DOC monovarietali sui 25€. Una gamma ampia e completa che però vuole rimanere ancorata alla tradizione nonostante il packaging. In cantina l’enologo è Mauro Daniele, langarolo e proprietario della cantina Le Strette, con lunghi trascorsi in casa Ceretto.

I vini in effetti spiazzano perchè ben più tradizionali di quanto il “progetto” faccia immaginare ma il packaging, secondo i proprietari, fa molto più discutere in Italia che all’estero, dove l’interesse è tutto per la parola Barolo e nient’altro. Li abbiamo assaggiati per voi in una trasferta fiorentina e qualche motivo di interesse l’abbiamo trovato, eccome.

Barolo Cannubi 2010 Astemia Pentita
Dolcezza e calore, intenso ma inconsueto, affatto classico fin dal naso con tanti lamponi in confettura e surmaturi, fragola e vaniglia marcata al naso. In bocca ha un tannino leggero fitto e ricco che chiude il sorso lieve. Un vino molto moderno, non pesante, internazionale e atipico che non sappiamo se ascrivere all’annata, all’impronta aziendale oppure a un ripensamento in fieri. 83

Barolo Cannubi 2011 Astemia Pentita
Qui ci siamo e anche molto bene: un vino più rigido e tradizionale, balsamico ed elegante, dalle note di incenso, pepe, mirtillo e frutta di bosco in confettura. Ha un passo classico e arcigno e una bocca croccante dal tannino fitto e ancora da affinarsi. Diversissimo dalla 2010, tanto che pare un altro vino. Meglio così, comunque. 89

Barolo Terlo 2011 Astemia Pentita
Semisconosciuto vigneto in Barolo, una Menzione Geografica Aggiuntiva poco usata ma che impressiona davvero. Naso con che parte con un frutto rosso e nero, poi note di lieve maturità. Tannino esuberante, non lontano dall’equilibrio giusto, che in bocca mostra i muscoli e rende il sorso già ricchissimo, ancora più lungo e profondo. Vino catchy e immediato, ma anche barolesco e serrato. 88

Dinamico Vdt
Qui la cosa si complica: è un dolcetto del 2014 più un nebbiolo 2013  in tonneau e una barbera 2013 in acciaio che poi viene affinata in legno. Tutto chiaro? È comunque un blend destinato a cambiare negli anni. Ti aspetteresti dolcezza e remissività da un naso in cui il dolcetto domina e invece mostra i muscoli con un tannino vispo e vivace. Vino dissetante ma con una traccia legnosa un po’ troppo marcata e se non sbanda completamente è solo grazie ad un traccia sapida e ferrosa con un finale molto piemontese. È il vino più controverso e inspiegabile, soffre di un assemblaggio un po’ sopra le righe ma potrebbe piacere grazie al suo inconfondibile piedmont touch che fa (quasi) scordare il packaging. 82

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

30 Commenti

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

... non mi hai mica convinto, neh? dimmi la verità le serviresti mai nel tuo locale? (non dico comprarle per sè, dico proprio proporle ad altri)

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

Mi ci immedesimo male perchè vendo solo Toscana e Champagne. Ma organizzando 2-3 serate di Barolo ogni anno posso dirti che il livello è più che buono e potrebbero fare la loro figura se bene abbinati. Però è certo con 70€ in enoteca si trovano altri nomi di maggior richiamo per gli appassionati.

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Massimo

circa 4 anni fa - Link

Anche no.

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Samuele

circa 4 anni fa - Link

Per capire il VdT esce a € 25,00 dalla cantina?

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

no, 25 prezzo retail in enoteca

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Leonardo Finch

circa 4 anni fa - Link

Le scatole da scarpe sono più orripilanti dal vivo che in foto ma a parte questo i vini non li ho mai assaggiati e mi ripropongo di farlo al prossimo salto il Langa. Per quanto riguarda le note di degustazione, il Cannubi 2011 mi convince poco, i descrittori non mi paiono, complessivamente, tradizionali. Incenso e confettura me li ricordo in vini giovani di annate calde (e con il 2011 ci può stare), pepe e mirtillo insieme a gli altri mi convincono poco e non mi ricordano un Cannubi. Il Terlo mi convince già di più. Di certo mi sono incuriosito. Li proverò.

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Manuela Bejan

circa 4 anni fa - Link

X principio non comprerò mai una bottiglia, in caso di regalo lo manderò indietro, quella foto e fata molto bene, fa tristezza la struttura che non è neanche finita. Nel caso del primo vino, se un tanino e leggero come fa poi ad essere fitto e ricco. , curiosità...

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

fitto e ricco si riferiscono alla quantità di tannino, leggero al suo effetto sulle gengive e nel palato

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carolaincats

circa 4 anni fa - Link

senza parole.

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musigny

circa 4 anni fa - Link

La cosa che più mi colpisce è la sfrontatezza di questi industrial-pseudoglam-ridicol-produttori. Solo un misto di arroganza e totale mancanza di rispetto possono portare ad un risultato del genere. Il racconto del vino? direi chi se ne frega, meglio una coca-cola ghiacciata ascoltando un cd dei Dead Or Alive. Di nebbioli buoni ne abbiamo in abbondanza. Pure troppi.

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Sir P.

circa 4 anni fa - Link

"La cosa che più mi colpisce è la sfrontatezza di questi industrial-pseudoglam-ridicol-produttori. Solo un misto di arroganza e totale mancanza di rispetto possono portare ad un risultato del genere" Mi hai tolto le parole di bocca. Stavo scrivendo la stessa identica cosa.

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biotipo

circa 4 anni fa - Link

sottoscrivo. per principio non berrei da bottiglie così brutte e volgari nemmeno se dentro ci fosse monfortino

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

Però il fatto che in Langa sia possibile edificare una cantina così dovrebbe far riflettere, più che la sfrontatezza di chi la pensa. Dal loro punto di vista è ineccepibile e coerente con il loro brand. Ma non c'era nessuno che li avesse spiegato che non è coerente con il territorio attorno. Dato che non è un caso isolato nelle Langhe direi che la colpa non è degli imprenditori ma di chi glielo permette, no?

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musigny

circa 4 anni fa - Link

E questo è ancora un altro problema. Ovvero la mancanza di regolamenti edilizi chiari, univoci e che salvaguardino il paesaggio. La mancata definizione di modelli architettonici territoriali ai quali attenersi permette orrori come questo. A questo va aggiunta l'ignoranza e l'approssimazione delle commissioni edilizie dei singoli comuni (l'Italia è tuttora in mano ai geometri, non dimentichiamolo). Infine, progetti di queste dimensioni garantiscono al comune un gettito di oneri di urbanizzazione non trascurabili. E qui mi fermo, non volendo pensar male. Sandra Vezza, titolare della cantina nel suo sito parla del progetto come IL SOGNO REALIZZATO. Noi che la vediamo diversamente lo chiameremmo L'INCUBO RIUSCITO.

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Sir P.

circa 4 anni fa - Link

Andrea, il problema non è di "Langa" ma di Barolo. La maggior parte dei comuni di langa con un certo peso vitivinicolo (diciamo così) devono sottostare a specifici piani regolatori e vincoli paesaggistici. ( e per fortuna). Barolo no.

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Francesco

circa 4 anni fa - Link

Cioè, questi hanno due dicasi due annate di Barolo e già stanno a 70???? se il gusto è quello dell'architettura per me hanno già chiuso

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capex

circa 4 anni fa - Link

Spero non amino il Brunello...un grattacielo a Montalcino lo vedrei male.

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

A Montalcino non lo permetterebbero mai, ci sono leggi apposta e al minimo metro cubo non in tono con il resto del paesaggio interviene chi di dovere... Ma rispetto alle Langhe c'è una tradizione enoturistica più sviluppata.

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Alessandra

circa 4 anni fa - Link

non mi piace la cantina e sono piuttosto perplessa su fatto che sia sorta in un territorio patrimonio Unesco che qualche vincolo paesaggistico dovrebbe pur averlo no? Non mi piace nemmeno la foto (la stola di pelliccia? la borsetta in pitone?). Per il vino mi fido di quello che dite ma il contorno e il modo con cui si propongono e lo raccontano probabilmente allontanerà tanti. La mia domanda è c'è un pubblico che invece apprezza tutto questo? (l'impatto sul paesaggio,la provocazione, il cemento, le pellicce, il lusso, la bottiglia kitch ?)

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

Per quanto riguarda l'Unesco pare che l'abbia in qualche modo approvata, mentre per la pelliccia e il pitone dipende non dalla cantina in sè ma dalla boutique con cui hanno realizzato l'evento Vendemmia in Via Montenapoleone che da diversi anni unisce vino e alta moda a Milano. Quando al fatto che ci sia un pubblico pare proprio di sì ma di certo, almeno in Italia, non è certo quello che di solito apprezza il Barolo il che potrebbe non essere una notizia cattiva. Ho provato a mettere le bottiglie in esposizione nel mio locale e ho raccolto tantissimi commenti e interesse da parte di persone che sul vino in genere sono completamente disinteressati...

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Paolo

circa 4 anni fa - Link

Passato sul posto, solo dopo avere superato la cantina mi sono accorto che si trattava del dichiarato "ecomostro". Ho girato l'auto e son ripassato per una opinione più precisa, e ho trovato conferma di quanto avevo scritto ai tempi della sua inaugurazione. Per questo probabilmente non vi sono stati i desiderati strali dell'Unesco. D'altro canto si può sempre tornare sulle foto di allora, che volevano denunciare uno sconcio, e invece mostravano sullo sfondo della collina, nell'abitato del paese, altre architetture ben peggiori, ben più tristanzuole delle due cassette di frutta sovrapposte.

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capex

circa 4 anni fa - Link

Purtroppo ci sarà come in tanti altri settori dove il cattivo gusto fa business. Qualche quattrinaio russo troverà queste bottiglie accattivanti.

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

in realtà stando a quanto ci ha raccontato la loro direttrice commerciale, all'estero la forma delle bottiglie non colpisce nè richiama consumatori particolari...

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bruno

circa 4 anni fa - Link

Mi hai anticipato sembra un prodotto concepito appositamente per il mercato Russo

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Giulia

circa 4 anni fa - Link

Attendo con ansia l'uscita del vino di Brunello, ma non quello toscano, quello del Re del cachemire, per poterne leggere una vostra recensione. Anche Cucinelli si è messo a far vino, e anche quello finirà in via Montenapoleone...

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Marco

circa 4 anni fa - Link

Grazie a dio il disciplinare del barolo vieta le bottiglie non tradizionali...

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Fabio Panci

circa 4 anni fa - Link

Confermo, se mai ce ne fosse bisogno, l'opinione sulla estetica davvero opinabile (non volevo utilizzare il termine "inguardabile") sia della cantina sia del packaging. Sui vini non posso esprimere un parere, non avendoli degustati personalmente anche se un po' mi fa specie la seguente nota di degustazione relativa al Barolo Terlo 2011:" Vino catchy e immediato, ma anche barolesco e serrato". Una contraddizione in termini immediato e serrato, catchy e barolesco...

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Morrisoff

circa 4 anni fa - Link

Basterebbe non parlarne ed io non ne parlerò.

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peter pin

circa 4 anni fa - Link

infatti ma perchè parlare di queste brutte cose ?

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Nessuno

circa 4 anni fa - Link

In Langa stanno facendo anche peggio, uno su tutti l'allucinante ospedale nuovo Alba Bra che si vede da ogni dove, roba che se uno non lo vedesse non ci crederebbe, ogni volta che passo di li mi viene una tristezza infinita. Per fortuna non riescono ad aprirlo perche' l'hanno costruito su una collina... Speriamo venga giu' tutto. Quanto a questo barolo hollywood oltre a non comprarlo a prescindere da quello che c'e' dentro (tanto c'e' da immaginarselo...), faro' una email all'azienda ricordando loro che il vino non e' una borsa da mettere in vetrina, e' una cosa seria, e loro lo stanno ridicolizzando con trovate di marketing che dimostrano solo ignoranza enologica e sete di guadagni. Se altri lo faranno magari li faremo vergognare un pochino. Se mai lo vedro' in enoteca, faro' all'enotecaro i complimenti per aver contribuito a diffondere una tale schifezza

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