Jancis Robinson: «giungla di sprechi e frodi» tra i finanziamenti comunitari al vino

di Fiorenzo Sartore

La Repubblica Economia & Finanza ha pubblicato ieri un lungo ed interessante articolo sugli effetti indesiderati nell’uso dei fondi per il vino ottenuti da Bruxelles. Riprendendo un pezzo del Financial Times firmato da Jancis Robinson si afferma, tra l’altro, che “i sussidi al vino dell’Unione Europa per i produttori dei paesi membri sono saliti a ben 1,15 miliardi di euro per il periodo dal 2014 al 2018, con un incremento del 121% sul quadriennio precedente”.

Lettura lunga, come dicevo, ed interessante. Tra le parti rilevanti si registrano, a seguito delle indagini svolte dalla Corte dei Conti europea, veri e propri episodi di abuso o frode: “Sprechi, spese non documentate, soldi dirottati verso attività non permesse, aziende sovvenzionate senza averne i diritti, sovrapposizione di incentivi”. Segnalando, con questo, alcuni esempi concreti: “un beneficiario ha presentato una richiesta di 3.405 euro sotto la voce viaggio di informazione per giornalisti, importatori, coordinatori di market nell’area di produzione del vino, in realtà si tratta del costo di tre biglietti Vip per i campionati di tennis a Roland Garros”. E tremila euro di spese discutibili appaiono poca cosa, in effetti, se confrontate con quanto ha ottenuto la Francia: “2,4 milioni di euro per promuovere lo champagne, un nome che è di per sé un brand, noto in tutto il mondo”.

Una piccola consolazione deriva da un passaggio che ci riguarda: “L’audit, a sorpresa, premia il Veneto: di tutti gli stati membri visitati la regione guidata da Zaia è la sola ad aver svolto verifiche utili sulla sostenibilità, compresi accertamenti sulla situazione finanziaria del beneficiario”. Questo, confrontato con sprechi imputati ad Austria o Spagna. Circa l’effettiva utilità di questo fiume di denaro, per la promozione del vino, ci si chiede: serve davvero? Pare di no. “L’export è cresciuto del 64%, scrive la Corte dei Conti, ma non sembra sia dovuto all’impatto delle misure di incentivo. A far salire l’export di vino ha contribuito, invece, una serie di fattori esterni: l’aumento del potere di acquisto dei consumatori dei paesi terzi, i mutamenti delle condizioni commerciali internazionali, la produzione vitivinicola nei paesi terzi”.

C’è, infine, un aspetto che riguarda da vicino i media che si rivelano più o meno efficaci per la promozione: “Tra le attività ammesse ai finanziamenti c’è anche la pubblicità. Agli inizi per i piccoli produttori era quasi un sogno vedere le proprie bottiglie o se stessi sui top magazine più famosi del mondo. Ma, come nota la stessa Robinson, visto che non si sono notati effetti di questa pubblicità, molti stanno mettendo in discussione la validità dell’advertising su questi magazine”.

L’articolo originale, sul Financial Times, è leggibile qui dopo una breve procedura di registrazione.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

6 Commenti

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Rossano

circa 5 anni fa - Link

ma che, pure Jancis vota M5S?

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gp

circa 5 anni fa - Link

Semmai Farage, ma non credo proprio. Il fatto è che la produzione di vino del Regno Unito è vicina allo zero, quindi questi soldi nel bene o nel male vanno tutti ad altri paesi.

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gianpaolo

circa 5 anni fa - Link

io non ho letto l'articolo sul FT, ma ho letto quello sul sito (a pagamento) della JR, ed in realta' tutto nasce da una intervista fatta ad una signore italiana che si occupa di aiutare le aziende a trovare questi finanziamenti. E' quindi lei, la signora fiorentina, che per la maggior parte fa quelle affermazioni.

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Fiorenzo Sartore

circa 5 anni fa - Link

Leggilo, è interessante, non so se sia identico. I contenuti pay non linkabili sono meno maneggevoli. L'articolo inizia con: “Making good wine is just the beginning — selling it is what’s difficult.” So says Silvana Ballotta, and she should know: she runs Business Strategies in Florence, helping small and medium-sized wine companies to expand internationally. Il contributo della signora Silvana Ballotta (peraltro interessante in sé) riguarda elementi che hanno a che fare con la promozione sui mercati stranieri. Gli aspetti distorsivi legati ai finanziamenti costituiscono un altro punto, in parte sviluppato dalla signora Robinson e in parte relativo appunto al colloquio con l'esperta, e sono l'oggetto dell'articolo di Repubblica. Fatalmente, i punti dolenti sono quelli che risaltano.

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gianpaolo

circa 5 anni fa - Link

Quello che ho letto io su purple pages invece comincia cosi: "‘Making good wine is just the beginning. Selling it is what’s difficult.’ So says Silvana Ballotta of Business Strategies in Florence and she should know." ;)

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gianpaolo

circa 5 anni fa - Link

se vai sul sito della signora Ballotta troverai un ampia serie di articoli e interviste sull'argomento "frodi"

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