Io, me e me stesso: quali bottiglie mi abbino?

di Pietro Stara

Siamo a cena con degli amici e i bambini ruzzolano urlanti tra le stanze dell’appartamento. Mentre sorseggiamo un birrozzo anonimo e gassato, una nostra amica dice, perentoria: “Secondo me mio figlio non ha il Super-Io!”. E poi guarda mia moglie (che è psicologa), chiedendole lumi sulla sua delirante farneticazione.

Lei, Cristina, la moglie, sbarra gli occhi, tracanna velocemente il residuo liquido presente nel bicchiere e inizia a farfugliare parole incomprensibili, tentando di rispondere in maniera semi-professionale, cioè senza insultare, alla provocazione isterico-compulsiva pre-natalizia. Cerco di seguire la conversazione mandando avanti il mio savoir faire alcolico imbottito di salame e grissini. Non capisco una mazza e mi propongo di prendere informazioni non tanto sul senso della domanda, che rimane nell’empireo delle minchiate da stress, ma sugli elementi costitutivi della psicoanalisi freudiana. Il lavoro che faccio è però un altro, indubbiamente più complesso: associare la topica freudiana dell’Es, del Super-Io e dell’Io, che mi riguarda, a dei vini, che anch’essi mi riguardano.

Per fare questo mi tripartisco, cioè mi scompongo in tre parti e mi abbino tre tipologie di vino. Et voilà!

ES: il polo pulsionale/caotico della personalità, che sussiste al di là della personalità, dello spazio/tempo e della logica (Freud parla a proposito di un “caos, un calderone di eccitamenti ribollenti”). Insomma, il me selvaggio. Non posso fare altro (tenete conto che sta scrivendo il mio Io, per cui vado inevitabilmente a mediare) che abbinarmi al sovversivo Grignolino, individualista, anarchico e testabalorda. Quello di Cascina Tavijn.

Super-io: Concetto psicoanalitico col quale Freud ha indicato l’atteggiamento psichico che regola il comportamento e presiede alla coscienza morale. Esso sorge nel bambino attraverso identificazioni successive e stabili dell’Io con aspetti dei genitori e degli educatori, particolarmente del padre. Il Super-io è, secondo le parole di Freud, «l’erede del complesso di Edipo», incita l’Io a difendersi in vario modo contro gli impulsi dell’Es, provoca le inibizioni inconsce e il bisogno (inconscio) di punirsi. (Dizionario di Medicina 2010). Qui è un casino. E’ l’interiorizzazione del dovere morale, delle mie identificazioni successive e progressive, dell’eredità del complesso di Edipo. E poi mi dovrei difendere pure dal Grignolino che alberga nel mio inconscio. Allora ho deciso, non senza dubbi e fatica, di associarlo al Cortona Syrah di Stefano Amerighi, giacché viene prodotto in una zona del chiuso di Cortona (il chiuso è il sistema collinare più qualitativo per la viticoltura cortonese) denominata Poggiobello di Farneta. Naturalmente li faccio bere bene entrambi. Intendo l’Es e il Super-Io.

Io: qui ci troviamo, alla fine, in connessione sia con il conscio che con l’inconscio, e poi con il pre-conscio alla mattina presto. E’ la mediazione per eccellenza degli scazzi che sorgono tra un Es eccessivamente impulsivo e un Super-Io da monaco di clausura. E’ da anni che l’Io tenta di mediare fra i due con totale insuccesso, per cui lo abbino, e non potevo fare altro, al Dolcetto di Dogliani, che anche lui è stato tirato per la giacca. Il mio Io se ne beve addirittura due: quello di Nicoletta Bocca, il Valdibà, quando tende all’Es. Il Maestra di Gillardi quando tende al Super-Io.

Un’ultima questione: con che cosa iniziare e con quali piatti abbinarli. E’ una questione di conscio e inconscio. Lascio a loro la palla.

avatar

Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

11 Commenti

avatar

Aldo

circa 7 anni fa - Link

A Bari dal 19 al 20 gennaio al festival parlano i vignaioli potrete assaggiare i vini nonché conoscere di persona sia Stefano Amerighi che Nicoletta Bocca. http://www.parlanoivignaioli.it/Checosa/tabid/580/language/en-US/Default.aspx

Rispondi
avatar

giorgio stara

circa 7 anni fa - Link

Storia, Filosofia, Sociologia che con l'ES, il Super-Io e l'Io hanno spesso a che fare. Ogni volta é una scelta difficile sia per i vini che per i piatti. Bisogna essere sempre prudenti, ma anche innovativi.

Rispondi
avatar

Matteo

circa 7 anni fa - Link

Grazie Pietro! Adesso ho capito perchè alla cena di Natale in famiglia ho portato il Dolcetto di Nicoletta Bocca...

Rispondi
avatar

Nic Marsél

circa 7 anni fa - Link

Prima che imparassi a parlare, riferisce mia madre di essere stata alquanto preoccupata dal mio perpetuo ripetere "Es Es Es". E' grave, dottore? E poi (domanda banale) cosa berranno mai i tre Gianfranco Fino?

Rispondi
avatar

suslov

circa 7 anni fa - Link

Es ovvero dell animale. Taurasi di Luigi Tecce. O un Barolo di Serralunga molto giovane. O un Valentini. Ego ovvero della cattolica sensualita'. Direi un Nuits-saint-georges in bottiglia tonda borgognona. O un Vouvray Demi-sec Foreau Clos Naudin 2003. O anche un Gigondas Les Souteyrades 2005 di Domain St. Damien. Super-ego ovvero della repressione anglicana. Un noiosissimo perfettissimo levigatissimo Premier Cru di Bordeaux in bottiglia lineare bordolese. "le Bordeaux fait pisser, le Bourgogne fait baiser" cit. Jean Robert Pitte

Rispondi
avatar

Flachi10

circa 7 anni fa - Link

mamma mia nominate sempre gli stessi vini... un pò di novità con l'anno nuovo non guasterebbe!! Io, superIO o supercazzola sempre Cascina Tavijn, Sirah di Amerighi e dolcetto di bocca. Voto 5: Mono-toni

Rispondi
avatar

Pietro Stara

circa 7 anni fa - Link

Flachi10. Il tuo nickname si ispira al giocatore della Sampdoria Francesco Flachi?

Rispondi
avatar

Flachi10

circa 7 anni fa - Link

Esattamente. Ma il nome vero e' come il tuo... cosa centra tutto cio' con la mia critica al tuo articolo?

Rispondi
avatar

Pietro Stara

circa 7 anni fa - Link

Vedo, con estremo piacere, che anche tu, al pari mio, ti appigli ad un passato glorioso, certo e sicuro. E indubbiamente ripetitivo.

Rispondi
avatar

Flachi10

circa 7 anni fa - Link

ahahahah !! ottima risposta e giustificazione!

avatar

MG

circa 7 anni fa - Link

Beh, che Flachi sia un passato glorioso, certo e sicuro.. io ho molti dubbi.. :-) Flachi aveva solo un gran.. tiro.. e una testa un po' così.. Un po' come se io usassi come nickname Matuzalem27 invece di Milito22, anche se preferirei un DeVecchi3, uno Stabile7 o un Verdeal9, molto più vintage..

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.