di | lun 15 apr 2013 ore 14:43
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Intravino intervista Paolo Basso, il miglior sommelier del mondo

Paolo Basso è stato incoronato miglior sommelier del mondo alla quattordicesima edizione dell’Association de la Sommellerie Internationale, svoltasi quest’anno a Tokyo. La prestigiosa competizione che si tiene ogni tre anni e che richiama professionisti del vino da ogni angolo del mondo, è dura, difficile e, con le stesse parole del sommelier italo-svizzero, “ti tiene sotto pressione man mano che ti avvicini alla finale.” Paolo Basso che è stato anche European Sommelier e più volte finalista delle precedenti edizioni della gara internazionale, ha sollevato il trofeo davanti a una platea di 4.000 spettatori ringraziando la sua famiglia perchè gli ha consentito di dedicare del tempo alla preparazione.

La prima cantina che hai visitato?
Isole e Olena di Paolo de Marchi, a Barberino Val d’Elsa.

Chi o cosa ti ha portato nel mondo del vino?
Prima l’interesse per il cibo e l’alimentazione mi ha spinto a frequentare la scuola alberghiera. Poi in occasione di un’esperienza lavorativa a Ginevra, ho incontrato dei sommeliers che vista la mia genuina passione per il vino, mi hanno incoraggiato a proseguire nell’apprendimento teorico e a perfezionare la pratica in modo da avvicinarmi gradualmente al prodotto. Il vino mi affascina da sempre e lo considero un nobile regalo della natura all’uomo.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Il poter captare in pochi attimi le aspettative del cliente e capire la tipologia di vino che gradirebbe degustare. Poi anche il fatto che delle piccole attenzioni possono permettere al cliente di trascorrere dei momenti piacevoli. Pensare che il mio consiglio possa aver contribuito a sigillare una relazione, sia essa di lavoro, di amicizia o sentimentale, mi riempie di gioia. Ritengo che il consumo moderato di vino durante i pasti sia sinonimo di convivialità e amore per la buona tavola.

Quale vino sceglieresti per una cena ideale e chi inviteresti per parlare di vino ma non solo?
Sceglierei il vino che fa piacere ai miei ospiti, io ho tante altre occasioni per bere quello che mi piace. Chi inviterei? Delle persone che vivono lo stare a tavola come un profondo momento di distensione e di amicizia, senza fanatismi sul vino stesso.

Quale winemaker o produttore ammiri di più?
Ce ne sono tanti, sarebbe riduttivo e ingiusto citarne solo uno. Ognuno di loro ha la sua filosofia e la sua personalità, ed è rassicurante osservare che convinzioni produttive distanti tra di loro possano dare risultati eccellenti.

Quale attore ti interpreterebbe in un film su di te?
Uno come Alberto Sordi perchè era capace di essere serio e allo stesso tempo di sdrammatizzare e relativizzare certe situazioni. E poi lui era un amante e un cultore dell’arte della tavola che ha celebrato in tanti suoi film.

La prima cosa che cerchi assaggiando un vino per la prima volta?
Cerco il sapore, la sapidità, il gusto. Spesso in degustazione si usano tanti termini e non si parla mai di questi tre elementi. Cerco un vino saporito e gustoso che poi può essere anche semplice nella sua definizione generale. Spesso le cose più semplici sono le più vere, ma attenzione a non scambiare la semplicità per facilità.

In cosa sarà diverso da quello di oggi il vino che si berrà fra 50 anni?
Spero che fra 50 anni qualcosa di naturale avrà sostituito l’anidride solforosa e che si possano avere le stesse sensazioni gustative con 2-3 gradi di alcol in meno. Non avremo quasi più il “gusto di tappo” perché finalmente quello a vite avrà sostituito il sughero nel 90% dei vini.

Se tu potessi fare il vino di un’annata storica quale sceglieresti e in che parte del mondo andresti a farla?
Direi il 2006 in Toscana, vinificando il Sangiovese e il Syrah. Quella fu una grande annata che non ha voluto rivelarsi subito, lasciando che l’attenzione si rivolgesse al più facile, seppur grande, 2007. Chi ha ascoltato i consigli e ha il 2006 in cantina, ora gode.

Quale varietà d’uva secondo te è immeritatamente ignorata?
Diciamo qualche decina. Tra tutte spiccano il Syrah e il Riesling: la prima varietà perchè viene banalizzata da alcune versioni addirittura caricaturali, la seconda per la poca propensione del consumatore a dedicare un pò di tempo a capire questo nobile vitigno poliedrico e multidimensionale.

Che abbinamento vino-cibo convincerebbe un astemio?
Rispettando l’astemio per ragioni fisiche o ideologiche, se dovessi introdurre al vino – come del resto è già accaduto – persone che non lo bevono perchè sostengono di non averne mai trovati di buoni, incomincerei sicuramente con un vino dolce.

Pizza con vino o pizza solo e sempre con la birra?
Bisogna vedere com’è la pizza! Ci sono casi in cui funzionano certi vini, una cosa che sperimento da consumatore e non da sommelier. Ma in generale se un vino si accorda con la pizza, si tratta di una tipologia che personalmente non amo molto, quindi birra!

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6 commenti a Intravino intervista Paolo Basso, il miglior sommelier del mondo

  1. avatar renato

    Il campionato di questa associazione l’ ASI, raggruppa circa 60 nazioni, è l’unico degno di nota nel mondo.
    L’altro concorso ideato dalla Worldwide Sommelier Association (Ais) rappresenta circa 15 nazioni.
    I migliori complimenti a Paolo Basso unico e vero campione del mondo, gli altri sono deboli tentativi di riproduzione, veramente sterili . :)

  2. Ho trovato in giro questo commento di Maurizio Valeriani e lo condivido molto:

    “L’Associazione della Sommellerie Internazionale ha tra gli iscritti più di 40 paesi del mondo, contro una decina di paesi della WSA (World Sommelier Association) fondata dall’AIS, a sua immagine e somiglianza.
    Ogni anno assistiamo impotenti in Italia a questa strana scena: L’AIS tramite la WSA nomina il suo ‘migliore sommelier del mondo’ e la comunicazione mediatica italiana (TV/giornali/blog etc.) riporta supinamente che è stato eletto il miglior sommelier del mondo, senza precisare che in realtà è il miglior sommelier del mondo secondo quella associazione (WSA), che tra l’altro è la meno rappresentativa al livello mondiale. E non viene mai citata l’elezione del miglior sommellier del Mondo seondo ASI, che è l’associazione più importante e con maggior numero di paesi iscritti, a livello globale”

  3. avatar renato

    Il nostro penultimo campione del mondo WSA, è da due/tre anni osannato e chiamato in ogni dove d’ Italia a suon di fior fiore di euro ! Ad una domanda nessuno, dico NESSUNO, ha ancora risposto in questi anni :
    DA CHI ERA COMPOSTA LA COMMISSIONE DELLE FINALI , OLTRE A MEDRI, RICCI E COMPAGNIA ?
    Mi sembrano i concorsi degli enti pubblici Comuni e Regioni, dove molto spesso qualche paraculato FIGLIO DI PAPA’ ( chi ha orecchie per intendere intenda ) ha già in tasca le risposte per arrivare primo, uno schifo !

    • avatar ICrocodile

      Commento pertinente circa l’associazione e il metodo, ma non la persona. Gardini L. è un grandissimo degustatore e preparatissimo. Sullo stile… ognuno ha il suo e in questo caso non rientra nei canoni più classici (a mio personalissimo parere il padre, a cui tu indirettamente alludi, è una spanna più in alto). Ma oltre ogni ragionevole dubbio, non si può insinuare che non meriti. Certo sarebbe interessante un confronto tra i migliori sommelier italiani dell’ultimo periodo delle varie associazioni, ma credo sia fantascienza…

  4. avatar renato

    Se non c’era nulla e non c’è nulla da nascondere perchè nessuno ci ha mai detto chi erano i componenti della commissione delle finali ? nessuno mette in dubbio le capacità di nessuno, ciò non toglie che in quella finale forse ci potevano essere dei concorrenti che la sapevano piu’ lunga. Quando manca la trasparenza caro amico mio, ogni illazione diventa possibile e possibilmente realistica. Io ammiro come non mai Paolo Basso, una persona preparatissima, modesta il giusto, il vero campione del mondo, tutto il resto è fuffa….o noia

  5. avatar Adriano

    Ho letto poco fà questo bella intervista a Paolo Basso,dove la prima cosa è d’obbligo sono le mie congratulazioni e da Italiano ne sono molto fiero come spero tutti noi Italiani che siamo solo capaci di piangerci adosso e di non valorizzare la ns.forza e Cultura al Mondo intero di questo ns.Paese il ns.piccolo Stivale che guardiamo sul Mappamondo che sembra sempre con la sua posizione di dare un calcio alla terra per farla andare piu’ veloce. A parte questo mio pensiero e mi scuso con questo piccolo ma sentito pensiero.
    Sono un Assaggiatore Onav dal 2007 e quindi questo mondo mi piace molto,per la sua ricchezza Culturale di Sapori di Odori e Passione in tutta la ns.Italia.
    Faccio ancora i miei piu’ sentiti complimenti a Paolo Basso per la sua semplicità che trasparre in questa intervista segno di Esperienza,Passione,Amore in quello che fà quotidianamente che sono secondo me le Virtu’ che nella Vita servono per vivere e stare meglio con se stessi e soprattutto con gli altri.
    I miei ancora piu’ sentiti complimenti.
    Adriano.

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