#Intratweet. I 10 migliori tweet della settimana in cui il vino diventò aceto

di Antonio Tomacelli

Avviso: nessun account Twitter ha subito maltrattamenti durante le ricerche dei migliori cinguettii della settimana, anche se qualcuno avrebbe meritato le più atroci torture. Ci limitiamo, per ora, ad additarli al pubblico ludibrio, o lubidrio o come cavolo si dice.

10. Orrori Gastronomici
Per il medioman americano non c’è Superbowl senza la cofana di alette di pollo fritte da sgranocchiare tra uno spot e l’altro. La ricetta classica prevede una marinatura nei liquidi più improbabili e piccanti ma la ricetta proposta dal New York Times è decisamente raccapricciante: ali di pollo fritte marinate nella CocaCola. Che Dio li perdoni.

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9. Into the wild
In collaborazione con Anas, Aiscat e Società Autostrade.

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8. Comunicazioni 1.0
La splendida cornice è viva e lotta insieme a noi.

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7. Titoli allo sbando
Tranquilli, l’amarone a un euro e settanta è un incubo rimandato a data da destinarsi. Caviro ha solo comprato il 70% di una cantina della Valpolicella.

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6. Retromarce?
Robert Parker, ovvero, come passare dal Verrà chiarita l’indefinita frode dei vini naturali o “autentici”  al “Cazzo, che buono ‘sto vino naturale” nel giro di poche settimane.

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5. Me m’ha rovinato Mannheimer
Il sondaggio sulla cottura delle patate mi mancava e, temo, continuerà a mancarmi. Urge una moratoria o la sondaggite ad minchiam contaminerà il mondo.

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4. No Martini, no party.
Dove si apprende che il quarto Martini è quello decisivo per le nostre relazioni sociali.

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3. Pulizie di primavera
Nessuna ricerca universitaria ha mai approfondito il tema ma, stando a quel che dice Nicole, bere molto vino migliora l’igiene personale.

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2. Usa e getta
Sostituendo l’ordine dei fattori (GIRL are like fine wine) il prodotto non cambia. Toh, Georgie, prendi, incarta e porta a casa!

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1. Dubbi, domande, perplessità.
Il tweet dell’anno, del secolo, forse del millennio.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

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