Intervista con lo chef. La cucina (e i vini) da sogno di Antonino Cannavacciuolo

di Elena Di Luigi

La biografia di Antonio Cannavacciuolo racconta di uno chef dalle mille sfaccettature: pluristellato con importanti esperienze acquisite tra i fornelli nazionali e internazionali; patron del ristorante Villa Crespi in Piemonte; personaggio televisivo di Sky che dà consigli ad altri chef; scrittore di libri di ricette. Tutte esperienze che Antonio Cannavacciuolo affronta con invidiabile agilità perchè tanto, alla fine, fa sempre e solo quello per cui era stato predestinato: creare in cucina.

Quale profumo ti riporta sempre a casa?
Il profumo degli agrumi.

Da dove parti per inventare/preparare un piatto nuovo?
Dalle emozioni che cerco di esprimere attraverso le mie portate. Mi piace trasmettere quanto le materie prime mi raccontano.

La TV può insegnare a cucinare?
La TV può essere un mezzo per trarre spunto e ispirazione. Insegnare a cucinare è un’altra cosa, qui bisogna provare e mettere in pratica.

La cucina non-italiana che ti ispira di più e perchè?
Me ne piacciono più di una, ma per la precisione e le tecniche di lavorazione del pesce, mi piace quella giapponese.

Tre ingredienti per un piatto semplice ma gustoso?
Olio, pomodoro, basilico. Che trio!

Un vino per accompagnarlo?
Un rosato della costa d’Amalfi.

Chi si occupa della tua cantina?
A Villa Crespi ci occupiamo della cantina io e il nostro sommelier Matteo Pastrello.

All fine l’Expo avrà avuto successo se…?
Verrà visitata da noi Italiani.

Se ci andrai quale padiglione sicuramente non mancherai di visitare e perchè?
Quello dell’Italia, perchè è casa nostra ovviamente.

Un mito da sfatare sulla cucina italiana?
Credo sia importante definire la vera cucina Italiana quella regionale.

Se non fossi diventato uno chef oggi saresti?
Un pescatore. Amo il mare, mi sento a mio agio a contatto con l’acqua e adoro pescare.

Un vino che hai bevuto e che ti è rimasto nel cuore?
Vega Sicilia 1987.

[Foto di Alessandro Pizzi, abiti Kiabi]

7 Commenti

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Paolo Camozzi

circa 2 anni fa - Link

Vini da sogno? Io ho in mente solo l'incubo di aver pagato 50 euro due calici di Franciacorta. Da censura!!! Cucina memorabile. Peccato lui non ci sia mai e in sala non hanno la sensibilità di chiarire eventuali domande sui piatti... Vale la pena provare!

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il chiaro

circa 2 anni fa - Link

per un imprenditore al top dell'apice del vertice del suooogno quando stappi clos du mesnil 1734 va tutto bene, poi arriva la finanza e ti accorgi che era un franciacorta saten a 25 € al calice e diventa un incubo

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Alessandro Morichetti

circa 2 anni fa - Link

Che Franciacorta? Ce ne sono giusto un paio per cui 25 euro al bicchiere sono tollerabili :). Però se la cucina è memorabile e il servizio decente la voglia di andare viene.

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Cristiana Lauro

circa 2 anni fa - Link

È un grande chef. @Paolo Camozzi in piscina al Delano di Miami dodici anni fa, quando era un bell' albergo, ho pagato due cocktail scadenti 50 dollari. E che vuol dire? Non si va al Delano a fare i conti della serva e nemmeno a Villa Crespi, dove la cucina è memorabile, come hai scritto. Se compri una Aston Martin e poi ti lamenti del superbollo o di quanto ti costa un cambio gomme, semplicemente vuol dire che non ti puoi permettere quella macchina. Io non posseggo un'Aston Martin.

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James Tont

circa 2 anni fa - Link

ma i tuoi fidanzati si

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Morrisoff

circa 2 anni fa - Link

Non volevo commentare ma la battutina mi scappa... Un vino che hai bevuto e che ti è rimasto nel cuore? Vega Sicilia 1987. - P.s. In Italia non abbiamo mai nulla di memorabile da bere!!!

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Silvia boffula

circa 2 anni fa - Link

Ti amooooo....sei adorabile.....vorrei stare tra le tue braccia...smack...mio principe...

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