Intervista a Marinella Camerani (Corte Sant’Alda), artigiana dell’Amarone biodinamico

di Elena Di Luigi

Marinella Camerani inizia a fare vino nel 1983 in Valpolicella, dove allora come oggi le donne produttrici non sono molte. Da subito si definisce un’artigiana e una donna del Rinascimento perché, come insegna la terra, le cose si realizzano solo quando il lavoro manuale e il pensiero procedono di pari passo. Oggi l’Amarone che produce a Corte Sant’Alda di Mezzane di Sotto è il primo della Valpolicella a essere certificato biodinamico, un risultato ottenuto con scelte mirate come l’uso di botti grandi, l’appassimento naturale delle uve, zero forzature meccaniche e soprattutto l’aria di Valpolicella.

Quale percorso ti ha portato al vino?
Vengo da una famiglia di piccoli industriali di provincia. Dopo qualche anno in ufficio ho capito che quella non era la mia vita e così ci siamo concentrati su questa proprietà a Mezzane che era abbandonata a se stessa e che aveva bisogno di qualcuno che la amasse. E visto che io cercavo qualcosa da amare ci siamo incontrate. Qui ho trovato le vigne, e quindi il vino. Dico sempre che se avessi trovato le mele sarei diventata una produttrice di mele. La mia passione non era il vino, che tra l’altro non conoscevo, ma la voglia di libertà.

Con quale annata hai capito che eri sulla buona strada e perché?
Non voglio passare per falsa modesta, ma sono stati gli altri a dirmi “i tuoi vini sono buoni, brava! Continua così”. Questo è successo circa 25 anni fa ma devo anche riconoscere la grande fortuna di vivere in un posto magico, speciale per fare il vino buono! Questo viene ancora prima della mia bravura e delle mie scelte di vita. Non tocca a me dire che sono sulla buona strada, diciamo che sono sulla strada che ho scelto e che più mi piace. Non sono sempre sicura che sia quella buona e giusta ma è sicuramente interessante, varia e mai monotona.

Dove nasce il tuo vino, nella vigna o in cantina?
Il mio vino è semplicemente il risultato di tante scelte e di lavori fatti in campagna. Un vino non nasce: è l’uva che cresce, che matura e poi con la fermentazione diventa vino. Al massimo il vino può essere accompagnato nel suo percorso di cantina che, a sua volta, può avere mille sfaccettature, a seconda dell’idea che ha il vignaiolo-cantiniere.

Quale vendemmia ricordi come la più difficile?
Quella scorsa, il 2014, forse perché è l’ultima.

Quale stile di Amarone ha il futuro in tasca, quello moderno, corposo e facile da bere oppure quello tradizionale ma sempre elegante?
Non so quale stile di Amarone abbia il futuro in tasca. Io amo l’Amarone tradizionale, asciutto con una buona acidità, elegante e lungo. Ma ci sono persone e anche produttori che non amano il mio Amarone perché lo associano a un vino opulento, morbido, non tanto di facile beva, (anche stucchevole) ma certamente easy. Per me l’Amarone è come un vino raro, ricercato, da bere con parsimonia, attenzione e passione. Per altri è sicuramente il contrario. Se guardiamo i numeri e tutto il resto sicuramente io faccio parte della minoranza che definirei quella dello ‘zoccolo duro’.

Ti piace il mondo vinicolo italiano così com’è oggi?
È una domanda che soprattutto oggi mi rattrista molto e preferisco non rispondere perché non va bene spu…. nel piatto in cui si mangia. Però penso che sia necessario lavorare da dentro quotidianamente per migliorare questo mondo. Io ho una visione romantica del mio che per me è rurale, contadino, con dei valori etici. Per me il vino è un prodotto della natura e da essa deve dipendere.

Quale consiglio daresti a un/una giovane che vuole fare vino come te, partendo da zero?
Di crederci e di portare avanti le proprie idee e di vedere l’aspetto economico come un mezzo, un elemento, ma non il principale, per vivere meglio con se stessi e gli altri. Dovrà essere mossa/o soprattutto dalla passione e dal piacere di vivere a contatto con la natura e di farne parte con la consapevolezza della nostra impotenza.

Ti preoccupano i cambiamenti ambientali di cui spesso si parla?
Sì, molto. Mi fanno paura tutti quegli accorgimenti che mettiamo in pratica per produrre uva (o altro) a qualsiasi costo e a qualsiasi latitudine. Poi si fanno le guerre commerciali per difendere le DOC, ma se noi siamo i primi a strumentalizzare e a deturpare i nostri territori! Il rispetto, in tutte le cose, deve essere un principio che prima di essere chiesto deve essere dato.

A quale regione vinicola di sei ispirata per produrre i tuoi vini e c’è un altro paese dove ti piacerebbe essere un produttore di vino?
La Borgogna e mi definisco una bourguignon in Valpolicella, non tanto perché produco il pinot nero e amo i vitigni autoctoni, ma soprattutto perché il mio sogno è quello di produrre Valpolicella facendo vini eleganti, lunghi, rigorosi e sapidi proprio come i rossi della Borgogna. Aggiungo che chi mi conosce sa che il mio sogno è di poter coltivare un ettaro di vigna sul mare, in qualche parte della Sardegna, magari a Sant’Antioco, con vigne a piede franco, oppure su qualche isolotto della Grecia, Ios o Sikions, dove con la meccanizzazione proprio non si può fare nulla. Rinfrescarsi con un bel bagno… godersi le albe e i tramonti…

Quale varietà consideri la più sottovalutata in Italia o all’estero?
Più che una varietà ci sono delle zone viticole sottovalutate. Per esempio la Valpolicella è considerata una specie di Eldorado della viticoltura. Conosco dei produttori con vini che io considero splendidi e che guadagnano talmente meno di noi qui che un po’ mi vergogno. Questo accade sia in Italia che all’Estero.

Chi o cosa hai sacrificato per il tuo lavoro?
Il tempo. Il tempo di proprietà delle figlie e di Cesar.

Come ti rilassi?
Prendendomi cura della mia vecchia barca da pesca in legno, con un buon bicchiere di vino e un buon libro da leggere.

[Immagine: Mauro Fermariello]

16 Commenti

avatar

andrea

circa 5 anni fa - Link

Grande Signora, vera e sincera, naturale come i suoi vini

Rispondi
avatar

tom

circa 5 anni fa - Link

potevate chiedere se pensa davvero che i rituali che che fa in vigna, tipo sotterrare un corno pieno di letame, servano a qualcosa oppure no. questo mi interessa da un produttore biodinamico, sapere se ci è o ci fa.

Rispondi
avatar

Stefano Menti

circa 5 anni fa - Link

Tom, io questi rituali li faccio. Nel tempo ho avuto risultati notevoli. Proprio oggi all'ora di pranzo ho assaggiato una garganega che ho vinificato per conto di una collega di un vigneto attiguo al mio, condotto in biodinamica da solo un anno. Abbiamo poi assaggiato i miei vini della stessa annata vinificati alla stessa maniera nella stessa cantina dallo stesso cantiniere, ovvero io. I miei vini per ora sono superiori. La proprietaria del vigneto che abbiamo vinificato per suo conto mi ha chiesto: come è possibile una tale differenza organolettica? Noi la biodinamica la applichiamo da anni.

Rispondi
avatar

tom

circa 5 anni fa - Link

quindi tu almeno ci sei. buono a sapersi, preferisco uno in buonafede che uno che ci mette l'etichetta per alzare il prezzo.

Rispondi
avatar

Pino Fuoco

circa 5 anni fa - Link

E su quelli che usano i diserbanti per abbassare i prezzi invece che mi dici?

Rispondi
avatar

tom

circa 5 anni fa - Link

che almeno fanno qualcosa con una logica

avatar

Nelle Nuvole/Raffaella Guidi Federzoni

circa 5 anni fa - Link

Invece meno male che Elena Di Luigi ha fatto domande meno ovvie di "davvero usi il cornoletame? Davvero ti cambia il vino?". Cosicché le risposte sono interessanti, articolate, motivate e vanno ben oltre il "corno" dell'iceberg della biodinamica. Io posso non essere d'accordo con la visione romantica di Marinella, infatti non lo sono, o almeno lo sono solo in parte. Ma rispetto le sue scelte e il suo lavoro e conosco la purezza dei suoi vini. Quello che mi interessa di sapere da un produttore biodinamico è la sua serietà nell'impegnarsi di più per fare meglio. che è poi anche quello che mi interessa di sapere da un produttore "convenzionale"

Rispondi
avatar

carolaincats

circa 5 anni fa - Link

ciao nuvoletta!! baci da est!

Rispondi
avatar

carolaincats

circa 5 anni fa - Link

ah signor!!! brutta gente noi biodinamici (dichiarati e non): sotterriamo corni, poi li dissotterriamo, modello pippo il mio cane... giriamo acqua in vortici a destra e poi sinistra e fortuna che è un vortice d'acqua... potrebbero esser altri i vortici in cui addentrarvi... poi prendiamo lo zaino e via di pompa (e non pensate male dai!!!). te pensa che io l'altr'anno ho pure fatto le danze della non pioggia... che strana gente che siamo.... io strana lo sono di mio, anche senza le corna-letame... altre corna le ho ben bene sotterrate e pure cementate.... ah che gente strana.... ma una domanda sorge spontanea... non è che qua la gente strana è chi attacca senza sapere?.... mah... strana gente ciò!

Rispondi
avatar

Nic Marsél

circa 5 anni fa - Link

Se puzzano non va bene, se non puzzano non va bene lo stesso perchè sti biodinamici fanno le magie. I vini di Corte Sant'Alda sono splendidi e naturali. Puliti dalla vigna al bicchiere. La cosa infastidisce qualcuno?

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

I vini di Marinella sono buoni e basta. Forse quando li ho bevuti la prima volta non erano neppure biodinamici, eppure erano ottimi lo stesso. La vogliamo smettere con questa polemica stantia? La gente che non sa fare il vino abbonda in ogni tipologia di produttori, il modo con cui leggono l'oroscopo non c'entra nulla. PS Però il fotografo sceglilo meglio, tu sei molto meglio dal vivo

Rispondi
avatar

Eretico Enoico

circa 5 anni fa - Link

Anche uno stolto dell'assaggio posto davanti ad un calice di Marinella sentirebbe una differenza rispetto a ( per esempio) tre calici dai nomi e numeri impressionanti della Valpolicella.Lo stesso gioco si potrebbe ripetere con pochissimi altri interpreti della tradizioni e tipicità dell'Amarone ,del Ripasso o del Valpolicella superiore,veramente pochi ,basterebbe una sola mano per elencarli. La differenza netta sarebbe frutto di una vitivinicoltura naturalmente vicina a ciò che era il vino della Valpolicella prima del suo ipertrofico snaturamento( mi riferisco al prodotto di punta l'Amarone),del suo essere addomesticato al mercato ed indifferente alla terra ed all'annata. Oggi chi ci fa è colui o colei che non capisce cosa di sostanziale gustolfattivamente può dare un vino vinificatoin modo naturale da uve frutto del rispetto della terra ...io vino è un alimento vivo ed io non credo che un consumatore in buona fede non percepisca la differenza tra un tortello Rana ed uno tirato a mano con ingredienti freschi di giornata e senza alcun conservante o stabilizzante.Ovviamente non mi riferisco a nessuna disamina onanistica relativa a prove e controprove di analisi ,di dati etc ...mi riferisco al palato di chi in assoluta buona fede ,dopo aver provato più volte un vino al naturale ,riesce a distinguere in base al suo gusto ciò che è di suo gradimento. Il vino di Marinella e' tra le migliori espressioni dell'enologia italiana in assoluto ed è in buona compagnia di altri piccoli produttori della Valpolicella. Lei vince in virtù del suo vino e chi vince ha ragione ne consegue che il metodo biodinamico è parte attiva del successo...poi chissà chi è che "ci fa" tra chi produce capolavori e chi chiacchiere .

Rispondi
avatar

Chiara Bassi

circa 5 anni fa - Link

Grazie per il bellissimo articolo. E grazie a tutti voi per i commenti... trovo sempre interessanti spunti di discussione quando si parla di biodinamico... buona serata a tutti!

Rispondi
avatar

Luca

circa 5 anni fa - Link

Ecco, i vini naturali-biodinamici. E' un argomento interessante, non ho mai assaggiato i vini di Marinella Camerani, ne ho assaggiati molti (ma molti) altri tra i naturali-bio-biodinamici e col turbo... Dunque, la mia conclusione è che ci sono vignaioli che ci credono e i risultati danno loro ragione (su tutti metto Foradori) e poi ce ne sono (direi a occhio il 70%) altri che...ne fanno un credo, una... moda quasi. Non parlo solo di biodinamico ovviamente, ma del comodo "naturale" affibbiato qua e là e che dà come risultato vini puzzolenti che rovinano anche il bicchiere per gli assaggi successivi. E no, quella puzza di legno marcio, di "ossidato" non è affatto cool... fa schifo. Punto.

Rispondi
avatar

Eretico Enoico

circa 5 anni fa - Link

Luca mi permetto con simpatia di farti osservare : la Foradori è assolutamente una ortodossa del biodinamico e ne fanno una paladina di questo mondo i media del settore,a suo discapito una regina di questa " moda" come la chiami tu.Citi delle percentuali ,sarebbe carino rispetto a che campione le hai ottenute ,usare ad "occhio " nei confronti di migliaia di produttori al mondo non è un buon criterio per esporre una opinione così netta.Il vino con i difetti è una cosa ed il vino con una sua verità rispetto al terroir,annata e mano del vignaiolo è una altra. Il vino detto al naturale,artigianale,di territorio etc può essere divino,buono,particolare,insignificante ...il vino che può capitarti di degustare in rassegne come Vinnatur,Vivit ,vini veri, vini di vignaioli ,live WINE,sorgenti del vino o io bevo così ,NON è frutto di moda ma di impegno artigianale ( che non significa dilettanti allo sbaraglio ma l'esatto contrario) e spesso di fatica fisica enorme . In percentuale i vini, presentati in quei contesti,sono per stragranparte di alto livello oggettivo e chiaramente soggettivamente alcuni potrebbero conquistarci ed altri meno. Le ossidazioni,che tu citi, sono espressioni spesso volute in alcuni dei più grandi vini a patto di saper ricoscere e valutare tutto ciò da un casuale processo non voluto.Le puzze le sentono solo coloro che non bevono il vino al naturale se non raramente e forse imbattendosi in chissà cosa. Molti degli Chateau più antichi ed esclusivi del Bordolese sono naturali da sempre,idem per alcune leggende di Borgogna blasonate a livello planetario...in Italia la lista di grandi produttori "naturali" storici che farebbero sentire la Foradori una giovane produttrice sono decine ... Basta con questa idiozia equazione del vino al naturale = puzza e difetti perché non ci credo più nessuno. Degustate,bevete,capite e poi sentenziate

Rispondi
avatar

SALVO

circa 1 anno fa - Link

........... Ricorda sempre chi ha avuto fiducia in te. Agli inizi quando eri "FIOI" e correvi per Verona per vendere vino e Spumante (agli inizi eccezionale). Sono passati 38 anni da quando ci siamo incontrati come imprenditori, io come "Cantiniere" tu come novella esperta di Vini. ........ cerca dii essere sempre umile, conserva in te quel profumo di terra e sapore di vino.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.