Il Road Show di Bangkok è stata la Waterloo del Gambero Rosso?

di Antonio Tomacelli

Si possono conquistare i mercati asiatici del vino con arco e frecce? Sicuramente no, se poi le freccette sono spuntate, la brutta figura è assicurata. Una delle peggiori degli ultimi tempi l’ha fatta il Gambero Rosso con il suo Road Show che porta in giro per il mondo i “Top Italian Wines”. Il suddetto Road Show prevede diverse tappe in giro per il mondo accoppiate per vicinanza. Esempio: la trasferta brasiliana ha due eventi, uno il 18 Aprile a Rio de Janeiro e l’altro il 22 a San Paolo, il che permette ai produttori partecipanti di ottimizzare i costi di una trasferta all’altro capo del mondo.

Proprio in questi giorni, l’8 marzo, doveva svolgersi la tappa di Bangkok seguita dalla trasferta a Singapore per l’11 ma, con poche ore di preavviso, il Gambero Rosso ha spostato l’evento al 14 marzo. Immaginatevi la felicità dei produttori che, trolley alla mano, erano già in aereoporto per il check-in: praticamente un bagno di sangue! Come minimo hai tra le mani un biglietto aereo da buttare — per Bangkok, non per Milano — senza contare le prenotazioni alberghiere saltate.

Si poteva fare di peggio? Difficile, ma non impossibile. Stando alle prime notizie che ci sono arrivate, più che a Bangkok sembrava di stare a Waterloo: una disfatta.

Molti dei produttori presenti non hanno ricevuto per tempo le bottiglie e chi le aveva si è ritrovato con i vini a temperature impossibili. Piccola precisazione: la spedizione in loco dei ferri del mestiere è a carico dell’organizzazione. Insomma, un disastro e una brutta figura nei confronti degli operatori asiatici che sarà difficile da dimenticare. Pare, ma la notizia è ancora da verificare, che l’Ambasciatore italiano sia andato via senza neanche pronunciare il classico discorso di benvenuto.

Domanda: è così che il Gambero Rosso tenta la conquista dei mercati asiatici? E chi pagherà i danni morali e materiali ai produttori partecipanti ad un Road Show che costa migliaia di euro di iscrizione?

Si attendono risposte e, perchè no, ulteriori testimonianze di chi era presente.

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

15 Commenti

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Mauro ArdeCore

circa 6 anni fa - Link

Mmm...bella figura da cioccolatai...

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alessandro

circa 6 anni fa - Link

Qui in Thialandia succede spesso così, e fiere sul vino se ne vedono poche perchè alla fine è più semplice da qui andare ad Hong Kong, che ha una macchina logistica impeccabile ed una "legislazione in materia" più comprensibile. Non aver preventivato problemi alla dogana, ritardi, scarsa attenzione logistica sarà pure un punto a sfavore, ma un bel 10 per il bel tentativo è concesso....

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Mauro ArdeCore

circa 6 anni fa - Link

Lodevole se vogliamo l'intenzione, ma stante l'attuale mercato internazionale, penso che non sia l'ideale andare avanti "per tentativi", specialmente se a rimetterci sono i produttori.

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Emanuela

circa 6 anni fa - Link

Gran brutta notizia...avevamo chiesto collaborazione al Gambero Rosso come rappresentanza italiana per un grosso evento che faremo a Singapore...anche se la logistica la curiamo tutta noi...la reputazione no, purtroppo.

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giò

circa 6 anni fa - Link

Sul sito del Gambero non c'è traccia di Bangkok. Invece si parla di Singapore e deve essere stato un altro fallimento se nell'articolo Sabellico parla della qualità del pubblico e non della quantità. E poi sono sempre più patetici con le frasette degli ambasciatori italiani che, tranne che in India, non li vuole più nessuno.

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Eleonora Guerini

circa 6 anni fa - Link

Antonio, io francamente sono orripilata dal modo meschino, e davvero di nessuno spessore, che hai avuto nell'affrontare la notizia. Io non so se tu sia o meno un giornalista, di certo credi di essere uno che dà notizie. Invece non lo sei nel modo più assoluto. E non tanto perché quanto dici sia falso. A Bangkok l'evento del Gambero ha avuto delle evidenti criticità e sono la prima a credere che la cosa vada affrontata con serietà perché non accada più. Ma che tu abbia deciso di riportare questo unico episodio a fronte di tantissimi eventi, negli anni, andati davvero molto bene, con successo di pubblico e di trade, è davvero vergognoso e miserabile. Il Gambero Rosso, pur con qualche incidente di percorso che non voglio assolutamente minimizzare ma che nemmeno credo debba esser considerato il modello, fa all'estero quello che dovrebbe fare il nostro Belpaese, che invece se ne frega di portare fuori dai confini il made in Italy. Il mondo del vino, anche la critica, dovrebbe felicitarsene invece di sghignazzare biecamente alla prima difficoltà. Certo tu mi dirai che per noi questa è una bella fetta del bilancio. E quindi? Bisogna vergognarsi di fare business facendo pure qualcosa di utile e intelligente? Sempre meglio che fare business solo sparlando degli altri...

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Emanuele

circa 6 anni fa - Link

O ksein, angellèin lakedaimoniois oti tède keimetha tois keinon rèmasi peithomenòi.

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Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Quindi un vero giornalista dovrebbe chiudere un occhio su quanto accaduto a Bangkok? E che significa la frase "Sempre meglio che fare business solo sparlando degli altri"? Che, per esempio, Repubblica o Corriere non dovrebbero "sparlare" dei bungabunga di Berlusconi solo perchè, poveretto, ha fatto alcune cose buone? Ultima domanda: stai parlando a titolo di promoter di eventi o di giornalista? Fatti un favore, Eleonora, anzi due: ripassati un qualsiasi manuale di etica spicciola e, soprattutto, scusati per il disagio procurato alla clientela. La supponenza del "tutto ci è dovuto, non dobbiamo scusarci di niente" questa sì che è davvero orripilante e meschina.

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Eleonora Guerini

circa 6 anni fa - Link

La supponenza del tutto ci è dovuto è farina del tuo sacco. Di certo non mi appartiene. Sull'etica prima di dare lezioni agli altri ti consiglio di guardare bene dentro all'armadio. Infine io non ho mai detto di chiudere nessun occhio. Solo che a fronte di un evento andato male sarebbe corretto anche riportare tutti quelli che sono andati bene. Se dare notizie è quanto ti preme. Se invece è solo sputtanare gli altri allora bene così. Dimostri di far egregiamente il tuo dovere.

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Giovanni Corazzol

circa 6 anni fa - Link

Mi consenta Eleonora, lo dico senza alcuna spocchia: dove lavoro io vige un motto che dice: per conquistare un cliente ci metti 100 giorni per perderlo 1. la notizia non è che per 100 volte avete fatto bene, la notizia è che per 1 volta avete fatto male e che è stato Intravino a segnalarlo, non voi. Invocare la solidarietà in nome dell'appartenenza ad un albo oppure vantando legittimamente un ruolo supplettivo rispetto alle istituzioni non è un argomento plausibile. Sembra mia figlia che combina una marachella e poi dice che non la devo rimproverare perché lei è una bimba buona. Non potete irritarvi con chi da una notizia vera perché il tono con cui viene data non garba. Almeno, così dove lavoro io.

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Giovanni Corazzol

circa 6 anni fa - Link

suppletivo con una "t"; ne ho vergogna, non so come sfuggì. ceci

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Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Da quando informare è diventato "Sputtanare gli altri"? Ma davvero il giornalismo enoico sta messo così male?

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fabio

circa 6 anni fa - Link

Io ero presente all'evento, la notizia riportata corrisponde alla realtà dei fatti.

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