Il meglio della settimana in cui The Wine Advocate e Slow Wine non recensiranno Bressan per motivi etici

di Alessandro Morichetti

I post più letti degli ultimi sette giorni.
1Il suicidio social mediatico di Fulvio Bressan tra razzismo, boicottaggio e gogna all’italiana.
2Chiude la rivista Il Mio Vino. Estremo tentativo di fronteggiare il panico tra gli appassionati.
3Una specie di intervista doppia a Paolo Lauciani e Sandro Sangiorgi. Il vino naturale (non) esiste.
4Guida al fenomeno dello scontrino estivo. Con punti di stile per blogger e commentatori.
5L’intervista ad Angiolino Maule, naturalmente.
6La mia prima volta. Ovvero: l’etichetta che m’ha fatto diventare quello che sono/1.
7Se la tua bocca “accoglie generosamente anche il sorso più voluminoso” forse dovresti farti qualche domanda.
8Ai voti il declino della sinistra: Massimo D’Alema che fa vino con Riccardo Cotarella. La video-intervista.
9Domande da panico: qual è il prosecco di Valdobbiadene con il miglior rapporto qualità/prezzo?.
10Mai provato i cocktail di Dexter? Fatelo, prima che sia troppo tardi.

 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

17 Commenti

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Giulia

circa 6 anni fa - Link

Il fenomeno social non si arresta, classico inciampo di bad e brand reputation, è un tam-tam inarrestabile. I risvolti della vicenda Bressan erano prevedibili, altri ne seguiranno. I social hanno la capacità di creare il branco. Casi (o fenomeni?) come Bressan imperversano nella rete. Chiunque se la può prendere con qualunque essere umano non confacente al suo altissimo standard: minorati fisici e mentali, ciccioni, stronzi, ignoranti, laureati, anziani, gay, neri o gialli e via dicendo.. si riconoscono, si piacciono, come in un branco. Il branco opposto (par condicio) se ne stupisce e indignato inneggia al rogo, al boicottaggio, in nome sacro (ed inviolabile?) dell'etica. Ma non finisce qui, esiste un'ulteriore frangia, un altro social- sotto -branco: è quello degli indifferenti. Pavidi o consenzienti-assenti? Personalmente non sono una moralista,sono una sana e cattivissima esportatrice di sarcasmo ma questa situazione mi indigna: lo vivo questo atteggiamento, l'ho subito, ne fai immediatamente parte quando diventi minoranza, quando diventi scomoda, quando non ti allinei a qualcuno, a qualcosa, quando non appartieni, quando vivi il coraggio e la paura alla stessa maniera. Nessuno può cambiare il mondo, il corso delle cose, le persone, il pensiero e la convinzione del branco. Il profilo FB di Bressan è ancora aperto, numerose le manifestazioni di condivisione al capo branco. Francesco, con il coraggio a metà, (scrive in anonimato) si indigna per le parole di violenza di Tommaso Farina, scritte qui, en passant, parole gravi, da "branco", attacco alla Costituzione, grave quanto la risposta di Alessandro Morichetti, pregna di indifferenza e di minimalismo. "Io so che tu sai che io so". Ognuno ha la propria eredità, non solo cromosomica, (Farinetti Renato to Farinetti Tommaso). Il giornalismo, si, giornalismo o giornalettismo? http://www.giornalettismo.com/archives/1029171/cecile-kyenge-e-la-foto-dellorango-su-wikipedia/ questo è quello pubblicato sulla enciclopedia wikipedia, ad opera di utenti liberi, attualmente rimosso. Sempre su wikipedia ricca biografia dell'ex-giornalista Renato Farinetti. Caldaroli, vice ministro al Senato della Repubblica Italiana è ancora al suo posto. Giulia Angela Fontana Indifferenza e minimalismo? No, grazie. Semplice tutela di chi è libero di interviene, anche dicendo boiate, senza che debbano essere chiamati in causa i genitori. [ale]

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Pietro Caputo

circa 6 anni fa - Link

Evidentemente lei Giulia ha qualche problema personale con il Farina. Ho provato a rileggermi tutti e non ho trovato nè violenza nè indifferenza nei commenti da lei indicati. La questione, se la epuriamo dalla voglia di farsi belli in rete, è abbastanza semplice: Bressan ha scritto frasi razziste ignorando incredibilmente quanto potenti possano essere le conseguenze di chi lo fa su Facebook nel 2013. I suoi post sono stati giustamente segnalati a FB e quindi rimossi, ma ormai è tardi: i blog hanno fatto copia/incolla e ora praticamente tutti i non astemi sanno quale sia stato il suo pensiero. Accusare chi non prende posizione o insultare chi non inneggia al linciaggio di Bressan per me è indice di desiderio di apparire, più che di spinta etica. Infatti per me la questione è molto semplice: se trovo inaccettabile comprare il vino di un razzista, non lo compro. Punto. Che bisogno c'è di sbandierarlo in rete o incitare al boicottaggio? Si può allo stesso tempo essere schifati dal Bressan pensiero e non sentirsi parte della schiera di chi lo vorrebbe ora vedere fallito ed emigrare in Congo? Secondo me si.

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giulia

circa 6 anni fa - Link

Buongiorno Pietro, Probabilmente le mie parole non sono state abbastanza chiare, rilegga il post che ho scritto non c'è alcun insulto e tanto meno incitamento al linciaggio. Se Tommaso Farina riterrà di essere stato offeso potrà contattarmi, senza "difesa" per interposta persona. Un saluto.

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Pietro Caputo

circa 6 anni fa - Link

Purtroppo non sono avvocato quindi non potrò chiedere la parcella al Farina per questa "difesa" come lei la chiama peraltro blanda e non certo da lui richiesta. Seguo la vicenda Bressan fin dal primo giorno, perchè i suoi vini mi hanno entusiasmato come pochi al Vivit - Vinitaly quest'anno, e perchè guarda caso ne avevo appena acquistate due bottiglie. Mi sono letto quasi tutto sui vari blog, il mio intervento qui riassume la mia posizione sulla vicenda e la mia opinione su chi commenta incitando al boicottamento dei vini, al linciaggio mediatico eccetera. Anche lei, Giulia, se rilegge il mio post, vedrà che la parte diretta a lei è essenzialmente la prima riga. Non avrà insultato direttamente il Farina, ma storpiandone il cognome e dicendo "tale padre tale figlio" non certo con accezione positiva, capirà bene che incuriosisce il lettore (me) ad andare a cercare le "parole di violenza di Tommaso Farina, scritte qui, en passant, parole gravi, da “branco”, attacco alla Costituzione" cosa che ho fatto e non ho trovato. Per quanto riguarda Calderoli invece può continuare a storpiarne il cognome, mi fa solo piacere :) Buona giornata.

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giulia

circa 6 anni fa - Link

...Lei continua, volutamente, a fare confusione con parole che io non ho detto, sono state scritte da una persona, tale firma anonima "Francesco", parole tra l'altro che non condivido, è pure vero che non condivido ed è quanto ho espresso che un giornalista, Tommaso Farina, questa a seguire la sua citazione: "Ho notato che da più persone è stata evocata l’etica. Mi permetto di citare una riflessione molto interessante, con la quale ammetto di concordare in toto: “A fare gli etici sono capaci in tanti, quasi tutti. Basta non credere in niente, o in varianti del niente come la Costituzione o la coscienza, e si può pronunciare ‘etica’ con onanistico compiacimento, facendosela girare in bocca come un Brunello di Montalcino riserva 1988″ (Camillo Langone). Definire la Costituzione una variante del niente, l'interpretazione è univoca non mi sembra una piccolezza scritta da un giornalista. Poi, la mia analisi di come la gente si riconosce in un gruppo, (io lo definisco branco) all'interno dei social può essere condiviso oppure no, qual'è il problema? Io stessa ho definito i "moralisti" come il branco di opposizione. Troppo "sottile" la interpretazione? Dal momento che questo mio commento verrà letto anche da Tommaso Farina, proseguo rispondendo a quest'ultimo: Lei deve avere, più di ogni altro, la capacità di entrare dentro le parole facendo informazioni e non mistificarle. Si vada a rileggere con calma e senza fretta tutti i post inerenti Francesco Guccione, questo il mio post : Buongiorno Intravino, Quelle poche righe al termine di quell’articolo volevano produrre, e cosi è stato, uno scoop, la notizia è reale, cruda e nuda nella sua tragicità. Mauro Erro ha informato di una notizia, di un fatto realmente accaduto, non ci sono stati errori giudiziari, la sentenza c’è stata, con condanna in secondo grado, credo corrisponda al reale stato dei fatti accaduti. Ma questo non è un Tribunale. La “notizia”, buttata là, da Mauro Erro sarà stata indubbiamente filtrata, vagliata, dal suo editore. Giusto? Volutamente è stata “buttata là” senza alcun approfondimento, come a dire, a voi la “giusta”interpretazione. Quale è stato il messaggio, anzi, quale messaggio voleva comunicare? Questo non l’ho capito. Non comprate i vini della Azienda Guccione? La legge Pio La Torre è uno sbaglio? L’accorata denuncia di Francesco Guccione è quella di un figlio che percorre con dolore una strada di onestà, la domanda più frequente, “quanto tempo ancora dovrà passare perchè le colpe di un padre vengano cancellate dalla memoria?” Non esiste un tempo, purtroppo, è una memoria che seguirà più generazioni e che sarà di insegnamento per figli e nipoti; credo non sia una scelta casuale, quella di Francesco e Manfredi Guccione, dedicare il nome dei vini a componenti della sua famiglia ed amici. Vogliamo ora parlare della MAFIA di “CASA NOSTRA”? Giacchè trattasi di un blog enoico la notizia deve essere, suppongo, rigorosamente legata al mondo del Vino, pertanto, non potrò parlare di Berlusconi & Craxi, di Andreotti e Mino Pecorelli, di Bruno Contrada e Giovanni Falcone. Vogliamo parlare di Zonin? Vogliamo parlare della mafia di Casa Nostra, dove editori rampanti pagano in nero e poco, i propri collaboratori? oppure della manodopera impiegata nell’agricoltura? anch’essa ovviamente pagata in nero e lo stesso “sotto pagata”. Possiamo, volendo, anche parlare della “egemonia territoriale” di alcuni enologi nel territorio umbro. Sicuramente è retorica, non dico niente di nuovo. Così è se vi pare. Vede Tommaso Farina, adesso mi perdoni, credo che le ventilazioni al su perineo abbiano intrapreso un percorso diverso, arrivando alle sinapsi o giù di li. Caramente, affettuosamente, Giulia Angela Fontana (quella del branco di opposizione)

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Tommaso Farina

circa 6 anni fa - Link

Francamente non mi sono affatto confuso, trovo che sia stata fin troppo chiara. E direi che si commenta abbondantemente da sé, anche se le riconosco una forma discorsiva che le flatulenze escremenziali e canagliesche (nonché conigliesche) di tale Francesco sono ben lungi dal conseguire.

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alvaro pavan

circa 6 anni fa - Link

I libri di Céline non li boicottiamo? Alvaro

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Tommaso Farina

circa 6 anni fa - Link

Sfortunatamente non ho alcun potere sulle transaminasi sballate degli altri...

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Tommaso Farina

circa 6 anni fa - Link

Ma del resto mi stupisco poco o niente. È la stessa persona che, con gesti emotivi e retorica survoltata, rinfacciava a Francesco Guccione i guai di suo padre (tra l'altro attirandosi la giusta reazione di Mario Crosta, persona tra le più amabili ed equilibrate che conosco). Sono cose che ormai mi provocano un senso di benigna ventilazione al perineo. Insomma, ognuno la pensi come vuole, personalmente sono ben altre le opinioni a cui do peso.

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Giulia

circa 6 anni fa - Link

@TommasoFarina: 1)Se ha problemi con tale Francesco si rivolga a lui; 2) Lei è un giornalista e mi stupisco come non riesca a comprendere la lingua italiana, il mio post era di estremo disappunto per Mauro Erro ed Intravino. Questo non è un Tribunale ed il papà di Francesco Guccione non può più difendersi. 3)Avendo letto, al contrario, le vicende di suo padre, Renato Farina dal caso Sallusti ad altri coinvolgimenti, noti da tutta italia, Le comunico con estrema franchezza, che non gradisco continuare ad interloquire con Lei. Si ricordi di essere un giornalista, sempre, anche quando si permette di attaccare la Costituzione Italiana, allorchè si esprime con frasi volgari.

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Tommaso Farina

circa 6 anni fa - Link

Dei suoi vaneggiamenti non me ne importa una sega.

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Tommaso Farina

circa 6 anni fa - Link

Finora non è andata al di là di un rudimentale sillabare di sciocchezze e di sgrammaticati attacchi personali. Di quello che pensa e della sua disistima non me ne può fregare di meno. Come dicevo, l'opinione di una piccola moralista da nulla non mi interessa, io non so lei chi sia e francamente non me ne frega niente. So solo che non ho lezioni da prendere da una piccola moralista infoiata, né in giornalismo né in nessun campo.

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Marco Lungo

circa 6 anni fa - Link

Gentile Giulia, a parte che lei farebbe l'errore, mai concesso a nessuno, di far ricadere le colpe (eventuali) dei padri sui figli, credo che, purtroppo, lei non mostri neanche una certa perspicacia ed intuito. Con Tommaso lei ha avuto l'occasione di conoscere una persona di rara cultura ed educazione, dalla quale avrebbe potuto imparare senz'altro molte cose riguardo anche alla vita ma che, a questo punto, devo concludere che a lei non interessino. Personalmente, mi dispiace per lei ma mi fa piacere per me e per tutti quelli che lo conoscono. Sono di idee quasi opposte alle sue, però il rispetto ed il capire le rispettive intelligenze non ci ha mai impedito di farci delle belle risate e notevoli scambi di idee. Se lei trova persone di questo tipo con molta facilità, cara Giulia, teniamoci in contatto e me le presenti. In tanti anni di vita, mi è capitato raramente di incontrarle e, ancora di più, così relativamente giovani.

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Danilo

circa 6 anni fa - Link

"lei farebbe l’errore, mai concesso a nessuno, di far ricadere le colpe (eventuali) dei padri sui figli" ... e questo è un interessante spunto di dibattito... in molte culture, patriarcali, tribali, ma anche contemporanee (orientali, soprattutto), le colpe dei padri ricadono per intero sui figli, chiamati perfino ad espiarle...

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sandro

circa 6 anni fa - Link

Egregia Signorina Giulia Angela Fontana, ma siete la succursale della Repubblica? Pensavo che qui si parlasse di vino e non si sponsorizzassero gogne mediatiche e roghi da inquisizione. Se volete fare politica e/o sottopolitica e/o pseudopolitica e/o metapolitica potete sempre scrivere sul Fatto quotidiano, Travaglio vi troverà uno spazietto nelle pagine dei lecchini ad Honorem.

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daniele

circa 5 anni fa - Link

nel 2004 o 2005, Poliziano - Nobile di Montepulciano 2002. Scoperto per caso una sera al ristorante, ci piacque moltissimo. Lo cercammo ancora ma non ricordandoci l'annata andammo a casaccio, e questo comportò una ricerca durata almeno 2 anni e svariate bottiglie, certi che il vino successivamente bevuto non fosse affatto quello provato la prima volta, fino a che non incappammo nel Riserva Asinone, provato direttamente a Montepulciano presso il loro winepoint in piazza Grande. Li lo riconoscemmo subito ma anche la signora non ci seppe dire nulla del perchè delle differenze che ci ricordavamo.... Mesi dopo la soluzione del giallo: in una enoteca-ristorante prendiamo una bottiglia di Nobile del Poliziano 2002, e subito la riconosciamo come molto molto simile all'Asinone Riserva !! ma allora, da dove cavolo viene la differenza con le svariate bottiglie provate nel frattempo?? Sarà stata la 2002 un'annata da spettacolo? No, come tutti sanno, e come ci spiega il tizio ben informato dell'enoteca: la 2002 è un'annata non buona e l'Asinone non l'hanno fatto e lo hanno declassato e imbottigliato come Nobile 'base' !!! 2 anni di appassionante ricerca e un ricordo ben fisso in testa, una cosa per noi fantastica. Per inciso, di porcherie varie del famigerato 2002 ne ho provate, anche di illustri produttori che hanno preferito definirla 'annata diversa' piuttosto che rinunciare ai loro guadagni... ma il Poliziano 2002, bevuto ancora il mese scorso, è un fantastico vino ancora a 11 anni di distanza, segno che se un prodotto è fatto bene anche in condizioni non ottimali cmq è un ottimo prodotto !! Poliziano forever (Asinone e Le Stanze)

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daniele

circa 5 anni fa - Link

sorry, l'ho postato nel post sbagliato... oops..

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