Franciacorta Dosage Zero Noir Vintage, Ca’ Del Bosco e la ridefinizione di un terroir

di Andrea Gori

Che Maurizio Zanella sia un geniale visionario ormai nessuno lo mette in dubbio. Ma è lo stesso sorprendente come, ad ogni nuova proposta, riesca ad alzare l’asticella della qualità: col Dosage Zero Noir Vintage, ultimo nato della serie Vintage Collection, raggiunge vette davvero inimmaginabili, a detta di chi scrive persino superiori a certe uscite dell’Annamaria Clementi.

Stavolta elimina due dei fattori variabili più importanti in un metodo classico, ovvero assemblaggio e dosaggio, scegliendo un’unica uva (il pinot nero) e l’assoluta mancanza di aggiunta di zucchero alla sboccatura, concentrandosi su una tenuta di Franciacorta situata a 466 metri di quota incastonata tra boschi di castagno, quercia e carpino. Non solo l’altitudine gioca la sua parte, ma anche il fatto di essere a strapiombo sul lago d’Iseo e di giacere in parte su detriti morenici tondeggianti, che accelerano la maturazione, e in parte su suoli più profondi e argillosi che aiutano a conservare acidità e aromaticità più floreali. L’ultima creazione di Zanella si concentra proprio sui terreni morenici meno profondi, ideali per portare il pinot nero a maturazione, evento molto raro in Franciacorta senza che si perda acidità.

E’ proprio l’equilibrio particolarissimo che il pinot nero raggiunge in questi millesimati che impressiona: tanto sono marcati i caratteri acidi, agrumati e floreali che si è quasi portati a pensare ad uno chardonnay in purezza. Solo in un secondo tempo il fruttato rosso, corposo e maturo ma senza pesantezza, si fa strada e restituisce al palato una grande idea di pinot nero franciacortino.

Nella cassa di lancio contenente 6 bottiglie miste dei millesimi 2001, 2004, 2005 (disponibile a circa 360 euro, a breve disponibile anche la sola 2005) si possono confrontare tra loro tre vendemmie piuttosto diverse come esito finale e difficoltà di gestione, ma accomunate da una data di inizio vendemmia molto avanzata (dal 31 agosto per il 2001 al 10 settembre per la 2004) che da sempre rappresenta una modalità di lavoro rischiosa per la regione, ma appunto capace di dare risultati eccezionali in alcuni microterroir. Ecco le nostre impressioni.

Dosage Zero 2001. Note di cedro e arancio, pepe nero e pan d’epices, fragola in confettura, balsamico con cenni di leggera ossidazione; ma il corpo è ancora straordinario con refoli di nocciola, burro e arachidi a impreziosire un vino cremoso e dinamico, non profondissimo ma accattivante e sapido. 90

Dosage Zero 2004. Maturità e grande impressione di energia e sole, quasi fossimo in Champagne con una piccola 2002, note di lamponi, fragole e menta, vinoso e corposo al naso ma in realtà in bocca snello ed elegantissimo, cremoso ed energico con finale speziato con zenzero e lime, miele di corbezzolo e rafano, un vino caleidoscopico e raffinato, piacevolissimo. 92

Dosage Zero 2005. Grande irruenza e profondità già dal naso con un tutto tondo ma sempre sferzante di arancio sanguinella, sambuco, fragole appena mature e ribes bianco, bocca carnosa e sapida con il frutto che si impone per la sua maturità sempre tenuta a bada con equilibrio da acidità e sapidità notevoli e ben calibrate, a ricordare certe grandi bollicine d’Oltralpe della Aube. Vino ancora in evoluzione, darà il meglio nei prossimi 2-3 anni in bottiglia. 95

Si esce dalla piccola grande verticale davvero soddisfatti, stupefatti per come Zanella riesca a spremere potenzialità dalla Franciacorta, e ancora più convinti che il dosaggio zero, legato al grado elevato di maturazione delle uve, in certe annate rappresenti per questa DOCG una delle chiavi di volta del suo potenziale. Soprattutto è un grande passo avanti nella definizione dello stile Franciacorta e del suo carattere: se è vero che abbiamo fatto riferimento spesso alla Champagne parlando di questa etichetta in realtà è un paragone che ha sempre meno senso, perché sorso dopo sorso questi dosaggio zero mostrano con sempre maggiore nitidezza l’idea di Franciacorta verso cui lavorano tanti bravi produttori della regione di cui Zanella si fa portabandiera.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

32 Commenti

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andrea

circa 4 anni fa - Link

http://www.youtube.com/watch?v=Q_OFmoJ1z0M

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

Il caro vecchio "provare prima di parlare" che fine ha fatto?

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damiano

circa 4 anni fa - Link

Quello che un annetto fa disse che i vini naturali puzzano.

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maruska

circa 4 anni fa - Link

Buongiorno Andrea, posso sapere dove e quando li hai provati tu, questi vini? hai ricevuto la "cassa di lancio" o hai partecipato alla presentazione in Cà del Bosco?

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

ho ricevuto una mini cassa di lancio con una bottiglia per ogni millesimo, alla presentazione in Ca' del Bosco eravamo invitati ma non siamo potuti andare, un vero peccato visto che c'era pure il volo in elicottero!!!

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maruska

circa 4 anni fa - Link

Eh, ho visto: http://archiviostorico.corriere.it/2014/ottobre/24/picnic_tartufo_bianco_con_tagliolini_co_0_20141024_d55f6d26-5b41-11e4-9f79-7fe19c9e0c18.shtml ma senti, alla fine fa circa 60 euro a bottiglia: diventa il Cà del Bosco col miglior rapporto qualità prezzo, no?

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

considerando che a me il Prestige non ha mai entusiasmato...probabilmente si!

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Raimondo NavarroDo

circa 4 anni fa - Link

in effetti mi stavo chiedendo come avesse fatto Gori a scrivere (meglio del solito, forse sta imparando) della presentazione del 14 ottobre del Blanc de Noir Dosage Zero di Cà del Bosco. Io c'ero e non l'avevo visto, altrimenti avrei tentato, per lui solo, il lancio dall'elicottero. :) Comunque nonostante la sua assenza, passata inosservata, siamo stati bene e ci siamo goduti una giornata stupenda. Nonché la cucina ampiamente a base di tartufo, di Maurizio Giarola del Tornavento... Quanto ai vini: strepitosi, soprattutto il 2001. Che puntualmente Gori ha penalizzato rispetto al 2005... De gustibus...

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Il chiaro

circa 4 anni fa - Link

Ho sempre considerato il dosaggio zero di cà del bosco il miglior prodotto aziendale, l'AMC manco gli allaccia le scarpe. Quindi son curioso di provare questo bdn anche se il prezzo davvero non aiuta: il confronto con i francesi è solitamente impietoso già quando si parla di 20 euro, a 60 il rischio assume le sembianze della certezza.

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

Scusate, ma che è 'sta marchetta? va bene tutto, ma sarebbe questo il modo rivoluzionario di parlare di vino? (cito dal sito di Andrea Gori: "poi la nascita del blog Vino da Burde poi Dissapore e Intravino, i due siti che hanno rivoluzionato il modo di parlare di vino e cibo sulla rete"). Se voglio leggere cose del genere va bene perfino il Corriere della Sera. Faccio notare che ammiro Cà del Bosco e Maurizio Zanella, soprattutto per come gestisce l'immagine del suo brand e del Franciacorta; a parte la cuvè prestige, che riassaggio sempre senza pregiudizio e trovo sempre pessima, mi piacciono gli altri prodotti, ma mi chiedo comunque il senso di un post del genere su Intravino

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maruska

circa 4 anni fa - Link

Sergio, datti una calmata: se vuoi trovi post più "alternativi" , leggiti quelli su Fornovo o su Veronelli e non dare del marchettaro a nessuno. In ogni caso, d'accordo sulla Cuvée Prestige: assaggiata ieri una sboccata nell'autunno 2013, molto deludente: riesce ad essere sgradevolmente dolciastra all'ingresso in bocca e fastidiosamente amarognola nel finale (un "miracolo" che solo certi vini naturali come li intende Zanella arrivano a realizzare!)

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

Non volevo offendere, solo sottolineare la mia delusione. Domanda per Andrea Gori, a questo punto: ho visto che sei Ambassadeur de Champagne, mi sai dire se anche oltralpe c'è tutta questa moda dei non dosati, o se fa figo solo da noi? non mi sembra di vedere molti Champagne pas dosè, nemmeno Extra-brut a dire il vero

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

Sull'ultimo numero di World of Fine Wine c'è un bell'articolo sui non dosati in Champagne: in effetti ti confermo che c'è tanta fibrillazione sul dosaggio, in parte perchè apre nuovi mercati, in parte perchè il surriscaldamento globale ha portato più maturità media nelle uve e consente di fare prodotti di un certo livello anche senza zucchero e in parte perchè alcuni territori come la FRanciacorta e anche Cava stanno esplorando queste nicchie commercialmente interessanti in prospettiva. Come sempre accade però se ne parla tantissimo ma le etichette pas dosè extra brut e simili sono pochissime, soprattutto in valori assoluti. Perchè se limitiamo l'analisi agli Champagne RM lì invece i bassi dosaggi per varie motivazioni, ideologiche spesso prima che enologiche, sono molto più diffusi.

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

grazie. A volte ho l'impressione che molti dicano che amano i non dosati, ma poi vedi che fanno fatica a finire la bottiglia; in questo senso mi chiedo coma mai la Franciacorta sia passata dallo "spingere" i morbidissimi satèn a questa moda dei pas dosè: non sarà che piacciono al responsabile di zona di qualche guida?

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

non credo Sergio, credo sia solo un modo di enfatizzare alcune tipicità e peculiarità della zona adatta appunto o a vini più morbidi o zero dosati ma una maturità di frutto che bilancia il bicchiere.... La concorrenza è tanta!

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

Sergio, assaggio ogni anno molti vini "mossi" e ritengo che questi prodotti di Ca' del Bosco siano molto oltre il classico standard cui siamo abituati e, se può consorlarti, non sono il solo a pensarla così visto che ho presentato i vini alla cieca in consessi molto qualificati ed esigente e ricevendo impressioni anche più positive di quelle qui riportate. Quanto al "nuovo modo di parlare di cibo e vino in rete" è evidente ed ovvio che non si può applicare ad ogni post che pubblichiamo, altrimenti dovremmo degustare ogni vino in una piscina diversa. In questo caso "rivoluzionario" è l'approccio intransigente di Zanella che siamo felici di sottolineare come siamo felici di parlare di tutte quelle persone che vanno oltre i limiti nei settori dove operano. Il post cerca di raccontare questi millesimati ad un pubblico molto consapevole ed esperto e quindi necessita di alcune spiegazioni pedologiche e gustative dettagliate mentre i toni entusiastici sono dovuti ai risultati davvero sorprendenti nei bicchieri. Talmente sorprendenti che si sono meritati un post su Intravino dove in genere parliamo di realtà più piccole e artigianali di cui è ricca anche la Franciacorta che sta cresendo di anno in anno anche grazie a vini come questi. Ci pare che il materiale per un post ci sia eccome e ci pare anche che questo post e quello sul Corriere della Sera siano abbastanza diversi, soprattutto pensando che su quell'elicottero noi non ci siamo saliti.

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Raimondo Navarro

circa 4 anni fa - Link

concordo, ed é la seconda volta, comincio a preoccuparmi, con Gori: questi prodotti di Ca’ del Bosco sono molto oltre il classico standard cui siamo abituati. E accusare questo post di essere "uno sponsor post" mi sembra solo un esempio, ce ne sono tanti, di snobismo anti-franciacortino.

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

Sì, beh, abbiamo capito che tu c'eri alla presentazione, grazie. Noi comuni mortali, che il tartufo ce lo dobbiamo pagare, magari gli possiamo abbinare anche un vino che non sia il tuo ospite Cà del Bosco, non trovi?

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ale

circa 4 anni fa - Link

ma è un'idea di Zanella o dei ragazzi di The Apprentice? :)

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ale

circa 4 anni fa - Link

Avete scordato di evidenziare: "SPONSOR POST"

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Paolo A.

circa 4 anni fa - Link

Solo spero di non leggere mai un articolo simile per il Pinero di ca' del bosco, probabilmente il pinot noir con il peggior qp sull'intera faccia della terra.

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Simona

circa 4 anni fa - Link

Vorrei sapere chi ha fornito il prezzo all'autore del post.

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Facciamo prima se ci dici che prezzo sai tu, credo.

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Simona

circa 4 anni fa - Link

Cà del Bosco dà come prezzo a partire da 400 Euro

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Il chiaro

circa 4 anni fa - Link

Beh, 6x60 fa 360 euro, ci si metta l'iva e la differenza è minima.

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Simona

circa 4 anni fa - Link

Di solito quanfo dai un prezzo al pubblico e' iva compresa

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ale

circa 4 anni fa - Link

eh si, direi CERTO

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Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

siamo su un blog "pubblico" quindi non posso pubblicare il prezzo "sorgente" ma appunto ho calcolato un prezzo standard da buona enoteca che "ti viene incontro". Sul sito Ca' del Bosco pubblica un prezzo più alto "consigliato" ma come in altri casi del genere, raramente applicato. 360 è 400 euro con sconto 10%

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Simona

circa 4 anni fa - Link

No Ca' del Bosco ha indicato il prezzo a partire da 400 euro non come piu' alto consigliato

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Sergio

circa 4 anni fa - Link

Il punto secondo me è: si trovano poi queste bottiglie oppure sono il solito "specchietto per le allodole", vale a dire un picco di qualità non reperibile per tirare poi il resto della baracca, vale a dire la produzione base di Cà del Bosco? per questo mi ha dato un po' fastidio il post, che sembra esserci cascato in pieno! Paolo A., bello lo stimolo su rapporto qp: si potrebbe fare una bella classifica sui peggiori qp in circolazione...

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il chiaro

circa 4 anni fa - Link

ieri ero a pranzo in noto ristorante di Desenzano e il titolare che dice già di averlo in cantina parlava di 40 euro a boccia in questo caso decisamente più iva. Vabbè, io ho bevuto champagne murmure bdb premier cru di Vergnon e dubito che una qualsiasi cosa targata cà del bosco possa anche solo assomigliare a questo gioiellino

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Raimondo Navarro

circa 4 anni fa - Link

il chiaro: il solito snobismo anti-franciacortino... Io ho bevuto le tre annate della nuova Cuvée di Cà del Bosco il giorno prima di partire x la Champagne. E in tre giorni non sempre ho bevuto bene come ad Erbusco... Questi nuovi Franciacorta di CdB sono cari, ma sono anche di una qualità spaziale...

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