Fine di un incubo. Il risveglio dell’Associazione Italiana Sommelier (scritta proprio così, senza altre accezioni di luogo)

di Antonio Tomacelli

Pochi minuti fa l’house-organ dei sommelier italiani ha lanciato nell’edizione online un editoriale del suo presidente, Antonello Maietta. Il titolo — Fine di un incubo — dice già tutto ma il resto è anche meglio. Si parla dello scisma della delegazione romana che lascia l’Associazione Italiana Sommelier (scritta proprio così, senza altre accezioni di luogo) per fondare una Fondazione. Decisivo il passaggio finale di Maietta:

Fine di un incubo perché, per quanto ci riguarda, se il profilo della cultura del vino sarà da oggi magari meno seducente e meno patinato, sarà anche meno pomposo, meno saccente, meno arrogante e meno sbruffone.

Insomma, un’altra AIS pare sia possibile.

[Immagine: Giancarlo Rafele]

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

38 Commenti

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Stefano

circa 4 anni fa - Link

Morichetti la tua tessera nr.06969 è inquietante :D

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MG

circa 4 anni fa - Link

neanche a farlo apposta proprio :D

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stefano bonilli

circa 4 anni fa - Link

Secondo me FMR non gli era simpatico :-)

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Angelo

circa 4 anni fa - Link

Perchè è simpatico a qualcuno ?

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bruno

circa 4 anni fa - Link

Speriamo in nuovo corso della sezione Romana dell'Ais, con un'attività che sappia coinvolgere "tutti"

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Paolo

circa 4 anni fa - Link

Te lo dico in un orecchio, perché ho stima e non vorrei che una semplice distrazione fosse causa di ingiuste critiche: "l'importante è che fai la cosa giusta" non si puo' proprio leggere. Si puo' dire, nella lingua colloquiale, lo si puo' accettare nell'eloquio dei discepoli di emiliofede, ma proprio non si puo' leggere Almeno fino a quando la Crusca e la Treccani non certificheranno la morte del congiuntivo :)

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sir panzy

circa 4 anni fa - Link

Cavolo... ma l' editoriale del presidente Maietta è una bomba!! Soprattutto la parte finale: "Fine di un incubo perché, per quanto ci riguarda, se il profilo della cultura del vino sarà da oggi magari meno seducente e meno patinato, sarà anche meno pomposo, meno saccente, meno arrogante e meno sbruffone. Prerogativa di chi è realmente competente e non deve mascherare altrimenti la propria insipienza. In questa circostanza l’Associazione Italiana Sommelier (scritta proprio così, senza altre accezioni di luogo), quella che in Italia e nel Mondo raccoglie circa 30.000 aderenti, farà meno fatica a spiegare all’esterno che alcune discutibili esternazioni, alcune rancorose ritorsioni, alcune inspiegabili decisioni, non appartengono al proprio patrimonio di valori" Quali sono (tralasciando il resto delle accuse) le inspiegabili decisioni? Ma soprattutto: cosa dice FMR a riguardo? E i ragazzi tesserati a Roma? Anche loro collusi oppure vittime del sistema FMR? Bah...

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bruno

circa 4 anni fa - Link

...........molti cortigiani, molti nani e ballerine ma la stragrande maggioranza sicuramente vittime di quel sistema che vede le persone solo da spremere e che non prevede nessuna forma di vita associativa che non sia solamente fine all'incasso a prescindere dai contenuti.........

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Syd

circa 4 anni fa - Link

Scusa "Sir Panzy" ma adesso cosa centrano i tesserati AIS Roma. Piuttosto chiediamo al Presidente A.I.S Maietta di chiarire subito la posizione di alcuni relatori A.I.S Roma, blasonati, che guadagnao dai Corsi A.I.S. Stanno in A.I.S o nella nuova fodanzione di Ricci. Lo ribadisco non facciano i furbetti!! Mi sto riferendo a queste persone qui: http://www.aisitalia.it/relatori.aspx#.UqdICdLuKi4. Sono un tesserato A.I.S e non voglio essere preso per il culo!

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Angelo

circa 4 anni fa - Link

Non è Maietta che deve spiegazioni, ma gli stessi relatori. Se sono fuori dall' Ais non possono sostenere i corsi sotto l'emblema dell' Ais.....o viceversa se aderiranno alla nuova " cosa " di Ricci, faranno i corsi sotto quella nuova stella ( se di stella si tratterà ). A mio avviso no, questa è storia vecchia e già vista, i soliti furbetti del quartierino ( Ricci ) quando qualcuno gli fa i conti in tasca si incazzano ed escono dalla vecchia associazione, cavoli loro....per noi meglio cosi'

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Nobilone

circa 4 anni fa - Link

Dallo statuto dell'AIS rivisto e pubblicato il 27/6 u.s.: "Qualora, per qualunque motivo, venisse a mancare la figura del Presidente dell’Associazione regionale/territoriale, tutte le cariche regionali/territoriali automaticamente decadono e la Giunta Esecutiva Nazionale provvede a indire nuove elezioni nel più breve tempo possibile. Fino all’elezione del nuovo Presidente e alla conseguente nomina del nuovo Consiglio Direttivo, le funzioni di ordinaria amministrazione sono svolte dal Vice Presidente. %%Qualora il Presidente, per obiettivo e prolungato impedimento o per *negligenza grave*, non fosse in condizione di svolgere il suo mandato, può essere destituito dalla sua carica dalla Giunta Esecutiva Nazionale. In tal caso *decadono tutte le cariche regionali/territoriali* e la GEN provvede a indire senza indugio nuove elezioni, prendendo i provvedimenti necessari per assicurare la continuità dell’attività associativa nell’Associazione regionale/territoriale, nominando, se del caso, un Commissario o affidando al Vice Presidente le funzioni di ordinaria amministrazione. %% Inutile dunque sentire i soci o i relatori: questi si esprimeranno in sede di ricostituzione della delegazione/sede regionale stessa. Nello stesso statuto viene anche detto che se una delegazione non raggiunge il numero minimo di iscritti (che è però ridicolmente basso), essa viene sciolta e/o accorpata ad altre.

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bruno

circa 4 anni fa - Link

Riprendo da Nobilone " Qualora il Presidente, per obiettivo e prolungato impedimento o per *negligenza grave*, non fosse in condizione di svolgere il suo mandato, può essere destituito dalla sua carica dalla Giunta Esecutiva Nazionale. In tal caso *decadono tutte le cariche regionali/territoriali* e la GEN provvede a indire senza indugio nuove elezioni, prendendo i provvedimenti necessari per assicurare la continuità dell’attività associativa nell’Associazione regionale/territoriale, nominando, se del caso, un Commissario o affidando al Vice Presidente le funzioni di ordinaria amministrazione " E' proprio per questo che trovo grave l'immobilismo dell'AIS verso i soci di Roma. La sede centrale da me contattata al telefono ancora non ha saputo dirmi chiaramente cosa succederà a Roma. Mi dicono che "con tutta probabilità" verrà riorganizzata una nuova sezione AIS di Roma e del Lazio e che nel frattempo è possibile comunque pagare la quota associativa nazionale. Se qualcuno afferma che è la fine di un incubo mi aspetto poi una perentoria riorganizzazione anche per dimostrare agli "scissionisti" in maniera reale quello che si è sostenuto nel comunicato indirizzato ai propri soci

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Syd

circa 4 anni fa - Link

Il Presidente Maietta chiarisca SUBITO se i relatori di seguito hanno aderito al progetto di Ricci o meno. Ecco la lista: http://www.aisitalia.it/relatori.aspx#.UqdICdLuKi4

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Muffanobile

circa 4 anni fa - Link

Ah Maiè, non è che puoi permetterti di fare "l'Alfano " della situazione quando sei stato "un Bondi" fino all'altro ieri.....

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roberto

circa 4 anni fa - Link

aahhahahahahah la memoria è proprio fallace, ma proprio nessuno tolto muffanobile pare, ricorda dove stava e sopratutto con chi stava mr. president quando il presidente era quel pover'uomo di Cervia di cui non rammento il nome. poi uno può anche vedere la LUCE ma..............

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massj

circa 4 anni fa - Link

Quando nel 2007 ero ancora nell'AIS e come tanti denunciai pubblicamente l'illeggittima (secondo lo stesso statuto AIS) commistione AIS-Bibenda, venni censurato e da un simpaticamente noto giornalista del vino persino minacciato di querela (anche qui: minacciato come tanti). Fortunatamente il mondo del vino non ha bisogno né di Ricci né dell'AIS: semmai, viceversa, sono loro che campano (entrambi) sul mondo del vino col business dei corsi e delle guide. Ma dubito che se ne renderanno mai conto di quanto sono inessenziali. Nel frattempo senza questa gente ho bevuto alla grandissima. Salute.

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Davide G.

circa 4 anni fa - Link

facciamo anche un corso di congiuntivi?

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Nobilone

circa 4 anni fa - Link

Chiunque abbia minimamente seguito le vicende di AIS e Bibenda e le varie querelle su guide e web si aspettava che qualcosa sarebbe successo. Inutile commentare e rivangare le infelici uscite degli ultimi due anni. Deprecabile l'uscita di un Presidente regionale che con nonchalance comunica l'uscita da una associazione nazionale decisa per motivi -legittimi o meno- essenzialmente personali e senza consultazione. Incredibile che tutto ciò venga fatto passare "tra le righe" senza nemmeno un commento o una spiegazione sul proprio organo -regionale- di informazione. Ancor più deprecabile la dichiarazione di un Presidente nazionale che commenta indispettito questa mossa liquidandola in due parole senza dare spiegazioni e indicazioni ai tesserati che hanno l'unica colpa di essere residenti in quella regione. Ridicola, infine, questa "caduta dal pero" degli organi dell'associazione quando, appunto, di secessione si parla da mesi e i segnali e i motivi erano evidenti a tutti. Può funzionare in politica, non in un'associazione di appassionati e professionisti del vino. Associazione, ripeto, non impresa. Ma questo è il problema del conflitto di interessi: finché fa comodo a tutti, funziona, quando non conviene più a qualcuno, le proverbiali deiezioni finiscono sul ventilatore, e non c'è modo di uscirne puliti, per nessuno. Posso solo immaginare l'imbarazzo dei professionisti, dei delegati e dei docenti del Lazio capaci e in buona fede (perché ce ne sono) che qualunque decisione prendano, ammesso che sia possibile prenderne, questo imbarazzo se lo porteranno appresso per sempre. Così come per sempre una vicenda del genere ridicolizzerà l'immagine dell'associazione; non per la "secessione" in sé, che in un istituto di questo tipo può sempre succedere, ma per il modo in cui tutto ciò si è svolto e continua a svolgersi. Una sola cosa, sicuramente, questa vicenda è riuscita ad ottenere: che chi ha sempre detto che fare il corso da Sommelier fosse una perdita di tempo e soldi (vedi sopra) adesso può serenamente gongolare. Almeno qualcuno è contento.

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Nobilone

circa 4 anni fa - Link

Dal sito istituzionale dell'Associazione (sezione "Storia dell'AIS") "Solamente nell'Aprile del 1994, l'AIS pubblica in proprio la rivista "Il Sommelier Italiano", grazie anche alla intraprendenza, al vivace interesse e all'abilità nell'elevare l'immagine dell'Associazione da parte di Franco Ricci." E' ancora lì, non so per quanto.

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bruno

circa 4 anni fa - Link

Gli associati di Roma che intendono rimanere in AIS attendono una chiara comunicazione da parte della sede centrale sul fatto che la Sez. di Roma proseguirà "certamente" la sua attività con un nuovo direttivo una nuova sede ed una propria attività. Siamo a dicembre e la mancanza di una ferma presa di posizione su questo fatto fa sicuramente il gioco della "nuova associazione" nel quale i soci in confusione verseranno la quota associativa. Per fare questo il presidente o chi per lui del direttivo nazionale non hanno bisogno di sentire avvocati o altro. Serve una ferma presa di posizione perchè questo atteggiamento di disorientamento non rafforza certo l'immagine dell'associazione. Oltre a dire "la fine di un incubo" bisognava dire chiaramente da subito che le attività e la presenza dell'AIS sul territorio laziale sarebbero proseguite a prescindere

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Syd

circa 4 anni fa - Link

Salve Bruno, penso che le tue perplessità siano del tutto lecite. La scissione di Ricci è avvenuta, nonostante fosse già nell'aria (vedi le dichiarazionidi Maietta durante il wine progress), comunque in modo repentino. Faccio parte del direttivo AIS di una regione d'Italia e non ti nascondo che i problemi organizzativi e logistici sono già tanti quando si lavora in un regime di ordinaria amministrazione, quindi puoi ben capire in quali difficoltà si trovi adesso il Direttivo Nazionale. Ad esempio hai preso in considerazione che l'AIS Nazionale dovrebbe trasferire i corsisti in altre strutture adatte alla formazione per così dare continuità ai corsi sotto la gestione A.I.S. Ci sono tanti problemi nopn risolvibili in pochi giorni.. Per non parlare poi della questione del corpo docente. Quali relatori hanno deciso di seguire Ricci e la sua fondazione? Chi invece resterà in A.I.S? Il problema è si dei corsisti che vogliono giustamente una risposta, ma anch eil direttivo A.I.S ha una bella patata bollente in mano. Saluti

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Francesco

circa 4 anni fa - Link

Salve Sys, io purtroppo sono uno dei corsisti attualmente iscritto ad uno dei corsi AIS, e, dopo aver chiamato Maietta sono andato anche a sentire cosa avevano da dirmi all'AIS Roma che è e rimarrà di ricci, se pur svincolato dall AIS nazionale, inoltre... io martedì avrei lezione, avevo sentito Maietta che mi disse che ci avrebbe fatto sapere almeno per e-mail o tramite un comunicato stampa cosa avremmo dovuto fare noi corsisti e noi iscritti all AIS Roma entro breve, invece mi è arrivata solo la mail con "la fine di un incubo". Beh l'incubo per alcuni invece è iniziato, martedì da quale parte del letto ci sveglieremo? il corso che stiamo effettuando sarà riconosciuto?? e da chi? nel caso volessimo sganciarci da Ricci e rimanere in AIS o viceversa, le nostre quote associative/pagamenti del corso, saranno comunque riconosciute o rimborsate in caso di rescissione? Invece di pensare alla mail sulla fine del suo incubo, potrebbe pensare a tutti gli iscritti già' sommelier, e quelli non ancora, ma in corso, che non sanno da quale parte del tavolo questa bottiglia rotolerà !!

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Syd

circa 4 anni fa - Link

Salve Francesco i tuoi dubbi sono giustissimi ed è anche vero che adesso l'incubo è per i corsisti AIS Roma che non hanno alcuna colpa. Penso che la sterile risposta da parte dell'AIS Nazionale sia stata generata anche per colpe gravi, e diciamo scarsa onestà intelettuale o deontologia (tanto acclamata dal Ricci) da parte dei relatori dei corsi AIS Roma. Avrebbero da subito dovuto schierarsi con Ricci o con Maietta. Ma i ritardi dell'AIS Nazionale a fornire risposte concrete e la caparbia di Ricci nel costituire, senza preavviso, una nuova associazione mi fanno presumere che i relatori che svolgono le lezioni nei corsi AIS Roma ancora non abbiano preso una chiara posizione. Perchè martedì non lo chiedi al relatore che ti impartirà la lezione. Cioè è talmente poco elegante chiedergli/le se sta lavorando per AIS o per AIS Roma/Fondazione AIS Roma?

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bruno

circa 4 anni fa - Link

Salve Cyd, capisco le difficoltà ma credo che un'associazione nazionale che si ritenga forte debba garantire ad una piazza come Roma una continuità a prescindere. Problemi ce ne sono sicuramente e forse a volte potrebbero rappresentare un'opportunità, ad esempio quella di coinvolgere tutti quei soci di Roma,tagliati fuori fino adesso perchè non cortigiani, in attività che possano svolgere secondo le proprie attitudini. Questo secondo me significa associazionismo, far crescere i propri iscritti attraverso la crescita della propria associazione in un circuito capace di generare entusiasmo passione e coinvolgimento e mettere al bando quel clima e quell'atteggiamento che a Roma era veramente diventato stantio e gradevole. Per quanto riguarda i docenti basta fargli una semplice telefonata per chiedergli da che parte stai? punto e basta. Ammesso che tutti passino dalla parte di Ricci si potrebbero coinvolgere le tante personalità che a Roma gravitano nel mondo del vino e che potrebbero trasmettere forse meglio la passione per questo nostro amato mondo. Si passione perchè è proprio questo che va trasmesso agli associati. Avremmo forse docenti con più passione e meno spocchia, meno cardamomo goudron anice stellato forse un tantino meno tecnici che poi nei tre livelli non serve, come ad esempio non serve affrontare la viticultura francese rendendola un esibizione stringata del docente su zone e nomi di cantine che nulla porta ai corsisti. Quando ho fatto io i tre livelli (recentemente) solo un paio di docenti sapevano trasmettere passione tutti gli altri sembravano sbattersi solo per far vedere quanto erano bravi.. Non è il modo di coinvolgere le persone e renderle testimonial di una cultura di un mondo di una passione, è solo il modo per allontanarli. Comunque mi fa piacere la tua risposta in qualità di facente parte di un direttivo, un dialogo tra appassionati facenti parte della stessa associazione. Quello che non ho trovato nel direttivo romano che risponde alle tue email solamente quando chiedi informazioni su quanto costa il tale corso. Mi piacerebbe sapere se sono l'unico eretico o tutti quelli della sezione Romana sono contenti di questa situazione o in passaggio nella nuova associazione. A tutti dico parlate liberamente perchè credo che finalmente il tempo della censura sia finito....spero...

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Syd

circa 4 anni fa - Link

Sono d'accordo con le tue riflessioni Bruno. E ti appoggio anche quando dichiari la necessità di confrontarti con una reltà più flessibile e meno autoreferenziale. Non ho nulla contro Ricci, a parte quando scrisse un assurdo e tamarro editoriale sull'inutilità della comunicazione del vino via web.Inoltre non posso dare giudizi su come opera Bibenda non avendo mai partecipato a nessun evento; e non posso dare un giudizio sui relatori AIS Roma non avendo seguito il corso AIS/Bibenda. Convivere nell'A.I.S non è affatto facile: ci sono molte soddisfazioni ma non ti nascondo che sono molti anche "i mal di pancia" purtroppo. Il consiglio che mi sento di darti è continua a fare il tuo lavoro con passione ed onestà: gira per cantine e per vigne e non smettere mai di conoscere. Guarda che è AIS è solo un piccolo aspetto del mondo del vino. Se metti passioni nelle cose che fai, riuscirai a realizzare i tuoi obiettivi senza AIS, Maietta, Ricci, ASPI o Onav. A presto e in bocca a lupo

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bruno

circa 4 anni fa - Link

scusami Syd per la storpiatura del nick......sicuramente è come dici tu bisogna continuare ad appassionarsi sul campo, ma sarebbe bello poterlo fare assieme alla propria associazione. Sono sicuro che le realtà di provincia siano più "genuine" ed i rapporti migliori. Sicuramente continuerò ad occuparmi di cibo e vino a prescindere dall'associazione e piano piano parteciperò anche io a comunicare la bellezza e la dimensione fantastica di questo mondo appasionante...In bocca al lupo anche a te!!!!

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Fabrizio

circa 4 anni fa - Link

Chi è in AIS da qualche anno ricorda benissimo come nacquero le quote 'aggiuntive' che vennero istituite da alcune compagini regionali per poter partecipare alle iniziative 'aggiuntive' che le stesse realizzavano oltre a quelle dell'AIS nazionale. Dopo un pò, alcune compagini hanno trovato un altro modo per evitare di chiedere impopolari quote aggiuntive e tra queste AIS Roma trovò un modo per chiedere 'solo' la quota nazionale e un contributo per i singoli eventi. Senza entrare nel merito del come ciò sia stato fatto, cosa che farebbe entrare in polemiche eterne, credo che si debba avere chiaro che il corso che si tiene al Rome cavalieri è tra i migliori corsi da Sommelier sulla piazza, certo con costi enormi, ma è fatto con relatori AIS regolarmente abilitati e i crismi formali e sostanziali del caso. A Roma convivono varie realtà giuridiche. C'è la sede dell'AIS che organizza i corsi e le attività d'istituto, ma anche altre realtà (ex Bibenda o come la si vuole chiamare) che possono o meno confluire in AIS. Non sono affatto preoccupato della coesistenza di più realtà per chi felicemente di trova a Roma. Temo un salto dell'AIS nazionale indietro di decenni. Ricordiamo quanto 'grezze' fossero le iniziative dell'AIS nazionale fino a dieci anni fa circa. Oggi è triste vedere due Master diversi a Roma e Milano, due stili e modi di fare. Ma nessuno si scansi. Non è che uno sia proprio tanto meglio dell'altro. Chi sta adesso simpatizzando con Maietta, sponsorizzato da Ricci negli anni compreso il momento della candidatura, guardi la 'convention stile meno-male-che.Antonello- c'è visibile qui: http://www.aisitalia.it/sommelier-tv.aspx. Peccato.

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Syd

circa 4 anni fa - Link

@Fabrizio: "fatto con relatori AIS regolarmente abilitati". Che cosa vuoi dire che nelle altre delegazioni i relatori li prendono per strada?

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vocativo

circa 4 anni fa - Link

Un 8 settembre. Si tratta di capire se stare coi tedeschi o gli americani? Bah! Ci sarà sempre un Badoglio della situazione che anziché trovare una soluzione la imbroglia.

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liviogiorgioni

circa 4 anni fa - Link

Sono un socio Ais di Roma dal 2009. Da questa sezione Romana "patinata e saccente" ho ricevuto: un corso di altissimo livello, un master entusiasmante, bibenda day indimenticabili, cene dei 5 grappoli memorabili,degustazioni bellissime a non finire. Ora, premesso che non credo alla umana perfezione e che dunque non mi scandalizza se nella gestione romana ci possono essere ombre, preferisco giudicare dalle opere che ho visto e vissuto. Cosa hanno fatto di meglio le altre illuminatissime sedi Ais? Quale vittoria per l'Ais perdere le splendide iniziative romane che hanno dato lustro a tutta l'associazione? Ha perso la saccenza o piuttosto ha vintol'invidia inoperosa? Se Franco Ricci qualcosa ha sbagliato è solo perché ha fatto tanto, mentre come diceva Benedetto XVI, solo chi non fa niente non sbaglia mai

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Giuseppe Butera

circa 4 anni fa - Link

Sono Giuseppe Butera, SOMMELIER PROFESSIONISTA AIS che, del tutto incolpevolmente, ha "iniziato" la propria formazione presso la sezione romana dell'Associazione Italiana Sommelier - formazione che, come dicono bene in tanti, comunque presso qualsiasi sede teorica NON può che avere SOLO un principio, laddove la parte maggiore spetta poi alle scelte successive ed all'impegno personale. Chiedo perdono se intervengo in maniera non proprio delicata, ma mi vedo costretto a farlo, pur brevemente, a seguito del post di sopra, palesemente ed arrogantemente ignorante, a firma di tal liviogiorgioni che, “[...] socio Ais di Roma dal 2009 [...]”, sosterrebbe che "[...] Da questa sezione Romana “patinata e saccente” ho ricevuto: un corso di altissimo livello, un master entusiasmante, bibenda day indimenticabili, cene dei 5 grappoli memorabili,degustazioni bellissime a non finire. [...]". Ora, a parte che si farebbe sempre bene ad osservare quanti si esprimono facendo riferimento ad un bagaglio "esperienziale" maggiore - ché, davvero, se tutto quello che il meraviglioso mondo del vino può significare e che da lunghissima pezza ricci & co. tentano di configurare in quel postribolo adiposo che seduce spiriti della levatura dell'estensore del commento qui sopra, fosse esaurientemente commentabile da chi è "[...] un socio Ais di Roma dal 2009, sarebbe ben poca cosa [...]" - sarebbe assai bello che detto credente, magari abaco alla mano, facesse due calcoli per vedere esattamente in che misura abbia contribuito alle ordalie che la conventicola succube di ricci spaccia per eventi di cultura del vino: certo è che, se dividessimo tale cifra per il numero di anni dal quale il signore in esame è socio Ais - di Roma, come dice lui - e moltiplicassimo poi il risultato per l'intero numero dei soci dell'AIS - e basta, possiamo più modestamente sussurrare noialtri atei - ipotizzando si abbia tutti uguale disponibilità e si contribuisca dunque in cotal guisa con l'AIS - sempre e basta - forse si potrebbe organizzare un pittiimmagine permanente del vino lungo tutto lo stivale, e far felice questo signore e tutti quelli che le cui aspettative si configurino in maniera affine... Fatto sì è, caro "[...] socio AIs di Roma dal 2009 [...]" che - ascolti bene chi in detto mondo per un amore ed una passione affatto differenti da quelli che i modelli dei suoi mentori tentano d'inculcarle alberga da qualche lustro in più, conosce assai meglio di lei ciò di cui parla ed ha perfino avuto l'ardire di accumulare anche alcune esperienze riccescamente scomunicabili che assai più hanno a che fare con la realtà del vino - se solo avesse la compiacenza di attendere qualche altro annetto di militanza; di levare di quando in quando il guardo più in alto - o, se crede, più in basso, poco importa; di abbandonare la via che le si indica come maestra per perdersi - o ritrovarsi - sui sentieri della scoperta... bene, se indulgesse in queste e in altre tentazioni simili, forse verrebbe colto dal dubbio - modalità di rapporto all'Ente sempre e comunque sana - che anche in vino “[...]Ci sono più cose in cielo e in terra, [...], di quante ne sogni la tua filosofia [...]”, ed avrebbe magari addirittura il buon gusto di tenere per sé citazioni di ruberie dal buonsenso popolare ad opera di personaggi non funzionali alla discussione e di innegabile problematicità sotto il profilo morale. Tutto questo nella sincera speranza, per il bene di quel valore vero che accomuna i tanti appassionati del mondo del vino, che non giunga un decimosesto anche del papa adiposo cui professa devozione prim'ancora di citarne il collega Benedetto.

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liviogiorgioni

circa 4 anni fa - Link

Caro collega, percepisco più saccenza e arroganza nel tuo intervento che in tutti i discorsi di Ricci; ma potrei sbagliarmi visto che nonostante le mie due lauree in materie umanistiche riesco a capire ben poco di questo discorso forse volutamente contorto e involuto. Quindi sospendo ogni giudizio. Mi colpisce solo che voi tutti paladini della giustizia solo ora venite fuori, molti in forma anonima...

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liviogiorgioni

circa 4 anni fa - Link

Caro collega, percepisco più saccenza e arroganza nel tuo intervento che in tutti i discorsi di Ricci; ma potrei sbagliarmi visto che nonostante le mie due lauree in materie umanistiche riesco a capire ben poco di questo discorso forse volutamente contorto e involuto. Quindi sospendo ogni giudizio. Dicendo che sono sommelier dal 2009 non pretendevo affatto di essere un dio in terra ma dicevo solo la verità. Davo per scontato che chi è in Ais da tempi più lunghi ne sappia più di me, ma pensavo che chiunque oltre te avesse il diritto di esprimere la propria opinione, almeno su un blog del genere. Evidentemente mi sbaglio. Mi colpisce solo che voi tutti paladini della giustizia solo ora venite fuori, molti in forma anonima...

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Giuseppe Butera

circa 4 anni fa - Link

Infatti, Giorgioni: si sbaglia - tranne nel caso in cui lo riconosce. E si sbaglia, intanto, nel far riferimento ai "molti anonimi" giusto con chi apre il proprio commmento - tutt'altro che "spontaneo", anche ciò puntualizzato - riportando nome, cognome e qualifica (tutte verificabili proprio chiamando quell'Ais di roma che tanto le sta cara). Sbaglia, poi, asserendo in un primo tempo di essere “[...] socio Ais di Roma dal 2009 [...]” e in un secondo, nella sterile risposta alla mia, "[...] Dicendo che sono sommelier dal 2009 [...]": chi scrive - sempre Giuseppe Butera, Sommelier Professionista AIS (e basta, solo "diplomato" a Roma) - ha al proprio attivo null'altro che un modesto diploma di maturità scientifica conseguito con 36/60, eppure non occorre vantare il possesso di chissà quali - e quanti - titoli accademici per comprendere che, tra le sue due affermazioni, ci sarebbe di mezzo un corso dunque, se iniziasse lei per primo a dare un qualsivoglia valore formale alle cose "di Ais", comprenderebbe che, nella migliore delle ipotesi, se fosse socio Ais - di Roma, come le piace - dal 2009, non potrebb'esser diventato Sommmelier avanti della seconda metà del 2010 (ma immagino che per voi “umanisti” queste siano bazzecole, e assai più contino i "ricc(h)i premi e cotillons" con i quali ricci e i suoi vi accompagnano nel meraviglioso mondo del vino!). Sbaglia poi ulteriormente, e in maniera abbastanza marchiana, dandomi del collega, in quanto se conoscesse un po' il regolamento Ais - e basta - saprebbe che Sommelier Professionista è, almeno nella forma, un titolo lievemente differente da quello che si acquista - non utilizzo un verbo casuale - iscrivendosi ai corsi Ais (impropriamente detti “di qualificazione professionale”) dunque, quand'anche lei fosse un Sommelier, non saremmo comunque colleghi - mi auguro poi, ma soprattutto le auguro - di non essere Professionista, giacché permanere sulle sue posizioni pur avendo le caratteristiche, per l'appunto professionali, necessarie ad esserlo (la salverebbe giusto il possesso di un'attività in proprio) costituirebbe aggravante di tutt'altro che trascurabile entità. Sbaglia, infine, nel darmi del tu, laddove in nessun punto del mio precedente intervento io l'ho fatto né creda - con tutta franchezza e senz'alcun livore se non quello dovuto al danno che SEMPRE compie il cosiddetto diritto ad esprimere "la propria opinione" laddove non ci si renda conto che in precisi frangenti detto diritto si presta assai più ad esser strumentalizzato - ci terrei in alcun modo a forme di vicinanza con chi ritiene poter trattare in questo modo il mondo del vino, non si pone domande di livello estremamente elementare e poi, tra l'altro, ritiene di conseguire chissà quale autorevolezza esibendo il possesso di titoli accademici che, dato lo stato delle cose, hanno già ipso facto espresso il proprio reale valore. Ciò detto, provi a rileggere bene quanto ho scritto, magari mettendo da parte le lauree e pensando che chi scrive non ne ha, chieda, se del caso, lumi a persone a lei vicine che possano avere più o meno il mio basso livello culturale o, in assenza di buon esito di tutto ciò, non esiti a chiedere delucidazioni precise, e sarò ben lieto di fornirgliene. Giusto “per chiudere” tentando di elevarmi a livelli accademici non miei, vorrei solo rispettosamente far notare che, a parte forse aver la “colpa” di non aver profuso pari energie nel rivendicare questo diritto ad esprimere la propria opinione con il guitto allorquando vi ha comunicato un “fatto avvenuto”, e poi riprenderei nuovamente la sua citazione di Ratzinger - peraltro da costui impropriamente sottratta alla saggezza popolare, esercizio cui la chiesa in genere è tutt'altro che nuova – rinviandola a ciò che certo rammenterà l'illustre Giordano Bruno dicesse dei cattolici, a proposito di asini e bisacce sacre. Le auguro buon proseguimento del postribolo adiposo offerto da ricci - e mi perdoni se mi accomiato tanto presto, ma vado a terminare di preparare il modestissimo dolce con il quale, domani sera, insieme ad altre tredici persone, ci daremo convegno per cenare attorno ad un'altrettanto modesta tavola - sa, facendo il vino, non tutti possono aver a che fare con master, bibenda day... - di produttori di vino, uno di quelli che ci piace tanto bere ma che dobbiamo “cercare” da noi, giacché al bunga bunga riccesco non parteciperebbero mai.

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Salvatore Enna

circa 4 anni fa - Link

Leggo con vero interesse quanto avviene nell'AIS. Nell'Aprile 2006, quando uscì l'articolo su "IL MIO VINO PROFESSIONAL" nel quale denunciavo esattamente quanto sta avvenendo non ci fu nessuna alzata di scudi in mia difesa. Sono stato espulso dai "probi viri". Il Ricci mi ha pure chiesto i danni anche se il giudice ha stabilito diversamente. Paolo Morelli già direttore del Sommelier Italiano si è dovuto difendere al Tribunale di Imola per avermi difeso. Quando scoppiò il casino tanti mi chiamarono per dirmi che la pensavano come me ma non volevano esporsi e perdere privilegi nell'Associazione e fui lasciato solo... Il tempo è galantuomo e mi ha dato ragione. Finalmente molti si sono svegliati e si sono opposti al completo scippo dell'AIS a favore di Bibenda. Era ora! Se qualcuno è troppo giovane e non conosce i fatti sarò ben lieto di inviare il PDF con gli articoli del tempo oppure potrá chiederli alla rivista Il mio vino. Buona serata cari ex colleghi.

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Giuseppe Butera

circa 4 anni fa - Link

Ecco, Salvatore Enna (nome assai noto in AIS) è uno dal quale ci si onora sentirsi chiamare colleghi, e spiace profondamente per l'ex. Per il poco che vale, confermo assolutamente quel che dice, aggiungo che svariati schiavi lì dentro si facevano belli nel pronunciare il suo nome con varie forme di sdegno essendo ben visibili al "padre" e concludo dicendo che ciò a cui questi ha ridotto l'AIS è esattamente un'accozzaglia d'individui inclini a chinare il capo di modo che, se qualcuno d'improvviso lo levasse, si possa immediatamente notarlo ed allontanarlo. Personalmente, purtroppo, all'epoca avevo messo un po' da parte la vita "sociale" (facevo, per l'appunto, il "professionista" altrove, e tentavo, con scarsissimo successo, di combattere anch'io le mie piccole battaglie per valori che penso il vino debba curarsi di non lasciare al di fuori del proprio mondo) e dunque non potei far valere alcuna forma di consenso nei confronti dell'allora collega. Sappia però Enna, ancora per il poco che vale, che è proprio nella speranza che la nuova AIS sia un luogo dove di "panze & schiavi" ci sia un ricordo vieppiù pallido e dove, invece, ci si possa ritrovare assieme ai tanti che, come lui, ne sono usciti perché non vi riconoscevano più l'associazione della quale avevano deciso di far parte che alcuni "superstiti" come il sottoscritto tenteranno di non mollare e, assieme ai più giovani, far quel ch'è nelle proprie possibilità perché si torni ad aver a che fare con un Sodalizio che sia la giusta "conseguenza" dell'aggregazione sociale derivante da una "somma di passioni". E speriamo, dunque, di poterci ritrovare presto tutti insieme e levare, magari, un bel calice di quelle bollicine che ricci ha più volte dichiarato il vino migliore del mondo (salvo poi prendere, a mani nude, un bel pugno di cubetti di ghiaccio e gettarli nel calice in mezzo a detto vino), alla faccia sua e di tutti quelli che non hanno ancora capito che se "potere" proprio deve derivare a qualcuno dal vino, questo qualcuno è SOLO quel vignaiolo che, con fatica e spirito di abnegazione, con esso vino condivide l'intera vita, e di esso sposa gioie e dolori! Prosit!

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Salvatore Enna

circa 4 anni fa - Link

Grazie e null'altro.

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